Il vaso sanitario, o tazza o water (AFI: ) è un apparecchio sanitario costituito da un vaso, generalmente in ceramica (ma ve ne sono anche versioni in acciaio, in vetro e in resina), destinato allo smaltimento degli escreti di funzioni fisiologiche come la minzione e la defecazione.
Etimologia Il termine "water" o "vater" è un'abbreviazione scorretta e adattata alla fonetica italiana dell'inglese water-closet (letteralmente: "stanzino dell'acqua"). Oltre a "tazza", sinonimi possono essere anche "gabinetto", o "recesso", da cui la voce popolare "cesso", che sono tuttavia più propriamente usati per chiamare l'intero stanzino che ospita i servizi igienici. Con "comoda" ci si riferiva, soprattutto in Italia settentrionale, a una poltrona o sedia per anziani e infermi, recante nella parte inferiore un vaso estraibile per i bisogni corporali.
Morfologia e funzionamento
Il water è costituito da un vaso di colletta, tipicamente dotato di sedile (spesso ribaltabile), collegato a una tubatura di scarico a mezzo di un sifone riempito d'acqua per evitare la diffusione di cattivi odori nell'ambiente.
Dopo ciascun utilizzo, la parte interna del vaso viene ripulita da un getto d'acqua, di solito proveniente da un piccolo serbatoio, usualmente denominato sciacquone. Tale soluzione ha soppiantato progressivamente l'impiego di acqua corrente, in quanto permette di impiegare una quantità adeguata e non eccessiva di acqua a ogni risciacquo, limitandone lo spreco.
Taluni accorgimenti (altezza e conseguente incremento della caduta, direzionamento dei getti, messa in pressione dello sciacquone, impiego in determinati Paesi, come gli Stati Uniti, dello scarico ad aspirazione al posto di quello a cacciata) ottimizzano la funzionalità del getto. Gli escrementi vengono così spinti dal getto verso la tubatura di scarico (o, con lo scarico ad aspirazione, richiamati in essa da un gradiente di pressione) fino a raggiungere la fossa biologica (in cui l'attività biologica svolta dai batteri favorisce una pre-depurazione degli scarichi, liquefacendo e trasformando le masse solide prima dell'eventuale passaggio nelle fogne cittadine) o le fogne e l'acqua contenuta nel sifone viene rinnovata.
Tipologie I water si distinguono per il tipo di montaggio in: vasi con piedistallo, fissati al pavimento, con altezza normalizzata e staccati dalla parete.Standard in Italia: (± 10). vasi sospesi, fissati a una parete e completamente staccati dal pavimento, con altezza in genere attorno ai 400 mm. vasi a scomparsa, sono una particolare tipologia di vasi sospesi, che sono caratterizzati dal fatto di potersi richiudere su se stessi e occupare meno spazio vasi a filo muro, fissati al pavimento e che terminano appoggiandosi al muro tramite un profilo unico, senza alcun passaggio tra i due lati del water. vasi a parete, altrimenti detti orinatoi. vasi a pavimento, detti anche vasi alla turca vasi a tunnel, non adatti al contenimento delle feci. Sono particolarmente diffusi nelle stazioni di servizio tedesche e olandesi.
Le altezze indicate sono in genere comuni a quelle dei bidet montati accanto ai vasi. Dimensioni, caratteristiche e modalità di posa in opera sono oggetto di dettagliati standard edilizi in molti paesi, tendenti a favorire una fruizione ottimale del servizio al maggior numero possibile di utenti, contro le possibili differenziazioni biometriche. In Italia, ad esempio, i sanitari per bambini sino a 10 anni debbono avere un'altezza massima di 350 (±10) mm, quelli per disabili e persone affette da dolori articolari e dell'anca di 500 (±10) mm.
Il sistema di lavaggio del vaso assume la denominazione comune di sciacquone. Gli sciacquoni possono essere: a cassetta: bassa, esterna o incassata a muro, con adduzione dell'acqua a quota prefissata,In Italia alla quota di (± 300). con pulsanti di apertura meccanici, che sempre più spesso consentono di modulare la quantità d'acqua impiegata per ogni singolo lavaggio secondo necessità (in genere consumando circa 3 o 6 litri). a zaino, appoggiata direttamente alla parte posteriore del vaso, con comandi e funzionamento analoghi a quelli delle cassette basse. alta o a mezza altezza, esterna, con pulsante di apertura idraulico, sempre meno utilizzate, soprattutto per l'elevato consumo d'acqua che determinano a ogni lavaggio (circa 9 litri). a "passo rapido": un tubo dell'acqua corrente – incassato a muro o a vista – è collegato direttamente al vaso a mezzo di un rubinetto ad alta portata, generalmente dotato di una molla che ne causa la chiusura automatica dopo esser stato azionato (sistema a flussometro), garantendo così il lavaggio per mezzo di una predeterminata quantità d'acqua, spesso maggiore di quella impiegata con i sistemi a cassetta. Il passo rapido senza flussometro è stato abbandonato perché, essendo una semplice valvola a chiusura manuale, la disattenzione degli utilizzatori poteva portare a grandi sprechi d'acqua. In entrambi i casi, il sistema a passo rapido richiede l'alimentazione idrica attraverso un impianto dimensionato per erogare la portata richiesta, generalmente superiore a quella fornita dai più comuni impianti domestici. Per questo motivo, il sistema è utilizzato quasi esclusivamente nei servizi igienici a uso pubblico, specialmente quando l'elevata frequenza di utilizzo dei wc è incompatibile con i tempi di riempimento delle tradizionali cassette. Inoltre, l'allacciamento diretto dei dispositivi a passo rapido alla rete idrica è vietato in molti Comuni, dove il regolamento del servizio di Acquedotto richiede l'interposizione di serbatoio di accumulo dotato di valvola a galleggiante, la cui bocca di immissione deve essere libera e trovarsi al di sopra del livello massimo di riempimento, questo per evitare il rischio di "sifonamento". Le comuni cassette di scarico soddisfano già questo requisito, a condizione di avere la valvola a galleggiante con bocchello libero, cioè sprovvista del tubicino silenziatore, perché l'estremità di quest'ultimo verrebbe a trovarsi al di sotto del livello dell'acqua. Alcuni condomini erano dotati di scarichi a passo rapido alimentati da serbatoi di accumulo posti sulla terrazza, attraverso colonne discendenti che alimentavano i dispositivi dei vari appartamenti. Questo sistema è stato abbandonato, in primis per le problematiche di ripartizione dei consumi relativi ai singoli appartamenti.
