La luna è un film del 1979 diretto da Bernardo Bertolucci. Il film fu presentato alla 36ª Mostra del cinema di Venezia.

Trama Brooklyn: l'adolescente Joe vive assieme alla madre Caterina, cantante lirica, e il di lei compagno, che muore improvvisamente, stroncato da un infarto. I due si trasferiscono a Roma e la donna apprende che il figlio è molto distante dagli affetti, è tossicodipendente e può contare solo sulla sua ragazza Arianna e su Mustafa, un giovane marocchino che gli procura l'eroina.

Madre e figlio iniziano così un viaggio lungo l'Italia alla riscoperta del loro passato, onde ricostruire la loro sfera affettiva improvvisamente vuota. A Parma, città della giovinezza di Caterina, quest'ultima va a trovare il suo vecchio maestro di lirica, che però sembra non ricordarsi di lei, lasciandola delusa. Dopodiché, si recano nella provincia, visitando i luoghi d'infanzia di Caterina e la villa di Giuseppe Verdi, da lei considerato quasi come un padre. Successivamente, Caterina e Joe litigano furiosamente, e il ragazzo prende la macchina e abbandona la madre nel mezzo della campagna. I due si ricongiungono più tardi ad un’osteria, dove si riappacificano. Tuttavia, dopo un'ulteriore lite, Joe torna a Roma e incontra un uomo che scopre essere suo padre. Quest’ultimo, sconvolto, si reca alle Terme di Caracalla, dove ritrova Caterina, tornata sulle scene. I due, sotto un'abbagliante luna, si riconoscono e un'antica coppia si ricompone. Il tormento del ragazzo sembra finito.

Produzione Cast Brevi apparizioni di attori e caratteristi: Renato Salvatori, Franco Citti, Alida Valli, un irriconoscibile Tomas MilianIl pubblico di allora era avvezzo alla sua maschera del poliziotto dai capelli e la barba lunghi, mentre qui appare qui pulito ed imberbe. (che recita con la sua voce), Carlo Verdone agli esordi e Roberto Benigni, quest'ultimo ad irrompere in maniera comica in una lunga scena drammatica. Il film è stato girato a New York, Roma, Parma e la sua provincia (Roccabianca, Roncole Verdi, Soragna), alla Villa Verdi di Sant'Agata, e alle Terme di Caracalla.

Accoglienza Critica (...) Sono splendidi pezzi di cinema, e il fotografo Storaro ha la sua parte di merito, dietro i quali però mancano fantasia compatta e debita elaborazione culturaleG. Grazzini, su Corriere della Sera, 1979. (...) Ambizioso, ma rasentante lo snobismo culturale, audace al punto da apparire provocatorio, troppo brillante per non essere sofisticato, il film di Bertolucci appare come un'opera artificiosa. È un prodotto di gran lusso realizzato da un cineasta eccezionalmente dotato (…)J. de Baroncelli, su Le Monde, 1979. Note

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