Il Teatro Nuovo di Pisa, conosciuto per una parte della sua storia come Cinema Nuovo, è un teatro di Pisa situato in piazza della Stazione, di fronte alla stazione di Pisa Centrale, all'interno del complesso del Dopolavoro Ferroviario.

La sala appartiene al complesso del Dopolavoro e degli alloggi delle Ferrovie dello Stato progettato da Roberto Narducci nel 1938. Gli elaborati originali conservati nell'Archivio Architettura della Fondazione FS Italiane documentano che il progetto comprendeva fin dall'origine un teatro dotato di platea, palcoscenico, biglietteria, ingresso autonomo e galleria.

Utilizzata nel corso del Novecento sia per il cinema sia per spettacoli e iniziative culturali, la sala divenne particolarmente nota come Cinema Nuovo. Negli anni ottanta fu uno degli spazi della scena jazzistica pisana e ospitò il festival La Nuova Onda. Dal 2018 è gestita da Binario Vivo APS in collaborazione con l'Associazione Dopolavoro Ferroviario di Pisa. La programmazione contemporanea comprende prosa, nuova drammaturgia, musica, danza, attività formative e spettacoli rivolti alle scuole e alle famiglie.

Nel 2026 il Cinema Teatro Nuovo è stato incluso dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della cultura nell'elenco nazionale delle sale storiche attive.

Storia

Il Dopolavoro ferroviario e il progetto di Roberto Narducci

La storia del complesso si inserisce nella più antica tradizione associativa dei ferrovieri pisani. Il Nuovo circolo ferrovieri di Pisa risulta costituito nel 1897 e nel 1926 venne trasformato in una sezione del Dopolavoro Ferroviario. Tali vicende riguardano l'organizzazione associativa dei ferrovieri e precedono la costruzione dell'attuale complesso di piazza della Stazione.

La progettazione della nuova sede del Dopolavoro Ferroviario e degli alloggi delle Ferrovie dello Stato venne affidata a Roberto Narducci nel 1938. L'attribuzione è riportata dal Dizionario Biografico degli Italiani, che include fra le opere dell'architetto gli «edifici del dopolavoro e degli alloggi delle Ferrovie dello Stato a Pisa (1938)».

La documentazione progettuale conservata nel Fondo Roberto Narducci dell'Archivio Architettura della Fondazione FS Italiane permette di ricostruire più precisamente la configurazione originaria della struttura. Una pianta del piano terreno datata 22 marzo 1938 e intitolata Palazzo per la sede del Dopolavoro Ferroviario ed alloggi da costruirsi sul piazzale esterno della stazione di Pisa Centrale mostra una sala teatrale già compresa nel progetto, con platea, palcoscenico, biglietteria e un apposito ingresso al teatro distinto dall'ingresso agli ambienti del Dopolavoro.

La pianta del piano superiore documenta inoltre la presenza di una galleria con posti a sedere affacciata sulla sala. Le sezioni progettuali mostrano il rapporto fra il corpo multipiano del Dopolavoro, la galleria, il volume della sala e il complesso scenico.

Nel Fondo Roberto Narducci dell'Archivio del '900 del MART sono inoltre conservati due telegrammi relativi all'inaugurazione del Dopolavoro di Pisa, datati nell'inventario al 1938-1939, e due fotografie del «Pisa Dopolavoro e Case postelegrafonici» del 21 novembre 1940.

Il complesso fu successivamente interessato dagli interventi sulla stazione e sugli edifici ferroviari connessi alla ricostruzione postbellica. L'unità archivistica Pisa. Stazione e alloggi esterni della Fondazione FS comprende 92 disegni relativi al fabbricato viaggiatori, agli edifici di servizio e, fra le altre strutture, al «fabbricato dopolavoro e alloggi»; la documentazione comprende elaborati prebellici del progetto originario e interventi successivi conservati nello stesso nucleo archivistico.

Dal teatro al Cinema Nuovo

La funzione cinematografica della sala è documentata almeno all'inizio degli anni sessanta. Negli atti della seduta della Camera dei deputati del 28 febbraio 1961 il Teatro Nuovo del Dopolavoro Ferroviario di Pisa viene descritto come una sala cinematografica dotata di licenza di pubblico esercizio e aperta quindi anche al pubblico non appartenente al Dopolavoro.

