Nel corso della propria storia l'Association Sportive de Monaco Football Club è stata guidata da numerosi allenatori, francesi e stranieri, alcuni dei quali hanno avuto un ruolo determinante nell'affermazione del club ai vertici del calcio nazionale e nella sua progressiva dimensione internazionale.

Tra le figure più rappresentative vi è Lucien Leduc, che sedette per la prima volta sulla panchina monegasca nel 1958 e guidò la squadra alla conquista dei primi trofei della sua storia. Nei suoi due periodi alla guida del Monaco diresse 343 incontri e vinse tre campionati francesi e due Coppe di Francia, realizzando nel 1962-1963 l'unico double campionato-coppa della storia societaria.

Negli anni successivi la panchina del club è stata occupata da tecnici quali Gérard Banide, campione di Francia nel 1982, Arsène Wenger, vincitore del campionato al primo anno nel 1987-1988 e della Coppa di Francia nel 1991, Jean Tigana e Claude Puel, vincitori rispettivamente dei campionati del 1997 e del 2000. Nei primi anni 2000 Didier Deschamps condusse invece il Monaco fino alla finale della UEFA Champions League 2003-2004, mentre Leonardo Jardim riportò il club al titolo nazionale nel 2016-2017, raggiungendo nella medesima annata anche la semifinale di Champions League.

Dal 6 luglio 2026 l'allenatore della prima squadra è il brasiliano Filipe Luís, secondo tecnico brasiliano nella storia del club dopo Ricardo Gomes.

Storia

Dalle origini ai primi titoli La figura dell'allenatore assunse un ruolo definito nel Monaco soprattutto con l'ingresso del club nel calcio professionistico francese. Nella prima esperienza in Division 2, nel 1933-1934, le fonti statistiche registrano la presenza di tecnici di scuola ungherese; l'esperienza professionistica si interruppe tuttavia al termine della stagione, quando le difficoltà finanziarie costrinsero la società a tornare tra i dilettanti.

Con il ritorno al professionismo nel 1948 iniziò una successione tecnica più stabile. Jean Batmale guidò la squadra nelle prime due stagioni della nuova esperienza in Division 2, seguito dal rumeno Elek Schwartz tra il 1950 e il 1952 e dall'italiano Angelo Grizzetti nella stagione 1952-1953. Fu proprio in quest'ultima annata che il Monaco ottenne per la prima volta la promozione nella massima divisione. La squadra esordì quindi in Division 1 nel 1953 sotto la guida di Ludwig Dupal, che rimase in carica per tre stagioni e condusse i monegaschi fino al terzo posto del 1955-1956, primo piazzamento sul podio nella storia del club.

A Dupal succedette l'austriaco Anton Marek, secondo il quale il Monaco consolidò la propria presenza ai vertici della massima serie, prima di un breve periodo affidato a Louis Pirroni. La svolta arrivò nell'estate del 1958 con la nomina di Lucien Leduc, ex nazionale francese dotato di una filosofia di gioco prevalentemente offensiva. Nelle prime due stagioni il nuovo tecnico trasformò progressivamente il Monaco in una squadra in grado di competere per i trofei: nel 1959-1960 i biancorossi superarono il Saint-Étienne per 4-2 dopo i tempi supplementari nella finale della Coppa di Francia, conquistando il primo grande titolo della storia societaria.

L'era Leduc e l'affermazione nazionale

Il primo ciclo di Leduc segnò la definitiva affermazione del Monaco nel calcio francese. Nella stagione 1960-1961, coincisa con l'adozione della celebre maglia a diagonale, la squadra conquistò il proprio primo titolo nazionale con 26 vittorie in 38 giornate. Due anni più tardi il tecnico guidò i biancorossi alla stagione più completa della loro prima fase storica, conquistando sia la Division 1 sia la Coppa di Francia: quello del 1963 rimane il primo e unico double campionato-coppa realizzato dal Monaco.

