Una biblioteca è un luogo, fisico o virtuale, finalizzato alla raccolta e alla conservazione di risorse informative fisiche, come libri, riviste, quotidiani, CD, DVD, o digitali, come ebook, basi di dati, riviste elettroniche.
Si considerano biblioteche tanto le raccolte costituite per uso personale quanto quelle costituite da enti privati e pubblici. Queste ultime, in base alla legge italiana, forniscono un servizio pubblico essenziale.
La biblioteconomia considera parte del "sistema biblioteca" anche i servizi di informazione al pubblico (tipicamente la ricerca bibliografica e l'istruzione all'uso delle raccolte e dei servizi) e, in quanto funzionali alla conservazione e fruizione del patrimonio documentale, anche le attività di gestione della biblioteca purché specifiche (non considera tali, pertanto, le generiche attività amministrative e gestionali se indistinguibili da quelle dell'ente proprietario della biblioteca).
Etimologia del termine
La parola deriva dal greco , o Polibio, Storie, XII, 27, 4 (Büttner Wobst III 1893, p. 228)., composto di βιβλίον (biblíon, "libro", "opera") e θήκη (thḗkē, "scrigno", "ripostiglio").
Il termine βιβλίον (biblíon) differisce da βίβλος (bíblos). Βίβλος era il nome dato alla corteccia interna del papiro (βύβλος, býblos), e visto che questo materiale era usato come supporto per la scrittura, in epoca attica la parola βίβλος divenne, per estensione, sinonimo di "libro". Anche Βιβλίον nasce come identificativo della "carta" o della "lettera" su cui si scrive, ma presto tende a diventare sinonimo non solo di "libro scritto", bensì di "opera letteraria", di vero e proprio contenuto di cui il libro è mero contenitore.
È attestata la voce βιβλιοφυλάκιον (bibliofylákion) con il significato di "deposito di libri", "archivio di libri". Dione Crisostomo, nel I secolo d.C., associa alla stessa parola βιβλίον il valore di "biblioteca".
In inglese si usa la parola library derivata dal latino liber (libro) attraverso l'anglo-normanno che sua volta riprende il lemma francese antico librarie. Termine comunque corrispondente all'italiano volgare libraria o all'attuale libreria termine con cui venivano designate dal medioevo al rinascimento le biblioteche. Questa ultima forma talvolta sopravvive nella designazione degli edifici costruiti per ospitare le raccolte di libri (per esempio al Libreria Piccolomini, la Libreria Laurenziana o la Libreria Marciana).
Classificazione
Biblioteca statale: biblioteca creata dallo Stato da cui dipende. In molti Paesi, tra cui l'Italia, sono classificate come biblioteche statali le tre tipologie seguenti: Biblioteche nazionali: biblioteche pubbliche che svolgono funzioni di particolare importanza in materia di catalogazione e organizzazione dei servizi bibliografici di un Paese. In ogni nazione è lo Stato che designa le biblioteche che svolgono questo particolare ruolo. Quelle indicate come centrali, hanno inoltre il compito di conservare la produzione libraria e periodica nazionale per diritto di stampaIn Italia sono due: la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e quella di Roma.; Biblioteche universitarie; Biblioteche annesse ai monumenti nazionali. Biblioteca associata: biblioteca che fa parte di un sistema bibliotecario ma conserva autonomia gestionale e amministrativa. Biblioteca privata: raccolta libraria sostenuta da fondi privati con accesso pubblico (in alcuni casi l'accesso è riservato ai dipendenti di una società o ai membri di un'organizzazione); Biblioteca pubblica: può essere di proprietà statale, regionale o locale, è accessibile a tutti e vede prevalere l'aspetto della fruizione su quello della conservazione. In Italia sono tali, per esempio, le biblioteche comunali; Biblioteca pubblica statale Biblioteca comunale: biblioteca creata da un comune per rispondere ai bisogni della popolazione amministrata; Biblioteca civica: biblioteca creata da un comune con