Il Veneto (in veneto Vèneto, ; ; in cimbro Venedigen; ), ufficialmente Regione del Veneto, è una regione italiana a statuto ordinario di abitanti situata nell'Italia nord-orientale, istituita nel 1948 e resa operativa nel 1970. Ha come capoluogo la città di Venezia.

Quarta regione per popolazione d'Italia, dopo Lombardia, Lazio e Campania, confinante a nord con l'Austria, a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a sud con l'Emilia-Romagna, a sud-ovest con la Lombardia, a est con il Friuli-Venezia Giulia e a sud-est con il mare Adriatico, insieme con Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, costituisce la macroarea del Triveneto o delle Tre Venezie.

Nel 2017 è stata la sesta regione più visitata in Europa secondo dati Eurostat, con 19,6 milioni di arrivi e 69,2 milioni di presenze turistiche, prende il nome dal popolo dei Veneti, popolazione indoeuropea che si insediò nel territorio dopo la metà del II millennio a.C.

Simboli

La bandiera del Veneto, adottata con la legge regionale n. 56 del 20 maggio 1975, sintetizza nei simboli, colori e foggia diversi secoli di storia veneta.

L'elemento principale della bandiera e dello stemma è il Leone di San Marco, che è stato per diversi secoli simbolo della Repubblica di Venezia. San Marco venne adottato come patrono della città e della Repubblica, sostituendo il greco san Todaro nell'828, in seguito alla traslazione a Venezia da Alessandria d'Egitto del corpo dell'evangelista per opera di due mercanti, Rustego da Torcello e Bon da Malamocco. A partire da questa data si prese a raffigurare il santo in figura umana negli stemmi e nei gonfaloni pubblici.

La prima raffigurazione accertata del Leone alato di san Marco, che fin dai primi secoli dopo Cristo era associato alla figura dell'evangelista, risale al 1261, quando con la caduta dell'Impero latino di Costantinopoli Venezia strinse maggiori rapporti con l'Egitto, terra il cui sultano, Baybars, innalzava un leone andante (cioè visto di fianco) quale stemma. In quest'epoca la raffigurazione preminente era quella del leone in moleca (o moeca, ossia visto di fronte con le ali a fargli corona). A partire dal XV secolo si iniziò poi a esporre gonfaloni nei quali campeggiava il classico leone marciano passante con libro e spada: nella stessa epoca tale iconografia venne in generale adottata quale simbolo della Repubblica. Se il libro era aperto era simbolo di pace, se invece era chiuso di guerra

Geografia fisica

Il Veneto è una regione che presenta una grande varietà di paesaggi naturali: dalla fascia costiera affacciata sull'Adriatico alla pianura veneto-friulana, che poi si innalza nei dodici rilievi dei Colli Euganei e dei Colli Berici, fino ad arrivare alle Alpi nella parte più settentrionale comprendendo la maggior parte delle Dolomiti. Con una superficie di , il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscuro (al confine con l'Austria, ivi denominato Pfannspitze) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%).

I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del Piave quasi interamente racchiuso entro i confini della regione, da quando le sorgenti del Piave passarono insieme con Sappada nella vicina regione del Friuli-Venezia Giulia. La vetta più alta della regione è la Marmolada () situata in provincia di Belluno al confine con il Trentino-Alto Adige.

Passi alpini

Molto numerosi sono i passi dolomitici che attraversano l'area montana regionale: passo di Giau, passo di Valparola, passo Fedaia, passo di Falzarego, passo di Campolongo, passo Duran, Forcella Staulanza, passo della Mauria, passo di Monte Croce di Comelico, passo Tre Croci, passo Xomo, passo Cibiana, passo Buole, passo San Boldo, Forcella Lavardet, passo Croce d'Aune, Forcella Aurine, Cima Sappada, Sella di Rioda.

