Figlio dell'imperatrice Livia Drusilla che lo ebbe precedentemente al matrimonio con Augusto, fu da lui adottato, e quindi riconosciuto come erede, solo negli ultimi anni di vita dell'imperatore.

In gioventù Tiberio si distinse per il suo talento militare, conducendo brillantemente numerose campagne lungo i confini settentrionali dell'Impero e in Illirico. Dopo un periodo di volontario esilio sull'isola di Rodi, rientrò a Roma nel 2 e condusse altre spedizioni in Illirico e in Germania, dove pose rimedio alle conseguenze della battaglia di Teutoburgo. Asceso al trono, operò molte importanti riforme in ambito economico e politico e pose fine alla politica di espansione militare, limitandosi a mantenere sicuri i confini, grazie anche all'opera del nipote Germanico Giulio Cesare. Dopo la morte di quest'ultimo, Tiberio favorì sempre più l'ascesa del prefetto del pretorio Seiano, allontanandosi da Roma per ritirarsi nell'isola di Capri. Quando il prefetto mostrò di volersi impadronire del potere assoluto, Tiberio lo fece destituire e uccidere, ma evitò ugualmente di rientrare nella capitale.

Tiberio fu duramente criticato dagli storici antichi, quali Tacito e Svetonio, ma la sua figura è stata rivalutata dalla storiografia moderna come quella di un politico abile e attento.

Fu inoltre durante il suo governo che, nei territori che saranno in futuro conosciuti come la provincia di Giudea, si sarebbero svolti gli eventi che riguardano la vita di Gesù, e in cui si possono trovare le radici del suo culto.

Descrizione Nome Membro della gens Claudia, alla nascita ebbe il nome di Tiberio Claudio Nerone (Tiberius Claudius Nero). Fu adottato da Augusto nel 4,. e il suo nome mutò in Tiberio Giulio Cesare (Tiberius Iulius Caesar); alla morte del padre adottivo, il 19 agosto 14, ottenne il nome di Tiberio (Giulio) Cesare Augusto (Tiberius [Iulius]L'uso del cognomen "Claudiano" è attestato unicamente a livello letterario nella dedica da parte di Tiberio in nome suo e del fratello posta nel 6 sul tempio di Castore e Polluce e nel 10 sul Tempio della Concordia, restaurati dal futuro imperatore. Da principe, Tiberio evitò di usare il nomen Giulio nella propria nomenclatura, facendosi chiamare Tiberio Cesare Augusto, sebbene questo sia attestato in alcune iscrizioni, come nella porzione superstite della lex de imperio Vespasiani (; ; ; ; ). Caesar Augustus) e poté succedergli ufficialmente nel ruolo di princeps, sebbene avesse già associato Augusto nel governo dell'Impero dall'anno 12.

Ascendenza

Fonti Le fonti storiografiche

Le principali fonti storiografiche su Tiberio sono quattro: Publio Cornelio Tacito, che dedica la prima esade dei suoi Annales al regno di Tiberio; Gaio Svetonio Tranquillo, che si occupa dell'imperatore nella terza delle biografie delle Vite dei Cesari; Velleio Patercolo, contemporaneo di Tiberio, che scrive di quest'ultimo nel secondo libro dei suoi Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo; Cassio Dione, che narra del principato di Tiberio nei libri LVII e LVIII della sua Storia romana. Altri riferimenti minori si possono trovare in diversi autori, fra cui Seneca il Vecchio, Seneca, Valerio Massimo, Plinio il Vecchio, Filone di Alessandria e Flavio Giuseppe.. Tiberio stesso scrisse un commentario sulla propria vita, andato però perduto..

Dalla prevalenza delle fonti Tiberio emerge come un personaggio negativo,; . i cui vizi sono messi in luce in contrasto all'immagine di facciata del civilis princeps.. Questa caratterizzazione era già presente in opere storiografiche precedenti, come quelle di Aufidio Basso, Servilio Noniano o le memorie di Agrippina minore, o ancora è possibile che essa derivi da un'unica fonte,; . ma non c'è un consenso definitivo sulla questione.. Di contro, alcuni scrittori, come Filone di Alessandria, ci hanno trasmesso un'immagine più positiva di Tiberio, quella di un monarca anziano, buono, intelligente e giusto..

