La sua fama è dovuta essenzialmente ai viaggi da lui compiuti, dapprima con la corvetta Chevrette da ufficiale in sottordine, poi al comando della corvetta Coquille nelle acque australiane e neozelandesi, al quale fece seguito un'intensa attività cartografica e di relazione delle sue scoperte e valutazioni, anche di interesse politico-militare. Il secondo viaggio fu l'incarico di circumnavigare il globo in tre anni con la Coquille, rinominata per l'occasione Astrolabe, in onore dell'omonima nave di La Pérouse; successivamente, venne incaricato di aprirsi la strada verso il polo sud con due corvette, ancora la Astrolabe, e la Zélée.

Il tentativo però fu inizialmente frustrato dai ghiacci che imprigionarono le navi, costringendole a ritornare verso il Sudamerica, e poi dallo scorbuto che decimò gli equipaggi costringendo d'Urville a fare di nuovo rotta verso sud con una sola nave. Raggiunto il circolo polare antartico, d'Urville ritornò in patria, dove venne nominato contrammiraglio a coronamento della sua carriera. Morì, e con lui tutta la famiglia, nel disastro ferroviario di Meudon, di ritorno dalla festa "Les Grandes Eaux" alla reggia di Versailles.

Biografia Infanzia e giovinezza

Il padre Gabriel Charles François Dumont (1728 – 1796), signore di Urville e balivo di Condé-sur-Noireau, ricopriva, come i suoi antenati, la carica di giudice presso il tribunale di Condé. La madre Jeanne Françoise Victoire Julie (1754 – 1832), originaria di Croisilles, era una donna molto rigida e formale, proveniente da un'antica famiglia della nobiltà rurale della Bassa Normandia. Il giovane Jules era fragile e spesso malaticcio. Dopo la morte del padre, la figura di riferimento per il bambino divenne l'abate di Croisilles, fratello della madre, che a partire dal 1798 si incaricò della sua educazione. Tra gli insegnamenti che gli vennero impartiti dall'abate, vi furono il latino, il greco, il cinese, la retorica e la filosofia.

Dal 1804 studiò presso il lycée impérial di Caen; è proprio nella biblioteca di questa città che iniziò la lettura degli enciclopedisti ma soprattutto dei resoconti di viaggio di Bougainville, Cook e Anson, che lo appassionarono profondamente. All'età di 17 anni venne scartato alle prove fisiche dell'esame di ammissione all'École polytechniqueCon sollievo della madre, che disapprovava l'idea del figlio di far parte di un'istituzione laica caratterizzata da e, in modo del tutto inatteso, decise di arruolarsi in marina.

I primi anni in marina

Nel 1807 venne ammesso alla École Navale di Brest, dove si distinse come un giovane timido, molto serio e studioso, poco incline agli svaghi e molto più interessato agli studi che agli aspetti militari. Nel 1808 ottenne il grado di aspirante di prima classe. Ciononostante, si classificò primo del suo corso ottenendo il grado di guardiamarina nel 1811.

All'epoca, la marina militare francese era molto lontana dalla libertà di movimento delle armate napoleoniche, e le sue navi erano bloccate nei porti dall'assoluto predominio della Royal Navy britannica, che con molteplici squadre di blocco ne impediva qualunque movimento in forze e, ovviamente, anche l'addestramento pratico degli equipaggi, che presupponeva le uscite in mare aperto, lasciando di fatto a loro disposizione solo quella striscia sotto costa entro la gittata dei cannoni costieri. D'Urville, bloccato a terra come i suoi colleghi, trascorse i primi anni in marina studiando le lingue straniere, arrivando a parlare fluentemente inglese, tedesco, spagnolo, greco, italiano ed ebraico. Nel 1812, dopo essere stato promosso guardiamarina, venne imbarcato, nell'ordine, prima sulla Amazone e poi a Tolone a bordo della Suffren, un vascello da 74 cannoni della classe Téméraire varato nel 1803 ma bloccato in porto. Prestò servizio quindi sulla Borée, un altro vascello a due ponti da 74 cannoni della classe Téméraire impostato nel 1803.

