Il Col Bechei (anche Col Becchei o Monte Parei; ; 2.794 ) è una montagna delle Dolomiti, nel gruppo di Fanes. Si eleva a est dell'Alpe di Fanes, in fondo alla val di Marebbe. Il nome della cima principale è Col Bechei di Sopra (, anche Dessora), mentre l'anticima nord-orientale, distante circa 750 metri dalla vetta, è detta Col Bechei di Sotto (; 2.736 ). Lungo la montagna passa il confine tra le province di Bolzano e di Belluno; il versante bolzanino è tutelato all'interno del Parco naturale Fanes-Sennes-Braies.
Dalla cima si apre un ampio panorama sul gruppo di Fanes, sulle Dolomiti di Braies e sulle Dolomiti d'Ampezzo. La vetta è raggiungibile senza difficoltà lungo un sentiero segnalato. Verso nord la montagna mostra il suo lato più aspro e roccioso, mentre i pendii meridionali sono nettamente meno ripidi.
Sul Col Bechei affiorano le rocce più recenti delle Dolomiti, originate da sedimenti marini depositatisi nel Cenozoico, circa 30 milioni di anni fa.
Salita L'itinerario più breve e più facile parte dal rifugio Pederü e segue dapprima la strada forestale che porta al rifugio Fanes. La carrareccia che da qui sale verso sud a tornanti fino al passo di Limo (2.172 ) può essere accorciata più volte tagliando per i prati. Costeggiata la sponda meridionale del lago di Limo si arriva ai piedi del Col Bechei. Si prosegue quindi verso est, salendo su prati con ripidi tornanti, e, attraversata una conca erbosa poco profonda, si raggiunge una spalla a sud-ovest della vetta, dove si riconoscono le fondamenta di una baita diroccata. Da qui si sale prima verso nord e poi in direzione nord-est, in parte su facili roccette, fino alla cresta sommitale; gli ultimi metri seguono verso nord il dorso occidentale, in prossimità del salto di roccia.
Storia e geologia Il Col Bechei ospita l'unico affioramento di una certa estensione di rocce sedimentarie delle Dolomiti, di era Cenozoica, collocato sul versante meridionale tra i 2.300 e i 2.650 metri di quota. La successione si estende in lunghezza per oltre due chilometri e raggiunge uno spessore massimo di 90 metri. Questo cosiddetto conglomerato del Parei si è conservato perché serie rocciose più antiche gli si sono sovrapposte per sovrascorrimento, proteggendolo dall'erosione. Si ritiene che durante il Terziario buona parte delle Dolomiti fosse ricoperta da sedimenti analoghi.
Il conglomerato del Parei è interessante per due motivi. Da un lato si tratta dei depositi marini più recenti delle Dolomiti; dall'altro si è formato su un substrato già piegato, costituito da Dolomia Principale e da calcari grigi del Giurassico inferiore, per poi essere ricoperto per sovrascorrimento da queste stesse rocce più antiche. Ciò dimostra che nelle Dolomiti vi sono state almeno due fasi orogenetiche: i particolari rapporti di giacitura del Col Bechei consentono quindi di stabilire una cronologia relativa degli eventi tettonici dell'orogenesi alpina.
Nonostante la modesta estensione, le rocce del conglomerato del Parei sono molto diversificate: la deposizione di brecce, conglomerati e banchi calcarei dovette avvenire all'incirca nello stesso periodo in ambiente marino, con ogni probabilità in prossimità della costa. Si ritiene che i sedimenti si siano accumulati alla foce di un fiume e siano stati in seguito trasportati verso zone più profonde, insieme a organismi di acque basse, sotto forma di flussi detritici sottomarini. Sulla base del confronto con altri processi sedimentari e dei fossili rinvenuti, il conglomerato del Parei viene attribuito all'Oligocene, con un'età stimata tra i 35 e i 25 milioni di anni.
Note
Bibliografia
Carta topografica escursionistica Dolomiti di Braies – Marebbe, foglio 031, scala 1:25.000, Tavagnacco, Casa Editrice Tabacco, ISBN 88-8315-031-7
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