Gli Antilopinae sono una sottofamiglia di mammiferi artiodattili appartenente alla famiglia dei Bovidi. Nella classificazione adottata dal Mammal Diversity Database (MDD), gli Antilopinae costituiscono, insieme ai Bovinae, una delle due grandi sottofamiglie nelle quali sono ripartiti i Bovidi viventi e recentemente estinti.
In questa accezione il gruppo è molto più ampio rispetto al significato tradizionalmente attribuito al nome Antilopinae e comprende non soltanto le gazzelle e diverse altre piccole antilopi, ma anche gnu, alcelafini, orici, cefalofi, impala, cobi, caprini quali capre, pecore, camosci, goral, serow, takin, bue muschiato e chiru. Secondo la versione 2.5 del MDD, pubblicata il 28 luglio 2026, la sottofamiglia comprende 47 generi e 127 specie, ripartiti in dieci tribù.
Il termine comune «antilope» non coincide tuttavia con la sottofamiglia: alcuni animali comunemente chiamati antilopi, come il nilgau, l'antilope quadricorne, i kudu e gli eland, appartengono ai Bovinae, mentre molti Antilopinae, in particolare pecore, capre, camosci e buoi muschiati, non vengono normalmente indicati come antilopi.
Descrizione Gli Antilopinae condividono i caratteri fondamentali dei Bovidi. Sono ruminanti dotati di corna permanenti, costituite da un nucleo osseo rivestito da una guaina di cheratina. La grande diversificazione evolutiva della sottofamiglia ha tuttavia prodotto una notevole varietà di dimensioni, proporzioni corporee e conformazioni delle corna, tanto che non esiste un unico aspetto esteriore che possa essere considerato caratteristico dell'intero gruppo.
Le dimensioni variano dalle minuscole antilopi nane africane, come l'antilope reale (Neotragus pygmaeus), ai grandi bovidi dalla corporatura robusta, come il takin (Budorcas), il bue muschiato (Ovibos moschatus) e alcune pecore selvatiche del genere Ovis. Le corna possono essere lunghe e quasi rettilinee negli orici, spiralate nell'antilope cervicapra, massicce e fortemente ricurve in numerose pecore selvatiche e negli stambecchi, oppure corte e appuntite in molti cefalofi.
Anche le proporzioni corporee riflettono differenti adattamenti ecologici. Molti Antilopini e Alcelaphini presentano arti allungati e una corporatura adatta alla corsa negli ambienti aperti; i Caprini delle regioni montuose possiedono generalmente arti robusti e zoccoli adatti a muoversi su pendii ripidi e substrati rocciosi; i cefalofi hanno invece una corporatura più compatta, adatta agli ambienti forestali. Le principali linee evolutive dei Bovidi corrispondono infatti anche a differenti specializzazioni ecologiche e alimentari.
Distribuzione e habitat Gli Antilopinae sono diffusi naturalmente in gran parte dell'Africa, dell'Europa, dell'Asia e dell'America settentrionale. La massima diversità si trova in Africa, dove sono presenti quasi tutte le principali linee evolutive della sottofamiglia. Gli Antilopini sono distribuiti soprattutto in Africa e Asia, mentre i Caprini hanno una distribuzione prevalentemente eurasiatica ma raggiungono anche l'Africa settentrionale e orientale e il Nordamerica. Il bue muschiato è caratteristico delle regioni artiche nordamericane e della Groenlandia, mentre pecore selvatiche e caprini montani occupano gran parte delle catene montuose dell'Eurasia e del Nordamerica.
La varietà degli habitat occupati è molto ampia e comprende savane, steppe, deserti e semideserti, praterie tropicali e temperate, foreste pluviali, zone umide, altipiani e ambienti alpini e artici. Numerose gazzelle e gli orici sono adattati ad ambienti aridi o semiaridi; gnu e alcelafi vivono soprattutto nelle praterie e savane africane; molti cefalofi sono associati alle foreste dell'Africa tropicale; diversi Reduncini prediligono praterie umide, paludi e aree prossime ai corsi d'acqua; numerosi Caprini occupano invece ambienti montani, rocciosi o di alta quota.
