L'isola del Giglio è un'isola dell'arcipelago Toscano, situata nel mar Tirreno di fronte al promontorio dell'Argentario. Con una superficie di 21,2 km² è la seconda isola dell'arcipelago per estensione, dopo l'isola d'Elba.

Il suo territorio appartiene interamente al comune di Isola del Giglio, in provincia di Grosseto, che comprende anche l'isola di Giannutri e ha sede a Giglio Castello. L'isola rientra nel parco nazionale dell'Arcipelago Toscano.

Geografia fisica Territorio

Il territorio dell'isola, che si estende su 21,2 km², è classificabile come prettamente collinare o, nelle accezioni più ampie, come bassa montagna. La cima più alta, il Poggio della Pagana, raggiunge i 496 m s.l.m. nella parte interna centrale dell'isola. La composizione geologica è prevalentemente granodioritica. Il perimetro costiero è di 27 km ed è in larga parte roccioso, tranne che in alcuni punti, dove si aprono la spiaggia del Campese e altre spiagge minori situate sul versante orientale (Arenella, Cannelle e Caldane).

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), ordinanza PCM 3274 del 20 marzo 2003.

Flora Come in quasi tutte le isole dell'arcipelago Toscano, la vegetazione dell'isola del Giglio era costituita anticamente da leccete, che ricoprivano quasi tutta l'isola. Fin dall'antichità, lo sviluppo dell'agricoltura, l'allevamento e gli incendi hanno alterato l'ambiente naturale e provocato la scomparsa di gran parte di questa vegetazione che oggi, con il passaggio da un'economia agricola al turismo, si sta lentamente ricostituendo. L'antica vegetazione che dominava l'isola, caratterizzata da macchia mediterranea di lecci e sughere con erica e corbezzolo, caprifoglio (Lonicera implexa), strappabrache (Smilax aspera), robbia (Rubia peregrina), ciclamini (Cyclamen repandum e Cyclamen hederifolium), si trova ancora sul promontorio del Franco lungo la costa occidentale a sud di Giglio Campese, oltre che sul versante est di Poggio del Castello e nella vallata del Molino. Negli anni cinquanta le pendici del Poggio della Pagana sono state rimboschite con pini domestici e marittimi.

Fino a pochi decenni fa su quasi l'intera superficie dell'isola erano stati ricavati terrazzamenti con muri a secco di granito (detti greppe), alcuni dei quali sono ancora coltivati a vigneto per produrre il vino gigliese, che rientra nella medesima denominazione di origine controllata e nel relativo disciplinare di produzione dell'Ansonica Costa dell'Argentario. La maggior parte dei terrazzamenti è stata tuttavia abbandonata e viene lentamente colonizzata da una bassa gariga a elicriso e successivamente di cisto.

Fauna La fauna terrestre dell'isola non presenta grande varietà, limitandosi al coniglio selvatico, alla crocidura minore, al topo selvatico e al muflone, importato nel 1955 per salvarlo dall'estinzione. Nel 2021, scongiurato il rischio di estinzione, si è pensato di eradicarlo in quanto specie non autoctona.

Sono invece ben rappresentate le specie di pipistrelli: il molosso di Cestoni, il miniottero di Schreiber, il pipistrello nano, il pipistrello albolimbato, la nottola, il pipistrello di Savi, il serotino comune, l'orecchione bruno e l'orecchione grigio.

Tra le specie di uccelli nidificanti e svernanti sono da segnalare il marangone dal ciuffo, l'albanella reale, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, il gabbiano corso, il gabbiano reale, il beccapesci, il piccione selvatico, la tortora, il barbagianni, l'assiolo, la civetta, il succiacapre, il rondone pallido, la passera scopaiola, il sordone, il codirosso spazzacamino, il passero solitario, la monachella, la magnanina, il corvo imperiale e lo zigolo nero.

La fauna ittica è quella tipica del Tirreno, con ancora una popolazione ben conservata di Pinna nobilis (bivalve noto localmente come nacchera), qualche cernia, dentici, saraghi, ricciole e numerosi e multicolori labridi.

