La seconda generazione della Fiat Panda, un'autovettura superutilitaria della casa automobilistica italiana FIAT, è stata prodotta dal 2003 al 2012. Erede della prima serie uscita nel 1980, rispetto alla progenitrice ha abbandonato la carrozzeria compatta a 3 porte per adottare uno schema a 5 porte. La sigla interna di prodotto è Fiat 169.
Nel 2012 viene affiancata dal nuovo modello, rimanendo in produzione con una gamma ridotta e con il nome di Panda Classic, per poi uscire definitivamente di produzione il 20 dicembre del medesimo anno.
Contesto
Anticipata nelle sue linee dalla concept car Fiat Simba, che era stata presentata nel dicembre 2002 al Motor Show di Bologna, la vettura, concepita come erede della storica Panda del 1980, venne inizialmente svelata nel marzo 2003 al salone dell'automobile di Ginevra come Fiat Gingo.
Tuttavia, proprio questo generò presto varie problematiche: da un lato la stretta assonanza con il nome di un'altra vettura, peraltro diretta concorrente nello stesso segmento, ovvero la Renault Twingo, fece sì che la casa francese diffidasse pubblicamente quella italiana dall'utilizzo, paventando altresì l'ipotesi di agire per vie legali qualora non fosse stato ritirato; dall'altro, nelle settimane seguenti l'anteprima ginevrina, sia gli addetti ai lavori sia l'opinione pubblica accolsero con molte perplessità il ricorso a Gingo, un nome sì accattivante ma senza una storia alle spalle, al posto di Panda, un marchio che nei decenni si era costruito un'accreditata fama in ambito automobilistico, portandosi dietro una grande forza di penetrazione sul pubblico nonché divenuto garanzia stessa per il modello.
A fronte di ciò, ad appena un mese dal debutto sui mercati, Fiat Auto fece frettolosamente marcia indietro e riprese il nome della vettura appena uscita di produzione dopo ventitré anni di carriera, divenendone di fatto la seconda serie. Nota internamente come Progetto 169, è stata venduta in Italia a partire dall'autunno del 2003. Complessivamente la casa torinese investì la somma di 560 milioni di euro per la progettazione e l'industrializzazione della vettura.
Caratteristiche
Le principali differenze con il modello originario sono nella carrozzeria: pur mantenendo gli ingombri di una superutilitaria, la seconda serie della Panda passa da 3 a 5 porte, in modo da garantire la massima flessibilità interna, ed eredita un'architettura che la fa assomigliare a una piccola monovolume. Questa si pone sul mercato non più come una vettura semplice e spartana, ma come auto pratica, giovanile e di tendenza grazie a numerosi accessori e optional per la personalizzazione degli interni ed esterni. La Panda infatti dispone dei più moderni e diffusi dispositivi di sicurezza (come ABS, airbag frontali, laterali e a tendina), controllo elettronico della stabilità ESP, servosterzo, climatizzatore manuale oppure automatico monozona con schermi LCD, filtro antiparticolato abbinato alle motorizzazioni turbodiesel e il navigatore satellitare dotato di schermo a cristalli liquidi a colori, impensabili sulla versione nata nel 1980 dalla matita di Giugiaro. Le sospensioni anteriori sono configurate secondo lo schema MacPherson, mentre al retrotreno troviamo il ponte torcente, soluzioni semplici, economiche e affidabili.
La linea – frutto della proposta di un designer esterno, Giuliano Biasio di Bertone, e supervisionata da Humberto Rodriguez, responsabile del Centro Stile Fiat – si sviluppa su una lunghezza di 3,54 metri, ideale per affrontare le strade cittadine, grazie anche al ridotto raggio di sterzata e all'aiuto del servosterzo elettrico (dotato della funzione City, che lo rende ancora più efficace e leggero durante le manovre più delicate). Questo, insieme a consumi limitati, a una buona abitabilità per quattro persone (grazie a un'altezza di 1,54 metri) e ai prezzi di listino non molto elevati, hanno decretato il successo per la seconda serie dell'utilitaria italiana.
