Il suo regno fu caratterizzato da una lunga serie di disastri, come la peste che colpì l'Impero romano per anniAurelio Vittore, De Caesaribus, XXX, 2.Zosimo, Storia nuova, I, 26.2., le incursioni delle popolazioni barbare oltre i confini dell'impero e la perdita (secondo alcune fonti avvenuta durante il suo regno) della Siria in favore dei Sasanidi ed il saccheggio di AntiochiaZosimo, Storia nuova, I, 27.2..

Uomo di indubbie qualità amministrative, il suo programma fu impresso nella dicitura delle monete che fece battere: Pax aeterna.

Biografia Origini e carriera Treboniano nacque ad Ubianum (oggi Monte Vibiano Vecchio, frazione del comune di Marsciano, in provincia di Perugia) da una famiglia dell'aristocrazia senatoriale, i Vibii Galli di ascendenza etruscaMario Torelli; Storia degli Etruschi, Laterza, Roma-Bari, 1991, p.277; tra i suoi antenati vi era un Vibio Veldumniano (205 circa, ILS 6616), mentre era forse parente di Giunio Veldumniano, console del 272. Sposò Afinia Gemina Bebiana, da cui ebbe due figli: Volusiano, che associò al trono, e Vibia Galla.

La sua carriera precedente all'ascensione al trono era stata il normale cursus honorum con molti incarichi sia politici che militari. Dopo essere stato console nel 250, fu nominato governatore della provincia della Mesia, un incarico che dimostrava la fiducia che l'imperatore Decio riponeva in lui. In quella provincia si rivelò una figura chiave nel respingere le frequenti invasioni dei Goti sul Danubio e divenne molto popolare nell'esercito: durante la campagna di Decio, Treboniano difese con successo la città.

Ascesa al trono

Il 1º luglio 251, gli imperatori Decio ed Erennio Etrusco morirono nella battaglia di Abrittus per mano dei Goti; Treboniano fu allora acclamato imperatore dai soldati sul campo di battaglia. Alcune fonti affermano che Gallo ritardò volontariamente i rinforzi per causare la morte di Decio, o che fosse in qualche modo d'accordo con i GotiZosimo, Storia nuova, I, 23.2; Eusebio, VII.1..

Appena salito al trono fu tuttavia costretto a stipulare con i Goti una pace che concedeva loro il bottino e i prigionieri ottenuti con le incursioni (in particolare quella a Filippopoli) e che prevedeva anche un versamento annuo d'oro da parte dei RomaniZosimo, Storia nuova, I, 24.2.; ottenuta la pace a termini poco onorevoli, Treboniano fu libero di tornare a RomaZosimo, Storia nuova, I, 25.1.. Qui si trovava l'altro figlio di Decio, Ostiliano, che era troppo giovane per seguire il padre in battaglia e che era cesare; assieme a questi si trovava pure l'augusta Erennia Cupressenia Etruscilla, moglie di Decio. Treboniano, decise di fare un compromesso e adottare Ostiliano ed elevarlo a co-augusto e, contemporaneamente, di elevare il proprio figlio naturale a cesare.

Politica interna

All'epoca dell'arrivo di Treboniano, Roma era stata colpita dalla peste, nella quale sembra morì anche Ostiliano. Zosimo invece insinua che Ostiliano fu eliminato da Treboniano per timore della rivoltaZosimo, Storia nuova, I, 25.2.. In seguito a questi eventi, elevò al rango di co-augusto il figlio Volusiano. Di fronte all'emergenza della peste, Treboniano agì con decisione: ordinò che lo Stato si incaricasse di fornire un funerale e una sepoltura appropriati a tutti coloro che erano troppo poveri per permetterselo, e ottenne in questo modo il favore popolare.

Per il resto, non si dimostrò all'altezza del compito, non riuscendo ad affrontare con energia i problemi che si trovò davanti, sia interni che esterniZosimo, Storia nuova, I, 26.1.. In particolare non ostacolò le scorrerie di Goti, Borani, Carpi e BurgundiZosimo, Storia nuova, I, 27.1. che tra il 252 e il 253 compirono saccheggi fino a Pessinunte ed EfesoZosimo, Storia nuova, I, 28.1..

Le fonti cristiane parlano di una persecuzione dei cristiani ad opera di Treboniano; confermate dall'unico evento attestato anche da altre fonti: l'arresto e l'incarcerazione di papa Cornelio nel 252Eusebio, vii.1; Liber Pontificalis, 22..

