È considerato l'unico poeta lirico di grandezza del Settecento francese.
Biografia Origini familiari
Settimo figlio di Louis Chénier (1723-1796) e di Elisabetta Santi Lhomaca (Lomaca o Lomacka, 1729-1808), nacque a Costantinopoli (allora Istanbul, capitale dell'Impero ottomano) il 30 ottobre 1762. I genitori, sposati nella chiesa cattolica dei Santi Pietro e Paolo a Galata il 25 ottobre 1754, ebbero otto figli: Sophie (1756-1762), Constantin-Xavier (1757-1837), Hélène-Christine (1758), Zoë (1759-1763), Adélaïde (1760-1763), Louis-Sauveur (1761-1823), André-Marie e Marie-Joseph (1764-1811).G. Walter, André Chénier, 1947, p. 356; M. Mazzucchelli, André Chénier, 1938, p. 12.
Louis Chénier, nato a Montfort, in Francia Gabriel Peignot, , in una famiglia di commercianti, si era trasferito a Costantinopoli nel 1742 per impiegarsi nell'azienda Lavabre et Dussol, una ditta commerciale francese specializzata nell'esportazione di tessuti dalla Linguadoca in Turchia. Quando i due titolari decisero di ritornare in Francia, nel 1747, Chénier ne rilevò l'attività. Uomo attivo, ambizioso e intelligente, nel 1750 fu eletto dalla comunità degli uomini d'affari francesi «primo deputato della nazione», ossia rappresentante dei loro interessi presso le autorità turche. In tale veste, Louis Chénier divenne amico e confidente dell'ambasciatore francese, il conte Roland Puchot des Alleurs, nonché suo consulente finanziario.G. Walter, op. cit., pp. 14-18.
La madre Elisabetta, franco-levantina, figlia di primo letto di Antonio Lhomaca, un antiquario nato a Costantinopoli da genitori greci, si considerava greca e pretendeva di discendere per parte materna dalla famiglia dei Lusignan, che aveva regnato sull'isola di Cipro. I suoi antenati paterni erano catalani e il bisnonno, venuto dall'isola di Chio, si era stabilito a Costantinopoli intorno al 1680. Antonio Lhomaca, che pare avesse studiato a Parigi nel collegio Louis-le-Grand, aveva contatti sia con la corte del Sultano che con l'ambasciatore francese e aveva così conosciuto Louis Chénier. Un'altra sua figlia, Maria, sposò nel 1763 Claude Amic, un commerciante marsigliese, e sarà la nonna materna di Adolphe Thiers, cugino in terzo grado di Chénier.G. Walter, op. cit., pp. 19-20; M. Mazzucchelli, op. cit., p. 12; R. Brasillach, André Chénier, 1974 (1ª ed. francese 1947), p. 23.
Il 21 novembre 1754, in punto di morte, l'ambasciatore Puchot des Alleurs nominò il suo segretario Deval e Chénier incaricati degli affari commerciali con l'Impero turco, affidando loro tutta la corrispondenza dell'ambasciata in attesa della nomina del suo successore. Louis Chénier sperò persino di potergli succedere, ma non fu accontentato e con l'arrivo del nuovo ambasciatore, il conte Charles Gravier de Vergennes, egli si trovò escluso dal ruolo privilegiato che era riuscito a conquistarsi.G. Walter, op. cit., pp. 22-23.
In Francia
Negli anni sessanta la guerra tra Francia e Inghilterra compromise i traffici commerciali nel Mediterraneo e in Turchia peste, carestia e terremoti devastarono il paese. Di fronte a una crisi economica che sembrava non aver fine, nel 1765 Louis Chénier, la moglie e i cinque figli presero la via della Francia. A Marsiglia furono ospiti di Claude Amic; poi, Louis Chénier affidò i figli Constantin e André ai cognati di Carcassonne, André e Marie Béraud, e si trasferì a Parigi per realizzare il suo sogno di entrare in diplomazia.G. Walter, op. cit., pp. 24-26. Dopo diciotto mesi di sollecitazioni, riuscì a ottenere l'incarico di console in Marocco e pose la sua residenza a Salé. Mentre André e Constantin rimasero a Carcassonne, la moglie, che non volle seguirlo, si stabilì con gli altri tre figli a Parigi.G. Walter, op. cit., p. 30.
