Aosta (pronuncia Aòsta, AFI: , ; in francese, AFI: , Pronuncia in francese valdostano, oltre che in Svizzera romanda e in Savoia, nell'uso della Francia: cfr. sempre la voce Aosta del DOP: ; Aoûta in arpitano sopradialettale; Oûta o Veulla in patois valdostano standard) è un comune italiano di abitanti, capoluogo della regione autonoma Valle d'Aosta.

Geografia fisica Territorio La città di Aosta si trova all'incirca nel centro geografico della Valle d'Aosta, al centro della plaine, la piana in cui scorre il fiume principale della regione: la Dora Baltea. La città è dominata da importanti montagne, tra le quali la Becca di Nona, il Monte Emilius, la Pointe de Chaligne e la Becca di Viou, ed è attraversata da nord a sud, all'altezza dell'Arco d'Augusto, dal torrente Buthier, il principale affluente della Dora Baltea.

Tra i capoluoghi di regione, con 583 metri di altezza sul livello del mare, è il quarto più alto dell'Italia continentale (dopo Campobasso, Potenza e L'Aquila) e il sesto se si considerano i le isole, Enna essendo allora il capoluogo più alto e Lanusei il quinto. È anche il capoluogo di regione più a ovest d'Italia.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), statistica 2006, www.abspace.it

Clima

Aosta è situata in un fondovalle completamente circondato dalle montagne. Questo ne causa un clima continentale più tendente a quello alpino. Infatti gli inverni spesso durano molto, con temperature assai rigide che si possono prolungare fino all'inizio di maggio. Le estati invece sono brevi, ma comunque molto calde. Nei mesi di dicembre e gennaio le temperature minime sono quasi sempre ampiamente sotto lo zero, le massime di norma superano di poco lo zero. Nei periodi di anticiclone delle Azzorre, però, subiscono un repentino aumento, arrivando a toccare punte di +9/+10 °C, specie in presenza del vento di favonio. In questo periodo, tra dicembre e gennaio, le nevicate possono essere frequenti e a volte intense.

Nelle giornate perturbate soffia il vento di bora, che fa scendere le temperature molto al di sotto dello zero. Infatti il record assoluto di freddo ad Aosta è di  °C (gennaio 1956). A febbraio le temperature si mantengono piuttosto rigide, specie nei valori minimi, che spesso permangono ancora sotto lo zero, ma in pieno giorno, specie a fine mese, raggiungono con facilità i +12/+13 °C. Il record mensile di febbraio appartiene al 2017, quando il 27 febbraio si raggiunsero +19 °C. Il 24 febbraio 2020 si sono registrati + 26 gradi grazie a venti molto forti di Föhn, per poi avere 0 gradi il 26 febbraio con un'abbondante nevicata. Marzo e aprile sono, invece, molto dinamici: talvolta può pure nevicare abbondantemente, mentre altre volte capitano periodi già semi-estivi, come il 17 marzo 2014, quando Aosta e Bolzano raggiunsero +28 °C. Maggio è piuttosto variabile, dato che nei primi giorni del mese spesso le mattinate sono piuttosto fredde, con valori che talvolta possono attestarsi poco sopra lo zero.

Tuttavia le temperature massime diurne, specie in presenza di forte sole con anticiclone africano, impennano velocemente verso l'alto, ristagnando nella conca e arrivando a +25/26 °C. A giugno e luglio si raggiunge l'apice del caldo, oltre che l'apice di precipitazioni e temporali di calore. Giugno e luglio sono gli unici mesi nei quali già al mattino si registrano valori miti, sui 15 °C, e valori massimi molto elevati, con punte di norma sui 32-33 °C, ma che nelle ondate di calore più violente possono raggiungere anche i +35-36 °C. Il record di caldo assoluto di Aosta appartiene al 27 giugno 2019, quando il capoluogo ha raggiunto i 40 °C. A fine agosto le temperature subiscono crolli repentini e si verificano gli ultimi temporali di calore.

