I nani (dwarves) sono una razza di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. Sono una delle razze più importanti della Terra di Mezzo e compaiono con un ruolo di spessore nei romanzi Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Inoltre nel Silmarillion e in altre opere minori vengono aggiunti dettagli sulla loro origine e storia.
Creazione e sviluppo Nei Racconti perduti e Racconti ritrovati Tolkien presenta i nani come creature malvagie, disposti a stipulare alleanze persino con gli Orchi. Già in questi primi scritti i Nani hanno caratteristiche che rimarranno in tutte le opere dell'autore: bruttezza fisica, barbe lunghe e le abilità di modellare il metallo e di commerciare.
A partire dagli anni trenta i nani tolkieniani diventano creature non necessariamente malvagie, interessate unicamente alle ricchezze e al commercio. È proprio in questo periodo che Tolkien comincia a scrivere Lo Hobbit, un romanzo destinato ai bambini e il primo pubblicato dall'autore, nel 1937. La storia comincia come una vera e propria favola e i tredici nani protagonisti, infatti, sono simili, nell'aspetto e nel carattere, agli gnomi delle storie dei fratelli Grimm.: amano cantare, indossano cappucci colorati e sono più o meno buffi.
Con l'incedere del racconto, tuttavia, i tredici nani rinnegano gli atteggiamenti fiabeschi e diventano simili a quelli della mitologia norrena, di cui Tolkien era un grande estimatore..
Come osservano Stuart D. Lee e Elizabeth Solopova i nani tolkieniani conservano molte delle caratteristiche di quelli dellEdda poetica: sono grandi artigiani e costruttori, sovrani e guerrieri rispettati e vivono in regni sotto le montagne. La similitudine con i nani scandinavi risulta ancora più evidente se si considera che Tolkien trasse ispirazione dal Vǫluspá, il primo e più famoso poema dell'Edda poetica, per scegliere i nomi dei nani de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli:.
Ne Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli (così come nelle opere successive) i nani tolkeniani non appaiono più come quelli incappucciati delle fiabe, bensì ricchi signori, adornati da argento e diamanti. che conservano molte delle caratteristiche dei nani dell'''Edda poetica, sebbene siano più simili agli eroi delle fiabe folcloristiche che a quelli mitologici.Stuart D. Lee e Elizabeth Solopova, The Keys of Middle-Earth, Palgrave Macmillan (2005), p. 63 Nelle Appendici, inoltre, Tolkien riporta numerose notizie sulla storia, la cultura e la lingua dei nani..
Etimologia
Ne Lo Hobbit, Tolkien utilizza la parola dwarves per indicare il plurale di dwarf, quando il plurale corretto è dwarfs. Resosi conto dell'errore, in una lettera del 1937 scritta a Stanley Unwin, afferma:.
Tempo dopo, in una lettera indirizzata al direttore de The Observer e datata 16 gennaio 1938, Tolkien afferma:.
In una lettera a Rayner Unwin del 1961 Tolkien critica duramente il lavoro dei correttori di bozze dell'edizione della Puffin Books de Lo Hobbit, colpevoli di aver sostituito la parola dwarves con la forma corretta dwarfs. Tolkien, infatti, aveva specificato il suo uso volontario del plurale dwarves per distinguere i suoi nani da quelli delle favole:.
Descrizione
I Nani sono esseri simili agli Uomini ma di piccola taglia e di fisionomia robusta. Hanno lunghe barbe e sono generalmente caratterizzati dalla predilezione per i luoghi sotterranei e per l'oro. I nani sono grandi minatori, artigiani, fabbri, costruttori e gioiellieri, lavorano alacremente e incessantemente per tutto il corso delle loro vite, attratti con persistenza dai metalli preziosi. Vivono più degli Uomini, in media fra i 500 e non oltre gli 800 anni, ma molti di loro si spengono a non più di 250 anni a causa delle molte guerre, nelle quali periscono prematuramente. Inoltre, come emerge chiaramente in Lo Hobbit i Nani mangiano molto e sono amanti della birra..
