Canente è un personaggio della mitologia romana chiamata così perché tra tutte le ninfe eccelleva nel canto. Era figlia del dio Giano e della ninfa Venilia (oppure, secondo altre fonti, figlia di Giano e di Stampisi, essendo Canente un altro nome di Venilia).
Fu la moglie di Pico, re dei Latini, che le fu fedele anche quando venne tentato dalla maga Circe. Quest'ultima per vendicarsi dell'affronto subito trasformò Pico in un picchio. Canente, dopo la trasformazione del marito, passò sei giorni senza cibarsi e senza dormire, correndo fra boschi e montagne. Presa dalla stanchezza, si coricò sulle rive del Tevere, dove morì consumata dal dolore. Il suo corpo svanì per l’aria e non rimase di lei che la sola voce; il suo nome che fu dato al luogo nel quale finì di vivere. Così la descrive la sua morte Ovidio, ne Le metamorfosi:
Secondo la leggenda fu la madre di Fauno.
Note
Bibliografia
Ovidio, Le metamorfosi XIV 320-434; Virgilio, Eneide VII 187-91; Myth Vat. III 11, 11. Francesco Petrarca, I Trionfi TC II 175.
Collegamenti esterni
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