La Sauber F1 Team è stata una scuderia svizzera di Formula 1 e precedentemente di vetture sport, impegnate tra l'altro nel campionato del mondo sportprototipi, fondata da Peter Sauber e con sede a Hinwil, attiva nella massima categoria automobilistica dal 1993 al 2005 e dal 2010 al 2025.

Dalla stagione 2006 a quella 2009 la scuderia venne ceduta al costruttore tedesco BMW, che ne fece il suo team ufficiale pur mantenendo nel nome, BMW Sauber, un riferimento alla squadra originale.

Il 27 novembre 2009 la scuderia fu ceduta nuovamente al vecchio proprietario e fondatore Peter Sauber, riprendendo il nome di Sauber. Il 20 luglio 2016 Peter Sauber vendette la squadra alla società di investimenti svizzera Longbow Finance SA, che nonostante la nuova proprietà ne mantenne la storica denominazione. Dal 2019 al 2021 è stata rinominata in Alfa Romeo Racing e dal 2022 al 2023 in Alfa Romeo F1 Team, per un accordo di sponsorizzazione con la casa automobilistica italiana.

Storia

Dopo gli studi professionali come elettricista, Peter Sauber iniziò l'attività di venditore di auto a Hinwil,Swiss News - attività che lo portò ad un coinvolgimento nel mondo delle corse. Coinvolgimento insolito per uno svizzero, residente in un paese che aveva quasi completamente vietato le corse automobilistiche dopo la gravissima tragedia del 1955 nella 24 Ore di Le MansGrandPrix.com (Swiss look into motorsports ban of 1958) http://www.grandprix.com/ns/ns19754.html. Unica eccezione tollerata erano alcune cronoscalate cui partecipò con il suo Volkswagen Maggiolino.

Sport Prototipi Dopo aver deciso di non proseguire con il business familiare (commercio di illuminazione e semafori per uso stradale), Peter costruì la sua prima vettura, la Sauber C1 (la "C" sta da allora per Christiane, il nome della moglie), in un magazzino dei suoi genitori. La vettura, basata su un telaio tubolare con un motore Ford-Cosworth da un litro, iniziò a gareggiare nelle cronoscalate del campionato svizzero del 1970 ed ebbe una lunga vita agonistica correndo per tutti gli anni 1970 nelle mani di vari piloti, tra cui Friedrich Hürzeler, che si aggiudicò il titolo nel 1974.

Nel 1971, la nuova Sauber C2 fu affidata a Hans Kunis.

Nel 1973 iniziò la vera attività di vendita di vetture su commissione, quando costruì tre nuove Sauber C3 per vari clienti. La vettura era progettata da Guy Boisson, e venne usata principalmente nel campionato svizzero sport prototipi che oltre alle cronoscalate in terra elvetica, prevedeva alcune gare all'estero (specialmente nei circuiti tedeschi, francesi e a Monza).

La Sauber C4 fu la prima vettura con chassis in alluminio sviluppata dal team e fu seguita dalla prima vettura di grande successo, la Sauber C5 usata in vari campionati riservati alle vetture sport due litri con il suo motore BMW quattro cilindri (molto diffuso in Formula 2 e gare sport), in particolare con la vittoria nel campionato Interserie del 1976 nelle mani di Herbert Müller.

Progettata secondo le regole del Gruppo 6, la vettura fu ammessa a partecipare alla 24 Ore di Le Mans 1977 e 1978. In entrambe le annate la vettura fu anche in testa alla propria categoria prima di ritirarsi.

Le Gruppo C

Nel 1982 il mondiale marche vide nascere la nuova regolamentazione del Gruppo C. Con la sponsorizzazione della BASF venne realizzata la Sauber SHS C6 in collaborazione com lo studio di progettazione Seger & Hoffman. Essa fu la prima vettura Sauber ad essere testata nella galleria del vento.

Fu durante questi test che Sauber conobbe Leo Ress, tecnico che diventerà fondamentale per il team. La vettura fu però un fiasco a causa del motore Ford Cosworth DFL, potenziato soprattutto nella versione da 3,3 litri e soggetto a vibrazioni terribili nella versione 3.9 litri. Il sodalizio si ruppe e la vettura venne venduta a Walter Brun.

