Ticinese, è stato rettore dell'Università di Friburgo dal dal 1892 al 1893, membro del Gran Consiglio, consigliere di Stato e membro del Consiglio nazionale.
Biografia Martino Pedrazzini era figlio dell'avvocato Guglielmo Pedrazzini e di sua moglie Rosa, nata Franzoni. Si sposò con Emilia Bacilieri nel 1870. Dopo aver frequentato il collegio dei Barnabiti a Monza dal 1854 al 1861, studiò giurisprudenza presso l'Università di Pisa (dal 1861 al 1862) e all'Torino, dove nel 1865 conseguì il dottorato in giurisprudenza. Tornò poi a Locarno, dove esercitò la professione di avvocato e notaio. Come politico fu uno dei principali esponenti del Partito Conservatore, consigliere nazionale dal 1873 al 1890, membro del Gran Consiglio ticinese negli anni 1875 e 1890, nonché consigliere di Stato dal 1875 al 1890.
Era una figura di spicco nel governo del Nuovo Indirizzo, promosse la legge scolastica (1878–1882) e la legge sui rapporti tra Stato e Chiesa (1886). Gli furono affidate più volte dal Consiglio federale missioni delicate, in particolare nella questione della diocesi, in occasione del trasferimento di mons. Eugène Lachat dalla diocesi di Basilea a quella di Lugano.
Dopo le sue dimissioni dal Consiglio di Stato a seguito dell'appropriazione indebita commessa dal tesoriere cantonale Luigi Scazziga nel 1890, abbandonò l'attività politica. Successivamente, dal 1890 al 1917, Pedrazzini fu professore di diritto pubblico e ecclesiastico all'Università di Friburgo e, dal 1892 al 1893, ne fu rettore. Dal 1863 fece parte del Piusverein. Il 31 gennaio 1881 era membro onorario della Società di mutuo soccorso dei docenti ticinesi.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Italo-svizzeri Categoria:Studenti dell'Università di Pisa