Messa in suffragio, nella teologia cattolica, è una Celebrazione Eucaristica in cui vi è l'applicazione di preghiere, indulgenze, opere buone alle anime del Purgatorio, per ottenere da Dio la remissione della pena temporale loro inflitta in sconto dei peccati commessi durante la vita terrena e la conseguente ammissione dal Purgatorio al Paradiso. La Messa di suffragio trova fondamento nel primato petrino e nel potere della Chiesa di legare e sciogliere nella terra e in cielo ().
L'espressione viene dal latino suffragium, probabilmente composto di sub- e del tema di fragor, cioè "fragore".
Storia Tertulliano (De Corona 3,3) e Cipriano documentano l'offerta eucaristica ai defunti.
Esclusioni Il suffragio riguarda soltanto le anime di uno o più defunti già salvate nel Purgatorio. Sono quindi escluse le anime dannate all'Inferno, quali colpevoli di un peccato mortale non confessato o comunque rimesso prima della morte.
Poiché la Chiesa non ha potere di giurisdizione sulle anime defunte, le indulgenze sono amministrate per modo di suffragio (per modum suffragii), ossia presentando a Dio i meriti di salvezza di Cristo. Invece, ai vivi si applicano per modo di assoluzione.
Ruolo degli angeli San Michele Arcangelo è soggetto di culto e di preghiera da secoli anche in quanto liberatore di anime purganti, e di salvezza dei morienti. Secondo la fede cattolica e ortodossa, fondata sulla Sacra Scrittura, l'Arcangelo Michele è lo stesso che ha somma autorità sui demoni, perché ha vinto Satana in Paradiso, e mediante la preghiera esorcistica ha da Dio il potere immutabile di vincerlo anche nella vita terrena. Simile potere è attribuito anche al culto e alla preghiera dell'Arcangelo Raffaele, di cui il Libro di Tobia racconta che vinse il potente demone Asmodeo.
Altare privilegiato L'altare privilegiato era una concessione del Sommo Pontefice che era annesso all'indulgenza plenaria a favore dell'anima del Purgatorio per la quale si celebrava la Messa di suffragio. L'altare privilegiato può essere locale o personale: locale se appartiene a una determinata chiesa; personale se è relativo a tutti gli altari in cui celebra un determinato sacerdote per certi giorni della settimana. Tale Messa è ritenuta sufficiente a liberare l'anima del defunto dal Purgatorio e a farlo ammettere da Dio in Paradiso.
Con indulto Apostolicae Sedis di papa Benedetto XIII fu istituito un unico altare privilegiato quotidiano e perpetuo in ogni chiesa patriarcale, metropolitana o cattedrale.
Il can. 918, § 1, CIC 1917 prevedeva che l'indulto di concessione dell'indulgenza plenaria specificasse se l'altare fosse perpetuo o a tempo, diurno o meno.
Il privilegio poteva anche essere concesso dal vescovo ordinario. La Messa poteva essere celebrata anche a favore di persone vive che potevano lucrare l'indulgenza plenaria, a patto di essere in stato di grazia. Col Manuale delle indulgenze pubblicato dalla Penitenzieria Apostolica nel 1968 ogni privilegio era abrogato e quindi qualsiasi altare diveniva privilegiato.
Nel Concilio Vaticano II La costituzione apostolica Lumen gentium afferma:
Note
Voci correlate Indulgenza Messe gregoriane
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