Intesa Sanpaolo S.p.A., o Gruppo Intesa Sanpaolo, è un istituto bancario italiano, nato il 1º gennaio 2007 dalla fusione tra Banca Intesa S.p.A. e Sanpaolo IMI S.p.A.
Ha sede legale e amministrativa nella città di Torino e sede secondaria nella città di Milano. Le sue origini risalgono al 1563 con la fondazione dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino.
Nel 2025 era la prima banca italiana per cespiti (38ª al mondo) e numero di sportelli. Fa inoltre parte del paniere dell'indice FTSE MIB, quotata nella Borsa Italiana. Le azioni rientrano nell'indice Euro Stoxx 50 e nell'Euro Stoxx 50 Banks.
Storia Le origini Sanpaolo IMI L'Istituto Bancario San Paolo di Torino venne fondato nel 1563 dalla Compagnia di San Paolo. Nel 1998 si fuse con l'Istituto Mobiliare Italiano (proprietario di Fideuram) per dare vita al Sanpaolo IMI. Ha poi acquisito il Banco di Napoli.
Nuovo Banco Ambrosiano Nel 1982 il Banco Ambrosiano è travolto dalle vicende di Roberto Calvi e viene messo in liquidazione.F. Belli, S. Maccarone (a cura di), «Le crisi bancarie: il caso del Banco Ambrosiano», Milano, Giuffrè, 1985, pp. 37-44. Le quattro banche private e le tre pubbliche che si fanno carico del subentro, su indicazione del ministro del Tesoro Nino Andreatta e del governatore di Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi, affidano la guida dell'istituto a Giovanni Bazoli, che ne diviene Presidente, guidando la ricostruzione e il rilancio dell'istituto; la banca assume la denominazione di Nuovo Banco Ambrosiano.
Alla fine del 1989 si realizza la prima concentrazione che in Italia coinvolge due banche di grandi dimensioni. Il Nuovo Banco Ambrosiano e la controllata Banca Cattolica del Veneto si fondono per creare il Banco Ambrosiano Veneto. La sua rete commerciale si estende sia nell’Italia settentrionale, con l’acquisizione della Banca di Trento e Bolzano, sia nelle aree meridionali, attraverso l’acquisto e l’incorporazione di aziende del territorio: la Banca Vallone, la Citibank Italia, la Società di Banche Siciliane e la Banca Massicana.
Nel 1997 il Banco Ambroveneto procede all’acquisto di Cariplo, anch'esso estesosi nel territorio, realizzando un'operazione di privatizzazione del settore bancario. Dall’integrazione tra i due gruppi bancari nasce Banca Intesa. Nel corso del 1998 Banca Intesa acquisisce la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e la Banca Popolare Friuladria. Nel 1999 Banca Intesa acquisisce il controllo della Banca Commerciale Italiana.
La fusione tra le due banche Sanpaolo IMI e Banca Intesa, annunciata ad agosto 2006, si è poi concretizzata nel dicembre dello stesso anno, con effetto dal 1º gennaio 2007, tramite una fusione per incorporazione di Sanpaolo IMI in Banca Intesa con contestuale cambio di denominazione sociale in Intesa Sanpaolo S.p.A. La nuova società bancaria ha adottato inizialmente il modello di governance duale, sistema di derivazione germanica, introdotto con la riforma del diritto societario del 2003, che vede la compresenza di un consiglio di sorveglianza (che esercita molti poteri tradizionalmente riservati all'assemblea) e di un consiglio di gestione. Ad aprile 2016 è invece passata al sistema monistico..
A seguito di tale fusione, per motivi antitrust Intesa Sanpaolo ha ceduto il controllo delle banche retail Cariparma e FriulAdria (654 sportelli in tutto) al Crédit Agricole S.A., già azionista di Intesa Sanpaolo (con il 18%) fin dal 1990 (Banco Ambrosiano). Sempre a seguito della fusione tra Sanpaolo e Intesa, Banca Intesa ha sciolto la joint-venture con Crédit Agricole Caam Sgr (Credit Agricole Asset Management Sgr) riacquistando il 65% di Nextra Investment Management, ceduto ai francesi nel dicembre 2005.
2008-2016 Nel 2008 si è perfezionata l'OPA al prezzo di 6,735 per azione nei confronti della Cassa di Risparmio di Firenze, che successivamente è stata delistata.
