La cattedrale di San Romolo è la chiesa sede vescovile della diocesi omonima.
Storia L'origine dell'edificio risale al 1028, quando il vescovo Jacopo il Bavaro decise di trasferire la cattedrale, che era fino ad allora presso la Badia, entro le mura della città, dedicandola a san Romolo, evangelizzatore di Fiesole.
La cattedrale fu ampliata nel Duecento, come ricorda un'iscrizione datata 1260 sulla quinta colonna della navata destra e su due capitelli, iscrizioni recanti le date del 1201 e del 1256 e ancora nel Trecento da Andrea Corsini.
Nel 1584 le reliquie di San Romolo vennero traslate, per volontà del vescovo Francesco Cattani da Diacceto, dalla cripta ad un nuovo grandioso altare in marmi mischi nel presbiterio rialzato, corredato di una pala di Alessandro Fei oggi in Santa Maria Primerana. Nuove trasformazioni e abbellimenti si ebbero nei secoli successivi, finché tra 1878 e 1885 con finanziamento statale venne effettuato un radicale restauro, curato dal Genio Civile di Firenze, che comportò la ricostruzione integrale della facciata.
Il campanile risale al 1213, ma fu rifatto nel Settecento e nel 1739 venne dotato di coronamento con merlatura sporgente.
Descrizione Esterno
L'esterno della Cattedrale di San Romolo si presenta in stile romanico, e mostra sulla piazza principale della cittadina, Piazza Mino, il fianco dell'edificio, con un paramento murario in blocchi di pietra, parzialmente restaurato, sul quale si apre un piccolo portale, mentre in alto si aprono due ordini di monofore.
La facciata anch'essa parzialmente ripristinata, si apre su una piazzetta a lato, è a salienti e in essa si aprono, in basso, i tre portali principali. Ciascuno di essi è chiuso con battenti lignei scolpiti con riquadri ed è sormontato da una lunetta a tutto sesto; la lunetta del portale centrale è decorata da un bassorilievo raffigurante tre archi a tutto sesto sorretti da colonnine con i capitelli scolpiti. A metà della facciata, in corrispondenza del portale centrale, un cornicione forma una piccola ghimberga. Al di sopra di essa, vi è il rosone circolare strombato. L'unica abside presenta una copertura semiconica.
Dietro la chiesa ma spostato sulla sinistra, si eleva l'alta torre campanaria romanica, a pianta rettangolare, la cui sommità raggiunge i 42,30 m. La cella si apre sull'esterno con due ordini di finestre, monofore in quello inferiore e bifore in quello superiore; al suo interno vi è un ottimo concerto di cinque campane in Mi3, fuso da Terzo Rafanelli di Pistoia nel 1855: la grossa è custodita all'interno dell'ultimo piano, le quattro minori invece sui finestroni del penultimo. Infine, nel piano assieme alla maggiore è presente un sonello di cui purtroppo non si sa nulla. Il campanile, sulla sommità, è coronato da merli guelfi. Interno L'aspetto attuale dell'interno è quello di una basilica romanica maestosa e severa nella sua semplicità, con lo schema a tre navate su colonne di pietra con capitelli figurati e fitomorfi, coperto da tetto a capriate e concluso da un presbiterio rialzato sulla cripta. La navata centrale è adorna soltanto del paliotto dell'altare a commesso marmoreo (1273) e di due affreschi, uno con San Benedetto (1420 circa) e l'altro con San Sebastiano della scuola di Pietro Perugino (dell'inizio del Cinquecento).
Lungo le pareti delle navate laterali sono collocati i busti dei dodici Apostoli in terracotta, in origine patinata a finto bronzo, eseguiti probabilmente nelle botteghe di Valerio Cioli, Andrea di Michelangelo Ferrucci, Giovanni Caccini e di altri maestri alla fine del CinquecentoAlessandra Giannotti, Una antologia della scultura fiorentina di fine Cinquecento: la serie di Apostoli in terracotta della Cattedrale di Fiesole, in "Nuovi studi", 26, anno XXVI, 2021, pagg. 79 - 86..