André imparò a leggere e a scrivere da un certo Sicre ed ebbe un'educazione religiosa dagli zii, da padre Coste, cappellano di Notre-Dame-de-Marceille, presso Limoux, e da due parenti dei Béraud, nella cui casa di campagna passava la bella stagione. Finalmente, in un giorno dell'estate del 1773, fu condotto a Parigi per riunirsi con tutta la famiglia.G. Walter, op. cit., pp. 29-30.
Entrò subito nel Collège de Navarre, celebre per la qualità dei maestri e per quella dei suoi allievi, tutti provenienti da famiglie aristocratiche. André Chénier fece amicizia con diversi collegiali: con i due figli dell'intendente alle Finanze Trudaine de Montigny (1733-1777), Charles-Louis (1765-1794) e Charles-Michel (1766-1794), che l'ospitarono nel loro castello di Montigny, con François de Pange (1764-1796), figlio del marchese de Pange, commissario alla Guerra, che divenne un erudito e sostenne da posizioni moderate la Rivoluzione, e nel 1776 passò le vacanze con Chénier, e con Abel de Malartic de Fondat (1760-1804), figlio del primo presidente del Consiglio di Roussillon.G. Walter, op. cit., pp. 38-41.
Apprese il greco classico e a 16 anni era già in grado di leggere correntemente Omero e Saffo in lingua originale, ed era già una passione che andava al di là della mera erudizione. Ebbe un ottimo percorso di studi, ricevendo nel 1778 il primo premio in lingua francese e la menzione onorevole in latino.M. Mazzucchelli, op. cit., p. 16. Tornò così in famiglia, dove Mme Chénier aveva aperto il salotto della sua casa in rue de Culture-Sainte-Catherine, spesso ricevendo gli invitati vestita alla greca. Il salotto era frequentato da personalità di spicco, come David, Le Brun, Brunck, Villoison (colui che nel 1781 scoprì alla Biblioteca Marciana di Venezia il più importante manoscritto dellIliade), il drammaturgo e scrittore Palissot e il pittore Cazes figlio.B. d'Amico Craveri, Introduzione ad André Chénier, Poesie, Torino, Einaudi, 1976, p.VII Lei stessa, oltre alla danza e alla pittura, coltivava le lettere e, forse con l'aiuto di un letterato, Pierre-Augustin Guys o Le Brun, ebbe la soddisfazione di veder pubblicata sul Mercure de France una sua Lettre sur les tombeaux grecs.G. Walter, op. cit., pp. 48-49.
Lycoris e Camille In attesa di una sistemazione, André conduceva la vita oziosa dei giovani di «buona famiglia», grazie peraltro alla generosità dei fratelli Trudaine, eredi di un'immensa fortuna, che lo conducevano con sé all'Opéra e in altri luoghi meno austeri. Una serie di poesie, raccolte sotto il titolo di Lycoris, celebrano le grazie - «sono le tue belle natiche che m'hanno fatto fare questi graziosi versi» - di un'avvenente e non virtuosa creatura che gli si concedette, salvo lasciarlo quando s'accorse della scarsità della borsa del giovane poeta.G. Walter, op. cit., pp. 54-57. Lycoris è nome tratto dallEcloga X di Virgilio, e testimonia sin da ora i vagheggiamenti pastorali del futuro autore delle Bucoliques, inaugurando una serie di pseudonimi femminili ripresi dall'antichità.
Mme Chénier, comprendendo l'importanza dello status di aristocratica, era riuscita a farsi attestare la propria presunta nobiltà da un discendente dei Lusignan e da altri tre aristocratici e tanto bastò perché i suoi figli Louis-Sauveur e Marie-Joseph potessero intraprendere la carriera militare nel rango degli ufficiali. Quando fu la volta di André, il 22 maggio 1781, fu emanata un'ordinanza reale che stabiliva che i cadetti gentiluomini non fossero più accolti di diritto come ufficiali di reggimento, salvo che si liberasse un posto a favore di soldati volontari la cui nobiltà fosse certificata da un'inoppugnabile documentazione.G. Walter, op. cit., pp. 52-53.
