è il nome di tre personaggi all'interno dell'universo videoludico Namco, in particolare delle serie picchiaduro Tekken e Soulcalibur. Nello specifico, Yoshimitsu è il nome che viene attribuito ad ogni capo del Clan Manji, il quale impugna una spada demoniaca che porta lo stesso nome. I primi a portare il titolo di Yoshimitsu nella storia furono due guerrieri giapponesi del XVI secolo, apparsi in tutta la serie Soulcalibur ad eccezione di Soul Blade. Nella storia si succedettero diversi leader ma l'unico altro Yoshimitsu finora conosciuto è quello del XXI secolo apparso nella serie Tekken.

Storia Yoshimitsu il primo Oda Nobunaga, Daimyō della regione Owari del XVI secolo, desiderava avere al suo servizio un misterioso clan di guerrieri conosciuto con il nome di Clan Manji. Il capo del clan fu invitato da Oda nel suo castello Azuichi. A causa dell'età avanzata, il capo del clan mandò in sua rappresentanza il più potente fra i suoi guerrieri (il futuro Yoshimitsu il primo). Questi rifiutò, su ordine del suo capo, l'offerta di alleanza con Nobunaga, e fece ritorno al suo villaggio. Nobunaga tuttavia, avendo previsto una possibile risposta negativa da parte del Clan, mandò il suo esercito personale a radere al suolo il villaggio Manji, con l'ordine di non fare prigionieri. Al suo ritorno, il futuro Yoshimitsu trovò il suo villaggio e la sua famiglia distrutti. Intuendo che ciò fosse opera di Nobunaga, il guerriero si diresse al suo castello e lo sfidò a duello. Nobunaga si rivelò più potente del previsto, e nello scontro Yoshimitsu perse il braccio destro, braccio che sostituirà con una protesi meccanica di legno di misteriosa fattura. Ritiratosi dal duello, Yoshimitsu giurò che avrebbe vendicato in futuro la sua famiglia e si mise in viaggio alla ricerca della onnipotente arma conosciuta col nome di Soul Edge. Qui iniziano gli eventi di Soulcalibur.

Nel suo viaggio Yoshimitsu venne a conoscenza della reale natura della spada, ovvero malvagia e corrotta. Inoltre la spada era stata distrutta in più frammenti e altri guerrieri (tra i quali Cervantes de Leon e Nightmare) ne possedevano alcuni ed erano diventati malvagi. Temendo quindi di diventare malvagio come Nightmare o peggio, un omicida come Nobunaga, Yoshimitsu intraprese un viaggio per distruggere tutti i frammenti della spada maledetta. Nel suo viaggio reclutò diversi uomini coraggiosi che si unirono sotto il suo nome per distruggere l'arma malvagia. Una volta giunto al castello di Ostrheinsburg, luogo dove si concentrava l'energia negativa della Soul Edge, Yoshimitsu non vi trovò che silenzio e desolazione. Avvertì però un'aura sinistra, non troppo diversa da quella della Soul Edge, proveniente dalla sua spada. La spada era, per sua natura, alla continua ricerca di sangue, e se la sua sete non fosse stata saziata, avrebbe condotto il proprietario alla follia. Yoshimitsu quindi intraprese un viaggio per placare il potere della spada e nel frattempo iniziò anche la sua opera di difesa dei deboli e degli innocenti, derubando i ricchi per aiutare i poveri.

Le eco delle sue gesta eroiche si diffusero ben presto in tutto il mondo conosciuto e molti uomini si unirono alla sua causa. Una notte un misterioso figuro, si intrufolò nella tenda di Yoshimitsu e rubò la sua spada. Il ladro, Voldo, aveva avvertito l'aura malvagia dell'arma e pensando che si trattasse della Soul Edge, la portò con sé. Yoshimitsu, accortosi del furto partì immediatamente alla ricerca della sua spada. Non voleva che nessun altro potesse avere a che fare con il potere malvagio della spada. Le sue ricerche lo portarono in Italia, nel Regno di Napoli, in Sicilia. Qui scoprì il covo sotterraneo del defunto Mastro Vercci, signore e padrone di Voldo. Immersa tra infinite ricchezze, Yoshimitsu ritrovò la sua spada. Vi trovò anche un frammento della famigerata Soul Edge e ricordatosi dell'esistenza dell'arma maledetta, ricominciò la ricerca dei vari frammenti al fine di distruggerli. Qui iniziano gli eventi di Soulcalibur II.

