Il Piano regolatore di massima per la sistemazione della Grande Palermo, noto come Piano Bonci, fu un piano regolatore e di ampliamento della città di Palermo. Fu redatto nel 1927 dall'architetto, urbanista ed imprenditore Paolo Bonci.

Mai adottato dall'amministrazione comunale, prevedeva un'ambiziosa espansione urbanistica della città verso la direttrice sud-est, inglobando nel territorio di Palermo i comuni di Ficarazzi, Villabate e Bagheria. Nelle intenzioni di Bonci il progetto avrebbe condotto allo sviluppo di una Grande Palermo destinata a raggiungere, considerando il mero perimetro amministrativo comunale, i 900.000 abitanti.

Per le sue caratteristiche il progetto è stato anche paragonato al Piano Cerdà di Barcellona.

Storia Ideato dall'architetto di origine toscana Paolo Bonci nel 1927, il piano rappresentò il più elaborato progetto urbanistico della città dai tempi del piano regolatore di Palermo del 1885, opera di Felice Giarrusso.

Capovolgendo la logica espansiva verso la direttrice nord, il piano messo a punto da Bonci si contraddistingue per l'idea di un grandioso sviluppo costiero della città verso sud-est, fino a Mongerbino, nella costa di Bagheria, salvaguardando la Piana dei Colli. In tal senso il Piano Bonci è l'unico esempio di progetto urbanistico palermitano incentrato sullo sviluppo in questa direttrice.

Benché mai adottato dall'amministrazione, in anni recenti il Piano Bonci è diventato un punto di riferimento ideale nelle elaborazioni relative al risanamento della Costa Sud della città, l'area che va dalla foce del fiume Oreto ad Acqua dei Corsari.

Progetto Il progetto urbanistico delineava la formazione di una nuova città estesa, comprendente i territori di Palermo, Ficarazzi, Villabate e Bagheria. L'espansione sarebbe stata organizzata secondo una precisa suddivisione funzionale degli spazi, con l'obiettivo di integrare le attività portuali, residenziali, amministrative, commerciali e culturali.

Lo sviluppo urbano sarebbe stato orientato lungo l'asse compreso tra il nucleo storico e il nuovo porto previsto nell'insenatura di Aspra. La fascia costiera, in prossimità della passeggiata a mare, sarebbe stata riservata a alberghi e residenze di pregio, mentre le aree retrostanti, caratterizzate da lotti più ampi, avrebbero accolto prevalentemente abitazioni destinate ai ceti medi. In prossimità della linea ferroviaria era invece prevista una zona residenziale di carattere economico, destinata soprattutto a operai e impiegati.

Il territorio di Bagheria avrebbe svolto funzioni prevalentemente amministrative, bancarie e scolastiche. Il centro storico sarebbe stato invece interessato da un processo di valorizzazione delle proprie strutture istituzionali.

Note

Bibliografia Paolo Bonci, Piano regolatore di massima urbanistico per la città di Palermo e Conca d'Oro (con mappe), Horus, 1943

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