È uno dei fondatori del pensiero integrale e dello Integral Institute nel 1998. Attraverso una propria elaborazione delle visioni di diverse discipline, tradizioni e movimenti di pensiero quali la psicologia, la sociologia, la filosofia, lo yoga, il misticismo, il postmodernismo, la scienza e la teoria dei sistemi costruisce quello che lui chiama una teoria integrale della coscienza.
Biografia Ken Wilber nasce nel 1949 a Oklahoma City. Nel 1967 si iscrive al corso propedeutico di Medicina alla Duke University.Tony Schwartz, What Really Matters: Searching for Wisdom in America, Bantam, 1996, , p. 348. È affascinato, come molti della sua generazione, dalla letteratura orientale, in particolare dal Tao Te Ching. Lascia la Duke e si iscrive all’Università del Nebraska a Lincoln, dove si laurea specializzandosi in biochimica ma lascia dopo alcuni anni la carriera universitaria per dedicarsi totalmente all’analisi delle sue esperienze e alla scrittura.
Nel 1973 Wilber completa il suo primo libro, Lo spettro della coscienza, in cui cerca di integrare la conoscenza derivante dai campi più eterogenei. Dopo essere stato respinto da più di 20 case editrici, il testo è finalmente accolto e pubblicato dalla Quest Books; dopo la pubblicazione del libro, Wilber trascorrerà un intero anno tenendo conferenze e workshop sul tema prima di tornare alla scrittura. Contribuisce anche al lancio della rivista ReVision, nel 1978.Frank Visser, Ken Wilber: Thought as Passion, 27
Nel 1982 la New Science Library pubblica la sua antologia The Holographic Paradigm and other Paradoxes [Il paradigma olografico e altri paradossi],The Holographic Paradigm and other paradoxes, 1982, una raccolta di saggi e interviste, tra cui uno di David Bohm. Questi saggi, tra i quali uno dell’autore stesso, vertono su come l’olografia e il paradigma olografico si rapportino con i campi della coscienza, del misticismo e della scienza.
Nel 1983 Wilber sposa Terry "Treya" Killam, cui viene diagnosticato poco dopo un cancro al seno. Treya morirà nel gennaio 1989; l’esperienza vissuta insieme è documentata nel libro Grazia e grinta [Grace and Grit] del 1991.
Successivamente, Wilber scrive Sex, Ecology, Spirituality [Sesso, Ecologia, Spiritualità] (SES) (1995), il primo volume della sua Kosmos Trilogy [Trilogia del Kosmos]. Segue A Brief History of Everything [Una breve storia del Tutto] (1996), sintesi a carattere divulgativo di SES presentata sotto forma di intervista. The Eye of Spirit [L’occhio dello spirito] (1997) è una raccolta di articoli che aveva scritto per la rivista ReVision sulla relazione tra scienza e religione. Dal 1997, lo studioso inizia a tenere dei diari delle sue esperienze personali, che vengono pubblicati nel 1999 con il titolo One Taste, termine coniato per indicare il suo concetto di 'coscienza unitaria'. Nei due anni successivi il suo editore, la Shambhala Publications, ripubblica le sue opere in otto volumi, i Collected Works [Opera Omnia].
Nel 1999 termina Integral Psychology [Psicologia integrale] e scrive A Theory of Everything [Una teoria del Tutto] (2000). In Una teoria del Tutto Wilber punta alle correlazioni tra affari, politica, scienza e spiritualità e mostra come questi mondi si integrino con le teorie della psicologia dello sviluppo, tra cui quella delle Dinamiche a Spirale. Nel suo romanzo Boomeritis (2002) Wilber cerca di mettere in luce l'egotismo che lui ritiene caratterizzi la generazione dei "baby boomers".
Nel 1987 si trasferisce a Boulder, in Colorado, dove lavora alla sua Trilogia del Kosmos, supervisionando contestualmente i lavori dello Integral Institute [l’Istituto Integrale]. Wilber vive oggi a Denver, nel Colorado, e lavora con Marc Gafni nel Centro per la Spiritualità Universale, di cui è stato co-fondatore.
Ken Wilber ha dichiarato di essere affetto da una patologia debilitante, la Ribonucleasi.