Endemismi Gagea granatellii var. obtusifolia

Clima L'isola del Giglio è caratterizzata dal tipico clima mediterraneo, con una lunga stagione estiva moderatamente calda ma molto siccitosa e una breve stagione invernale più umida e con alcune precipitazioni. Dal punto di vista termometrico sono molto rari gli eccessi, sia nelle massime estive sia nelle minime invernali, grazie all'azione mitigante del mare. Tuttavia, nelle aree collinari dell'entroterra insulare, l'altitudine può localmente attenuare anche sensibilmente alcune caratteristiche del clima mediterraneo.

I 2084 gradi giorno registrati a oltre 400 metri s.l.m. nella frazione di Giglio Castello, ubicata su un poggio nella parte più interna dell'isola, includono l'intero territorio in zona D, fascia climatica che accomuna gran parte dei comuni di aree pre-appenniniche continentali, caratterizzati però da inverni estremamente più rigidi rispetto a quelli gigliesi.

In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per l'unica stazione meteorologica situata sull'isola, la temperatura media annua si aggira sui ai del promontorio di Giglio Franco sulla costa occidentale, mentre le precipitazioni medie annue sono molto contenute, facendo segnare nella medesima località appena .

LocalitàAltitudine(m s.l.m.)Temperaturamedia annuaPrecipitazionimedie annueMedia di riferimentoGiglio-Franco16015,1 °C402 mm1951-1980

Classificazione climatica: zona D, 2084 GG Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002

Insenature Cala degli Alberi, Cala dell'Allume, Cala Calbugina (corruzione toponomastica di Cala Elbigina, documentata dal XVII secolo e derivante dallo scontro tra elbani e gigliesi per accaparrarsi le reliquie di san Mamiliano),Lettera di Girolamo Borghesi, vescovo di Sovana, ad Ambrogio Landucci, vescovo di Porfireone, 25 ottobre 1659. Cala delle Caldane, Cala delle Cannelle, Cala del Corvo, Cala Cupa, Cala dei Giudicelli, Cala del Lazzaretto, Cala di Pietrabona, Cala Saracinesca, Cala dello Schizzatoio, Cala degli Sparvieri, Cala Tamburata, Caletta, Fonte del Prete.

Promontori Punta dell'Arenella, Punta della Calbugina, Punta della Campana, Punta del Capel Rosso, Punta di Capo Marino, Punta di Castellare, Punta Corbaia, Punta delle Cote, Punta del Faraglione, Punta del Fenaio, Punta Gabbianara, Punta del Gesso, Punta del Lazzaretto, Punta di Mezzo Franco, Punta del Morto, Punta della Penna, Punta Pietralta, Punta di Radice, Punta della Rota, Punta dei Sabbielli, Punta delle Secche, Punta del Serrone, Punta della Smeralda, Punta Torricella, Puntale dei Greci.

Rilievi Poggio della Chiusa, Poggio Falcone, Poggio Giannello, Poggio della Pagana (punto più alto dell'isola), Poggio del Sasso Ritto, Poggio delle Serre, Poggio del Serrone, Poggio Terneti, Poggio Zuffolone, I Castellucci.

Isolotti Le Scole, Isola della Cappa, Scoglio del Corvo, Faraglione, Secca di Mezzo Franco.

Origini del nome L'isola deve il suo nome, sin dall'antichità classica, alla presenza di capre (àighes in greco): Aigìlion (), con la successiva trasformazione latina Igilium che nel Medioevo diventò Gilio.Archivio di Stato di Firenze, Archivio delle Riformagioni, anno 1265. Secondo un'ipotesi del 1998, Icilium sarebbe invece un toponimo di origine etrusca.

Storia

L'isola fu abitata fin dall'età del ferro e in età romana ospitò un insediamento di una certa importanza, di cui restano le strutture della villa dei Domizi Enobarbi presso Giglio Porto. Nel Medioevo passò agli Aldobrandeschi e successivamente al comune di Perugia, a Pisa, agli Orsini e infine ai Piccolomini e alla Repubblica di Siena, entrando nel 1559 nel Granducato di Toscana. Nel 1544 il saccheggio operato da Khayr al-Din Barbarossa comportò la deportazione di oltre settecento abitanti e il successivo ripopolamento con genti del territorio senese.