Con questa incertezza, alla fine di maggio del 1782 André Chénier fu arruolato volontario a Strasburgo nel reggimento d'Angoumois, cercando di far convivere il mondo militare con la poesia, e non disdegnando la bella vita e un certo libertinaggio che la città, un tempo austera, consentiva di praticare.M. Mazzucchelli, op. cit., pp. 22-23. L'anno dopo, il 17 marzo 1783, un posto d'ufficiale resosi vacante nel reggimento fu assegnato dal comandante a un altro cadetto e Chénier, deciso a non rischiare altri anni di disagi in cambio di un'incerta prospettiva, diede le dimissioni e fece ritorno a Parigi.G. Walter, op. cit., pp. 61-62. Anche il fratello Marie-Joseph, dopo due anni di guarnigione a Niort, seguì il suo esempio, sperando di avere successo nell'attività letteraria.G. Walter, op. cit., p. 80.
Dopo una malattia dalla quale si riprese a fatica, nel settembre del 1784 intraprese con i fratelli Trudaine un viaggio in Svizzera, del quale egli non ha lasciato alcun preciso dettaglio. Si sa soltanto che a Zurigo conobbero il celebre Lavater.
Ritornato a Parigi, fu presentato da François de Pange alle cugine Pauline de Beaumont, figlia di Armand de Montmorin e Marie-Louise de Domangeville, che qualche anno dopo sposerà Antoine Mégret de Sérilly, ministro di Luigi XVI. Conobbe anche la famiglia del banchiere Pourrat e Michelle de Bonneuil (1748-1829), giovane moglie dell'anziano primo valletto di camera di Monsieur, il fratello del Re, e venne così introdotto nel «bel mondo» che ruotava intorno alla corte, alla politica e alla finanza.G. Walter, op. cit., pp. 65-69.
Già madre di tre figlie e di quattordici anni più anziana di Chénier, l'ancor bella Madame de Bonneuil ammaliò il poeta anche per la grazia del suo canto e l'interesse per la poesia, ispirandogli componimenti in cui Chénier le dà il nome di Camille. I due intrattennero un breve rapporto, cui del resto Michelle de Bonneuil non diede mai alcuna importanza, pur aprendogli le porte del suo appartamento parigino e quelle del castello di Sénart. Partita per un viaggio in Svizzera, al suo ritorno gli fece capire che la loro relazione era conclusa e Chénier tornò a consolarsi con le ragazze dell'Opéra.G. Walter, op. cit., pp. 70-72.
Per farsi accettare nei salotti esclusivi della capitale, André prese l'abitudine di dare un tocco di nobiltà al suo nome, facendosi chiamare Chénier de Saint-André. L'amicizia con il filologo Brunck gli fece scoprire l'ellenismo, che influenzerà tutto il suo pensiero. Conobbe Beaumarchais, Restif de la Bretonne, Joseph-Marie Vien, Jacques-Louis David, il poeta polacco Niemcewicz, con il quale divise l'amore platonico verso Maria Hadfield, la giovane moglie del pittore William Richard Cosway. Fu lei a indurlo a imparare la lingua inglese.G. Walter, op. cit., pp. 78-79.
Nell'estate del 1786 i fratelli Trudaine lo invitarono a una crociera nel Mediterraneo durante la quale prevedevano di visitare l'Italia, la Grecia, Costantinopoli e le coste dell'Asia Minore. A Roma s'innamorò di una belle romaine, come viene chiamata nelle elegie del periodo, una donna bella e colta di cui non si conosce il nome anche se sembra fosse aristocratica e sposa di un uomo rozzo e volgare.M. Mazzucchelli, op. cit., p. 50. Il viaggio ebbe però termine a Napoli, sembra per un attacco di nefrite, male di cui soffriva periodicamente, che colse Chénier, costringendo i tre amici a far ritorno a Parigi. André non poté dunque giungere nell'agognata Grecia, e perse così l'unica opportunità di vederla.