Col tempo molti uomini si unirono alle file del Clan Manji fino a formare un gruppo molto esteso e potente. Un giorno Yoshimitsu pianificò un furto ai danni di un ricco signore giapponese che possedeva anche un frammento della Soul Edge. La notte del furto però non diede i frutti sperati e Yoshimitsu vide i suoi uomini brutalmente assassinati e i pochi superstiti riferirgli che, nella sala del tesoro, il frammento della Soul Edge era scomparso. Scomparso era anche un suo ufficiale in seconda nel quale Yoshimitsu aveva posto massima fiducia. Non capacitandosi di un possibile tradimento del suo uomo migliore, Yoshimitsu intraprese un viaggio alla ricerca della verità senza però trascurare la difesa dei deboli e la distruzione della Soul Edge. Qui iniziano gli eventi di Soulcalibur III.

Alla fine Yoshimitsu ritrovò il suo ufficiale scomparso gravemente ferito. Curatolo, l'uomo gli disse che la notte del furto avevano subito un'imboscata da parte di Tira una servitrice della Soul Edge e che quest'ultima aveva preso il frammento. Yoshimitsu radunò il resto dei suoi uomini e pianificò un massiccio attacco al castello Ostrheinsburg per distruggere il male al suo interno insieme alla Soul Edge. Per contenere il potere della spada demoniaca si impossessò della spada Fu-ma, un wakizashi in grado di contenere il potere della Yoshimitsu. Qui hanno inizio gli eventi di Soulcalibur IV.

Yoshimitsu il secondo Un giorno Yoshimitsu sentì delle voci riguardanti Cervantes de Leon. Si diceva che fosse ancora una volta risorto dai morti e lo stesse cercando per sfidarlo. Yoshimitsu però era ormai vecchio e stanco e nello scontro con il pirata fantasma fu seriamente ferito. Prossimo alla morte il guerriero sentì la necessità di trovare un erede al titolo di capo del clan Manji. Lo trovò in un giovane e forte guerriero del suo clan cresciuto però nel villaggio e nel clan Fu-ma, lo stesso clan di Taki. Yoshimitsu istituì un severo rituale che prevedeva che il successore designato sfidasse a duello Yoshimitsu e lo uccidesse per prendergli poi la spada. Il giovane guerriero affrontò il maestro e ne uscì vincitore, perdendo però nello scontro il braccio destro. Terminato lo scontro il giovane guerriero si avvicinò alla spada Yoshimitsu e la prese. Dalla spada uscirono lingue di fuoco e lamenti spaventosi. Il guerriero urlò: "Io sono Yoshimitsu il secondo! Ora calmati!" La spada placò la sua furia e accettò il guerriero come nuovo padrone. Solo una persona poteva essere designata come vero successore di Yoshimitsu e ora quella persona era stata accettata anche dalla spada. Ereditato il titolo di Yoshimitsu, insieme alla protesi meccanica e alla spada, il nuovo capo del Clan Manji si preparò a continuare la missione del suo predecessore; combattere il male in tutte le sue forme, essere un protettore e servitore dei deboli e un nemico dei forti e degli oppressori. Qui iniziano gli eventi di Soulcalibur V.

Yoshimitsu del XXI secolo Si perdono nella storia gli svariati successori di Yoshimitsu il secondo. La serie videoludica di Tekken ci permette di conoscere l'ultimo erede designato, quello dei giorni nostri. Come i suoi predecessori, poco o niente si conosce riguardante la sua vera identità, età o storia passata. Sembra però che sia un appassionato di lotta sumo e di Internet.

La storia a noi nota inizia con il primo capitolo di Tekken. Qui è un ladro gentiluomo a capo del Clan Manji. Si iscrive al primo King of Iron Fist Tournament per impossessarsi delle ricchezze della Mishima Zaibatsu.. In effetti nel torneo affronta e sconfigge Ganryu., guardia della sala del tesoro Mishima, e svuota la cassa blindata. La refurtiva verrà donata a un villaggio cinese dove abita un giovane Marshall Law.