Non si può dire che siano buoni o cattivi, come rivela Tolkien ne Lo Hobbit:
Leali se rispettati dai loro alleati, vendicativi e tremendi se offesi e ingiuriati. Apparentemente così egoisti, si trovavano male con gli elfi proprio per questo motivo, dato che gli Eldar non tollerano la loro avarizia e le loro esigenze materialistiche. Tuttavia non si può dire che i nani siano del tutto indifferenti ai problemi degli altri, o che servano le forze maligne, dal momento che, quando ve n'era bisogno, emerge in loro il sopito buon senso e si schierano dalla parte del bene; infatti i nani detestano l'idea che qualcun altro possa dominarli, e non tollerano chiunque voglia imporre il proprio dominio anche sugli altri popoli, e odiano chi commette azioni nefande e spietate.
L'idea che i Nani possano essersi estinti, seguendo il filo logico dell'universo immaginario di Tolkien, viene riportata ne Il Ritorno del Re, quando Legolas dice a Gimli che mentre gli Uomini sono destinati a dominare il mondo, le altre specie umanoidi sono destinate a dissolversi o a scomparire lentamente: infatti gli elfi della Terra di Mezzo salpano quasi tutti per Aman (terra dei Valar) all'inizio della Quarta Era, eccetto alcuni Elfi Silvani e svariati Elfi Avari, destinati a perdere l'immortalità e a confondersi con gli uomini; presumibilmente ai Nani potrebbe essere toccata una sorte simile a quella degli Avari, ossia di essersi mescolati con gli uomini.
Tra gli Uomini vi era la convinzione che i Nani fossero solo maschi, e che nascessero dalle "buche delle montagne in cui scavavano"; in realtà questa diceria era totalmente fasulla, come riporta Gimli ne Il Signore degli Anelli, poiché i Nani erano divisi in maschi e femmine, e si riproducevano come le altre specie umanoidi. Le femmine nanesche erano però così simili nell'aspetto e nella voce ai complementari maschi, che spesso da membri di altre specie venivano confuse con i maschi; costituivano solo un terzo dell'intera popolazione nanesca. Per di più i Nani maschi a volte preferivano lavorare piuttosto che avere una famiglia, mentre le femmine erano abbastanza esigenti e non si accontentavano delle proposte di matrimonio a loro rivolte, volendo magari unirsi a dei Nani che non avevano interesse a sposarsi. Avrebbero potuto crescere di più se le femmine fossero state disposte ad avere figli con più maschi, ma queste non acconsentivano a una tale proposta, e inoltre i mariti erano molto gelosi. Così i Nani non avanzavano molto di numero, e rischiavano di estinguersi..
Casate Aulë crea i Sette Padri dei Nani, da cui discendono in seguito sette casate. Durin detto "il Senzamorte" fonda la stirpe nota come Popolo di Durin (Longobarbi nella nuova traduzione italiana dell'opera), che dimora a Khazad-dûm poi a Erebor, negli Ered Mithrin e nei Colli Ferrosi. Dwalin dà origine alla stirpe dei Vastifasci, che dimora a Belegost nei Monti Azzurri. Thràr è il capostipite della stirpe dei Barbafiamma, così chiamata a causa della prevalente colorazione rossa della barba, la quale dimora a Nogrod Nei Monti Azzurri. Degli altri quattro Padri non si conoscono i nomi, ma si sa che da essi discendono le casate chiamate Pugniferro, Barbedure, Piediroccia e Ciocchenere. Nani di altre case combattono a fianco della casa di Durin nella guerra tra Nani e Orchi del 2799 della Terza Era. Si racconta che alcune delle case orientali cadono sotto l'Ombra.
Delle sette casate la più importante nei racconti di Tolkien è il Popolo di Durin (Sigin-tarâg in Khuzdul e Lungobarbi nella nuova traduzione italiana dell'opera), discendenti diretti del più vecchio dei sette padri dei nani, Durin. Il popolo di Durin si trasferisce a est delle Montagne Nebbiose dove fonda la città di Khazad-dûm. Essi perfezionano le loro arti, anche grazie all'arrivo dei nani provenienti dalle Montagne Azzurre, e Khazad-dûm diventa un regno potente e pieno di ricchezze. Durin I fu succeduto da molte generazioni di re, tra i quali apparvero altri sei Durin. I Nani credevano che questi sei fossero reincarnazioni (o anche rianimazioni) di Durin I, con ricordi delle sue vite precedenti. Durin VI fu ucciso dal Flagello di Durin nel 1980 T.E.. Durin non ritornò alla sua gente fino a che Durin VII apparve nella Quarta Era, un discendente di Thorin III figlio di Dáin II Piediferro, e un discendente in linea diretta di Durin il Senzamorte. Durin VII sarebbe diventato conosciuto come Durin l'Ultimo.
I Nanerottoli (Noegyth Nibin o Nibin-nogrim in sindarin) compaiono solo in alcuni punti del Silmarillion e in pochi altri scritti pubblicati postumi. Discendevano da Nani che in antichità furono banditi dalle città dell'Est. Essi così si ritrovarono a vagare nel Beleriand, ove si adattarono ad un'esistenza clandestina: dimenticate le arti fabbrili, si diedero ai furti e divennero più piccoli e lesti della loro razza, nonostante preservassero inaspettate forza e resistenza. Erano un popolo schivo e riservato, anche perché odiavano in genere tutte le altre razze della Terra di Mezzo, in particolare Orchi ed Elfi, e ancor di più gli Elfi Esuli i quali, a detta loro, li avevano derubati di terre e case. In effetti, Nargothrond (in lingua nanica Nulukkizdîn) era stata fondata dai Nanerottoli prima ancora che vi si stabilisse Finrod Felagund. Unici rappresentanti ad apparire nella saga sono Mîm e i suoi due figli, Ibun e Khîm, ultimi della loro razza. Vissero ai tempi di Túrin, che ospitarono nella loro residenza ad Amon Rûdh. Khîm morì ucciso da uno dei compagni di Túrin, mentre Ibun perì per mano degli Orchi. Mîm, dal canto suo, si trasferì a Nargothrond dopo la morte di Glaurung, dichiarandosi padrone delle ricchezze ivi custodite. Dopo qualche tempo fu ucciso da Húrin, al quale si era opposto mentre entrava a Nargothrond.
Lingua
Il Khuzdul era rimasto invariato dalla sua ideazione, era protetto gelosamente dai Nani, tanto che sembra che nessuno che non fosse un nano potesse parlarlo. I nani tendevano ad utilizzare altre lingue nei rapporti con le altre genti, e ad usare il nanesco solo ed esclusivamente tra di loro. Per un nano, il proprio nome originale in nanesco era uno dei segreti più preziosi e meglio custoditi.
Storia nel legendarium di Tolkien Prima che qualsiasi altra creatura parlante venisse al mondo per volere di Eru Ilúvatar, Aulë, uno dei Valar, desideroso di insegnare a delle creature la sua arte di fabbro, creò di nascosto i Nani, ad immagine di come aveva avuto visione degli Elfi. Aulë fu rimproverato da Eru per la sua opera in quanto non aveva il potere di creare, ma solo quello di ordinare le cose già create: Eru gli fece capire che senza la Fiamma Imperitura i Nani sarebbero stati come fantocci privi di un'esistenza indipendente da Aulë; ma alla fine Ilúvatar, per compassione, gli concesse di non distruggere le sue creature, accettandole come figli adottivi e donando loro una coscienza indipendente; essi però avrebbero dovuto dormire fino all'avvento degli Elfi. Poiché erano destinati ad apparire nei giorni del potere di Melkor, Aulë rese i Nani:
Aulë riservò ai nani un posto nelle Aule di Mandos e lì pose a dormire i Sette Padri dei Nani che aveva creato.. Di loro si conosce solo il nome di DurinDal nome del nano norreno Durin, che secondo Isnardi potrebbe significare "il portinaio", la sua stirpe dimorava a Khazad-dûm e fu quella che più di tutte conquistò gloria e onori e tesori, ma che al tempo stesso fu più colpita da disgrazie; oggi molti dei Nani più impavidi e abili in battaglia portano il suo nome...