I limiti della Panda vanno cercati nella ridotta autonomia del serbatoio (che varia dai 30 ai 35 litri di capienza) e nel bagagliaio di modesta capienza (da 206 a 860 litri col divano posteriore fisso, da 176 a 786 litri col divano posteriore scorrevole). Tutto ciò non ha impedito comunque alla vettura di essere nominata auto dell'anno 2004.
Sottoposta ai crash test Euro NCAP la Panda ha totalizzato il punteggio complessivo di 3 stelle. Pur dotata di un'ottima cellula di sopravvivenza che ha resistito sia all'impatto frontale che a quello laterale, l'assenza dell'airbag lato passeggero e di quelli laterali hanno penalizzato il giudizio complessivo; le sollecitazioni trasmesse ai manichini nell'impatto laterale hanno raggiunto forze troppo elevate nella zona delle spalle.
Allestimenti
In Italia la Panda è stata proposta in 4 livelli di rifinitura principali denominati Actual e Active (entrambi con motore 1108 cc a benzina da 54 CV) Dynamic ed Emotion (entrambi con il motore 1242 da 60 CV a benzina ma anche con il 1.3 Multijet diesel). A questi nel corso del tempo si sono aggiunte varie versioni come le FreeRide, le Mamy o le Alessi prodotte in numero limitato di esemplari. Le 4x4 invece sono disponibili in due livelli di allestimenti (base e Climbing) oltre le versioni speciali in edizione limitata. L'allestimento Dynamic, comprende servosterzo, chiusura centralizzata, ABS con EBD, vetri elettrici anteriori, doppio airbag, cerchi in acciaio da 155/13", poggiatesta schiumati anteriori e posteriori (sulle Actual e Active sono optional, tranne nelle versioni a 5 posti) e climatizzatore manuale. Allestimento Emotion con ABS con EBD, servosterzo dual drive, climatizzatore automatico con filtro antipolline, barre portatutto, chiusura centralizzata con telecomando, vetri elettrici anteriori, cerchi in lega con pneumatici maggiorati 165-65/14, fendinebbia, doppio airbag, poggiatesta anteriori e posteriori rivestiti in tessuto, computer di bordo multifunzionale e riconfigurabile, autoradio Blaupunkt con CD MP3, pannelli porta posteriori rivestiti in tessuto, tasche su retroschienale, apertura elettrica portellone posteriore, specchietti a regolazione elettrica.
Produzione La produzione della Panda 169 è iniziata dal 5 maggio 2003 presso gli stabilimenti polacchi di Tychy di proprietà FIAT, dove vengono assemblate anche la 500 e la seconda generazione della Ford Ka (le quali sfruttano la stessa piattaforma della Panda), oltre alla Seicento. La produzione nel 2003 raggiunse gli 83.046 esemplari per salire a 206.638 esemplari nel 2004 e 214.478 autovetture nel 2005. L'apice del successo fu registrato nel 2006 con 262.178 Panda prodotte. Il 5 settembre 2007 è stato prodotto il milionesimo esemplare della seconda generazione di Panda per concludere l'anno con 260.695 vetture. Durante il 2008, 247.131 vetture uscirono dagli stabilimenti mentre il 21 luglio 2009 è stato prodotto l'esemplare numero 1.500.000 (una 1.3 Emotion di colore blu con motore Multijet) destinato a un cliente italiano. Compresa la prima generazione la Fiat ha prodotto oltre 6.000.000 di Panda dal 1980.
La produzione della seconda serie della Panda termina il 20 dicembre 2012.
Aggiornamenti
Un leggero facelift venne effettuato nel novembre del 2006, in contemporanea all'uscita delle nuove versioni Natural Power e 100HP. Le novità sono limitate a inedite colorazioni per la carrozzeria, plancia di colore nero e nuovi rivestimenti per i sedili.