In questo periodo, il giovane Jules aggiunse al suo già vasto bagaglio culturaleD'Urville all'epoca, oltre a conoscere il latino e il greco, parlava correntemente l'inglese, il tedesco, l'italiano, il russo, il cinese e l'ebraico. Durante le sue navigazioni nel Pacifico, grazie alla sua memoria prodigiosa, acquisì conoscenze di un vasto numero di dialetti della Polinesia e della Melanesia. conoscenze di botanica e di entomologia, frutto di lunghe escursioni sulle colline della Provenza e nello studio presso l'Osservatorio della marina. Solo nel 1814, con Napoleone esiliato all'isola d'Elba, d'Urville compì la sua prima breve navigazione nel mar Mediterraneo. Sempre nel 1814 portò a Palermo, sul vascello La Ville de Marseille, il futuro re Luigi Filippo d'Orléans. Nel 1815 sposò Adèle Pépin, figlia di un orologiaio di Tolone, dalla quale ebbe quattro figli, nessuno dei quali sopravvisse per arrivare all'età adulta; la madre di Jules, Jeanne de Croisilles, era una donna molto forte, che dopo la perdita del marito nel 1796 aveva anche affrontato i rigori della Rivoluzione francese verso la nobiltà avendo manifestato la sua avversione al nuovo regime; aveva cresciuto il figlio oltre che nella cultura anche avviandolo a una vita campestre e che avrebbe temprato il suo fisico, e morì nel 1832.

Il primo viaggio

Tre anni dopo il matrimonio, nel 1819, Dumont d'Urville ancora guardiamarina salpò a bordo della Chevrette, comandata dal capitano Gauttier-Duparc, per una campagna di ricognizione idrografica delle isole dell'arcipelago greco e del mar Nero. Il viaggio che per un ufficiale di marina all'inizio della carriera avrebbe rappresentato solo un riempitivo tra un incarico e un altro, permise a D'Urville di sfruttare le sue conoscenze di naturalista per redigere il resoconto Flore latine de l'Archipel grec et du littoral de la Mer Noire. Durante una sosta presso l'isola di Milos, il delegato locale francese portò all'attenzione di d'Urville una statua di marmo ritrovata pochi giorni prima (l'8 aprile 1820) da un contadino del posto. Egli riconobbe immediatamente il valore del manufatto e avrebbe voluto acquistarlo, e scrisse un rapporto sul ritrovamento che venne inviato all'ambasciatore di Francia a CostantinopoliDumont d'Urville, Marcellus & Voutier, Élèvement de Vénus, Paris : la bibliothèque, 1994, p.11..

La Chevrette arrivò a Costantinopoli il 22 aprile e d'Urville riuscì a convincere l'ambasciatore ad acquistare la statua:

Nel frattempo, un contadino aveva venduto la statua a un pope, tale Macario Verghis, che desiderava farne omaggio al turcimanno (interprete) del sultanato di Costantinopoli. L'offerta del segretario dell'ambasciatore fu però così allettante che la statua venne infine ceduta agli emissari francesi. Ne risultarono per d'Urville il titolo di Cavaliere della Legion d'onore, l'attenzione dell'Accademia francese delle scienze e la promozione a tenente di vascello, e per la Francia una nuova, magnifica statua per il Louvre, la Venere di MiloIl ritrovamento della statua non fu pertanto opera di d'Urville. L'ambasciatore di Francia a Costantinopoli aveva peraltro già ricevuto altri rapporti sull'esistenza della statua, ritrovata l'8 aprile del 1820 e segnalata qualche giorno dopo al console francese di Smirne dal comandante della nave Estafette in rada nell'isola..

