Cresmologia (dal greco antico χρησμολογία, chrēsmología) è un termine legato alla divinazione e alla tradizione oracolare greca. Nell'uso antico il sostantivo χρησμολογία indicava principalmente il pronunciare o proferire responsi profetici ed era collegato ai termini χρησμολόγος (chrēsmológos, «cresmologo») e χρησμολογέω (chrēsmologéō, «pronunciare responsi»).
Il termine è strettamente collegato alla figura del cresmologo, ossia il χρησμολόγος, vocabolo applicato nella letteratura greca a personaggi associati alla pronuncia, raccolta, conservazione o interpretazione di responsi oracolari.
In epoca moderna il termine inglese chresmology è stato impiegato anche in un'accezione più ampia. Nel 1961 l'antropologa Ann J. Gibson lo utilizzò nel titolo del saggio Chresmology: A Comparative Study of Oracles, dedicato allo studio comparativo delle istituzioni oracolari in diverse società.
Etimologia e significato Il vocabolo χρησμολογία appartiene alla stessa famiglia lessicale di χρησμός (chrēsmós), termine utilizzato in greco per indicare un responso profetico o oracolare. Alla medesima famiglia appartengono χρησμολόγος e χρησμολογέω.
Il significato di questi termini mutò nel corso della storia della lingua greca. Secondo E.V. Prikhodko, nella letteratura di età classica ed ellenistica χρησμολόγος poteva designare antichi profeti ai quali erano attribuite predizioni sul futuro, ma anche persone che raccoglievano e conservavano tali profezie. Il sostantivo χρησμολογία avrebbe invece mantenuto prevalentemente il significato di «pronuncia di profezie», assumendo in epoca bizantina anche quello più generico di «profezia».
Questa ricostruzione ha portato a mettere in discussione l'uso moderno del termine chresmology nel significato di «raccolta di oracoli», poiché tale accezione non risulterebbe attestata per il sostantivo greco antico.
I cresmologi nella Grecia antica Nella Grecia antica i cresmologi erano figure associate alla tradizione e all'interpretazione degli oracoli. Carmen Sánchez-Mañas osserva che Erodoto fornisce la prima attestazione letteraria nota del termine χρησμολόγος e presenta tre personaggi qualificabili come pronunciatori, compilatori o interpreti di responsi.
Uno dei casi più noti è quello di Onomacrito, attivo ad Atene nel VI secolo a.C. Secondo il racconto erodoteo, Onomacrito era incaricato di ordinare una raccolta di oracoli attribuiti a Museo, ma fu allontanato dalla città dopo essere stato accusato di avervi inserito un responso non autentico. L'episodio è stato interpretato dagli studiosi come una testimonianza del rapporto fra trasmissione dei testi oracolari, loro interpretazione e problemi di autenticità.
Alla tradizione dei responsi profetici greci erano inoltre associate figure leggendarie come Bacide e la Sibilla, alle quali venivano attribuite profezie trasmesse e reinterpretate dalle generazioni successive.
Cresmologia e tradizione oracolare L'attività dei cresmologi si inseriva nel più ampio contesto della religione dell'antica Grecia e delle pratiche divinatorie. I responsi attribuiti a profeti del passato potevano essere raccolti, conservati e successivamente applicati a circostanze politiche o militari contemporanee.
La funzione del cresmologo non coincideva necessariamente con quella dell'indovino che produceva direttamente una nuova predizione: le fonti testimoniano infatti anche un'attività di conservazione, selezione e interpretazione di responsi già esistenti.
Questa caratteristica contribuì alla formazione di raccolte oracolari attribuite a personaggi autorevoli o leggendari. La possibilità di modificare, interpolare o reinterpretare tali raccolte costituiva tuttavia anche un problema di autenticità, come mostra il racconto relativo a Onomacrito.
Uso moderno del termine Nel XX secolo chresmology è stato occasionalmente impiegato come termine per lo studio comparativo degli oracoli. L'esempio più esplicito è il saggio di Ann J. Gibson del 1961, nel quale vengono confrontate istituzioni oracolari documentate in diverse società.
Gibson prende come punto di partenza l'oracolo greco e individua tre caratteristiche fondamentali: una divinità alla quale vengono rivolte domande, uno o più intermediari religiosi e un luogo determinato nel quale viene fornita la risposta.
Questo impiego moderno di chresmology non corrisponde però necessariamente al significato storico del greco χρησμολογία. Gli studi lessicali distinguono pertanto l'uso antico del termine, riferito principalmente alla pronuncia di responsi profetici, dagli impieghi moderni della parola come denominazione dello studio o della classificazione degli oracoli.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Divinazione Oracolo Onomacrito Profezia Sibilla
Categoria:Divinazione Categoria:Religione dell'antica Grecia