Sauber dovette ricominciare da capo, con pochi mezzi venne progettata la Sauber C7, dotata di motore BMW turbocompresso (praticamente il motore della BMW M1 Gruppo 5). Malgrado pochi test e tre piloti non professionisti che salirono direttamente in vettura durante le prove la macchina terminò la 24 Ore di Le Mans 1983 al nono posto, con una affidabilità sorprendente e risultando l'unica non Porsche 956 tra le prime 10.

Due anni dopo, alla 24 Ore di Le Mans 1985, debuttò la Sauber C8, la prima vettura nata dalla collaborazione tra la Sauber e la Mercedes-Benz. Questo fortunato connubio porterà al successo alla 24 Ore di Le Mans 1989 grazie alla Sauber C9, e a due titoli mondiali sportprototipi nel 1989 e 1990 grazie alla stessa C9 e alla Mercedes-Benz C11. Nelle due edizioni successive quest'ultima verrà rimpiazzata dalla Mercedes-Benz C291 e dalla Mercedes-Benz C292.

Altre categorie Nel 1979 la Sauber si dedicò alla preparazione degli chassis Lola per la Formula 2, dominando il campionato svizzero. Tra i piloti vi era Max Welti, che diventerà socio e team manager.

Nel 1980 e 1981 Sauber e Welti si dedicarono alla preparazione delle BMW M1 impegnate come Gruppo 5 nel campionato mondiale marche e vincendo anche la 1000 km del Nürburgring del 1981 con piloti Hans-Joachim Stuck e Nelson Piquet.

Formula 1 Gli esordi (1993-1996) 1993

Dopo una lunga militanza nel campionato del mondo sportprototipi, dove aveva mietuto molti successi durante l'affiliazione alla Mercedes, la Sauber debuttò in Formula 1 nel 1993 nel Gran Premio del Sudafrica, sempre sotto l'egida della Mercedes (la cui stella a tre punte compariva sulle fiancate), col motore costruito dalla Ilmor Engineering (ma denominato "Sauber") e con i piloti Karl Wendlinger e JJ Lehto. Proprio nel primo Gran Premio Lehto colse un ottimo 5º posto finale. Alla fine di quel primo anno la Sauber si piazzò al 7º posto nel campionato con 12 punti.

1994

Nel 1994, pur spinto dal nuovo motore Mercedes (in realtà evoluzione dell'Ilmor), il team svizzero non migliorò le proprie prestazioni, fermandosi ancora a 12 punti con un modesto 8º posto finale. I piloti erano il confermato Wendlinger (che ebbe un tremendo incidente nelle prove libere del Gran Premio di Monaco, rimase a lungo in coma e venne sostituito nelle restanti gare di campionato prima da Andrea De Cesaris e successivamente da Lehto) e il debuttante Heinz-Harald Frentzen. Vi furono anche problemi con gli sponsor, che costrinsero la Mercedes a ripianare portando alla squadra alcuni sponsor propri.

1995

Nel frattempo la casa tedesca abbandonava il costruttore svizzero per la McLaren, cosicché Sauber dovette ripiegare sui motori Ford per il 1995. Inizialmente la coppia di piloti era quella dell'anno precedente, Frentzen-Wendlinger, ma quest'ultimo, mai pienamente ripresosi dall'incidente di Monaco, dimostrò di non poter più avere le prestazioni del passato e venne sostituito a partire proprio dal Gran Premio di Monaco da Jean-Christophe Boullion, salvo riprendere il volante nelle ultime due gare ma con risultati ancora modesti. La Sauber comunque, grazie soprattutto ai risultati di Frentzen (che ottenne anche il primo podio della scuderia a Monza, giungendo terzo), migliorò in classifica, chiudendo al 7º posto con 18 punti.

1996

Nel 1996, nuovamente con motori Ford, le prestazioni furono ancora in ribasso visto che Frentzen e il nuovo pilota Johnny Herbert non andarono al di là di 11 punti complessivi che fruttarono il 7º posto finale, e l'annata fu nobilitata solamente dal 3º e 4º posto ottenuto da Herbert e Frentzen nel rocambolesco Gran Premio di Monaco.

