Gli X-Men sono un gruppo di supereroi mutanti, protagonisti di varie serie a fumetti pubblicate dall'editore statunitense Marvel Comics. Sono stati ideati da Stan Lee e dal disegnatore Jack Kirby nel 1963. Inizialmente il gruppo era formato da cinque adolescenti, mutanti a seguito di una particolare mutazione genetica detta gene-X, risultato di un'alterazione del DNA, che li dotava sin dalla nascita di straordinarie capacità come leggere nel pensiero o volare. Proprio per queste capacità, i mutanti sono disprezzati ed emarginati da chi vede in loro un potenziale pericolo per la sopravvivenza della razza umana. Gli X-Men sono oggetto di un vastissimo merchandising, e hanno ispirato serie di cartoni animati, serie televisive, videogiochi e numerosi film di successo.
Storia editoriale
I creatori della serie si ispirarono alla Doom Patrol, un gruppo di giovani supereroi edito dalla concorrente DC Comics che a causa dei loro superpoteri venivano emarginati proprio come i giovani mutanti della Marvel. Stessa ispirazione anche per creare il personaggio di Charles Xavier, mentore nonché fondatore degli X-Men, che corrisponde quasi perfettamente alla figura di Niles Caulder, ingegnere senza più l'uso delle gambe e costretto a muoversi su una sedia a rotelle capace tuttavia di guidare i tre giovani nelle loro missioni. Partendo dalla Doom Patrol, Lee crea il suo gruppo abbassando l'età media dei componenti e sostituisce ai poteri ottenuti tramite incredibili incidenti quelli dovuti a mutazioni genetiche. Il tempo premiò le scelte di Lee: gli X-Men ebbero molto più successo della Doom Patrol.
In origine il fumetto si sarebbe dovuto intitolare "The Mutants" ma la proposta di Lee fu accolta da un interrogativo: «Chi sa cosa sono i mutanti?». Allora venne scelto "X-Men" la cui caratteristica X venne poi ripresa dai vari gruppi mutanti formatisi successivamente come X-Factor, X-Force, Excalibur ed altri ancora.
Temi centrali del fumetto furono la paura della diversità, l'odio razziale e la discriminazione. Non a caso il primo nemico degli X-Men, Magneto, oltre a essere un mutante è anche un ebreo che ha trascorso alcuni anni della sua infanzia in un campo di concentramento, dove ha visto morire i genitori vittime della discriminazione, che ora colpiscono lui e la sua specie definita dagli scienziati Homo Sapiens Superior. Negli anni il fumetto perse popolarità fin quando non se ne decise il rilancio nel maggio 1975 a opera di Chris Claremont che sfruttando i fondamentali ideati da Stan Lee e dai suoi successori e aggiungendo nuovi elementi come relazioni amorose e approfondimenti psicologici riuscì a far avere un enorme successo alla serie che divenne una delle più vendute della Marvel. Col tempo furono introdotti nuovi personaggi e nuove testate.
Anni '60: le origini
Il primo albo della prima collana dedicata al gruppo, The X-Men (vol. 1), esordì nel settembre 1963 e dal n. 114 (ottobre 1978) cambiò il titolo in Uncanny X-Men. Il primo gruppo di X-Men venne riunito dal Professor X alias Charles Xavier, scienziato e filantropo nonché grande telepate, per essere addestrato nell'uso responsabile dei propri poteri presso la sua tenuta al n. 1407 di Graymalkin Lane a Salem Center, città della Contea di Westchester nello Stato di New York.