Il viaggio sulla Coquille

Rientrato dal viaggio sulla Chevrette, d'Urville fu destinato al deposito delle carte militari della marina dove ritrovò il tenente Louis-Isidore Duperrey, una sua conoscenza del passato. I due iniziarono a progettare una spedizione di esplorazione nel Pacifico,Anni prima, d'Urville si era candidato invano per far parte della spedizione della nave Uranie al comando di Louis de Freycinet. Il rifiuto della candidatura divenne per d'Urville un fatto personale, tanto che in seguito cercò di minimizzare il valore dei risultati della spedizione dellUranie. area dalla quale la Francia era stata estromessa durante le guerre napoleoniche e nella quale riteneva di poter riguadagnare la posizione perduta creando alcuni insediamenti nel Nuovo Galles del Sud. Il 18 agosto 1822, la corvetta Coquille, da 380 tonnellate e 12 cannoni, salpò quindi da Tolone con l'obiettivo di raccogliere il maggior quantitativo possibile di informazioni scientifiche e strategiche sull'area in questione. Comandante della spedizione era stato nominato Duperrey, di quattro anni più anziano di d'Urville, che era invece imbarcato in qualità di primo ufficiale. Il 17 gennaio 1824, la Coquille lambì Port Jackson, prendendo a bordo cinque passeggeri per la sua tappa successiva, la Nuova Zelanda: un missionario di nome George Clark con sua moglie e suo figlio, e due maori, Taifana e Hapai. L'arcipelago venne avvistato il 2 aprile, e il giorno successivo la nave approdò sull'isola, accolta da dei capi maori. Dopo un breve periodo di permanenza, nel quale, oltre allo studio naturalistico del luogo, d'Urville raccolse varie informazioni sull'organizzazione sociale e lo stile di vita del popolo locale, la Coquille salpò il 17 aprile, raggiungendo Marsiglia il 24 gennaio 1825.

La Coquille, sulla quale aveva viaggiato come medico di bordo e naturalista anche René-Primevère Lesson, riportò in Francia un'imponente collezione di animali e di piante raccolti alle isole Falkland dalle quali trasse materiale per Flore des îles Malouines, sulle coste del Cile e del Perù, negli arcipelaghi del Pacifico, tra cui le isole Marshall e Gilbert (Kiribati) e in Nuova Zelanda, Nuova Guinea e Australia. Durante la navigazione sulla Coquille, Dumont d'Urville si era caratterizzato come ufficiale competente e aveva stabilito una solida relazione con il colonnello Jean Baptiste Bory de Saint-Vincent, aggregato alla spedizione e sulla quale scrisse un libro, "Histoire des hydrophytes, ou plantes agames des eaux, récoltées par MM. D'Urville et Lesson, dans leur voyage autour du monde, sur la corvette de sa majesté, La Coquille, exécuté pendant les années 1822, 1823, 1824 et 1825, sous le commandement du capitaine Duperrey; par le colonel Bory de Saint-Vincent. Ornée de 25 planches coloriées et gravées d'après les dessins de l'auteur" pubblicato nel 1829; nella prefazione a questo libro l'editore sottolinea l'ottimo rapporto tra l'autore e "Monsieur le capitan d'Urville" (nel frattempo promosso a capitano di corvetta) e l'accettazione di Bory a pubblicare parte del materiale di d'Urville nel suo libro.

Risultati dei viaggio Sulla Coquille, Dumont d'Urville cercò di conciliare i compiti derivanti dal comando in seconda con l'attività scientifica. Oltre a essere il secondo ufficiale di bordo, infatti, era stato incaricato di effettuare ricerche nei campi della botanica e dell'entomologia.

La Coquille riportò in patria oltre specie di piante, 300 delle quali all'epoca sconosciute, arricchendo inoltre il Museo di scienze naturali di Parigi di oltre esemplari di insetti appartenenti a specie diverse (di cui 450 non possedute dal museo e 300 sino allora sconosciute). Gli scienziati Georges Cuvier e François Arago, analizzando i risultati delle sue ricerche, ebbero parole d'elogio per d'Urville.

Il primo viaggio dellAstrolabe

Due mesi dopo il rientro della Coquille d'Urville presentò al Ministero della marina un progetto per una nuova spedizione della quale, visti i rapporti ormai deteriorati con Duperrey, aspirava a prendere il comando. La proposta fu accettata e la Coquille venne rinominata Astrolabe, in onore della nave di Jean-François de La Pérouse. La nave salpò da Tolone il 25 aprile 1826, con Jacquinot (già facente parte della precedente spedizione di Freycinet) ufficiale in seconda e Gaimard (già compagno di viaggio di Duperrey) come medico e naturalista. La meta era l'Oceano Pacifico, per una circumnavigazione del globo che era destinata a durare quasi tre anni. Uno dei suggerimenti diretti al ministero era la possibilità di impiantare due colonie penali, una in Australia nella King George Sound, come già avevano fatto i britannici a Port Jackson nel 1788, e l'altra in Nuova Zelanda.