Gli accordi con Ferrari e Petronas (1997-2005) 1997

Il 1997 fu il primo anno dell'accordo con la Ferrari e con la Petronas, l'azienda di stato petrolifera della Malaysia: l'accordo prevedeva che la scuderia di Maranello fornisse i motori (dell'anno precedente), e che questi venissero ribattezzati dallo sponsor. La Sauber-Petronas confermò Herbert e ingaggiò come seconda guida l'italiano Nicola Larini, sostituito però dopo sole 5 gare dall'altro italiano Gianni Morbidelli, a sua volta sostituito in 4 gare dall'argentino Norberto Fontana. Il risultato finale fu un 7º posto e 16 punti totali all'attivo.

1998

Nel 1998 Peter Sauber si affidò all'esperto Jean Alesi per cercare di fare il salto di qualità, ma il pilota francese e il riconfermato Herbert non andarono al di là di 10 punti totali che posizionarono la scuderia al 6º posto, nonostante il podio (3º posto, dietro Damon Hill e Ralf Schumacher su Jordan) conquistato da Alesi al Gran Premio del Belgio, e la prima fila colta dallo stesso francese nel Gran Premio d'Austria.

1999

Nel 1999 l'annata fu ancor più deludente: Alesi venne affiancato dal brasiliano Pedro Paulo Diniz, ma i due colsero solo 5 sesti posti per un magro 8º posto in classifica generale.

2000

Di poco migliore la stagione 2000: con Mika Salo al posto di Alesi arrivarono solo 6 punti e la conferma dell'8º posto dell'anno prima.

2001

Dal 2001 il team svizzero iniziò finalmente a sentire i benefici delle motorizzazioni Ferrari, e la coppia di giovani rampanti Nick Heidfeld e Kimi Räikkönen poté dimostrare il proprio valore portando la Sauber al 4º posto finale in classifica con 21 punti, il miglior risultato nella storia della scuderia.

2002

Nell'anno 2002 arrivò una grossa iniezione di denaro grazie alla cessione del campioncino Räikkönen alla McLaren, ma i risultati furono in calo: il confermato Heidfeld e il nuovo Felipe Massa non andarono al di là di 11 punti per un 5º posto finale.

2003

Nel 2003 le prestazioni si mantennero sulla falsariga dell'annata precedente: venne abbandonata la gioventù di Massa per l'esperienza del vecchio Frentzen, ma i risultati faticavano ad arrivare e alla fine i 19 punti totali (superiori all'anno precedente solo grazie al cambiamento di regolamento nel punteggio) installarono la scuderia in un tutto sommato modesto 6º posto su 10 team iscritti.

2004

Nell'annata 2004 Peter Sauber ha puntato su Giancarlo Fisichella e sul cavallo di ritorno Felipe Massa e in un certo modo i risultati si sono visti, con prestazioni tutto sommato migliori (frutto anche di una certa superiorità delle gomme Bridgestone rispetto alle Michelin montate da tutti i team diretti concorrenti in classifica). I numerosi arrivi in zona punti, soprattutto da parte di Fisichella, hanno portato la scuderia a confermare il 6º posto dell'anno precedente, ma con un bottino di punti ben superiore (34).

2005

Nel 2005 invece la Sauber si è ugualmente fornita di pneumatici Michelin ma senza risultati significativi, con il ritorno a pieno regime in Formula 1 dell'ex-campione del mondo Jacques Villeneuve (insieme al confermato Massa) che però non ha inizialmente convinto per i risultati, tanto che dopo poche gare si rincorrevano le voci poi rientrate di un suo possibile licenziamento. Complessivamente, la squadra è arrivata all'8º posto nella classifica finale totalizzando 20 punti, con due quarti posti (uno per pilota) come migliori risultati in gara.

La cessione alla BMW (2006-2009)

I deludenti risultati delle ultime stagioni avevano contribuito ad accumulare un consistente passivo economico che, divenuto incolmabile, costrinse Peter Sauber a vendere lo storico team. Dopo molte speculazioni che il team fosse in vendita alla Volkswagen, il 22 giugno 2005 giunse la notizia ufficiale che la BMW, già presente da anni in F1 come motorista e azionista della Williams, aveva rilevato la squadra e dalla stagione 2006 avrebbe cominciato a gareggiare con i colori dell'azienda bavarese e il nome di BMW Sauber F1 Team, mantenendo quindi ancora il nome Sauber nel circus. Continuò ad operare in Svizzera e Peter Sauber mantenne un ruolo di consulente non operativo.