più di 20.000 abitanti (civitas) per rispondere ai bisogni della popolazione amministrata; Biblioteca specializzata: presenta una raccolta di documenti limitata a un determinato ambito (es. biblioteca musicale, biblioteca di storia locale ecc.); Biblioteca specialistica: il cui accesso è limitato a determinate categorie di persone (es. biblioteca di dipartimento universitario, biblioteca di centro di ricerca ecc.); Biblioteca per ragazzi: raccolta libraria di opere dedicate ai più giovani, inserita in un ambiente adatto a creare un piacevole incontro con la lettura; Biblioteca ecclesiastica: biblioteca dipendente da un'autorità ecclesiastica, che la gestisce con i suoi fondi; Biblioteca circolante: automezzo attrezzato con una raccolta di libri; può essere utilizzato nelle fiere e nei mercati; Biblioteca di ospedale: collocata all'interno di un nosocomio, con lo scopo di provvedere alle esigenze informative del personale sanitario; Biblioteca d'istituto: atta a soddisfare le esigenze del personale (docente e discente) di un istituto universitario o di altro ente accademico; Biblioteca scolastica : biblioteca degli istituti d'istruzione primaria, secondaria di primo e secondo grado, riservata a studenti, docenti e personale in servizio nella scuola di riferimento. Biblioteca di famiglia: raccolta di opere e documenti bibliografici che formano il patrimonio di una famiglia e rappresentano gli interessi dei suoi componentiFonte: Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell'informazione, Milano 1985..
Storia Vicino Oriente Antico
L'esistenza di biblioteche nelle città-stato del Vicino Oriente antico è documentata da numerose testimonianze e reperti archeologici. Si tratta in effetti di collezioni di tavolette d'argilla di contenuto vario: per buona parte queste raccolte sono piuttosto degli archivi dal momento che conservano la contabilità dei magazzini regi, testi di legge, atti amministrativi, sentenze giudiziarie, corrispondenza diplomatica. Solo alcuni testi contenuti in queste raccolte possono essere considerati veri e propri libri.
Le più antiche raccolte di tavolette pervenute sono quelle di Ebla (circa tavolette) e Lagash (ca ), risalenti alla seconda metà del III millennio a.C..
Al II millennio a.C. risalgono le collezioni di tavolette scoperte a Nippur (ca ), Mari (più di tavolette), Ḫattuša, (oltre ), e Ugarit.
A Ninive gli archeologi hanno rinvenuto in una parte del palazzo reale di Assurbanipal tavolette d'argilla, corrispondenti alla biblioteca e agli archivi del palazzo del VII secolo a.C.. In questa biblioteca sono state trovate le versioni integrali dei poemi mesopotamici, su cui si basano le odierne edizioni.
Civiltà greca
Abbiamo notizia di una biblioteca pubblica nell'Atene classica, fondata intorno al 550 a.C. da Pisistrato. Tale informazione è tuttavia contestata dagli studiosiEnciclopedia Treccani, voce BibliotecaRudolph Pfeiffer, History of Classical Scholarship. From the Beginning to the End of the Hellenistic Age, Oxford, Oxford University Press, 1968. Più certa è l'esistenza della raccolta privata del Peripato, spesso chiamata "biblioteca di Aristotele", ma anche su di essa le notizie non sono concordanti.
La più celebre biblioteca dell'antichità è senza dubbio la Biblioteca di Alessandria, in Egitto, creata nel III secolo a.C.: aveva circa volumi al tempo di Callimaco e al tempo di Giulio Cesare. Le vicende riguardanti il presunto incendio della biblioteca di Alessandria nel 47 a.C. e quello a opera del califfo Omar rimangono dubbie: probabilmente la Biblioteca decadde già durante l'Impero romano. L'altra grande biblioteca dell'età ellenistica era quella di Pergamo, fondata da Eumene II con un patrimonio di volumi. La biblioteca di Alessandria e quella di Pergamo furono istituzioni rivali per secoli. Oltre a esse vi erano biblioteche di media rilevanza come quelle attestate ad Atene, Rodi e Antiochia.