Monetazione imperiale del periodo

Biografia Origini familiari e giovinezza

Tiberio nacque a RomaA lungo si è creduto che Tiberio fosse nato nella città aurunca di Fondi, dove la nonna possedeva una villa. Nacque in realtà, come testimoniano i Fasti e gli atti ufficiali, a Roma sul Palatino, nell'antica casa degli avi. Cionondimeno, Tiberio mantenne un forte legame con l'area di Fondi (; ; ). il 16 novembre del 42 a.C.Svetonio riferisce che alcuni autori, contraddicendo i documenti ufficiali, raccontarono che Tiberio fosse nato nel 43 o nel 41 a.C. (). dall'omonimo Tiberio Claudio Nerone, cesariano, pretore nello stesso anno, e da Livia Drusilla, di circa trent'anni più giovane del marito. Tanto dal ramo paterno che da quello materno apparteneva alla gens Claudia, un'antica famiglia patrizia giunta a Roma dalla Sabina nei primi anni della Repubblica romana e distintasi nel corso dei secoli per il raggiungimento di numerosi onori e alte magistrature.. Fin dall'origine, la gens Claudia si era divisa in numerose famiglie, tra le quali si distinse quella che assunse il cognomen Nero (Nerone, che in lingua sabina significa "forte e valoroso"), a cui apparteneva Tiberio.

Egli poteva dunque dirsi membro di una stirpe che aveva dato alla luce personalità di altissimo rilievo,. come Appio Claudio Cieco, e che annoverava tra i più grandi assertori della superiorità del patriziato. Il padre era stato tra i più ferventi sostenitori di Gaio Giulio Cesare e, dopo la sua morte, si era schierato dalla parte di Marco Antonio, luogotenente di Cesare in Gallia, entrando in contrasto con Ottaviano, erede designato dallo stesso Cesare..

Dopo la costituzione del secondo triumvirato tra Ottaviano, Antonio e Marco Emilio Lepido, e le conseguenti proscrizioni, i contrasti tra i sostenitori di Ottaviano e quelli di Antonio si concretizzarono in una situazione di conflitto, ma il padre di Tiberio continuò ad appoggiare l'ex luogotenente di Cesare. Allo scoppio del bellum Perusinum, suscitato dal console Lucio Antonio e da Fulvia, moglie di Marco Antonio, il padre di Tiberio si unì dunque agli antoniani, fomentando il malcontento che stava nascendo in molte regioni d'Italia. Dopo la vittoria di Ottaviano, che riuscì a sconfiggere Fulvia asserragliata a Perugia e a restaurare il proprio controllo su tutta la penisola italica, egli fu costretto a fuggire, portando assieme a sé la moglie e il figlio omonimo. La famiglia si rifugiò dunque a Napoli, e partì poi alla volta della Sicilia, controllata da Sesto Pompeo. I tre furono poi costretti a raggiungere l'Acaia, dove si stavano radunando le truppe antoniane che avevano lasciato l'Italia..

Il piccolo Tiberio, costretto a prendere parte alla fuga e a patire le insicurezze del viaggio, ebbe dunque un'infanzia disagevole e agitata,. fino a quando gli accordi di Brindisi, che ristabilivano una pace precaria, permisero agli antoniani fuoriusciti di fare ritorno in Italia. Nel 39 a.C. Ottaviano decise di divorziare da sua moglie Scribonia, dalla quale aveva avuto la figlia Giulia, per prendere in sposa la madre del piccolo Tiberio, Livia Drusilla, della quale era sinceramente innamorato. È possibile che dietro le nozze ci fosse anche un disegno politico: Ottaviano sperava così di riavvicinarsi alla fazione degli antoniani, mentre l'anziano padre di Tiberio intendeva, concedendo sua moglie a Ottaviano, allontanare sempre più il rivale da Sesto Pompeo, che era lo zio di Scribonia; ; .. Al suo ritorno in Italia, Tiberio era stato adottato per via testamentaria da Marco Gallio, forse un amico e un alleato del padre, raccogliendone l'eredità; poiché Gallio era stato un nemico di Ottaviano, però, Tiberio in seguito non ne assunse il nome.; .