Idrografia Fiumi

Mincio Po Adige Brenta Piave Livenza Bacchiglione Tagliamento Sile Laghi Lago di Garda Lago di Santa Croce Lago di Misurina Lago di Centro Cadore Lago Ghedina Lago di Sorapis Lago di Alleghe Lago di Auronzo Lago del Mis Lago Coldai Lago Federa Lago di Limides Laghetto delle Tose Laghi di Revine Lago di Fimon

Clima Dal clima freddo delle Dolomiti a quello mediterraneo della costa adriatica, il Veneto riassume in una superficie di tutte le temperature d'Europa.

Il lago di Garda fa caso a sé: grazie alla sua dimensione, il clima circostante, relativamente mite per tutto l'anno, possiede caratteristiche sub-mediterranee con inverni miti ed estati molto calde.

Il clima del Veneto è di tipo temperato umido con estate calda o molto calda, ma con l'agente mitigante del mare e la catena delle Alpi a proteggerlo dai venti del nord, si presenta complessivamente mite.

Tra le varie zone climatiche principali troviamo: la regione alpina, caratterizzata da estati fresche e temperature rigide in inverno con frequenti nevicate, la fascia collinare e parte di quella pianeggiante dove il clima è più mite, la maggior parte della pianura dove invece il clima è di tipo temperato umido, ossia con inverni relativamente freddi e umidi e con lunghe estati calde e afose.

Ambiente

In Veneto vi sono un parco protetto nazionale e cinque regionali. Essi sono:

Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi Parco naturale regionale delle Dolomiti d'Ampezzo Parco regionale dei Colli Euganei Parco naturale regionale della Lessinia Parco naturale regionale del Fiume Sile Parco regionale del Delta del Po

Oltre a questi, vi sono anche sei riserve naturali regionali, quattordici riserve naturali statali, due zone umide di importanza internazionale, nove foreste demaniali regionali e diversi parchi e riserve regionali di interesse locale.

Storia

Preistoria e storia antica

Abitato già nella preistoria, dapprima insediamento degli Euganei, fu in epoca protostorica occupato dal popolo dei Veneti, secondo la leggenda classica originari della Troade e della Paflagonia in Anatolia, oggi Turchia. Da insediamenti venetici traggono la loro origine molte importanti città della regione, ad esempio Padova, Concordia, Oderzo (fra gli insediamenti attestati in epoca più antica, IX-VIII secolo a.C.), Este, Treviso, Belluno, Altino, Vicenza e probabilmente Verona e Adria.

La provenienza anatolica dei Veneti adriatici non è accettata da tutti gli autori antichi ed è ancor oggi oggetto di discussione. Le fonti antiche tramandano l'esistenza di popolazioni chiamate Veneti dalla Bretagna alla Spagna, i romani chiamavano il lago di Costanza in Svizzera Lacus Veneticus, all'Epiro in Grecia, all'Anatolia e a questi popoli sarebbero collegati diversi toponimi (ad es. la Vindelicia, regione corrispondente all'attuale Baviera, Vindobona - l'attuale Vienna). queste popolazioni testimonierebbero l'esistenza di un'unica civiltà indoeuropea che si sarebbe estesa su tutto l'Adriatico nord-occidentale, e sarebbero riconducibili alla cultura dei campi di urne.

Il processo di romanizzazione della Venetia è avvenuto in maniera graduale: Veneti e Romani furono infatti alleati a partire dal III secolo a.C.: nel 225 a.C.-222 a.C. Veneti e Cenomani strinsero un'alleanza militare con Roma contro gli Insubri, i Boi e i Gesati, fornendo un contingente di 20.000 uomini. I Galli vennero sconfitti nella battaglia di Clastidium nel 222. Nel 216 milizie venete combatterono nella battaglia di Canne contro Annibale.

Nel 181 a.C. la dedizione della colonia romana di Aquileia, sorta al limite del territorio dei Veneti, rafforzò ulteriormente i tradizionali rapporti di collaborazione con i Romani e dopo la guerra sociale nell'89 a.C. diverse città venete ottennero lo ius Latii. Nel 49 a.C. le popolazioni del territorio ottennero da Giulio Cesare la piena cittadinanza romana.