Nel 2012 entra a far parte del comitato consultivo dell’ISPO -International Simultaneous Policy Organization che si pone l’obiettivo di superare i momenti di impasse in tema di politica internazionale, attraverso l’armonizzazione e la simultanea implementazione di politiche comuni.About Simpol-UK: uk.simpol.org – About Simpol-UK Endorsements: Simpol.org – Endorsements
Teoria integrale
Upper-Left (UL) "Io" Interiore Individuale Intenzionale p.es. Sigmund FreudUpper-Right (UR) "Esso" Esteriore Individuale Comportamentale p.es. B.F. SkinnerLower-Left (LL) "Noi" Interiore Collettivo Culturale p.es. Hans-Georg GadamerLower-Right (LR) "Loro" Esteriore Collettivo Sociale p.es. Karl Marx Il modello della Teoria integrale è lo schema AQAL (all quadrants all levels - tutti i quadranti, tutti i livelli). Rentschler, Matt. "AQAL Glossary," "AQAL: Journal of Integral Theory and Practice," Fall 2006, Vol. 1, No. 3. Retrieved on Dec. 28, 2017. Nello schema AQAL tutta la conoscenza e l’esperienza umane possono essere sintetizzate in una griglia a quattro quadranti: la metà superiore rappresenta l’individuo, la metà inferiore la collettività, la parte sinistra l’interiorità, la parte destra l’esteriorità. Pertanto il quadrante superiore-sinistro rappresenta la coscienza individuale, il superiore-destro rappresenta il cervello/sistema nervoso, l’inferiore-sinistro è la cultura, l’inferiore-destro i sistemi sociali.
L’obbiettivo di un approccio integrale è includere tutti i quadranti, e in ciascuno di essi tutti i livelli. La modernità invece ha valorizzato esclusivamente il lato destro del modello, cercando con la scienza di spiegare e ridurre i mondi interiori in termini oggettivi, e ricadendo nella “flatlandia”, un universo piatto e dequalificato.
Secondo Wilber la realtà è composta da una serie di livelli-base (chiamati anche onde, o strutture), dal pre-personale al personale fino al transpersonale, che a seconda delle concezioni possono essere diversamente classificati e numerati. La “grande catena generale” elenca cinque livelli: materia, corpo, mente, anima, spirito. Wilber adotta un approccio basato su dieci gruppi funzionaliKen Wilber, Psicologia integrale, 2014, Ed. Crisalide, p. 37: sensomotorio, emozionale, rappresentazionale, regola-ruolo, operativo formale, logica immaginativa, psichico, sottile, causale, non-duale. All’apice di questo modello vi è la consapevolezza senza forma/passiva, "la semplice sensazione di esistere" che, in diverse tradizioni orientali, rientra nel novero dei massimi raggiungimenti possibili.
Attraverso questi livelli scorrono numerose linee di sviluppo autonomeKen Wilber, Psicologia integrale, 2014, Ed. Crisalide, p. 48: vi è una linea cognitiva, morale, affettiva, spirituale, estetica, sessuale, dei bisogni, della visione del mondo ecc. Il Sé dunque percorre i livelli, sviluppandosi a velocità diverse nelle varie linee, con talenti e capacità che emergono in modo differente nei vari ambiti.
Ogni volta che il Sé incontra un nuovo livello del Grande Nido, prima si identica con esso, poi si disidentifica, e infine lo integra nel livello successivo. Se invece manca il momento della differenziazione o dell’integrazione, sorge una psico-patologia. Esistono dunque livelli di patologia qualitativamente diversi, a seconda dello stadio del Sé in cui è avvenuto il blocco.