Il gruppo era composto da:
Ciclope, alias Scott "Slim" Summers, era capace d'emettere devastanti raggi ottici che riesce a controllare grazie a un visore al quarzo rubino. Noto per il suo proverbiale sangue freddo e per la sua incredibile capacità tattica venne scelto come leader del gruppo. Bestia, alias Henry "Hank" McCoy, dotato di straordinaria agilità e forza fisica nonché di mani e piedi più grandi del normale, nel corso degli anni cambiò fisionomia diventando prima simile a una scimmia a causa di un composto radioattivo volontariamente ingerito per poi acquisire una fisionomia felina grazie alle manipolazioni indotte in lui dalla mutante Sage per salvargli la vita. Angelo, alias Warren Worthington III, dotato di vere ali piumate, era il classico playboy a cui la fortuna ha sempre sorriso fino a quando non cadde nelle grinfie del malvagio Apocalisse che ne fece il proprio cavaliere, Morte, e lo dotò di ali metalliche. Marvel Girl, alias Jean Grey, unico membro femminile del team, fu dapprima ritenuta solamente una potente telecineta ma le sue doti telepatiche sopraggiunsero successivamente rendendola uno dei più importanti personaggi della serie grazie anche alla fusione con Fenice, entità cosmico-divina. Uomo Ghiaccio, alias Robert "Bobby" Drake, capace di trasformare la propria fisiologia in ghiaccio e di manipolare l'umidità dell'aria in modo da congelarla era il membro più giovane e spensierato del gruppo.
In un secondo momento si aggiunsero:
Changeling, alias Kevin Sydney, ex antagonista e leader dell'organizzazione criminale Fattore Tre. Mutaforma con deboli poteri mentali che prendendo le sembianze di Xavier, all'insaputa degli studenti, sostituisce temporaneamente sul campo il professore alla guida degli X-Men. Morirà in uno scontro e gli X-Men crederanno per un breve periodo di aver perso il loro mentore. Havok, alias Alex Summers, in grado di manipolare e rilasciare energia solare. Oltre a essere legato sentimentalmente a Lorna è il fratello minore di Ciclope. Entrato in squadra con la sua amata, ha subito mostrato segni d'insofferenza verso l'autorità fraterna, sfociata parecchie volte in vere e proprie liti. Polaris, alias Lorna Dane, dotata di poteri magnetici come Magneto di cui è figlia, entrò dapprima in contatto con gli X-Men durante il proprio salvataggio da un criminale per poi entrare nel gruppo a fianco del fidanzato Alex. Durante il corso degli anni ha mostrato più volte segni d'instabilità mentale scomparsi dopo la sua trasformazione in Cavaliere di Apocalisse. Mimo, alias Calvin Rankin, capace di imitare ben cinque poteri contemporaneamente, si presentò agli X-Men inizialmente come nemico per poi far brevemente parte del gruppo.
Lee e Kirby lavorarono sulla serie da loro creata per tre anni introducendo personaggi come Magneto, Scarlet, Quicksilver e Toad appartenenti alla prima Confraternita dei mutanti e la lasciarono nel 1966, sostituiti da Roy Thomas e Werner Roth per pochi anni. Vari autori, tra cui Jim Steranko e Barry Windsor-Smith, si alternarono ai disegni senza che ci fosse uno scrittore regolare fin quando nel 1969 tornò ai testi Roy Thomas con i disegni di Neal Adams grazie al quale le vendite aumentarono ma troppo tardi in quanto la Marvel aveva già deciso di chiudere la serie. La produzione di nuove storie terminò con il n. 66 nel 1969 e la testata continuò ristampando vecchie storie mentre i personaggi come Uomo Ghiaccio, Bestia e Xavier comparivano in altre serie.
Anni '70: il rilancio e l'era di Claremont Nonostante riproponesse ristampe di vecchie storie, la testata degli X-Men continuava a vendere bene e i personaggi del gruppo apparivano frequentemente ospiti in serie come Avengers ed Amazing Spider-Man. La Marvel decise quindi nel 1975 di pubblicare un numero speciale intitolato Giant Size X-Men #1 realizzato da Len Wein e Dave Cockrum che rilanciò e approfondì la problematica della diversità, argomento portante della serie fin dagli esordi, rimpiazzando gli adolescenti con un gruppo di mutanti adulti provenienti da diversi luoghi della Terra appartenenti a etnie e culture differenti a differenza dei protagonisti della prima serie che erano comunque plasmati sul tradizionale modello supereroistico americano con caratteristiche tipicamente WASP (il "tipico" bianco anglosassone protestante). Xavier, per salvare il primo gruppo di X-Men prigioniero sull'isola vivente di Krakoa, partì in giro per il mondo a reclutare nuovi mutanti. Dopo la battaglia e il salvataggio quasi tutti i vecchi membri lasciarono la scuola: rimase solo Ciclope, che divenne il leader del nuovo team.