In epoca augustea il territorio venne inserito nella Regio X Venetia et Histria, che ebbe come centro principale Aquileia e che si estendeva dal fiume Oglio (comprendendo quindi anche l'intera Provincia di Brescia, oggi in Lombardia) fino all'Istria. Sotto Diocleziano divenne provincia Venetiae et Histriae estendendo i propri limiti fino al fiume Adda.

La cristianizzazione della regione ebbe luogo a partire da Aquileia, dove il cristianesimo era giunto probabilmente per mare. Secondo la tradizione fu san Marco evangelista a fondare la chiesa di Aquileia. Egli avrebbe inoltre inviato il greco Prosdocimo a evangelizzare Padova, Asolo, Vicenza, Treviso, Altino ed Este. All'evangelizzazione di Verona avrebbe contribuito una comunità cristiana proveniente dall'Africa romana; africano è anche San Zeno, patrono della città.

Storia medievale Le invasioni barbariche e la caduta dell'Impero romano d'Occidente Le prime infiltrazioni di tribù germaniche nel territorio della regione ebbero luogo già nel 168-169 con il saccheggio di Oderzo per opera dei Quadi e dei Marcomanni. Fu tuttavia a partire dal V secolo che le incursioni si fecero ripetute e più devastanti, con gli Unni, gli Eruli, infine con gli Ostrogoti di Teodorico, che stabilirono il loro regno sul Veneto e sull'Italia nel 493.Ciò nonostante, il quadro regionale restava ancora sostanzialmente unitario; lingua, scrittura, istituzioni, tecniche agricole e manifatturiere, pur indebolite, sopravvissero all'impatto di questa ondata barbarica.

Bizantini e Longobardi La dominazione gota terminò brutalmente a metà del VI secolo a seguito dell'invasione delle armate bizantine guidate dai generali Narsete e Belisario.Poco dopo, nel 568, però ebbe luogo la formidabile e devastante invasione dei Longobardi, che portò alla sottrazione al dominio imperiale di buona parte dell'Italia settentrionale. Fu in quella fase che in Veneto venne a crearsi una separazione tra la zona continentale, sotto il dominio longobardo, e quella costiera, ancora dipendente dall'Impero bizantino. Contemporaneamente, lo scisma tricapitolino provocava un'ulteriore frattura anche in campo religioso, destinata a durare per tutto il secolo successivo.

Le terre venete appartenenti al nuovo regno longobardo vennero divise tra i ducati, di Vicenza, Verona e Ceneda. Il tessuto sociale della Terraferma conobbe un rapido declino; una certa continuità della vita cittadina fu garantita dai vescovi, divenuti riferimenti autorevoli in campo morale, culturale e sociale.

La zona bizantina venne invece dapprima unita nel 580 ai superstiti territori settentrionali nel costituire l'eparchia Annonaria, per essere poi resa nel 584 provincia autonoma dipendente dall'Esarcato d'Italia col nome di Venetia maritima. Dall'entroterra le autorità politiche e religiose romano-venete, assieme a parte delle popolazioni, trovarono rifugio nei principali centri lagunari, in particolare Grado, Caorle, Eraclea, Torcello, Malamocco, Rialto, Olivolo, Chioggia, Cavarzere, oltre alle oggi scomparse Ammiana e Costanziaco. Queste isole, che già da un secolo avevano incominciato a svilupparsi, andarono quindi a costituire, nel 697, durante il regno dell'imperatore Leonzio, il ducato di Venezia.

A definire la separazione anche formale fra i due mondi (seppur una forte osmosi continuò sempre a esistere) occorse la definizione dei confini (terminatio) fra il Ducatus Venetiarum e il Regnum Langobardorum, siglato dal re Liutprando e dal primo doge della Repubblica di Venezia Paoluccio Anafesto.