Due anni dopo Yoshimitsu tenta un altro furto ai danni della nuova Mishima Zaibatsu, guidata da Kazuya Mishima. Una volta entrato nell'edificio principale della multinazionale, viene assalito da una squadriglia di P.Jack. Yoshimitsu li abbatte uno dopo l'altro ma nello scontro un robot gli stacca il braccio sinistro. Gravemente ferito, il guerriero perde i sensi. Al suo risveglio si ritrova in una stanza di laboratorio della Mishima Zaibatsu. Sdraiato su un letto, viene avvicinato da un anziano signore in camice bianco, il dr. Geppetto Boskonovitch. Questi oltre a dichiararsi un sincero sostenitore delle sue imprese eroiche e umanitarie, gli comunica che durante la sua "degenza" in laboratorio, ha provveduto a impiantargli una protesi robotica per il braccio sinistro rendendolo molto più funzionale di prima. Yoshimitsu dopo avere espresso la sua gratitudine per il gesto, si dilegua. Si iscrive poi al King of Iron Fist Tournament 2 per rintracciare e punire Kunimitsu una ex-membro del clan Manji, che si è macchiata di furto per fini egoistici e ha provato più volte a rubare la spada del suo maestro. Trovata Kunimitsu, punita e espulsa dal clan per le sue azioni, Yoshimitsu viene a sapere che il Dr. Boskonovitch ha terminato i suoi lavori sul progetto "Sonno Freddo" e quindi non è più di alcuna utilità per l'azienda. Kazuya Mishima ordina che il dottore venga eliminato gettandolo da un elicottero in volo. Yoshimitsu si precipita al suo salvataggio. prendendo il dottore con sé e abbattendo l'elicottero che lo trasportava.

Poco tempo dopo Yoshimitsu assiste a una scena peculiare nella storia di Tekken. Vede Heihachi gettare nel cratere di un vulcano uno sconfitto Kazuya, suo figlio, rendendosi così unico testimone di quella scena. Circa vent'anni dopo Yoshimitsu va a trovare il suo vecchio amico, il Dr. Boskonovitch.. Da questi viene a sapere che molti lottatori sono misteriosamente scomparsi (tra i quali Jun Kazama e Kunimitsu) e il responsabile delle loro sparizioni nonché probabile carnefice è una creatura immortale di nome Ogre. Boskonovitch gli confida inoltre di aver contratto una rara malattia degenerativa durante i suoi studi sul progetto "Sonno Freddo" e l'unica speranza di guarigione potrebbe essere il sangue di Ogre. Yoshimitsu si iscrive al King of Iron Fist Tournament 3 per prelevare un campione di sangue della creatura e aiutare così l'amico malato.. Durante il torneo incontra e sconfigge Bryan Fury, cyborg costruito dal Dottor Abel, per uccidere Boskonovitch. Nonostante riesca a prendere un campione del sangue di Ogre, la sostanza non dà gli effetti sperati.

Yoshimitsu riprende le sue attività di benefattore e di ladro gentiluomo. Sempre in prima linea dovunque ci fosse bisogno di lui, Yoshimitsu si impegna senza sosta nelle opere umanitarie intorno al mondo. Ma i fondi del Clan Manji non sono illimitati e il guerriero si rende conto di dover rimediare al più presto per evitare di sciogliere il Clan. Si iscrive al King of Iron Fist Tournament 4 nella speranza di poter ricevere aiuti dalla Zaibatsu o almeno compiere un altro furto ai danni della compagnia come aveva fatto 20 anni prima. Intrufolatosi nelle sedi della multinazionale Yoshimitsu scopre un Bryan Fury ferito gravemente e una Ling Xiaoyu sperduta e spaventata dai disordini creati dal cyborg all'interno dell'edificio. Portati entrambi i lottatori in salvo, Yoshimitsu racconta a Xiaoyu la storia della famiglia Mishima. Bryan invece viene portato al laboratorio di un sempre più stanco Dr. Boskonovitch. Questi lo cura e gli installa una batteria perpetua per tenerlo in vita.