A settembre difficilmente si raggiungono valori massimi diurni di +30 °C, e già al primo mattino i valori minimi si aggirano spesso sui 10 °C se non sotto. A ottobre il clima si raffredda notevolmente, con i primi valori sotto zero a metà mese, e valori massimi diurni che, eccetto le giornate di forte Föhn, faticano a superare i +20 °C. Il 24 ottobre 2018 Aosta ha raggiunto l'anomala temperatura di +28 °C. A novembre i valori minimi si aggirano spesso sotto lo zero, anche abbondantemente, e le nevicate si fanno molto frequenti e intense. la nevosità media annua di Aosta prendendo in considerazione 16 anni tra l'inverno 2009/2010 e l'inverno 2024/2025 è di 46 cm annui mentre nell'ultimo inverno 2025/2026 sono caduti 36 cm rendendo la città valdostana il capoluogo di provincia italiano più nevoso in questa ultima stagione fredda.

Toponimo

Il toponimo di Aosta deriva da Augusta Prætoria Salassorum.

La variante nel patois valdostano della bassa valle è Ohta.

Aosta è inoltre indicata come Augschtal in walserNella variante Töitschu - cf. Michele Musso, Imelda Ronco, D'Eischemtöitschu : vocabolario töitschu-italiano, Walser Kulturzentrum, Gressoney-Saint-Jean, ed. Musumeci, Quart, 1998, p. 300.;

Storia

La leggenda dell'anno 1158 a.C.

Una leggenda narra che nell'anno 1158 a.C. venne fondata la città di Cordelia da Cordelo, capostipite dei Salassi, discendente di Saturno e compagno di spedizione di Ercole.

L'epoca pre-romana Nel territorio della città era presente già in tempi protostorici una popolazione di cultura megalitica, come testimonia l'importante ritrovamento di una necropoli con tombe megalitiche e di un'area di culto risalenti al III millennio, conservate nell'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans. In seguito ci fu l'insediamento della tribù celtica dei Salassi.

La dominazione romana

Alla fine della seconda guerra punica, dopo la vittoria di Scipione l'Africano su Annibale nel 202 a.C., Roma rivolse la sua attenzione verso le Alpi, dove i Galli alleati dei Cartaginesi continuavano a costituire una notevole minaccia. La funzione di un accampamento posto in questa valle era principalmente strategica. Era essenziale consolidare il dominio di Roma sulla Pianura Padana e sui territori prealpini, utilizzando le Alpi come baluardo naturale contro le invasioni barbariche. Per questo nacque allo sbocco delle valli alpine un sistema di città fortificate che controllavano gli accessi alle fertili terre della Pianura Padana.

Tuttavia, dal I secolo a.C., la progressiva conquista della Gallia modificò l'importanza strategica dei valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo, ponendo il problema del controllo della valle abitata a quel tempo da una popolazione, i Salassi, ostacolo al passaggio dei soldati e dei mercanti lungo la Via delle Gallie. Dopo una serie di scaramucce e di spedizioni militari e di trattati dall'esito incerto, nel 25 a.C. Cesare Augusto inviò contro i Salassi il futuro console Aulo Terenzio Varrone Murena a capo di un esercito consistente. Alla fine, sconfitti, i Salassi vennero probabilmente sterminati o ridotti in schiavitù.

Da Aosta, in epoca romana, passava la via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia.

La fondazione di Augusta Praetoria Salassorum Città fortificata, costruita in breve tempo su modello dell'accampamento militare romano, Augusta Praetoria Salassorum nacque all'incrocio delle vie del Grande (Mons Iovis o Summus Poeninus) e Piccolo San Bernardo (Columna Iovis o Alpis Graia) presso la confluenza dei fiumi Dora Baltea e Buthier. Un'imponente cinta muraria proteggeva un territorio di 414.128 m², mentre quattro porte davano accesso alla città costruita sul modello ortogonale cardo-decumanico. La via centrale Decumanus Maximus (l'attuale Via Porta Praetoria, Via Jean-Baptiste de Tillier e Via Édouard Aubert), allora larga nove metri, era la prosecuzione naturale della Via consolare delle Gallie che da Milano arrivava fino al Piccolo San Bernardo. L'accesso alla città era comunque assicurato da un ponte sul Buthier, di cui oggi è visibile solo un'arcata poco distante dal letto del torrente, deviato a causa di un'inondazione. All'interno delle mura sorgevano i quartieri residenziali, il teatro, le terme, il foro e l'anfiteatro, mentre a sud si stendevano i quartieri popolari divisi secondo un modello classico a scacchiera.

