Il fumetto nero italiano è un genere di fumetto che, a partire dagli anni sessanta con il personaggio di Diabolik, criminale spietato, ladro e assassino, che esordì nel 1962 con una testata omonima, propose un ribaltamento della morale corrente in controtendenza rispetto al moralismo degli altri fumetti dell'epoca; il successo del personaggio creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani è tale da far nascere, insieme ai personaggi ideati da Max Bunker, Kriminal e Satanik, un genere vero e proprio che portò alla creazione di numerosi epigoni più o meno simili nelle caratteristiche come Fantax, Demoniak o Sadik oltre che a parodie come Cattivik di Bonvi.

Anche il cinema ne verrà influenzato producendo sia pellicole direttamente ispirate ai personaggi principali del genere come Diabolik, Kriminal o Satanik, sia parodie come Arrriva Dorellik o Sadik nel film Thrilling.

Il successo del fenomeno attirò l'attenzione del potere giudiziario che temeva la carica eversiva di questo genere di pubblicazioni e, temendo che potessero «turbare l’ordine pubblico, l’ordine della famiglia e incitare alla criminalità e al delitto», istruirono processi e ordinarono sequestri; alla lunga le vicende giudiziarie e la pressione dell’opinione pubblica spinsero gli autori ad ammorbidire i toni e le trame persero quasi del tutto la loro carica innovativa. La moda però non sarebbe durata a lungo e, fatte salve alcune eccezioni come Diabolik, l'unico ancora pubblicato, o Kriminal e Satanik, che ebbero una lunga vita editoriale, gli altri epigoni ebbero vita breve. Col tempo alcune serie assunsero connotazioni erotiche portando alla nascita di un vero e proprio genere erotico o pornografico con nuovi personaggi.

Origini

L'origine dei fumetti neri italiani risale ai romanzi d'appendice pubblicati a puntate nei quotidiani francesi, storie di facile consumo e spesso a tinte forti con intrighi, delitti e rapimenti come Fantômas - al quale le sorelle Giussani si ispirarono per creare Diabolik - ma anche Arsène Lupin e Rocambole furono protagonisti di grande richiamo della narrativa popolare ottocentesca. Prima di Diabolik, Fantômas fu d'ispirazione per Fantax, un personaggio ideato nel 1946 da Pierre Mouchot e Marcel Navarrocon gli pseudonimi di Malwyn Nash e Chott, un tipico giustiziere mascherato e una grande lettera F disegnata sul torace le cui storie presentavano intrecci verosimili e con personaggi ricorrenti che fornivano una certa continuità alla serie al fine di fidelizzare i lettori.

Il personaggio, protagonista di storie spesso ricche di sequenze particolarmente violente è considerato il precursore dei fumetti neri degli anni sessanta ma quando venne pubblicato in Italia nel 1948 dall'editore Giovanni De Leo non ottenne grande successo e anzi subì critiche e azioni giudiziarie a causa dei contenuti forti; successivamente De Leo pubblicò altri personaggi simili, sfruttando la collaborazione con la coppia di autori francesi ma la mancanza di successo duraturo e i continui problemi legali per le accuse di incitamento alla violenza fecero interrompere la collaborazione ponendo termine a un'iniziativa e a dei personaggi in anticipo sui tempi.

Nello stesso periodo Bonelli riprese il personaggio di Furio Almirante, ribattezzandolo Furio Mascherato e, nel 1949, esordì Il Fantasma Verde, disegnato da Gallieno Ferri il quale nello stesso anno disegnò la serie di Maskar, una versione meno violenta del francese Fantax, ma i problemi con la censura nell'Italia del secondo dopoguerra sono ancora tali da rendere impossibile anche solo pensare di pubblicare fumetti con protagonisti simili al Fantômas letterario di quarant'anni prima.