Il raccordo tra il sifone del vaso e il bocchettone di scarico (generalmente in PVC grigioIn media di diametro ∅ ) può essere disposto verticalmente o orizzontalmente ed è sempre orizzontale nei vasi sospesi. La conformazione del sifone e l'orientamento del raccordo determinano la tipologia di funzionamento dello scarico: a cacciata (l'espulsione delle materie avviene per il passaggio dell'acqua) con raccordo verticale (scarico a pavimento) od orizzontale (scarico a parete). ad aspirazione (l'espulsione delle materie avviene per il risucchio dovuto alla conformazione del condotto di scarico interno al wc, che rispetto ai vasi a cacciata è di lunghezza maggiore e di diametro minore) con raccordo normalmente orizzontale (scarico a parete).
I vasi con scarico a cacciata sono normalmente caratterizzati, oltre che da un sifone più largo e corto, da una superficie d'acqua di estensione minore e collocata a un'altezza relativa al pavimento minore, rispetto ai vasi con scarico ad aspirazione; i vasi ad aspirazione inoltre possiedono un getto d'acqua ausiliare interno al sifone e diretto verso il tubo di scarico.
Brida e accessori
Il vaso sanitario può avere diversi tipi di brida (labbro della bocca): Aperta, soluzione classica, dove per trattenere l'acqua di lavaggio, la sponda del water ha un labbro (brida) che rientra internamente creando una camera aperta inferiormente Aperta a brida grondante, si tratta di una variante, che chiude parzialmente la brida nella sua parte inferiore, permettendo la fuoriuscita dell'acqua tramite dei fori disposti lungo il perimetro del water Piena, si tratta di una via di mezzo tra la soluzione a brida aperta e senza brida, ma più simile alla prima, in questo caso il labbro del water è caratterizzato da un aumento di spessore (eventualmente cavo internamente) con relativo profilo per trattenere l'acqua, quindi si ha la sponda superiore e la brida che si va poi a congiungere alla parete interna del water, senza alcuna interruzione o nicchie, il che permette anche una struttura superiore del vaso anche più rigida e resistente. Assente, in questo caso il vaso termina senza alcun accorgimento particolare se non con la parete che s'incurva leggermente, in modo del tutto simile al bidet, difatti manca sia la brida che la sponda, il che facilita la corretta pulizia e rimozione di calcare, di contro può andare incontro a fuoriuscita dell'acqua durante il lavaggio e dover richiedere un riduttore di flusso Assente con sponda, si tratta di una via di mezzo tra la soluzione a brida aperta e senza brida, ma più simile a quest'ultima, dove in questo caso è presente la sponda, ma manca la brida, scongiurando i problemi di fuoriuscita, questi sistemi possono assumere vari nomi a seconda del produttore, come "DirectFlush", Acquablade, GoClean o NewFlush
Il vaso sanitario del tipo a seduta è generalmente munito di seduta, che è composta da: Tavoletta o seduta ribaltabile, in questo caso la seduta può ribaltarsi per facilitare la minzione, mentre viene riposizionata per la defecazione. Tavoletta con funzione bidet, soluzione possibile tramite l'uso di tavolette speciali e appositamente ideate, che rendono il vaso sanitario polifunzionale. Tavoletta riscaldata, si trattano di tavolette munite di un elemento riscaldante, che rendono la seduta più confortevole. Coperchio ribaltabile, utilizzato per chiudere il vaso ed evitare che venga utilizzato da animali domestici o evitare che i ratti possano entrare in casa sfruttando le condutture fognarie. Gli accessori ribaltabili possono essere muniti di sistemi ammortizzanti per evitare che vadano a sbattere violentemente con il vaso e generare rumore.
Storia
Grazie a una scoperta archeologica pare che in Cina, attorno all'anno 1, fossero usati servizi igienici molto simili agli attuali. In una tomba della dinastia Han (dal 206 a.C. al 24 d.C.) è stato ritrovato un locale con un sistema per sedersi e raccogliere l'acqua.
Sistemi a seduta con risciacquo continuo, per certi versi analoghi ai vasi attuali, erano diffusi nel mondo romano antico. Importanti ritrovamenti archeologici a Ostia, Ercolano, Pompei e persino presso il Vallo di Adriano hanno consentito di evidenziarne anche un aspetto di costume per il quale le azioni esplicatevi si suppongono effettuate collettivamente con naturalità.
Nel Medioevo, quando era sconosciuto il water e non erano sistematicamente diffuse le fognature, gli escrementi erano generalmente depositati in vasi di coccio spesso vuotati direttamente dalle finestre, trasformando così le strade cittadine in luoghi maleodoranti e in cattive condizioni igieniche.