La crescita economica, nell'economia, è un fenomeno o contesto macroeconomico, relativo soprattutto ai sistemi economici moderni, caratterizzato da un incremento nel medio-lungo termine dello sviluppo della società con aumento generalizzato del livello di variabili macroeconomiche quali ricchezza, consumi, produzione di merci, erogazione di servizi, occupazione, capitale, ricerca scientifica e innovazione tecnologica, contrapponendosi invece a situazioni opposte di stasi e crisi economica quali stagnazione e recessione. Nella contabilità nazionale, la crescita economica è identificata come variazione positiva del prodotto interno lordo rispetto al periodo precedente. Secondo la letteratura più recente, i meccanismi principali che influenzano il potenziale di crescita di un sistema economico comprendono: la qualità delle istituzioni, i sistemi valoriali della popolazione e la fluidità con cui la concorrenza può concretizzare il processo di distruzione creativa (teorizzato da Schumpeter), dirottando le risorse da imprese meno produttive ed efficienti verso quelle più produttive e alla frontiera tecnologica.
Descrizione In economia, la teoria della crescita esogena attribuisce la crescita economica nel lungo periodo al progresso tecnico dovuto ad innovazione tecnologica che non dipende da altre variabili economiche, definendola appunto «esogena».
Nel 1963 Nicholas Kaldor elencò alcune di quelle che a suo giudizio sembravano essere delle regolarità empiriche sufficientemente diffuse e generali del processo di crescita:
Il tasso di crescita del livello del reddito procapite tende a mantenersi costante e non manifesta significative tendenze al declino secolare. Anche il livello del capitale procapite tende a crescere nel tempo: i tassi di crescita del capitale e del prodotto tendono ad essere all'incirca uguali. I saggi di rendimento reali sul capitale sembrano essere sufficientemente stabili e quasi costanti nel lungo periodo. Il rapporto tra capitale fisico e prodotto tende a mantenersi costante. Le quote dei due principali fattori produttivi, capitale e lavoro, sul reddito nazionale sembrano anch'esse molto stabili. I saggi di crescita del prodotto procapite sembrano mostrare una significativa e stabile differenza tra le varie economie.
Queste regolarità sono state oggetto di una vasta letteratura di ricerca storica ed empirica (cfr. ad esempio Maddison 1982; Denison 1974; Dougherty 1991; Young 1994;) e sembrano in buona parte ancor oggi valide.
La teoria della crescita esogena è coerente con le prime 5 regolarità empiriche ma non con la sesta.
Fattori che influenzano la crescita economica I tassi di crescita economica dei paesi sono comunemente confrontati utilizzando il rapporto tra PIL e popolazione (PIL pro capite). Gli aumenti della produttività del lavoro (il rapporto tra il valore della produzione e l'input del lavoro) sono stati definiti storicamente la fonte più importante di crescita economica reale pro capite. In una famosa stima, il professor Robert Solow ha concluso che il progresso tecnologico ha rappresentato l'80% dell'aumento a lungo termine del Pil pro capite degli Stati Uniti, con un aumento degli investimenti in capitale che spiega solo il restante 20%.
Molte analisi teoriche ed empiriche della crescita economica attribuiscono un ruolo importante al livello di capitale umano di un paese, definito come le competenze della popolazione o della forza lavoro. Il capitale umano è un fattore importante per la crescita economica, tuttavia può valere solo se quella popolazione è sana e ben nutrita, per cui anche la salute è fortemente correlata alla crescita economica.
C'è inoltre una stretta correlazione tra crescita economica e tasso di emissioni di anidride carbonica in tutte le nazioni, anche se esiste una notevole divergenza nell'intensità di carbonio (emissioni di carbonio per PIL).Stern Review, Part III Stabilization. Table 7.1 p. 168 Ciò pone preoccupazioni per gli effetti ambientali negativi della crescita che hanno spinto alcune persone a sostenere livelli di crescita più bassi, o l'abbandono della crescita del tutto. Le teorie economiche energetiche sostengono che i tassi di consumo energetico e di efficienza energetica sono legati alla crescita economica. Il Garrett Relation sostiene che c'è stata una relazione fissa tra gli attuali tassi di consumo energetico globale e l'accumulazione storica del PIL mondiale, indipendentemente dall'anno considerato. Ne consegue che la crescita economica, rappresentata dalla crescita del PIL, richiede tassi più elevati di crescita dei consumi energetici.
Teorie della crescita
I principali modelli di teoria della crescita esogena sono: Modello di Solow-Swan. Modello di Ramsey. Modello di Cass-Koopmans.
Modello di Solow-Swan Il modello matematico di Solow attraverso cui l'autore, l'economista statunitense Robert Solow, ha ottenuto il premio Nobel nel 1987 sebbene non sia corretto per quanto riguarda il risultato empirico (6), rappresenta un punto di partenza su cui successivamente si sono costruiti modelli matematici di crescita endogeni in cui tale risultato empirico risulta coerente. Per l'identità fondamentale della contabilità nazionale se Y indica il PIL, C il consumo privato, I l'investimento privato e G gli acquisti pubblici di beni e servizi si ha:
ma siccome la spesa pubblica può essere divisa in investimento e beni di consumo si ha:
.