I componenti del nuovo gruppo di X-Men, "Tutti nuovi, tutti differenti", come recitava lo strillo sulla copertina dello speciale, erano:
Banshee, alias Sean Cassidy, irlandese in grado di emettere devastanti onde soniche, nonché agente dell'Interpol e dedito all'alcolismo. Già apparso precedentemente come avversario della prima formazione degli X-Men. Colosso, alias Piotr "Peter" Nikolaievitch Rasputin, contadino russo molto forte e con la capacità di trasformare il proprio corpo in acciaio organico e dotato di un animo sensibile ed artistico. Nightcrawler, alias Kurt Wagner, agile elfo tedesco dall'aspetto demoniaco con tanto di epidermide bluastra, coda prensile e tre dita a ogni arto, in grado di teletrasportarsi e di aderire alle superfici. (Nella prima edizione italiana il suo nome venne tradotto in Lombrico). Sole Ardente, alias Shiro Yoshida, pirocineta giapponese in grado di volare e con un alto senso dell'onore e dell'orgoglio. Anch'egli già apparso negli anni '60 come antagonista della prima formazione. Tempesta, alias Ororo Munroe, egiziana in grado di manipolare le condizioni meteorologiche e perciò venerata come una dea nel suo paese d'origine. Thunderbird, alias John Proudstar, nativo americano incredibilmente forte, veloce e agile. Il suo personaggio ebbe vita breve a causa della forte rassomiglianza con quello di Wolverine. Wolverine, alias "Logan" (nato James Howlett), ex agente governativo canadese dall'oscuro passato, dotato di un eccellente fattore di guarigione, uno scheletro d'adamantio, tre artigli retrattili per mano e sensi super sviluppati. Wolverine era già comparso in Incredible Hulk #180 del 1974, anch'esso scritto da Len Wein, come avversario di Hulk.
Questo speciale ebbe notevole successo e la Marvel decise di smettere di ristampare vecchie storie sulla serie regolare: dal #94 la testata riprese a narrare nuove avventure degli X-Men scritte da Chris Claremont e disegnate da Dave Cockrum, poi sostituito da John Byrne. Il nuovo duo creò alcuni degli archi narrativi più famosi di sempre, come la Saga di Fenice Nera e Giorni di un futuro passato. Nel corso della serie Jean Grey tornò a far parte della squadra, e nel corso di un'avventura spaziale entrò in contatto con l'entità cosmica Fenice venendovi sostituita. Per innovare ulteriormente la serie e appassionare i più giovani Claremont introdusse nuovi personaggi come Shadowcat (inizialmente Sprite/Ariel), alias Kitty Pryde, una giovanissima mutante ebrea capace di rendersi intangibile ed attraversare i corpi solidi, la quale strinse ben presto rapporti sentimentali con Colosso e una solida amicizia con Tempesta e Wolverine, che divennero suoi mentori e genitori surrogati.
Byrne che fu coautore di molte storie abbandonò però la serie nel 1981 perché desideroso di maggiore spazio nella creazione delle storie e divenne scrittore e disegnatore regolare dei Fantastici Quattro.
Anni '80: il successo di Claremont e il boom di nuove testate Negli anni ottanta la serie visse il suo periodo d'oro grazie ad artisti come Paul Smith, John Romita Jr., Mark Silvestri, ma soprattutto grazie a Claremont, apprezzato sia dai fan che dalla critica per il suo modo di scrivere, di approfondire la psicologia dei personaggi, di imbastire trame a lunghissimo respiro, e per gli elementi da soap-opera introdotti: parenti scomparsi e ritrovati, amori impossibili e sofferti, tradimenti e intrighi. Fu in questi anni che lo scrittore inglese reintrodusse nel cast personaggi come Magneto (lasciato da Xavier alla guida degli X-Men dopo la sua decisione di partire per lo spazio), diede inizio alla sovraesposizione di Wolverine (utilizzato sempre più spesso dagli autori che ne fecero un personaggio fisso all'interno di quasi tutte le testate mutanti) e mise Tempesta a capo degli X-Men al posto di Ciclope, che per un certo periodo si allontanò dal gruppo.
Ai personaggi già noti se ne aggiunsero in seguito di nuovi, tra cui: