L'assemblea di Natale del 1888 (in faroese Jólafundurin) fu una riunione pubblica tenuta il 26 dicembre 1888 nella sede del Løgting a Tórshavn, nelle Fær Øer. Convocata per discutere di come difendere la lingua e le tradizioni faroesi, è considerata l'atto di nascita del movimento nazionale faroese.
Contesto Nell'Ottocento il danese era la lingua dell'amministrazione, della scuola e della chiesa nelle Fær Øer, mentre il faroese sopravviveva soprattutto nell'uso orale e nella tradizione delle ballate. Solo nel 1846 Venceslaus Ulricus Hammershaimb aveva fissato una norma ortografica per la lingua scritta. Negli ultimi decenni del secolo, anche sull'onda del nazionalismo romantico europeo, crebbe tra i faroesi l'interesse a tutelare la propria lingua e cultura. A Copenaghen giovani faroesi influenzati dalle lotte per l'indipendenza islandese, da quelle per la libertà e per la lingua in Norvegia e dallo spirito delle scuole superiori popolari danesi avevano fondato la Føroyingafelag, l'associazione dei faroesi della capitale.
Nelle settimane precedenti la riunione il settimanale Dimmalætting ospitò, in danese, una serie di interventi di lettori sulla condizione della lingua faroese: tra l'8 novembre e il 15 dicembre 1888 diversi autori, firmati con pseudonimi o iniziali, chiesero che il faroese fosse usato nei libri di testo e nell'insegnamento, lamentando che i faroesi non fossero ritenuti degni di una propria lingua per la chiesa, la scuola e i tribunali. Il principale oppositore del movimento era il danese Louis Berg, direttore della Færøernes Mellem- og Realskole.
La convocazione
Il 22 dicembre 1888 Dimmalætting, allora unico giornale delle isole, pubblicò un breve avviso firmato da nove faroesi:Serie di francobolli Jólafundurin 1888 (valori da 3,00, 3,20 e 12,00 kr), disegnata da Bárður Jákupsson, Postverk Føroya, 1988.
I firmatari erano: Enok Daniel Bærentsen, commerciante; Hans Nicolai Jacobsen, libraio; Djóni Isaksen, detto Djóni í Geil; Sámal F. Samuelsen, detto Sámal á Krákusteini; Rasmus Effersøe; Jens Olsen, commerciante; Just Jacobsen, detto Júst á Húsum, agricoltore di Tórshavn; Christian Ludvig Johannesen, insegnante nella scuola comunale di Tórshavn; Jóannes Patursson (che firmò J. Padurson).
Lo svolgimento Il pomeriggio di Santo Stefano fu buio e piovoso, con vento e strade difficilmente praticabili che rendevano arduo raggiungere Tórshavn dai villaggi; nonostante ciò si presentò molta gente e la sala del Løgting, all'epoca l'unico grande locale delle isole, era gremita, tanto che si improvvisarono sedili con assi appoggiate su casse. Secondo il resoconto di Dimmalætting la riunione durò tre ore e i presenti seguirono con grande interesse; tra un intervento e l'altro furono cantati alcuni canti patriottici faroesi, a partire da Hvat kann røra hjartastreingir di Fríðrikur Petersen. Il discorso di apertura fu tenuto da Enok Bærentsen, che presiedeva la riunione; presero poi la parola, tra gli altri, Rasmus Effersøe, il fratello O. P. Effersøe, insegnante alla realskúli, e Djóni í Geil, tutti sul tema della difesa della lingua e delle tradizioni faroesi.
Il momento culminante fu la lettura, da parte di Rasmus Effersøe, della lirica Málstrev, nota dal suo primo verso come Nú er tann stundin ("Ora è giunto il momento"), composta per l'occasione dal ventiduenne agricoltore di Kirkjubøur Jóannes Patursson, troppo timido per prendere la parola di persona. Secondo i ricordi di alcuni testimoni raccolti da Jóhannes av Skarði, durante la lettura il pastore danese di Tórshavn, Hansen, si alzò di scatto dal proprio posto, urtato dai versi più polemici verso i danesi. La poesia divenne l'inno fondativo del movimento.
L'assemblea approvò una risoluzione in sei punti: nell'insegnamento religioso doveva cessare ogni apprendimento mnemonico in danese, e i testi letti dovevano essere resi in faroese; non appena fossero disponibili i sussidi necessari, cioè libri di testo in faroese, la lingua faroese doveva diventare materia d'insegnamento nella scuola; nell'insegnamento della storia si doveva dare rilievo alla storia faroese; i sacerdoti dovevano avere il diritto di usare il faroese dentro e fuori la chiesa; il faroese doveva avere pieno diritto di essere usato nei rapporti tra la popolazione e le autorità; si doveva lavorare per istituire una scuola superiore popolare faroese. Alcuni dei presenti erano contrari alle proposte, ma non intervennero nel dibattito.
Le conseguenze Al termine la riunione decise di riconvocarsi il 6 gennaio 1889 nell'Avhaldshúsið di Tórshavn, per permettere di partecipare anche a quanti, soprattutto dai villaggi, non erano potuti venire a causa del maltempo. In quell'occasione fu fondata la Føroyingafelag, con due obiettivi: restituire dignità alla lingua faroese e spingere i faroesi a unirsi e progredire in ogni campo, fino a rendersi autosufficienti. Altre fonti datano la costituzione formale dell'associazione al 27 gennaio 1889. Guide dell'associazione furono Rasmus Effersøe e Jóannes Patursson, due personalità molto diverse, il cui rapporto fu spesso conflittuale.
Dal 1890 la Føroyingafelag pubblicò il giornale Føringatíðindi, diretto da Effersøe e finanziato in gran parte da Jens Olsen. Proprio sulle sue pagine si aprì la "lotta per la lingua" (málstríð) sull'ortografia da adottare: da una parte quella etimologica di Hammershaimb, dall'altra quella più vicina alla pronuncia proposta nel 1889 da Jakob Jakobsen. La riunione aprì una stagione di fioritura culturale durata circa quindici anni, che si interruppe proprio a causa dei contrasti sull'ortografia. Uno dei punti della risoluzione si realizzò nel 1899, con l'apertura a Klaksvík della scuola superiore popolare faroese.
Nei decenni successivi il movimento nazionale, nato come movimento culturale, assunse un carattere sempre più politico, e alcuni dei promotori della riunione, a partire da Jóannes Patursson, ne divennero figure di primo piano.
Commemorazioni Nel 1988, per il centenario dell'assemblea, le poste faroesi emisero una serie di tre francobolli disegnati da Bárður Jákupsson, ciascuno con i ritratti di tre dei nove firmatari dell'avviso. Il valore da 3,00 kr riproduce l'avviso pubblicato su Dimmalætting, con i ritratti di Djóni í Geil, Enok Bærentsen e H. N. Jacobsen; quello da 3,20 kr un disegno di William Heinesen raffigurante un'assemblea popolare a Reynsmúlalág nel 1908, con i ritratti di Rasmus Effersøe, Christian Ludvig Johannesen e Sámal á Krákusteini; quello da 12,00 kr la prima strofa di Nú er tann stundin, con i ritratti di Júst Jacobsen (Júst á Húsum), Jóannes Patursson e Jens Olsen.
Note , già pubblicato in Varðin, vol. 36, fasc. 3-4; il testo riprende un discorso radiofonico trasmesso da Útvarp Føroya il 26 dicembre 1963.
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Voci correlate Lingua faroese Jóannes Patursson Løgting Bandiera delle Fær Øer
Categoria:Storia delle Fær Øer Categoria:Eventi del 1888