Leduc lasciò il Principato al termine di quella stagione. Negli anni successivi la panchina fu affidata, tra gli altri, a Roger Courtois, Louis Pirroni e Pierre Sinibaldi, senza che la squadra riuscisse a mantenere la continuità del precedente ciclo. Dopo il secondo posto del 1963-1964 seguì infatti un progressivo arretramento in classifica che culminò con la retrocessione in Division 2 nel 1969. Robert Domergue e successivamente Jean Luciano accompagnarono una prima fase di ricostruzione: con quest'ultimo il Monaco riconquistò la massima serie nel 1971, ma la permanenza durò una sola stagione.

Nel corso della prima metà degli anni settanta si alternarono Rubén Bravo, Alberto Muro e Armand Forcherio, in un periodo caratterizzato da frequenti passaggi tra prima e seconda divisione. Parallelamente la società avviò una trasformazione strutturale culminata nel 1975 con la creazione del centro di formazione, destinato a diventare uno degli elementi centrali dell'identità tecnica del club.

Nel gennaio 1977 la dirigenza richiamò Leduc, con la squadra nuovamente impegnata in Division 2. Il tecnico ottenne immediatamente la promozione e, nella stagione successiva, realizzò una delle imprese più significative nella storia del calcio francese: il Monaco, appena promosso, vinse la Division 1 1977-1978. Leduc concluse definitivamente la propria esperienza nel 1979; sommando i due periodi sulla panchina monegasca diresse 343 incontri e conquistò tre campionati e due Coppe di Francia, diventando uno degli allenatori più titolati nella storia del club.

Dagli anni ottanta all'era Wenger Alla partenza di Leduc seguì la promozione in prima squadra di Gérard Banide, fino ad allora responsabile della formazione giovanile. La continuità con il lavoro dell'Academy divenne uno dei tratti distintivi del nuovo ciclo: Banide integrò progressivamente giocatori quali Manuel Amoros, Bruno Bellone, Daniel Bravo e Claude Puel, affiancandoli agli elementi più esperti della rosa. I risultati furono immediati: il Monaco vinse la Coppa di Francia nel 1980 e due anni dopo conquistò il quarto titolo nazionale, nella Division 1 1981-1982.

Nel 1983 Banide lasciò il posto allo spagnolo Lucien Muller. Con quest'ultimo il Monaco sfiorò il titolo nel 1983-1984, terminando a pari punti con il Bordeaux ma secondo per differenza reti, e perse nello stesso anno la finale di Coppa di Francia contro il Metz. Il riscatto arrivò nel 1985, quando i monegaschi superarono il Paris Saint-Germain nella finale della coppa nazionale. Dopo una stagione affidata al rumeno Ștefan Kovács, nel 1987 la società scelse il trentottenne Arsène Wenger, proveniente dal Nancy.

L'impatto di Wenger fu immediato. Con gli innesti di calciatori come Glenn Hoddle e Mark Hateley, il Monaco conquistò la Division 1 già nella sua prima stagione. Al successo nazionale seguì un progressivo salto di qualità sul piano internazionale. Nel 1989-1990 il club raggiunse per la prima volta una semifinale europea, nella Coppa delle Coppe, mentre nel 1991 Wenger conquistò la Coppa di Francia. L'anno successivo il Monaco arrivò alla prima finale continentale della propria storia, perdendo la Coppa delle Coppe 1991-1992 contro il Werder Brema.

L'ultima grande campagna europea dell'era Wenger arrivò nella Champions League 1993-1994, conclusa in semifinale contro il Milan. Il tecnico alsaziano lasciò il club nel settembre 1994 dopo sette anni e 349 partite ufficiali, un periodo durante il quale consolidò sia il ricorso ai giovani sia l'ambizione europea della società.

Dalla dimensione europea agli anni 2000 Dopo l'uscita di Wenger, la stagione 1994-1995 fu caratterizzata da una fase di transizione nella quale si alternarono brevemente Jean Petit, Jean-Luc Ettori e nuovamente Gérard Banide. Nell'estate del 1995 la dirigenza affidò quindi la prima squadra a Jean Tigana. L'ex centrocampista della nazionale francese costruì una formazione basata sulla combinazione tra calciatori affermati e prodotti dell'Academy, tra cui Fabien Barthez, Emmanuel Petit, Thierry Henry e David Trezeguet. Nel 1996-1997 il Monaco conquistò il sesto campionato della propria storia e raggiunse contemporaneamente la semifinale di Coppa UEFA, eliminato dall'Inter.