Le differenti tribù mostrano anche un'ampia gamma di strategie alimentari. Molti Alcelaphini e Reduncini sono prevalentemente pascolatori, mentre numerosi Antilopini hanno un'alimentazione più flessibile. I cefalofi sono in gran parte brucatori e consumatori di frutti e altra vegetazione forestale. Questa diversificazione ecologica è uno dei principali fattori che hanno contribuito alla grande radiazione evolutiva dei Bovidi.
Evoluzione e filogenesi La classificazione degli Antilopinae ha subito profonde modifiche in seguito allo sviluppo della filogenetica molecolare. Nelle classificazioni tradizionali del XX secolo il nome Antilopinae veniva utilizzato in senso molto più ristretto e gruppi come Caprinae, Alcelaphinae, Hippotraginae, Cephalophinae e Reduncinae erano generalmente trattati come sottofamiglie autonome.
Le prime analisi molecolari su un'ampia rappresentanza di Bovidi misero tuttavia in evidenza una fondamentale divisione della famiglia in due grandi linee. Uno studio del 1999 basato sul gene mitocondriale del citocromo b recuperò una separazione primaria tra i Bovinae e tutti gli altri Bovidi. Analisi successive basate su marcatori nucleari e mitocondriali confermarono la monofilia dei Bovinae come gruppo fratello degli altri Bovidi. Questa impostazione è alla base dell'impiego moderno del nome Antilopinae per il grande clade comprendente tutti i Bovidi diversi dai Bovinae.
Le stime dell'età delle principali divergenze variano a seconda dei marcatori molecolari e delle calibrazioni fossili adottate. Un'analisi filogenetica calibrata mediante sedici punti fossili ha collocato l'origine dei principali lignaggi moderni dei Bovidi nel Miocene, evidenziando inoltre una rapida diversificazione di numerose tribù fra circa 10 e 5 milioni di anni fa. La rapidità di queste radiazioni evolutive e la frequente convergenza morfologica hanno storicamente reso difficile ricostruire i rapporti tra le principali linee della famiglia.
Tra i risultati delle analisi molecolari vi è anche la dimostrazione che i cosiddetti «Neotragini» tradizionali, che riunivano numerose piccole antilopi africane sulla base soprattutto delle dimensioni corporee e di alcuni caratteri morfologici, non costituiscono un gruppo naturale. Studi sul DNA avevano già mostrato che il suni e il saltarupe occupavano posizioni filogenetiche lontane da molti degli altri generi tradizionalmente inclusi nella tribù.
Successivi studi genetici e morfometrici hanno inoltre dimostrato la polifilia del vecchio genere Neotragus: il suni (Nesotragus moschatus) e l'antilope nana di Bates (Nesotragus batesi) sono stati trasferiti al genere Nesotragus, distinto da Neotragus, che comprende la sola antilope reale (N. pygmaeus). Nel MDD questi due lignaggi sono oggi collocati rispettivamente nelle tribù Nesotragini e Neotragini.
Anche i rapporti interni degli Antilopini sono stati profondamente rivisti. Analisi combinate di geni mitocondriali e nucleari hanno mostrato che le «gazzelle» nel senso comune non costituiscono un unico gruppo corrispondente a un solo genere: Gazella è più strettamente imparentato con l'antilope cervicapra (Antilope cervicapra) che con i generi Nanger ed Eudorcas.
Storia della classificazione Il nome Antilopinae fu introdotto da John Edward Gray nel 1821. Per gran parte del XX secolo la classificazione dei Bovidi fu tuttavia basata su un numero relativamente elevato di sottofamiglie. In questo sistema gli Antilopinae comprendevano soprattutto gazzelle, antilopi nane e forme affini, mentre gnu e alcelafi erano collocati negli Alcelaphinae, orici e addax negli Hippotraginae, pecore e capre nei Caprinae e cefalofi nei Cephalophinae.
La terza edizione di Mammal Species of the World, pubblicata nel 2005, mantenne ancora questo assetto e suddivise gli Antilopinae essenzialmente nelle tribù Antilopini e Neotragini, pur osservando che numerosi studi molecolari indicavano la parafilia o polifilia di alcuni raggruppamenti tradizionali.
L'accumularsi dei dati molecolari portò progressivamente all'adozione di una classificazione nella quale i principali cladi un tempo considerati sottofamiglie vengono trattati come tribù di due sole sottofamiglie principali: Bovinae e Antilopinae. Questo schema è quello seguito dal Mammal Diversity Database, che assegna ai Bovinae le tribù Boselaphini, Bovini e Tragelaphini e riunisce negli Antilopinae tutti gli altri Bovidi.