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Misticismo e grande Catena dell’Essere
Una delle principali realizzazioni di Wilber è la sistematizzazione di quella che egli chiama la “filosofia neoperenne", che integra le interpretazioni del misticismo secondo la Filosofia perennne di Aldous Huxley, e il pensiero della scuola Tradizionalista di Frithjof Schuon, con una teoria dell’evoluzione cosmica ripresa dal mistico indiano Sri Aurobindo. Avendo adottato un approccio evolutivo, del Perennialismo non accetta né la visione regressista della storia, né il rifiuto della scienza moderna."Da oltre quindici anni non mi riconosco più nella filosofia perenne... Molti dei più longevi esponenti di questa corrente filosofica, come Nagarjuna, utilizzavano già metodi post-metafisici, ragion per cui la loro visione è ancora valida. Ma la stragrande maggioranza dei filosofi perenni si è avviluppata nel pensiero metafisico e non critico, per questo io rifiuto quasi interamente i loro metodi ed accetto le loro tesi solo laddove possono essere ricostruite"
La realtà viene intesa come composta da vari livelli di esistenza, sia dell’essere sia del conoscereSi tratta quindi contemporanemanete sia di livelli di coscienza, sia di piani di realtà, in un ordine ascendente che va dalla materia, al corpo, alla mente, all’anima fino alla Spirito. Ogni dimensione superiore "trascende e include"Il concetto è equivalente al famoso Aufhebung (superare conservando) di Hegel le dimensioni inferiori in una sequenza infinitaKen Wilber, Psicologia integrale, 2014, Ed. Crisalide, p. 21. È la Grande Catena dell’Essere” (espressione dello storico Arthur Lovejoy) o “Grande Nido”, in cui ogni dimensione superiore avvolge le dimensioni inferiori come in una serie di cerchi. I livelli sono anche definiti “oloni”: un olone è un “tutto che è parte di un altro tutto”Psicologia integrale cit. p. 23. Ad esempio un atomo è parte di una molecola, che è parte di una cellula, che è parte di un organismo, che è parte di un ecosistema e così via.
Per quanto riguarda i livelli di coscienza, Wilber, tramite una serie di “tavole di corrispondenze”Psicologia integrale cit. pp. 245 e ss., mostra che le diverse tradizioni spirituali (Vedanta, buddhismo, Plotino ecc.), oltre che i moderni filosofi e psicologi (Piaget, Gebser, Baldwin, Maslow ecc.), hanno individuato e descritto i vari livelli in modi analoghi: ovunque lo spirito umano ha intuizioni del divino che presentano somiglianze profonde. Peraltro i livelli più elevati non sono dati, ma possibilità: secondo Wilber il Grande Nido è un ampio “spazio morfogenetico” di potenzialità, che per la maggior parte degli individui non si sono ancora pienamente attualizzate.
Teoria della verità Wilber crede che le tradizioni mistiche esistenti consentano di accedere e arrivare a conoscere una realtà trascendente che è perenne, poiché è sempre la stessa attraverso i secoli e le culture. Questo assunto è alla base della sua costruzione concettuale ed è in sé inconfutabile. La visione perennialista “non è più in voga tra gli studiosi” (McMahan 2008, p. 269, nota 9) ma “non ha per questo cessato di essere apprezzata" (ivi). Le principali tendenze accademiche sono a favore di un approccio costruttivista, non accettato da Wilber che lo considera un pericoloso relativismo. Si veda anche perennialismo contro costruttivismo). Wilber accosta questa generalizzazione al puro materialismo, presentando ciò come il principale paradigma della scienza ordinaria.Ken Wilber, A Brief History of Everything, p.42–3
Interiore Esteriore Individuale Standard: Veridicità(1a persona)(sincerità, integrità, affidabilità) Standard: Verità(3a persona)(corrispondenza,rappresentanza, proposizionale) Collettivo Standard: Equità(2a persona)(adattamento culturale, correttezza,comprensione reciptoca) Standard: Adattamento funzionale(3a persona)(rete di teorie di sistema,Funzionalismo strutturale,Compatibilità sistemica sociale)
Nei suoi ultimi lavori, Wilber sostiene che la realtà manifesta è composta da quattro settori e che ognuno di questi settori o “quadranti”, ha i propri standard di verità, o test di validità: "Interiore individuale/1a persona": il mondo soggettivo, la sfera soggettiva individuale; "Interiore collettivo/2a persona": lo spazio intersoggettivo, la base culturale;[ivi] "Esteriore individuale/3a persona": la situazione oggettiva;[ivi] "Esteriore collettivo/3a persona": l’adattamento funzionale, "come ciò che esiste si integra in un sistema".[ivi]
Equivoci sul Pre- e sul Trans-