Diabolik Nel novembre 1962, ispirato a Fantômas e a Fantax, venne creato Diabolik, un personaggio che avrebbe rilanciato con successo il fumetto nero in Italia anche se non mancarono controversie rispetto alla morale dell'epoca. La copertina del primo numero della serie rappresentava una donna in primo piano che urlava di terrore e riportava termini come "brivido", "diabolico" e "terrore" oltre alla dicitura «per adulti». L'importanza di questa serie a fumetti è quella di aver permesso lo svecchiamento e lo scardinamento di un sistema nel giro di pochi anni. Diabolik non fu mai inserito in un contesto preciso e riconoscibile ma in un ambiente immaginario con scenari indefinibili. Nella serie molto è lasciato nell'indeterminatezza e molte domande sono lasciate senza risposta come le origini stesse del personaggio che verranno raccontate solo nel 1968 dopo ben 107 numeri nell'albo "Diabolik chi sei?". Chiuso nel suo microcosmo che lo ha tenuto distante dalle contingenze della realtà Diabolik ha così evitato quel logoramento da troppa “umanizzazione” che ha colpito invece i suoi vari epigoni oggi tutti scomparsi.

Nelle vignette delle prime storie di Diabolik si riprendono intere sequenze presenti nei romanzi di Fantômas così come la tecnica del flashback tipica di certi romanzi d'appendice. Fantômas era un criminale con le stesse doti di ladro gentiluomo di Lupin ma con una malvagità che mancava in quest'ultimo. I lettori venivano anche attirati da titoli espliciti come "L'impiccato senza volto", "La campana di sangue" o "La bara vuota" ma anche dalla genialità del protagonista e dal cinismo con cui uccideva riuscendo sempre a sfuggire alla giustizia, tutte caratteristiche che si ritrovano decenni dopo in Diabolik. L'apparizione del poliziotto Juve e il giovane giornalista Fando sono solo alcune delle molte citazioni di Fantomas che si ritrovano nei fumetti Diabolik, che successivamente si baseranno su soggetti e ispirazioni originali.

Nel febbraio 1962 uscì il film Totò diabolicus diretto da Steno. Il film è precedente all'esordio di Diabolik nelle edicole (novembre 1962) pertanto non è da ritenersi una parodia del genere ma più probabilmente si ispirava a un vero fatto di cronaca avvenuto a Torino nel 1958 e nel quale un misterioso assassino lasciò sul luogo del delitto una lettera nella quale si firmava Diabolich. Probabilmente l'assassino si era ispirato a sua volta al romanzo del giallista Bill Skyline (alias Italo Fasan) dal titolo "Uccidevano di notte" e il cui protagonista si faceva chiamare Diabolic (senza l’acca finale). Nel 1962 le sorelle Giussani battezzarono “Diabolik” il loro personaggio oscuro e amante della sfida proprio come il misterioso assassino di Torino.

Kriminal e Satanik Successivamente a Diabolik nell'agosto del 1964 esordì in edicola Kriminal ideato da Max Bunker e disegnato da Magnus che veste Kriminal con una calzamaglia in foggia di scheletro con un teschio come maschera. Fu la prima risposta qualificata al successo di Diabolik e non fu una semplice imitazione ma venne realizzato graficamente meglio di Diabolik non solo per i disegni di Magnus ma anche per copertine di Luigi Corteggi; le sceneggiature di Max Bunker poi riuscirono a creare un prodotto capace di fornire sia brividi di paura sia umorismo e introducendo anche con molta eleganza qualche elemento erotico rendendo Kriminal, contrariamente a Diabolik, un personaggio dotato di personalità ben definita. Anche il contesto e le ambientazioni furono definite con chiari riferimenti alla realtà e all'attualità, rendendo Kriminal un personaggio immerso nella vita reale.

Satanik, realizzata dagli stessi autori di Kriminal, esordì pochi mesi dopo ed era incentrata sulle vicende di una scienziata sfigurata che ritrova la bellezza grazie a un filtro chimico. Ancora una volta ritroviamo una lettera K nella testata con trame nelle quali erano presenti tematiche più horror andando oltre i vecchi romanzi d'appendice citando opere letterarie quali il Faust di Goethe, il Jekyll e Hyde di Stevenson, Il ritratto di Dorian Gray di Wilde e i racconti di Poe, Lovecraft e Maupassant, così come i film di Hitchcock e aggiungendo un secondo livello di lettura. Anche in Satanik è presente una profonda caratterizzazione del personaggio oltre a una componente erotica maggiormente presente che in Kriminal era stato appena accennato e in Diabolik era completamente assente.

