Lucrezia è un dipinto a olio su tela (56 × 51 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, intorno al 1644 e conservato nella Quadreria di Palazzo Magnani, a parte della Unicredit Art Collection a Bologna. Storia Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, ricorda tra le opere eseguite dal Guercino nel 1644 «una Lucrezia al Sig. Buratti di Cento». Il nome del committente riportato da Malvasia non coincide tuttavia con quello registrato nel Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore del Guercino, Paolo Antonio Barbieri, dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666., che identifica il destinatario nel signor Borani, governatore di Cento. Il 16 agosto 1644 fu registrato per il dipinto un pagamento di 60 ducatoni, equivalenti a 75 scudi.

Mahon giudicò autografa la Testa di Lucrezia e ritenne che fosse stata ricavata mediante il taglio di una composizione originariamente a mezza figura. Per ricostruirne l'aspetto originario richiamò una versione completa appartenente alla collezione Corsini e allora depositata presso il Ministero degli Affari Esteri, che considerava tuttavia una copia. Secondo lo studioso, la riduzione della tela autografa potrebbe essere stata determinata dalla preferenza di un successivo acquirente per il volto della protagonista, eliminando la parte della composizione nella quale Lucrezia si trafigge con il pugnale.

La composizione completa era già documentata nella collezione Corsini nel 1870, quando Xavier Barbier de Montault registrò nella terza sala della galleria una Lucrèce se poignant. La tela fu concessa in deposito al Ministero degli Affari Esteri nel 1929 e recuperata in tempi recenti dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica. Prima del restauro, avviato anche per approfondirne la storia e l'attribuzione, l'opera era ancora presentata con cautela come attribuita al Guercino o alla sua scuola. Al termine dell'intervento, nel 2025, è stata invece presentata come opera del Guercino, segnando una rivalutazione della precedente attribuzione. Descrizione e stile Il dipinto raffigura il volto di Lucrezia, rivolto verso l'alto e leggermente di lato, con la bocca socchiusa e lo sguardo sollevato. La figura emerge da un fondo scuro ed è illuminata da una luce morbida che modella l'incarnato e mette in risalto l'espressione della protagonista. L'attuale formato deriva dal ritaglio di una composizione originariamente più ampia, nella quale Lucrezia era rappresentata a mezza figura nell'atto di trafiggersi con il pugnale.

L'opera appartiene alla fase successiva al trasferimento del Guercino a Bologna, quando il linguaggio del pittore tende progressivamente ad abbandonare i forti contrasti chiaroscurali e la tensione drammatica delle opere giovanili. La tavolozza si fa più chiara e delicata, con tonalità più morbide e un'esecuzione più controllata, nell'ambito del progressivo avvicinamento del pittore al classicismo. Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti a Bologna Categoria:Dipinti su Lucrezia