Le acque dell'isola sono state teatro di due gravi sinistri marittimi: l'affondamento della motonave Maria Stella, avvenuto nel 1947 per l'urto contro una mina vagante, e il naufragio della nave da crociera Costa Concordia, nella notte del 13 gennaio 2012, nel quale morirono 32 persone.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il patrimonio storico-artistico dell'isola comprende le mura e la Rocca aldobrandesca di Giglio Castello, di origini medievali, e un sistema di torri costiere cinquecentesche di difesa antisaracena — la Torre del Saraceno, la Torre del Campese e la Torre del Lazzaretto — cui si aggiungeva il perduto Castellare del Giglio. Fra gli edifici religiosi il più antico è la chiesa di San Pietro Apostolo di Giglio Castello, attestata dal XV secolo. Le estremità settentrionale e meridionale dell'isola sono segnate rispettivamente dal faro del Fenaio e dal faro di Capel Rosso.

Geografia antropica

L'isola ospita tre centri abitati, tutti frazioni del comune di Isola del Giglio: Giglio Porto, unico porto dell'isola, sulla costa orientale; Giglio Castello, borgo medievale nella parte interna e più elevata, sede comunale e incluso nella lista dei borghi più belli d'Italia; e Giglio Campese, sul versante occidentale, affacciato sulla spiaggia più estesa dell'isola. Vi si trovano inoltre le località minori di Arenella e Villaggio Grotte.

Economia A lungo, e fino alla metà del XX secolo, l'economia dell'isola si basò sull'agricoltura e su una cava di pirite piuttosto importante. Rilevante fu anche l'estrazione del granito, cui è legata la costruzione della darsena di Porto Arturo.

Negli ultimi decenni il turismo è divenuto la principale voce dell'economia; la stagione dura dalla fine di aprile all'inizio di ottobre. Sopravvive, in forme di nicchia, la viticoltura terrazzata da cui si ricava il vino ansonaco.

Infrastrutture e trasporti

L'isola è collegata alla terraferma da traghetti di linea da e per Porto Santo Stefano, che approdano al porto di Giglio Porto, unico scalo commerciale; nei mesi estivi è attivo un collegamento settimanale con l'isola di Giannutri. Completano il sistema portuale due approdi minori a uso diportistico, Porto Arturo presso la spiaggia delle Cannelle e il porticciolo del Campese. I trasporti interni sono svolti con autoservizi di linea.

Cultura Cinema Sono numericamente pochi i film girati sull'isola; in alcune produzioni essa compare come luogo prevalente, in altre identificata come un diverso luogo d'Italia o del mondo: Piccoli naufraghi (1939) La colpa di una madre (1952) Viaggio con Anita (1978) Il sommergibile più pazzo del mondo (1982) Mak π 100 (1987) Un'insolita vendemmia (2013) La grande bellezza (2013)

Sull'isola è stato inoltre girato il videoclip del brano Nonno Hollywood di Enrico Nigiotti (2019).

Cucina e dialetto

Prodotti tipici dell'isola sono il panficato, dolce a base di fichi e frutta secca, e il vino ansonaco, ottenuto in prevalenza da uva Ansonica coltivata nei terrazzamenti a picco sul mare. La parlata locale è una varietà del dialetto maremmano.

Sport Subacquea L'isola riveste un grande interesse per la pratica della subacquea ed è spesso ritenuta una delle più amate dai sub in Italia. È nota per le immersioni poco impegnative, ma soprattutto per le gorgonie rosse visibili oltre i 35 metri di profondità, accompagnate da una ricca fauna marina caratterizzata anche da rarità come le stelle marine della specie Astrospartus mediterraneus, dette stelle gorgone.

Le immersioni più conosciute e frequentate sono Cala Cupa, Le Scole, Punta del Fenaio, Punta delle Secche, Punta di Capel Rosso, Scoglio del Corvo, Scoglio della Cappa e Scoglio di Pietrabona.

Arrampicata L'isola offre numerose possibilità per praticare bouldering. L'area, nella quale sono sparsi numerosissimi blocchi di granito, non è stata del tutto esplorata e offre due grandi zone poste sulla collina che porta al faro, accessibili da una piccola strada asfaltata che si stacca da una curva a gomito prima di Giglio Castello e conduce verso Punta del Fenaio. La roccia è un granito a grana medio-grossa con sfumature dal rosso al grigio, ovunque in ottimo stato.

Note

Bibliografia

Voci correlate Isola del Giglio (comune)