Epigoni Il successo di questi primi personaggi portò alla nascita di una pletora di imitatori di vario livello sfruttando le richieste di un pubblico in crescita. Nel 1965 esordì Demoniak, ideato da Furio Arrasich, il quale aveva caratteristiche tutte sue e non era una semplice copia delle tre serie originali; poco dopo Arrasich propose anche Fantax, omonima della serie francese, presentava segni di originalità; Zakimort, personaggio a cavallo tra illegalità e senso di giustizia, fu una sorta di "risposta femminile" agli epigoni del re dei fumetti neri, pubblicata da Gino Sansoni, marito di Angela Giussani creatrice ed editrice assieme alla sorella Luciana dello stesso Diabolik. Magnus e Bunker idearono poi la serie dell'agente SS 018 ispirata al James Bond di Ian Fleming che in quel periodo furoreggiava al cinema. Tutte le altre testate che videro la luce in questo periodo furono in alcuni casi veri e propri plagi con varianti minime di sceneggiatura e nella caratterizzazione dei personaggi. Si ricordano comunque due serie realizzate con la tecnica del fotoromanzo: Killing ispirata a Kriminal e Genius ispirata a Diabolik. Di tutti questi personaggi solo Diabolik, Kriminal e Satanik ebbero una lunga vita editoriale (e Diabolik continua con successo le pubblicazioni) mentre le altre testate interruppero presto le pubblicazioni.

Elenco dei personaggi in ordine di pubblicazione

Diabolik (novembre 1962 - in corso) Fantax (poi "Fantasm", giugno 1964 - 1967) Kriminal (419 volumi, da agosto 1964 a novembre 1974) Mister-X (Edizioni Cervinia, da ottobre 1964 a febbraio 1968 e Edizioni Alhambra 1968-1969) Satanik (231 volumi, da dicembre 1964 a novembre 1974) Demoniak (febbraio 1965) Sadik (marzo 1965 - 1967) Rocambol (8 numeri, marzo 1965 - ottobre 1965); Spettrus (marzo 1965) AZ - 10 (poi "VAMPIR La figlia del mistero" - 18 numeri, aprile 1965 - febbraio 1967); Magik (7 numeri, aprile - ottobre 1965); Jnfernal (maggio 1965) L'Uomo Fantasma (Edizioni Americane, 12 numeri, giugno - dicembre 1965); Maskar (11 numeri, Editrice Arcobaleno, giugno 1965 - aprile 1966), Alika (20 numeri, luglio 1965 - luglio 1967), Zakimort (115 volumi, Casa Editrice Astoria, agosto 1965 - 1974) Souspense! CRIMEN (2 albi - novembre 1965 - febbraio 1966); Brivido (2 numeri, novembre 1965 - dicembre 1965) Samantha (gennaio 1966) Terror (1 numero, Edizioni Attualità, gennaio 1966); Cobrak (1 numero, Berté Editore, gennaio 1966); Genius (febbraio 1966) Masokis (marzo - settembre 1966) Killing (15 marzo 1966) Super Women (aprile - ottobre 1966) La Jena (settembre 1966 - 1969) La Donna Invisibile (Gallo Rosso Editrice, 3 numeri, dicembre 1966 - febbraio 1967), Honda (1 numero - gennaio 1967); Dominò (4 numeri, ErreGI, maggio - giugno 1967); Spiderman (agosto 1967 - ottobre 1968, solo omonimo del personaggio Marvel Comics); I Serpenti (settembre 1967 - maggio 1968, 7 numeri); Milord (10 numeri, Editoriale Corno, aprile - novembre 1968), Sangòor (12 albi - 1968-69) Makabar (11 numeri, luglio 1970 - giugno 1972); Kirk Killer (3 numeri, 1972); Jolly (7 numeri, Renzo Barbieri Editore, giugno - dicembre 1990) Il Morto (Menhir Edizioni, 2004 - in corso) Spettrik (Menhir Edizioni, 2014 - in corso)

Filmografia Thrilling (episodio Sadik), regia di Gian Luigi Polidoro (1965) Kriminal, regia di Umberto Lenzi (1966) Mister X, regia di Piero Vivarelli (1967) Il marchio di Kriminal, regia di Ferdinando Cerchio (1968) Satanik, regia di Piero Vivarelli (1968) Diabolik, regia di Mario Bava (1968) Capriccio all'italiana (episodio "La bambinaia"), regia di Mario Monicelli (1968) Diabolik, regia di Manetti Bros. (2021) Diabolik - Ginko all'attacco!, regia di Manetti Bros. (2022) Diabolik - Chi sei?, regia di Manetti Bros. (2023)

Caratteristiche del genere