Il gastaldato dei Marsi (o gastaldia dei Marsi) fu una circoscrizione amministrativa di tipo feudale della Langobardia Minor, inclusa dal 591 nel ducato di Spoleto e dall'849 nel ducato di Benevento. Nella seconda metà del IX secolo fu gradualmente succeduta dalla contea dei Marsi, importante dominio feudale posseduto dalla nobile famiglia Berardi a cominciare dall'anno 926.
Storia
Durante la crisi socio-economica dell'Impero romano d'Occidente, intorno alla metà del V secolo, i municipi di epoca imperiale di Alba Fucens, Carsioli, Marruvium, Antinum ed Anxa risultarono compresi nella giurisdizione della tredicesima provincia Valeria. Inclusa, in seguito alla riforma delle province di Diocleziano, nel vicariato dell'Italia Suburbicaria, come anche attestato in Notitia dignitatum e da Paolo Diacono nella Historia Langobardorum. Della partizione amministrativa fecero parte Reate, Nursia e un settore dell'Umbria, territori del Piceno e della Campania, le città di Forcona, Amiternum, Tibur, alcuni territori equicoli e la regione dei Marsi con il lago FucinoPaolo Diacono, Historia Langobardorum, Liber II, 20...
Il declino dell'impero, favorito da terremoti e invasioni barbariche, portò nel 476 alla sua formale caduta.
Il territorio fu profondamente segnato dalle incursioni di Goti, Alemanni, Greco-Bizantini, Borgognoni., tanto che i nuclei urbani, nel loro antico assetto territoriale, vissero un lungo periodo di abbandono in favore dei centri fortificati di montagna, dove ci fu un parziale riutilizzo degli ocres.. Questo processo, iniziato a cominciare dall'invasione dei Visigoti di Alarico agli albori del V secolo, fu accelerato dai gravi terremoti che colpirono la Marsica tra la seconda metà del IV secolo e l'anno 508 d.C.Adele Campanelli et al., Il tesoro del lago: l'archeologia del Fucino e la Collezione Torlonia, Pescara, Carsa edizioni, 2001.
Dal 591, con la conquista della provincia Valeria da parte dei Longobardi guidati da Ariulfo, seguì un graduale ritorno alla stabilità socio-amministrativa e militare del territorio che risultò incluso nell'area meridionale del ducato di Spoleto.. Tuttavia nella fase iniziale della conquista longobarda non mancarono saccheggi, distruzioni ed episodi di violenza, come riportò anche Papa Gregorio Magno in Dialoghi, opera che attesta l'uccisione di monaci e l'impiccagione di un diaconoGregorio Magno, Dialogorum, liber IV, caput XXIII "De transitu diaconi Ecclesiae Marsorum", 593-594, p. 262...
Nel territorio marsicano i gruppi familiari delle fare longobarde godevano di una certa autonomia amministrativa, con i funzionari che liberamente amministravano i beni fiscali, riscuotevano i tributi e coordinavano i contingenti militari. Tutto ciò con il fine di difendersi da possibili incursioni e di ampliare gli insediamenti e le direttrici di conquista, lungo il corridoio strategico delle vie di comunicazione, in particolare la primordiale via Valeria verso Roma, ma anche verso l'Italia meridionaleGiuseppe Grossi, Avezzano Historia & Monumenta, Avezzano, AGESCI, 2020 - Validare Srl e DVG (rist.), 2026, pp. 87-89..
Quasi tutti i vecchi municipi di epoca imperiale mantennero nella tarda antichità la titolatura di Civitas, come nel caso di Antinum ed Alba Fucens, probabilmente sedi di antiche diocesi cristiane; tuttavia in seguito all'avvento dei Longobardi si persero le tracce delle città antiche, ad eccezione di Marruvium che è riportata nelle fonti storiche medievali come Civitas Marsicana..
Agli inizi del VII secolo il gastaldo marso fu stabilito nella Civitas Marsicana in Marruvium e nella "corte" di Apignanici (Apignianicis, "Apinianici", "Pignanici"), collocata a ovest della contemporanea Pescina, tra le località di Chiusa delle Monache e Canneto del Laghetto, non distante dalla primitiva fara longobarda testimoniata presso il corso del fiume Giovenco, nel toponimo di un tratto del corso d'acqua, "fiume della Fara", e di un rilievo montuoso, detto "Morrone della Fara"Giuseppe Grossi, Avezzano Historia & Monumenta, Avezzano, AGESCI, 2020 - Validare Srl e DVG (rist.), 2026, p. 89..
Nel 608 Bonifacio IV, nativo della Marsica, presumibilmente di Marruvium nei pressi della primordiale chiesa di Santa Sabina, divenne papa della Chiesa cattolicaLiber pontificalis, vol. I, 317.. Il processo di cristianizzazione si affermò maggiormente in seguito all'avvento dei Franchi di Carlo Magno anche nel ducato spoletino e nella provincia Valeria, dove il gastaldato dei Marsi fu oggetto di donazioni, come i possedimenti e il diritto di pesca jus piscandi nel lago Fucino, e di concessioni alle abbazie di Farfa, Subiaco, San Vincenzo al Volturno, Montecassino e San Clemente a Casauria..
Dall'849 la Marsica risultò inclusa nel ducato di Benevento, costituendo la sua propaggine più settentrionaleFrancesco Abbate, Storia dell'arte nell'Italia meridionale: Dai Longobardi agli Svevi, Roma, Donzelli Editore, 1997, pp. 26-27..
La contea dei Marsi, benché sottoposta al controllo degli sculdasci e dei funzionari franco-longobardi, fu riconosciuta in modo esplicito (con i titoli di "comes Marsorum") a cominciare dagli anni 859-860. Successivamente, con l'avvento dei Berardi, la circoscrizione fu elevata a tutti gli effetti al ruolo di contea..
I centri di montagna subirono nel corso del IX-X secolo una graduale evoluzione architettonica e strutturale divenendo delle vere e proprie fortificazioni, il più delle volte poste in collegamento visivo l'una con l'altra; il processo di incastellamento fu accelerato in seguito alle devastanti scorribande dei Saraceni. Questi, tra l'880 e l'881, devastarono il monastero di Santa Maria in Apignanici, facendo strage dei monaci, e causarono gravi danni all'intero comitatoChronicon Vulturnense del monaco Giovanni, curatore Vincenzo Federici, Roma, Tipografia del Senato, 1925-1940, I, 369, 20..
Note
Bibliografia
Voci correlate
Storia della Marsica Gastaldati longobardi Contea dei Marsi
Contea di Albe Contea di Carsoli Contea di Celano
Marsi Categoria:Storia dell'Abruzzo Categoria:Storia della Marsica