La stagione successiva confermò la dimensione internazionale raggiunta dalla squadra: dopo avere eliminato il Manchester United nei quarti, il Monaco raggiunse la semifinale della Champions League 1997-1998, dove fu fermato dalla Juventus. Tigana lasciò nel corso della stagione 1998-1999 e nel gennaio 1999 gli subentrò Claude Puel, ex centrocampista del club. Con Puel il Monaco conquistò il settimo titolo francese nella stagione 1999-2000, grazie a una squadra nella quale convivevano calciatori esperti e numerosi elementi formati internamente.

Nel 2001 la panchina passò a Didier Deschamps, alla sua prima esperienza da allenatore. Dopo un quindicesimo posto nella stagione d'esordio, il tecnico riorganizzò la squadra e nel 2002-2003 la condusse al secondo posto in campionato e alla vittoria della Coupe de la Ligue. Il vertice del suo ciclo fu raggiunto nella stagione successiva. In Champions League il Monaco eliminò nell'ordine Lokomotiv Mosca, Real Madrid e Chelsea, raggiungendo per la prima volta la finale della principale competizione europea; il 26 maggio 2004 la squadra fu sconfitta per 3-0 dal Porto di José Mourinho a Gelsenkirchen.

Deschamps lasciò nel settembre 2005 e negli anni seguenti la panchina divenne sensibilmente più instabile. Dopo un breve interim di Jean Petit si susseguirono Francesco Guidolin, László Bölöni, Laurent Banide, Ricardo Gomes e Guy Lacombe. Guidolin condusse la squadra al decimo posto nel 2005-2006; Bölöni rimase invece soltanto pochi mesi prima di essere sostituito da Banide. Ricardo guidò il club dal 2007 al 2009, mentre Lacombe raggiunse la finale della Coppa di Francia 2010, persa contro il Paris Saint-Germain. Il progressivo declino sportivo culminò nel 2010-2011: Lacombe fu esonerato nel corso dell'annata e Laurent Banide, richiamato in panchina, non riuscì a evitare la retrocessione in Ligue 2.

La rinascita degli anni 2010 e il periodo contemporaneo Il ritorno in seconda divisione inaugurò una nuova fase tecnica. Dopo Laurent Banide, nel settembre 2011 la prima squadra fu affidata a Marco Simone, ex attaccante del Monaco, che condusse il club all'ottavo posto in Ligue 2. Nell'estate 2012 la società ingaggiò Claudio Ranieri, chiamato con l'obiettivo dichiarato di riportare immediatamente la squadra nella massima serie. Il tecnico italiano vinse la Ligue 2 2012-2013 e, nella stagione seguente, portò il neopromosso Monaco al secondo posto in Ligue 1 con 80 punti, allora primato societario nell'era dei tre punti, ottenendo la qualificazione diretta alla Champions League.

Nel 2014 Ranieri fu sostituito da Leonardo Jardim. Il portoghese impostò il proprio ciclo sulla valorizzazione di una rosa giovane e su una crescente competitività europea: già nella Champions League 2014-2015 il Monaco raggiunse i quarti di finale dopo avere eliminato l'Arsenal. Il progetto raggiunse l'apice nel 2016-2017, quando la squadra vinse l'ottavo titolo nazionale segnando 107 reti e arrivò contemporaneamente in semifinale di Champions League dopo aver eliminato Manchester City e Borussia Dortmund. Jardim fu inoltre eletto miglior allenatore della Ligue 1 nel 2017.

Dopo il secondo posto del 2017-2018, la stagione successiva iniziò negativamente. Nell'ottobre 2018 Jardim fu esonerato e sostituito da Thierry Henry, cresciuto come calciatore nell'Academy monegasca. L'esperienza dell'ex attaccante francese durò poco più di tre mesi e nel gennaio 2019 la società richiamò Jardim, che riuscì a ottenere la permanenza in Ligue 1. Il secondo mandato del portoghese terminò nel dicembre dello stesso anno, quando gli subentrò lo spagnolo Robert Moreno.