Impero romano
Anche a Roma esistevano grandi biblioteche, inizialmente private, come quelle famose di Attico e di Lucullo. La prima biblioteca pubblica fu quella istituita sull'Aventino da Asinio Pollione nel 39 a.C. Successivamente, in età augustea, furono fondate quelle presso il Portico di Ottavia vicino al Teatro di Marcello e quella nel Tempio di Apollo Palatino. Traiano fondò la Biblioteca Ulpia presso il foro che portava il suo nome.Lionell Casson, Libraries in the Ancient World, Yale University Press (2001), passim e s.v. ISBN 978-0300097214; consultato anche in trad. ital., Biblioteche del mondo antico, Sylvestre Bonnard (2003). ISBN 978-8886842563 Altre biblioteche furono fondate e come effetto di ciò, durante il periodo imperiale, il numero delle biblioteche pubbliche a Roma passò dalle 3 del I secolo alle 28 attestate nel 377.
In altre città dell'Impero furono fondate biblioteche provinciali, come la biblioteca di Celso a Efeso; due biblioteche furono fondate ad Atene, una a Cartagine. Inoltre continuavano a esistere le biblioteche di Alessandria e Pergamo.
Con l'affermarsi del Cristianesimo nella Tarda Antichità vennero fondate biblioteche specificamente dedicate alla letteratura cristiana, fra le quali la più importante fu quella del Didaskalaeion di Cesarea, fondata nel III secolo e probabilmente chiusa con la conquista araba della città nel 638.F. L. Cross and Elizabeth A. Livingstone, “Pamphilus, St” in The Oxford Dictionary of the Christian Church (3rd ed. rev.; Oxford; New York, Oxford University Press, 2005), 1221.
Medioevo La crisi che pervase il mondo occidentale dopo la caduta dell'impero romano interessò anche le biblioteche.
La prime testimonianze medievali di nuove biblioteche riguardano quelle create nel 550 da Cassiodoro nel Vivarium di Squillace in Calabria e la Biblioteca Capitolare di Verona.
Verona La Biblioteca Capitolare di Verona, anche chiamata "La Capitolare", è l'esempio di biblioteca più antica al mondo tutt'ora in attività.
La fondazione della biblioteca risale al V secolo come emanazione dello Scriptorium della Schola majoris Ecclesiae, ovvero di quell'officina libraria dove venivano redatti e composti libri su pergamena dai Canonici del Capitolo della Cattedrale, necessari successivamente per l'istruzione dei futuri sacerdoti.
Uno di questi sacerdoti, Ursicino, che aveva l'ordine minore di Lettore, dopo aver terminato di trascrivere la Vita Sancti Martini, opera di Sulpicio Severo, e la Vita dell'eremita tebaico san Paolo, composta da san Girolamo, alla conclusione del cosiddetto codice di Ursicino dichiara di aver completato il proprio lavoro il 1º agosto 517.
Si tratta di un documento importante in quanto presenta, già ai primi anni del VI secolo, una struttura gerarchica ben organizzata all'interno dello Scriptorium. Tuttavia la presenza di codici ancora più antichi, ad esempio il De Civitate Dei di Agostino e le Institutiones di Gaio (unico al mondo), fanno risalire la fondazione della biblioteca almeno al secolo precedente.
Impero bizantino e Vicino Oriente cristiano Nel Mediterraneo orientale, invece, le biblioteche continuavano a fiorire, innanzitutto la Biblioteca Imperiale o Palatina di Costantinopoli, fondata nel 357 da Costante IIArmando Petrucci, Prima lezione di paleografia, Laterza, 2002, pag. 113. Poi vi erano le biblioteche patriarcali, specializzate in testi cristiani, e anche in questo ambito quella di Costantinopoli era la più importante. Infine c'erano le biblioteche monastiche, le più importanti delle quali sono quelle del monastero di Santa Caterina del Monte Sinai e quelle dei monasteri del Monte Athos. Queste biblioteche monastiche sono sopravvissute fino al ventunesimo secolo e costituiscono un'importante fonte per la conoscenza delle Sacre Scritture.
Mondo islamico Nel mondo islamico, il califfo abbaside al-Maʾmūn fondò nel IX secolo a Baghdad la Bayt al-Ḥikma ("Casa della sapienza"), la cui biblioteca raggiunse, al momento della sua massima acme, la cifra sbalorditiva per l'epoca di quasi mezzo milione di volumi.