Gli stessi atti parlamentari testimoniano l'impiego della sala per attività ulteriori rispetto alla normale programmazione cinematografica. Nel dicembre 1960 era stata negata l'autorizzazione a una manifestazione pubblica con Girolamo Li Causi, circostanza che dette origine a un'interrogazione parlamentare; nel dibattito furono ricordate manifestazioni politiche già svoltesi nel Teatro Nuovo durante la precedente campagna elettorale e altre iniziative culturali, tra cui conferenze di carattere storico, religioso e scolastico.

Negli anni successivi l'identità cinematografica divenne progressivamente predominante e la sala fu conosciuta in città soprattutto come Cinema Nuovo. Secondo le ricostruzioni contemporanee del teatro e del Comune di Pisa, dagli anni settanta ai primi anni duemila l'attività cinematografica rappresentò la funzione prevalente; la sala viene inoltre ricordata come una delle prime realtà cittadine ad avere effettuato proiezioni tridimensionali.

Durante la fase cinematografica la gestione del Nuovo fu legata alla famiglia Scarpellini, attiva nell'esercizio cinematografico pisano dal secondo dopoguerra. L'attività della famiglia nel settore ebbe inizio nel 1948 con il Cinema Astra di Pisa e si estese successivamente a numerose sale della Toscana. Il Tirreno ha ricordato fra le sale pisane legate agli Scarpellini l'Astra, l'Italia, il Nuovo di piazza della Stazione e, in epoca successiva, il multisala Isola Verde. Nel 2011 Filiberto Scarpellini risultava ancora indicato dalla stampa come gestore del Cinema Teatro Nuovo.

L'attività del Cinema Nuovo non fu limitata alla programmazione commerciale. Nel 1978 la sala figurava fra le realtà coinvolte nell'esperienza pisana del Circuito Regionale Toscano del Cinema, insieme al Comune di Pisa, alla commissione cinema dell'ARCI, al Cinema Teatro 20+1 del CEP, al Dopolavoro Ferroviario e ad altri organismi cittadini. Il progetto, sviluppato fra Pisa e Vecchiano e rivolto in particolare al cinema per ragazzi e all'educazione all'immagine, aveva realizzato nell'arco di circa sei mesi 72 proiezioni di 26 film.

Il jazz e La Nuova Onda

Negli anni ottanta il Cinema Nuovo fu uno degli spazi della scena jazzistica pisana sviluppatasi attraverso il Circolo Pisa Jazz, le Rassegne Internazionali del Jazz e il CRIM, Centro per la Ricerca sull'Improvvisazione Musicale.

Nella sala si svolse il festival La Nuova Onda, legato all'attività organizzativa di Francesco Martinelli e rivolto anche alle nuove generazioni del jazz italiano. Una ricostruzione realizzata da Palazzo Blu in occasione dei cinquant'anni di Pisa Jazz ricorda Paolo Fresu e altri giovani musicisti dell'epoca nell'ambito del festival e cita Massimo Urbani fra gli artisti passati dal Cinema Nuovo.

Una delle serate del festival è documentata discograficamente. Il 7 febbraio 1988 il gruppo Padouk, formato da Edoardo Ricci ai sassofoni, clarinetto basso e voce, Riccardo Lay al contrabbasso, Filippo Monico e Stefano Rapicavoli alla batteria e alle percussioni ed Eugenio Sanna alla chitarra, registrò al Cinema Nuovo un concerto pubblicato l'anno seguente nell'album Padouk dalla Splasc(h) Records.

Il rapporto con il jazz cittadino proseguì anche successivamente, quando il Cinema Teatro Nuovo tornò a ospitare alcuni appuntamenti di Pisa Jazz.

La ripresa dell'attività teatrale

Nei primi anni duemiladieci, mentre l'attività cinematografica perdeva progressivamente centralità, il Cinema Teatro Nuovo tornò a essere utilizzato con crescente frequenza per iniziative teatrali, musicali, culturali e sociali.