Il popolamento della città in epoca romana Ancora molto controverso è il problema sul popolamento della città prima e dopo la conquista romana. Un incerto documento accenna a 3.000 individui, e alla convivenza con gli autoctoni Salassi, in contrasto con la presenza di un anfiteatro capace di ospitare, sulla base di stime ipotetiche, fino a 10.000 spettatori. Un'iscrizione risalente al 23 a.C. sembrerebbe smentire le affermazioni degli storici antichi, tra cui Strabone, riguardo alle deportazioni in massa dei Salassi e alla loro vendita come schiavi a Eporedia. Inoltre nel linguaggio giuridico al tempo dei romani incolae indicava gli abitanti di una colonia in possesso di diritti inferiori a quella dei cives. Tali indizi lasciano supporre che la popolazione salassa si sia integrata con i nuovi conquistatori, così come lasciano supporre numerose iscrizioni funerarie nelle quali appaiono nomi salassi associati ad altri romani, i cui figli nati da matrimoni misti portavano sempre nomi latini. In epoca romana ebbe un'importanza strategica, commerciale e militare grazie al controllo esercitato sui due passi del Piccolo e del Gran San Bernardo. Augusta Prætoria mostrò, fin dal I secolo, connotazioni urbane e monumentali, affermandosi come uno dei più ricchi e popolosi centri abitati dell'Italia settentrionale.

Il Medioevo Dopo il plurisecolare dominio dell'impero e la sua cristianizzazione, la città, grazie alle Alpi ed alle mura, riuscì a subire poche invasioni. Secondo una leggenda, Augusta Prætoria sarebbe stata distrutta dai Saraceni e dai Barbari; in realtà la città romana subì i danni maggiori dalla ricostruzione tardo-medioevale, che utilizzò blocchi di pietra delle costruzioni romane per l'edificazione di torri e chiese.

La città divenne sede vescovile verso la fine del IV secolo, appartenendo prima alla vastissima diocesi di Vercelli, poi alla chiesa metropolita di Milano fino all'VIII secolo. Dopo la morte di Odoacre, Aosta divenne parte del Regno ostrogoto di Teoderico. Con la fine della guerra gotica, Aosta divenne parte della Prefettura del pretorio d'Italia sino alla conquista da parte delle truppe di Alboino, che l'annessero al Regno longobardo. Approfittando del periodo d'anarchia seguito alla morte di Clefi, il merovingio Gontrano, re dei Franchi d'Orléans, sconfisse i longobardi, annettendosi Aosta e Susa nel 575. Le due città costituirono sempre un punto debole della difesa della parte settentrionale del Regno longobardo, in quanto importantissimo punto d'ingresso in Italia. A seguito della conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno nel 774, Aosta e Susa seguirono le sorti del regno d'Italia. Sotto l'Impero carolingio si sviluppò la Via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta, Pontey e Pont-Saint-Martin sono tappe menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990.

Per volontà di Ottone I di Sassonia, che intendeva garantirsi libero accesso al regno d'Italia, nel 972 Aosta venne assegnata a suo cognato Corrado III di Borgogna e rimase parte del regno di Borgogna fino al 1032. Come conseguenza si consolidarono i rapporti politici, economici e commerciali verso l'altro versante delle Alpi. A lungo andare, in Val d'Aosta si diffusero e svilupparono dialetti francoprovenzali analoghi a quelli parlati in Savoia, nel Delfinato e nell'attuale Svizzera Romanda.

La nascita della Contea di Savoia, con capitale Chambéry, comportò alla città di seguirne le sorti fino all'unità d'Italia.

Epoca moderna e contemporanea