Via Cassa di Risparmio () è una strada del centro storico di Bolzano, lunga circa 400 metri, che corre parallela al torrente Talvera. È fiancheggiata da edifici storicisti di fine Ottocento, in gran parte conservati nel loro aspetto originario. La strada è percorribile a senso unico, da sud verso nord.
Storia Verso la fine dell'Ottocento l'aumento della popolazione fece emergere a Bolzano una forte carenza di alloggi. Per farvi fronte e dare al tempo stesso impulso all'edilizia, la Cassa di Risparmio di Bolzano acquistò l'antica residenza nobiliare Hurlach, nella zona occidentale della città, e tra il 1891 e il 1897 ne urbanizzò l'area tracciando una nuova via di collegamento tra via Ospedale e via Vanga, lunga 400 metri e larga 15.
Il 2 dicembre 1898, in occasione del cinquantesimo anniversario di regno dell'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria, la strada venne donata al Comune di Bolzano. Il tratto a nord di via Museo assunse il nome di via Cassa di Risparmio, mentre quello a sud fu intitolato a Elisabetta di Baviera, assassinata pochi mesi prima.. Dopo l'annessione dell'Alto Adige all'Italia la denominazione via Imperatrice Elisabetta fu soppressa, il 25 ottobre 1921, e l'intera strada assunse il nome attuale.
Fino al 1948 lungo la via passava il tram: proveniente da piazza Walther, ne percorreva il tratto tra la scuola media Josef von Aufschnaiter e il Museo civico, dove svoltava a sinistra verso il ponte Talvera per raggiungere Gries. Lo stesso itinerario è oggi servito dagli autobus urbani della SASA.
Monumenti e luoghi di interesse Su entrambi i lati la strada è fiancheggiata da case d'abitazione in stile storicista di quattro o cinque piani, in gran parte risanate. I lotti vennero venduti dalla Cassa di Risparmio ai borghesi bolzanini al prezzo di 8 fiorini al metro quadrato e furono edificati nel giro di pochi anni. Le case ai civici 6 e 8, sul lato occidentale, risalgono al 1905 e riprendono le forme del tardogotico norimberghese, con avancorpi centrali e laterali, bovindi a pianta quadrangolare e triangolare, torrette angolari e cornici di finestra modanate. Sul lato orientale i civici 3, 5 e 7 sono invece di gusto neobarocco e richiamano l'architettura della Ringstraße viennese. Gli edifici ai civici 13 e 15 si devono all'imprenditore Albert Canal, mentre quello al civico 18 fu progettato nel 1900 dal viennese Julius Mayreder. L'edificio al civico 9 è stato demolito negli anni duemila.
Convento dei padri sacramentini Il convento dei padri sacramentini, al numero 1 della via, fu progettato nel 1900-1901 dall'architetto Johann Bittner, già autore della neoromanica chiesa del Sacro Cuore in via Roggia. Con questo edificio venne introdotto a Bolzano il cosiddetto stile dell'Oltradige, riconoscibile nelle bifore a tutto sesto, nell'ampio portale ad arco e nelle finestre distribuite irregolarmente sulla facciata, in parte protette da inferriate. Oggi il Convento ospita la sede della Caritas della diocesi di Bolzano-Bressanone.
La Cassa di Risparmio Lungo la strada la Cassa di Risparmio di Bolzano si era riservata un'ampia particella, sulla quale tra il 1904 e il 1907 sorse la nuova sede della banca, costruita in forme neobarocche di gusto bavarese su progetto di Wilhelm Kürschner. Nel 1938, in epoca fascista, l'edificio venne rimaneggiato in uno stile ritenuto più italiano, con tetto piano e rivestimenti in laterizio e marmo, e per la stessa ragione furono modificati anche gli interni.
Il museo civico
Di fronte al palazzo della Cassa di Risparmio sorge il museo civico, costruito tra il 1901 e il 1905 in stile dell'Oltradige. I disegni si devono al pittore accademico Alois Delug, mentre la direzione dei lavori fu affidata al capomastro cittadino Wilhelm Kürschner e l'allestimento degli interni al pittore accademico Tony Grubhofer, in seguito direttore del museo.. Tra il 1934 e il 1938 l'amministrazione comunale fece ristrutturare l'edificio eliminando la torre e i merli. La torre è stata ricostruita nel 1992-1993 ed è oggi l'unica del centro di Bolzano accessibile al pubblico.
Museo archeologico dell'Alto Adige
All'angolo con via Museo, tra il 1912 e il 1913, venne costruita una filiale della Banca austro-ungarica. Nel 1919 l'immobile passò alla Banca d'Italia, che vi tenne una propria sede fino al 1988. Dal 1998 ospita il Museo archeologico dell'Alto Adige, dove è esposta la Mummia del Similaun.
Scuola elementare "Dante Alighieri"
La scuola elementare "Dante Alighieri", parte dellIstituto comprensivo Bolzano I Centro storico, occupa l'edificio neoromanico al numero 24, costruito su progetto dell'architetto Gustav Nolte. Gli interni ricevettero una decorazione particolarmente ricca, resa possibile dai singoli artisti, che in parte lavorarono gratuitamente. Sui soffitti lignei del corridoio del terzo piano il pittore Albert Stolz raffigurò i ritratti dei ceti e dei mestieri. Nel 1927 l'istituto venne intitolato alla regina d'Italia Elena del Montenegro con il nome di Regina Elena, mentre dal 1946 porta quello di Dante Alighieri.
Libera Università di Bolzano
All'estremità sud-orientale della strada, in piazzetta Innerhofer, sorgono alcuni edifici della Libera Università di Bolzano, tra cui il rettorato.
Pietre d'inciampo Nel 2015, davanti alla casa al numero 16, sono state posate cinque pietre d'inciampo in ricordo dei cinque membri della famiglia bolzanina Carpi, vittime della Shoah.
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia
Voci correlate Stradario di Bolzano
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Cassa di Risparmio, Via