La conseguenza di questa impostazione è che il nome Antilopinae assume un significato prettamente filogenetico e non corrisponde all'idea tradizionale di «antilope»: una capra, una pecora, un camoscio o un bue muschiato appartengono filogeneticamente agli Antilopinae tanto quanto una gazzella o un impala.
Sistematica Secondo il Mammal Diversity Database v2.5, gli Antilopinae comprendono 10 tribù, 47 generi e 127 specie. La classificazione a livello di genere è la seguente:
Tribù Generi N. di generi N. di specie Aepycerotini Aepyceros 1 1 Alcelaphini Alcelaphus, Beatragus, Connochaetes, Damaliscus 4 6 Antilopini Ammodorcas, Antidorcas, Antilope, Eudorcas, Gazella, Litocranius, Nanger, Saiga, Ourebia, Procapra, Dorcatragus, Madoqua, Raphicerus 13 39 Caprini Ammotragus, Arabitragus, Budorcas, Capra, Hemitragus, Nilgiritragus, Oreamnos, Ovis, Pseudois, Rupicapra, Capricornis, Naemorhedus, Ovibos, Pantholops 14 39 Cephalophini Cephalophorus, Cephalophula, Cephalophus, Leucocephalophus, Philantomba, Sylvicapra 6 21 Hippotragini Addax, Hippotragus, Oryx 3 8 Neotragini Neotragus 1 1 Nesotragini Nesotragus 1 2 Oreotragini Oreotragus 1 1 Reduncini Kobus, Pelea, Redunca 3 9
Aepycerotini Gli Aepycerotini comprendono il solo genere Aepyceros, rappresentato dall'impala (Aepyceros melampus). La posizione dell'impala è stata a lungo problematica: in passato la specie è stata associata agli Alcelaphini, agli Antilopini o ai Reduncini, oppure collocata in una sottofamiglia separata, Aepycerotinae. Le analisi molecolari hanno contribuito a chiarirne l'individualità filogenetica all'interno della radiazione degli Antilopinae.
Alcelaphini Gli Alcelaphini comprendono gli alcelafi, l'hirola, gli gnu e i damalischi. Sono bovidi prevalentemente africani, tipici soprattutto delle savane e delle praterie. Le analisi molecolari sostengono una stretta relazione evolutiva tra Alcelaphini e Hippotragini.
Antilopini Gli Antilopini rappresentano uno dei gruppi più diversificati della sottofamiglia e comprendono le gazzelle propriamente dette e numerosi generi affini, tra cui Antilope, Antidorcas, Litocranius, Saiga, Procapra, Madoqua e Raphicerus. Gli studi molecolari hanno profondamente modificato la loro sistematica, dimostrando tra l'altro che i generi Gazella, Eudorcas e Nanger rappresentano linee distinte e che l'antilope cervicapra è strettamente imparentata con Gazella.
Caprini I Caprini costituiscono, insieme agli Antilopini, la tribù più ricca di specie della sottofamiglia secondo il MDD. Comprendono pecore, capre e stambecchi, camosci, goral, serow, takin, tahr, capra delle nevi, bharal, bue muschiato e chiru. Nelle classificazioni tradizionali questo gruppo era generalmente trattato come una sottofamiglia autonoma, i Caprinae; la classificazione filogenetica moderna ne riconosce invece il rango di tribù all'interno degli Antilopinae.
Il collocamento del bue muschiato e del chiru nei Caprini è adottato anche dal MDD, che assegna esplicitamente Ovibos moschatus e Pantholops hodgsonii alla tribù.
Cephalophini I Cephalophini comprendono i cefalofi, piccoli e medi bovidi prevalentemente forestali dell'Africa subsahariana. La loro tassonomia generica è stata notevolmente riorganizzata e il MDD riconosce attualmente sei generi: Cephalophorus, Cephalophula, Cephalophus, Leucocephalophus, Philantomba e Sylvicapra.
Hippotragini Gli Hippotragini comprendono l'addax e le antilopi dei generi Hippotragus e Oryx. Sono in gran parte bovidi di ambienti aperti, aridi o semiaridi africani. Tra essi figura anche l'antilope azzurra (Hippotragus leucophaeus), estintasi in epoca storica.
Neotragini e Nesotragini