Politica estera

La situazione in oriente precipitò: probabilmente a causa di una disputa per il controllo dell'Armenia, da sempre oggetto di contesa tra l'Impero romano e i Sasanidi, Sapore I risalì l'Eufrate e nel 252 sconfisse l'esercito romano nella battaglia di Barbalissos, invadendo e conquistando gran parte della provincia di SiriaZonara, 12.21., compresa la stessa capitale Antiochia (fine del 252-inizi del 253).

Malgrado questa grave perdita, Gallo non organizzò alcuna controffensiva contro i Sasanidi. Frattanto, sul Danubio le tribù gote continuarono le loro incursioni fino a saccheggiare i territori romani della Cappadocia, giungendo sotto mura di Pessinunte ed Efeso. Il nuovo governatore della Mesia Superiore (Pannonia secondo Zosimo), Marco Emilio Emiliano, si rifiutò di pagare il tributo dovuto, interpretando in questo il malcontento dell'esercito, contrariato dalla pace frettolosamente stipulata. I Goti reagirono attaccando il basso Danubio, ma Emiliano li intercettò e li sconfisse sonoramente: l'esercito lo acclamò allora imperatoreZosimo, Storia nuova, I, 28.2.Giordane, 105. (forse anche perché corrotto da una distribuzione di denaro dello stesso)Aurelio Vittore, De Caesaribus, XXXI, 1..

Caduta

Emiliano raccolse le truppe danubiane e marciò sull'Italia pronto a combattere per il trono. Treboniano prese con sé Volusiano e le truppe a disposizione e si mise in marcia verso nord; contemporaneamente ordinò a Publio Licinio Valeriano di prendere le legioni poste a protezione della frontiera del Reno e portarglieleZosimo, Storia nuova, I, 28.3..

Treboniano e Volusiano marciarono verso nord molto lentamente, forse intendendo rinviare il più possibile il momento dello scontro in attesa dei rinforzi (che non sarebbero mai giunti): ad agosto erano giunti appena a Interamna, dove avvenne lo scontro. Emiliano risultò vittoriosoEutropio, IX, 5; Aurelio Vittore, De Caesaribus, XXXI, 1., e Treboniano e Volusiano fuggirono con pochi seguaci, le loro guardieGiovanni di Antiochia, frammento 150., fino a Forum Flaminii, dove però furono uccisi dai loro soldati, i quali tornarono da Emiliano per ricevere una ricompensaAurelio Vittore, De Caesaribus, XXXI, 2.. Treboniano aveva 47 anni e aveva regnato per due.

Il mese successivo Emiliano uscì da Roma per scontrarsi con Valeriano, finalmente giunto con le legioni settentrionali; lo scontro sarebbe dovuto avvenire vicino a Spoleto, ma i soldati di Emiliano passarono al nemico e uccisero il proprio imperatore.

Titolatura imperiale

Note

Bibliografia Fonti primarie Aurelio Vittore, Vite dei Cesari. Epitome dei Cesari. Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica. Liber pontificalis. Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, IX. Giordane, Getica. Giovanni Zonara, Epitome delle storie. Zosimo, Storia nuova, i.23-28. Fonti secondarie Santo Mazzarino, L'Impero romano, tre vol., Laterza, Roma-Bari, 1973 e 1976 (v. vol. II); riediz. (due vol.): 1984 e successive rist. (v. vol. II). Scott Moore, "Trebonianus Gallus (251-253 A.D.) and Gaius Vibius Volusianus (251-253 A.D.)", De Imperatoribus Romanis. Marina Silvestrini, Il potere imperiale da Severo Alessandro ad Aureliano in: AA.VV., Storia di Roma, Einaudi, Torino, 1993, vol. III, tomo 1; ripubblicata anche come Storia Einaudi dei Greci e dei Romani, Ediz. de Il Sole 24 ORE, Milano, 2008 (v. il vol. 18°). Approfondimenti. Michael Grant, Gli imperatori romani, Roma 1984.

Voci correlate Invasioni barbariche del III secolo Guerre romano-persiane

Altri progetti

Collegamenti esterni

Treboniano Gallo Treboniano Gallo, Gaio Categoria:Persone colpite da damnatio memoriae Treboniano Gallo Treboniano Gallo Categoria:Capi di Stato assassinati