Il risparmio è invece la parte di reddito non destinata al consumo ma investita dalle famiglie pertanto:
Quindi in una economia chiusa priva di esportazioni si ha la seguente identità contabile:
In una economia aperta invece si deve tenere conto delle esportazioni nette ma il modello di Solow riguarda le economie chiuse. Da considerazioni empiriche il modello ipotizza che il tasso di risparmio sia costante, cosa assolutamente vera per gli Stati Uniti dove s risulta uguale al 20\% del PIL dal 1930 al 1990. Pertanto si ha la seguente equazione:
La terza equazione del modello considera che il capitale dell'anno successivo è uguale al capitale dell'anno precedente a cui viene sottratto il capitale che si è logorato al tasso di ammortamento e aggiunto il capitale relativo ai nuovi investimenti:
La quarta equazione del modello ipotizza che la popolazione N cresca al tasso n:
La quinta equazione introduce una nuova variabile Q che indica il progresso tecnico che rappresenta l'accumulazione di conoscenze e pone anche in tal caso che cresca al tasso a:
La sesta equazione ipotizza che vi sia piena occupazione:
La settima e ultima equazione è la funzione di Cobb-Douglas che rappresenta l'evidenza empirica secondo cui se è la percentuale del PIL destinata alla remunerazione del lavoro, allora è la percentuale destinata al capitale allora si ha:
La costante A garantisce la coerenza tra le unità di misura presenti nella funzione Cobb Douglas.
Dividendo la (3) per e sostituendo in essa la (1), la (2) e la (7) si ottiene:
che risulta uguale a:
Si ha crescita quando:
Risolvendo la disequazione esponenziale si ottiene:
Il secondo membro della disequazione è lo stato stazionario a cui converge il capitale crescendo se il capitale iniziale è minore di esso, se invece il capitale iniziale è maggiore dello stato stazionario il capitale converge ad esso decrescendo. Si nota che mentre che il tasso di risparmio e quindi gli investimenti fanno aumentare il valore dello stato stazionario, il tasso di ammortamento, il tasso di crescita della popolazione ed il tasso relativo al progresso tecnico lo fanno diminuire. Ciò accadrebbe prima che si raggiunga lo stato stazionario. Quindi prima che si raggiunga lo stato stazionario secondo il modello di Solow un aumento degli investimenti fa crescere l'economia. Quando il sistema economico dell'economia chiusa raggiunge lo stato stazionario risulta:
il sistema economico crescerà quindi ad un tasso costante pari al tasso di incremento della popolazione più il tasso di crescita dell'efficienza del lavoro. In pratica secondo il modello sarà il progresso tecnico a far crescere l'economia cioè:
Analogamente per il PIL essendo si ha:
Nello stato stazionario il PIL procapite sarà:
quindi in base al modello il PIL procapite dovrebbe crescere se aumenta il tasso di risparmio s e conseguentemente se aumentano gli investimenti. Il che non è vero in base ai dati empirici secondo cui un elevato tasso di investimento non è garanzia di un alto tenore di vita. Inoltre secondo il modello il tasso di crescita del PIL è costante per tutte le economie e risulta pari ad a infatti:
ma in base ai dati empirici risulta che il tasso di crescita del PIL pro capite aumenta con gli investimenti e non risulta costante per tutte le economie.
Verifiche empiriche Nel continuo invece di un'equazione alle differenze il modello di Solow dà un'equazione differenziale che ha la seguente forma:
Nello stato stazionario si ha:
pertanto risolvendo l'equazione esponenziale si ottiene il valore precedentemente trovato di nello stato stazionario che risulta uguale a:
e per il PIL procapite nello stato stazionario usando i logaritmi si ottiene:
Mankiw, Romer e Weil nel 1992 notarono che mentre dovrebbe essere circa 0,33 quindi gli autori pensarono di cambiare la funzione di produzione in
dove H(t) è il capitale umano che può essere considerato come "il livello generale delle capacità e abilità di un individuo" (Lucas 1988) che si suppone si comporti come il capitale economico. In tal modo si ottengono le equazioni di differenziali:
Nello stato stazionario si ha:
Risolvendo il sistema di equazioni esponenziali si ottengono ad esempio ricavando dalla prima e sostituendoli nella seconda si ottengono i due valori stazionari di h e k cioè:
Stimando con i logaritmi questi valori si ottiene quindi una versione del modello di Solow estesa con il capitale umano è plausibile, anche perché i modelli esogeni sono coerenti con l'evidenza empirica secondo cui paesi che hanno parametri simili s,a,n ecc. tendono a convergere verso stati stazionari simili,ma non totalmente soddisfacente in quanto il tasso di crescita del Pil rimane uguale per tutte le economie. I modelli di crescita endogena risolvono quest'ultimo problema ma non quello della convergenza di economie simili verso stati stazionari simili.
Carrellata storica
La crescita economica è un punto di vista economico relativamente recente che si è venuto via via affermando in epoca moderna; con l'avvento degli stati-nazione e della classe borghese, infatti, si iniziò a pensare che l'economia potesse crescere, producendo via via sempre più surplus, da impiegare nelle attività più svariate. L'idea di una progressiva crescita del surplus si accompagna naturalmente al progressivo abbandono di un sistema sociale basato sulla terra.
Quando cioè gli stati e i sovrani iniziarono a non contare la propria forza e ricchezza a partire da quanta terra possedessero (e il numero di persone ad essa legata tramite l'agricoltura) l'idea che questa ricchezza potesse evolvere ha preso sempre più piede.
A tale proposito John Law teorizzò agli inizi del XVIII secolo probabilmente la prima possibile applicazione del concetto di moneta fiduciaria, basata però sulla quantità di terra posseduta dal sovrano e non sulla quantità d'oro presente nei forzieri di qualche banca; ancora nel 1700 infatti la grande ricchezza era la terra, la popolazione che la lavorava e che eventualmente poteva essere arruolata dai sovrani per poterne conquistare altra.