Nel 2011 il Dopolavoro Ferroviario avviò il progetto Mondostazione, orientato alla creazione di un centro culturale polivalente e multietnico nell'area della stazione. Nell'ambito del progetto nacque il Teatro della Comunità, realizzato con Marco e Antonio Di Stefano e basato sul coinvolgimento diretto degli abitanti. Il programma iniziale prevedeva quindici incontri destinati a culminare nella realizzazione di uno spettacolo scritto, diretto e interpretato dai cittadini e comprendeva anche serate nelle quali attività cinematografiche e teatrali convivevano.

A questa esperienza si collegavano le attività di Mondostazione e del progetto PAIS – Progetto Autogestito di Inserimento Sociale, rivolte all'integrazione sociale e alla vita culturale dell'area della stazione attraverso teatro, musica, arti visive, cinema e iniziative associative.

Nel 2014 il Teatro della Comunità Pisana organizzò al Cinema Teatro Nuovo la prima rassegna Pisa popolare, costituita da quattro spettacoli legati anche alla cultura e alla memoria della città.

Nel 2016 la sala continuava a svolgere contemporaneamente funzioni cinematografiche e teatrali. Fra le iniziative di quell'anno figurò la rassegna Il teatro e la città, nell'ambito del progetto T.I.P. – Teatri in Piazza, sostenuto dal Comune di Pisa.

Il 9 dicembre 2016 vi si svolse inoltre una manifestazione per il cinquantesimo anniversario del Canzoniere Pisano, esperienza nata nel 1966 nell'ambito della canzone sociale. Alla celebrazione parteciparono, fra gli altri, Pino Masi, Piero e Lidya Nissim, Riccardo Bozzi, Alfredo Bandelli, Piero Finà, Charlotte Lantery e Giovanna Silvestri.

Dal 5 ottobre 2017 la programmazione cinematografica del fine settimana venne affidata al Cineclub Arsenale, subentrato alla precedente gestione per le proiezioni e orientato prevalentemente al cinema d'autore. L'accordo si inseriva in un più ampio progetto di utilizzo culturale della struttura che coinvolgeva diverse associazioni cittadine e prevedeva spettacoli teatrali, musica dal vivo e attività formative.

La gestione di Binario Vivo

Dal 2018 la struttura è gestita da Binario Vivo APS in collaborazione con l'Associazione Dopolavoro Ferroviario di Pisa, indicata dalle fonti del teatro come titolare della struttura.

La direzione artistica è affidata a Carlo Scorrano, presidente di Binario Vivo APS, responsabile della programmazione, della composizione delle rassegne e dello sviluppo delle collaborazioni con altri teatri e realtà associative.

La programmazione della nuova gestione si è orientata soprattutto verso il teatro contemporaneo e la nuova drammaturgia, affiancando alla prosa musica, danza, spettacoli per le nuove generazioni, laboratori e attività formative.

Durante la pandemia di COVID-19 Binario Vivo realizzò il progetto Teatro in Digitale, sostenuto dalla Fondazione Pisa, con un cartellone di sedici spettacoli teatrali e musicali trasmessi in diretta streaming dal palcoscenico del Teatro Nuovo.

Nel 2020 il Teatro Nuovo partecipò inoltre alla rassegna estiva Fuori Teatro al Giardino Scotto, organizzata in collaborazione con il Teatro Verdi e il Comune di Pisa. Nell'ambito della manifestazione Binario Vivo presentò in prima nazionale lo spettacolo per ragazzi Una volta c'era una volta.

A partire dal 2023 la funzione teatrale della struttura si è ulteriormente consolidata attraverso stagioni organiche, pur mantenendo la sala la possibilità tecnica di accogliere proiezioni, concerti, incontri ed eventi congressuali. La stagione 2024-2025, intitolata Rivoluzioni teatrali, comprendeva 33 spettacoli di teatro contemporaneo, ai quali si affiancavano programmazioni musicali e per l'infanzia. La stagione 2025-2026, denominata Riso Amaro, ha proseguito l'indirizzo verso il teatro contemporaneo con oltre quaranta spettacoli.