Biografia Dyk studiò dapprima al Gymnasium praghese, dove uno dei suoi insegnanti fu Alois Jirásek, e poi frequentò la Facoltà di legge all'Università di Praga.

Gli esordi letterari di Dyk risalirono al 1897 con la raccolta intitolata A porta inferi ("Dalla porta dell'inferno"), seguita da Síla života ("La forza della vita") del 1898, Marnosti ("Vanità") del 1900 ed evidenziarono pensieri pessimistici nei riguardi della situazione politica e sociale, oltre a qualche sussulto anarcoide, che si rintracciò anche in Satiry a sarkasmy ("Satire e sarcasmi") del 1905."Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. IV, pag.294

Le ballate successive furono pervase dal contrasto fra realtà e ideali, tra speranze e barriere poste dal mondo e dalla società, come mostrarono Milá sedmi loupežníků ("La bella dei sette masnadieri") del 1906, storia della vendetta consumata dall'amante di un brigante ucciso a tradimento; Giuseppe Moro del 1911, incentrata sul ritorno in patria del protagonista deluso dalla realtà quotidiana; Zápas Jiřího Macků ("La lotta di Jiri Macek") del 1916, storia del suicidio di un vecchio marito che avrebbe invece voluto sfuggire alla morte grazie al matrimonio con una moglie giovane.

Negli anni della prima guerra mondiale, Dyk compilò quattro raccolte misticheggianti, nelle quali manifestò le preoccupazioni e le speranze del popolo ceco: Lehké a těžké kroky ("Passi leggeri e pesanti") del 1915, Anebo ("Oppure") del 1917, Okno ("Finestra") del 1921, Poslední rok ("L'ultimo anno") del 1922.

Le liriche degli anni venti espressero un forte colore satirico, motivato sia dagli eventi politici del primo dopoguerra, sia dalle esperienze personali dell'autore, e tra di esse si annoverarono: Pan poslanec ("Il signor deputato") del 1921 e Domy ("Case") del 1926.

Nell'ultima raccolta, intitolata Devátá vlna ("La decima ondata") del 1930 prevalsero, invece, i toni pacati e intimistici.

Per quanta riguarda i racconti ed i romanzi, Dyk si ispirò a situazioni politiche reali, come nel caso di una delle sue opere più riuscite, intitolata Krysař ("L'accalappiatopi") del 1915, nella quale un'antica leggenda tedesca servì da pretesto a Dyk per presentare un quadro sconfortante sulla situazione politica contemporanea. Le stesse tematiche prevalsero nelle opere teatrali.

Se nell'ultima parte della sua vita, Dyk utilizzò toni più pacati, nei primi decenni di carriera si slanciò con accenti patriottici e forti, per descrivere le ambizioni e le speranze della sua generazione. Opere

Poesia A porta inferi, 1897 Síla života, 1898 Marnosti, 1900 Satiry a sarkasmy, 1905 Milá sedmi loupežníků, 1906 Pohádky z naší vesnice, 1910 Giuseppe Moro, 1911 Zápas Jiřího Macků, 1916 Noci chiméry, 1917 Devátá vlna 1930 Lehké a těžké kroky 1915 Anebo 1917 Okno 1921 Poslední rok 1922

Prosa Stud, 1900 Hučí jez a jiné prózy, 1903 Konec Hackenschmidův, 1904 Prosinec, 1906 Prsty Habakukovy, 1906 Píseň o vrbě, 1908 Příhody, 1911 Krysař, 1915 Tajemná dobrodružství Alexeje Iványče Kozulinova, 1923 Tichý dům, 1921 Zlý vítr, 1922 Prsty Habakukovy, 1925 Můj přítel Čehona, 1925 Dědivadelní hra, 1927 Holoubek Kuzma, 1928 Soykovy děti, 1929

Letteratura politica Ad usum pana presidenta republiky (1929) O národní stát (1932)

Drammi Epizoda, 1906 Posel, 1907 Zmoudření Dona Quijota, 1913 Veliký mág, 1914 Zvěrstva, 1919 Ondřej a drak, 1919 Revoluční trilogie, 1921 Napravený plukovník Švec, 1929

Memorie Vzpomínky a komentáře, 1927

Note

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Dyk, Viktor