A ottobre 2009, FIAT ha presentato un ulteriore facelift con ritocchi sia alla carrozzeria che agli interni. All'esterno le novità introdotte sono i nuovi colori per la carrozzeria, nuove barre portapacchi con parte centrale argento satinata e specchi retrovisori di dimensioni maggiori (nel colore della carrozzeria, come la mascherina, per gli allestimenti Dynamic, Emotion, Climbing, Cross e Glam). All'interno modifiche alla grafica della strumentazione, nuovi tessuti ed è introdotto il sistema che segnala l'allacciamento della cintura di sicurezza. Per quanto riguarda i motori è da segnalare l'arrivo del 1.2 benzina potenziato a 69 cavalli e omologato Euro 5 che secondo la casa emette solo 113 grammi di anidride carbonica per chilometro.
Altre versioni La Panda, oltre che nella classica configurazione, è stata prodotta anche nelle versioni fuoristrada, sportiva, furgonetta e in numerosi allestimenti in edizione limitata.
Panda 4x4 e 4x4 Climbing
La Panda 4x4 è stata presentata nel corso del 2004 e commercializzata dal 1º ottobre dello stesso anno. Utilizza un pianale rialzato e irrobustito rispetto alla Panda normale caratterizzato dalla presenza della trazione integrale permanente con giunto viscoso, l'altezza da terra è di 160 mm (riparo sottomotore) per la 4x4 e 165 mm per la Climbing, con angolo di attacco 26° (benzina) 24 (diesel), angolo di dosso di 23° (benzina) 24 (diesel), per le versioni 4x4 si hanno: angolo di fuga 45° (benzina) 42 (diesel), la pendenza massima superabile per il modello a benzina è del 50% (partenza dalla pendenza) 60% (partenza dal piano), mentre per il modello diesel la pendenza superabile è maggiore rispettivamente del 55% e 65%. Grazie a tale giunto viscoso (completamente meccanico), in condizioni normali la trazione è distribuita quasi completamente sulle ruote anteriori (solo il 2% alle ruote posteriori), mentre in caso di perdita di aderenza di queste ultime, in pochi secondi e senza alcun intervento manuale si inserirà la trazione integrale. Il telaio è stato rivisto nella zona posteriore con sospensioni a ruote indipendenti configurate secondo lo schema a bracci tirati al fine di consentire l'alloggiamento della componentistica della trazione integrale. La carrozzeria conserva le medesime forme del modello principale ma è stata rivista nei paraurti, rinforzati e dotati di scudi paracolpi non verniciati in grado di donare un tipico aspetto da fuoristrada. La Panda 4x4 è disponibile con due motori: il 1.2 da 60 cavalli abbinata a una trasmissione manuale a 5 rapporti (con rapportatura 1°: 3,909 2°: 2,158 3°: 1,345 4°: 0,974 5°: 0,744 Differenziale: 4,923) e la 1.3 Multijet diesel, che è stata introdotta solo sul finire del 2005 ma ha collaborato a un netto incremento delle vendite e che a livello di trasmissione si differenzia dalla versione benzina per un rapporto di riduzione al differenziale pari a 4,062:1. Viene prodotta in due allestimenti, base e Climbing, dove la versione base che presenta una dotazione decisamente povera composta da alzacristalli elettrici, servosterzo, volante regolabile in altezza, cerchi in acciaio privi di copricerchi, paraurti non verniciati e doppio airbag; mentre la Climbing (allestimento di punta) invece aggiunge i paraurti verniciati dotati di scudi, copricerchi o cerchi in lega (sulle versioni Multijet), protezioni laterali e posteriori. Tra gli optional risultano il tetto apribile panoramico in vetro Skydome, e il controllo elettronico della stabilità e della trazione abbinato al sistema ELD di bloccaggio, tramite impianto frenante dei differenziali agli assi e attivazione del bloccaggio centrale (se presente l'Haldex). La Panda 4x4 è alta 1,63 metri mentre le versioni Climbing sono leggermente più lunghe (3,57 metri contro i 3,54 originari). La Panda 4x4 è stato il fuoristrada più venduto in Italia durante gli anni 2006, 2007 e 2008. A luglio 2008 il giunto viscoso è stato sostituito dal giunto elettroidraulico (Haldex), questi giunti permettono un trasferimento della coppia al retrotreno che va dal 10 al 100%.
Panda Cross