Nel 2010 Intesa Sanpaolo ha superato lo stress test effettuato dal Committee of European Banking Supervisors (CEBS). Il test analizzava la solidità patrimoniale degli istituti bancari per verificare le capacità di resistenza alle crisi.
A ottobre 2010 Intesa Sanpaolo ha rilevato il 79% di Banca Monte Parma, con un investimento complessivo massimo di circa 230 milioni di euro; l'integrazione è diventata operativa dal febbraio 2012.
Nel 2011 la Cassa di Risparmio della Spezia (CARISPE) è stata ceduta al Gruppo Crédit Agricole Italia.
Nel novembre 2012 sono state fuse per incorporazione, la Cassa di Risparmio di Terni e Narni, la Cassa di Risparmio Città di Castello e la Cassa di Risparmio di Foligno, nella Cassa di Risparmio di Spoleto, rinominata in Casse di Risparmio dell'Umbria, banca del territorio legata all'istituto creditizio.
Il 15 aprile 2013 la Banca dell'Adriatico si fonde per incorporazione nella Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, creando una nuova banca del territorio che mantiene la denominazione di Banca dell'Adriatico, con la sede sociale sita ad Ascoli Piceno.
A novembre 2014, la Cassa di Risparmio di Venezia e la Banca di Credito Sardo sono state incorporate in Intesa Sanpaolo.
Il 20 luglio 2015, Banca di Trento e Bolzano (Bank für Trient und Bozen) e Banca Monte Parma sono state incorporate in Intesa Sanpaolo.
Il 23 novembre 2015 Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo, Cassa di Risparmio di Rieti e Cassa di Risparmio di Civitavecchia sono state fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo.
Il 16 maggio 2016 Banca dell'Adriatico si fonde per incorporazione in Intesa Sanpaolo.
Il 21 novembre 2016 Casse di Risparmio dell'Umbria si fonde per incorporazione in Intesa Sanpaolo.
Nel dicembre 2016 rileva, al prezzo di 153 milioni di euro, il 90% delle quote azionarie di Banca ITB, di cui già deteneva il restante 10%, e che venne rinominata Banca 5.
2017-2019: Acquisizione di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza
Il 26 giugno 2017 Intesa Sanpaolo acquisisce Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, al prezzo simbolico di 50 centesimi di euro per ciascuna delle due banche. Sono esclusi dalla cessione d'azienda i crediti deteriorati, che saranno trasferiti a una società a partecipazione pubblica. Con l'acquisizione riceve 3,5 miliardi di euro dallo Stato Italiano in compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisizione degli asset di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.
Nel novembre 2017 cede l'intera quota partecipativa (50%) di Allfunds Bank detenuta tramite la controllata Eurizon Capital Sgr. Gli acquirenti, i fondi di private equity Hellman&Friedman e GIC (fondo sovrano di Singapore) hanno versato 930 milioni di euro in contanti. Significa per Intesa Sanpaolo una plusvalenza di 800 milioni che permetterà il raggiungimento del target di 3,4 miliardi di dividendi per l'esercizio 2017. In dicembre 2017 cede Infogroup a Engineering.
A marzo 2018 Intesa Sanpaolo incorpora per fusione Banca Nuova S.p.A. (ex controllata di Banca Popolare di Vicenza).
Il 23 luglio 2018 incorpora per fusione Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. e Cassa di Risparmio del Friuli-Venezia Giulia S.p.A. (precedente denominazione "Friulcassa").
Il 26 novembre 2018 incorpora per fusione la Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A. (o Cariromagna) e il Banco di Napoli S.p.A.
Il 7 agosto 2018 avviene la conversione delle azioni di risparmio di Intesa Sanpaolo in ordinarie con il rapporto di 1,04 azioni ordinarie per ogni azione di risparmio posseduta.
Il 25 febbraio 2019 incorpora per fusione la Banca CR Firenze S.p.A., la Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. e la Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia S.p.A.
Il 27 maggio 2019 incorpora per fusione Banca Apulia S.p.A. e Banca Prossima S.p.A.