Tiberio e il fratello minore Druso furono mandati a vivere presso l'anziano padre: nel 33 a.C. quest'ultimo morì senza aver ricevuto alcuna promozione politica e fu proprio il figlio maggiore a pronunciarne la laudatio funebris dai rostri del Foro.; ; . Tiberio si trasferì dunque nella casa di Ottaviano assieme alla madre e al fratello, proprio mentre le tensioni tra Ottaviano e Antonio sfociavano in un nuovo conflitto, che si concluse nel 31 a.C. con lo scontro decisivo di Azio. Nel 29 a.C., durante la cerimonia del trionfo di Ottaviano dopo la definitiva vittoria su Antonio ad Azio, fu Tiberio a precedere il carro del vincitore, conducendo il cavallo interno di sinistra, mentre Marcello, nipote di Ottaviano, montava quello esterno di destra, trovandosi dunque al posto d'onore. Diresse in seguito anche i giochi urbani e prese parte a quelli troiani, tenuti nel circo, come capo della squadra dei fanciulli più grandi. Il 24 aprile del 27 a.C. fu vestito della toga virile;; . durante lo stesso anno, dedicò dei giochi funebri al padre e al nonno materno Marco Livio Druso Claudiano.; .

La sua educazione incluse retorica, filosofia, diritto, e storia. Suo precettore fu Messalla Corvino, il cui stile, caratterizzato da una sintassi chiara e semplice, non fu imitato da Tiberio, la cui oratoria fu descritta come oscura e verbosa. Fra i suoi insegnanti di filosofia si ricordano Nestore e, forse, il peripatetico Ateneo, mentre suo maestro di retorica fu Teodoro di Gadara. Dalla sua formazione, acquisì gusti letterari antiquati e inusuali. Si dedicò infatti alla composizione di testi poetici, a imitazione del poeti greci Euforione di Calcide, Riano e Partenio di Nicea, in uno stile tortuoso e arcaizzante, con grande uso di vocaboli rari e desueti, ed ebbe fra i suoi autori preferiti anche Timone di Fliunte, tanto che un grammatico del suo seguito dedicò all'imperatore un commentario dei Silli, e forse Callimaco.; ; ; ; ; ; ; della produzione poetica di Tiberio non si è salvato nulla, se si eccettua forse un epigramma ().

Carriera militare e civile (26-6 a.C.) Primi passi nella vita pubblica (26-16 a.C.)

Iniziato alla vita civile, si distinse come difensore e accusatore in numerosi processi giudiziari. Fra il 26 a.C. e il 25 a.C. difese davanti ad Augusto il re Archelao di Cappadocia, gli abitanti di Tralle e i Tessali; furono i rapporti di suo padre con gli abitanti di Tralle e i possibili legami di clientela di Archelao con Tiberio Nerone a promuovere il patrocinato del giovane Tiberio. Intervenne in Senato anche a favore di due città d'Asia e dell'isola di Chio.; ; . Nel 25 a.C. Augusto decise di inviare in Spagna i sedicenni Tiberio e Marcello, in qualità di tribuni militari, per introdurli ai soldati e alla vita militare.; . Lì i due giovani, che Augusto vedeva come suoi possibili successori, parteciparono alle fasi iniziali della guerra cantabrica, portata a termine, nel 19 a.C., da Marco Vipsanio Agrippa. Entrambi i giovani presiedettero ai ludi castrenses per celebrare la vittoria.; ; ; .

Un anno più tardi, nel 24 a.C., all'età di diciotto o diciannove anni, Tiberio fu nominato questore,. in anticipo di cinque anni rispetto al tradizionale cursus honorum delle magistrature.; ; ; .Tuttavia, la natura dell'incarico ricoperto dal giovane Tiberio non appare chiarissima, se esso fosse quaestor Ostiensis o quaestor consulis, per poi divenire quaestor Caesaris (; ; ) In tale capacità, Tiberio supervisionò le forniture di grano in occasione di una carestia, impressionando Augusto e preparando il terreno a quest'ultimo, nel 22 a.C., per l'assunzione della cura annonae.; ; . Nel frattempo fu anche incaricato di condurre le ispezioni negli ergastula, prigioni sotterranee in cui venivano rinchiusi uomini liberi, i cui padroni si erano resi odiosi a tutta la popolazione dell'Italia.; ; . Nel 22 a.C., Tiberio, che poteva già vantare diversi successi in campo oratorio, agì come accusatore di Fannio Cepione, che aveva cospirato con Lucio Licinio Varrone Murena contro Augusto, assicurandone la condanna.; ; .