2020: Acquisizione con OPAS di UBI Banca Il 17 febbraio 2020 Carlo Messina annuncia a sorpresa il lancio di una OPS (Offerta pubblica di scambio) volontaria per 4,9 miliardi di euro nei confronti di UBI Banca che prevedeva per ogni 10 azioni di UBI Banca la consegna di 17 azioni di Intesa Sanpaolo di nuova emissione con un premio del 27,6% rispetto alla quotazione in Borsa di venerdì 14 febbraio. Inoltre il 27 aprile 2020 Intesa, che accede a tre milioni di clienti di UBI, ha ottenuto dall'assemblea straordinaria, l'approvazione di un aumento di capitale a sostegno dell'Ops.
Parallelamente BPER ha sottoscritto con Intesa un contratto che prevede l'acquisto di 532 filiali UBI con circa 1,2 milioni di clienti, di cui circa la metà in Lombardia. A luglio 2020, l'autorità antitrust ha disposto che sia Intesa a cedere altrettante filiali proprie, nel caso in cui l'offerta pubblica di sottoscrizione non raggiunga il 67% delle quote. L'operazione, che ha ottenuto l'approvazione da parte delle varie autorità italiane e europee, ha portato al delisting di UBI e prevede la fusione tra le due banche.
All'offerta viene aggiunto successivamente anche un conguaglio in denaro di 0,57 euro per ogni azione UBI consegnata, diventando così un'OPAS.
La cessione è prevista per la fine del 2020, allo scopo di arrivare a chiudere il bilancio d'esercizio nell'aprile 2021, presentando un istituto di credito al settimo posto in Europa per dimensioni, con un valore di risparmio gestito pari 1.1 bilioni, impieghi per 460 miliardi e utili per cinque.
L'offerta si conclude il 30 luglio 2020 col raggiungimento del 91,0149% del capitale di UBI. Pertanto avendo superato il 90% del capitale sociale, sono partite le procedure di delisting che hanno portato Intesa Sanpaolo a diventare l'unico azionista di UBI Banca.Il Sole 24 ore. Ubi diventa di Intesa Sanpaolo: le adesioni all’Ops volano al 72%.
Intesa è tenuta a completare la cessione di 500 agenzie, entro sei mesi dal completamento della fusione.
Il delisting Il successivo 5 ottobre Intesa Sanpaolo ha effettuato il regolamento della procedura congiunta per esercitare il diritto di acquisto e contestualmente adempiere all'obbligo di acquisto avente a oggetto le azioni ordinarie di UBI Banca in circolazione non detenute, a seguito della conclusione dell’OPAS volontaria totalitaria da essa promossa in data 6 marzo 2020 sulle Azioni UBI Banca.
Conseguentemente Borsa Italiana ha disposto la revoca delle azioni di UBI Banca dalla quotazione sull'MTA (ossia il delisting), a decorrere dal 5 ottobre 2020.
Cessione degli sportelli Il 12 novembre 2020 si è conclusa la prima delle due trattative richieste dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato per la cessione di 620 sportelli a BPER Banca; alle 486 filiali dotate di autonomia contabile, si sono sommati 134 punti operativi ad operatività limitata, privi di autonomia contabile. La seconda trattativa, perfezionatasi il 15 gennaio 2021, ha portato alla vendita di un ramo d'azienda di UBI consistente nella cessione di 26 sportelli (17 filiali e 9 punti operativi), dislocati in Abruzzo, Basilicata, Calabria e Molise, alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Si tratta complessivamente di 646 agenzie: 613 della rete UBI (472 filiali e 141 punti operativi) e 33 appartenenti a Intesa Sanpaolo (31 filiali e 2 punti operativi, tutte in Lombardia).
Isybank
Dalla trasformazione di Banca 5, già Banca ITB, il 15 giugno 2023 è stata avviata Isybank, la banca digitale del gruppo, con il contestuale trasferimento di circa 4 milioni di clienti Intesa Sanpaolo già esistenti, individuati come prevalentemente digitali secondo determinati criteri (per esempio, l'età, il numero di operazioni eseguite allo sportello o il possesso di fondi di investimento), suscitando forti polemiche per le modalità di comunicazione dell'operazione. Molti correntisti, infatti, si sono resi conto del passaggio alla nuova banca, che per sua natura comporta il cambio dell'IBAN e delle modalità di accesso al conto, solo una volta trascorso il termine per opporsi.
Profilo Intesa Sanpaolo è il maggiore gruppo bancario in Italia, con 13,6 milioni di clienti e circa 3.500 filiali, ed uno dei principali dell'area euro, dove compare fra i primi cinque.