In una nicchia nella parete della navata sinistra si trova conservata la Cattedra lignea di Sant'Andrea Corsini, realizzata nel 1371 da Pietro di Lando.
In fondo alla navata centrale è l'altare maggiore nella sua posizione post-conciliare, affiancato dall'ambone di Paolo Annibali, giudicato uno dei più importanti scultori contemporanei di arte sacraFrancesca Petrucci, Il santuario di Santa Maria delle Grazie a Stia, in "Corrispondenza", anno XXXXV, 2 (88), Fiesole, novembre 2025, n. 2, pag. VIII.. Il presbiterio Il presbiterio è occupato al centro dall'altare maggiore sopra il quale è il trittico tardogotico di Bicci di Lorenzo commissionato nel 1450, con la Madonna con Bambino in trono tra due Angeli, sant'Alessandro e san Pietro, san Donato e san Romolo, un Evangelista e san Giovanni Battista. Più piccoli altari laterali sono corredati da trittici in stile neogotico dipinti nel 1886 da Demostene Macciò e Pietro Pezzati.
Sopra l'abside semicircolare il catino absidale è ornato da affreschi tardo cinquecenteschi con Storie di San Romolo, tra le poche testimonianze figurative cinque-secentesche sopravvissute ai 'restauri' tardo ottocenteschi, che ancora oggi contrastano, per la loro ricchezza decorativa, con l'aspetto medievale della cattedrale. Già attribuiti a Nicodemo Ferrucci, gli affreschi, restaurati nel 2019, sono stati in realtà dipinti nel 1589 da Alessandro Fei del BarbiereAlessandro Grassi, La maturità di Alessandro Fei del Barbiere in bilico tra Maniera e Riforma, in "Nuovi Studi. Rivista d'arte antica e moderna", 22, 2016, pp. 43-58. su commissione del vescovo Francesco Cattani da Diacceto e finanziati da Ludovico. Le storie si svolgono orizzontalmente su due registri con cinque scene ciascuno, sovrastate in alto dalla Gloria di san Romolo, ed erano completate dalla pala dello stesso Fei inserita in uno scomparso altare in marmi mischi eretto nel 1584, che custodiva le reliquie di san Romolo traslate dalla cripta. La pala invece si trova oggi nella chiesa di Santa Maria Primerana.
Sul lato destro del presbiterio si aprono due cappelle.
Cappella Salutati
La cappella sepolcrale del vescovo Leonardo Salutati è il gioiello rinascimentale del Duomo e ospita il Monumento funebre del vescovo eseguito nel 1466 da Mino da Fiesole in forma di sarcofago in marmo finemente scolpito e lumeggiato d'oro, che reca al di sotto, sopra una mensola, un busto-ritratto particolarmente realistico. Alla parete di fronte è situato un dossale marmoreo con la Madonna in adorazione del Bambino tra San Leonardo e San Remigio, coronato da una bellissima testa del Salvatore, anch'essa opera di Mino e come l'altra firmata "opus Mini". In armonia con questi rilievi e a completamento della decorazione della cappella fu eseguita da Cosimo Rosselli quasi contemporaneamente, entro il 1466, la decorazione pittorica ad affresco condotta sulle pareti e sul soffitto con le raffigurazioni degli Evangelisti nella volta e dei Santi Leonardo e Giovanni Battista nella parete di fondo.Francesco Caglioti, Mino da Fiesole, Mino del Reame, Mino da Montemignaio: un caso chiarito di sdoppiamento di personalità artistica, in Bollettino d’arte, n. 67, Roma, 1991, pag.71.
La cappella del Santissimo Sacramento ha una decorazione tipicamente ottocentesca e accoglie le copie delle due facce di un dipinto di scuola del Ghirlandaio con le Storie di San Romolo e San Romolo fra i suoi compagni, conservato nella cripta.
Cappella dei Canonici Dirigendosi sull'altro lato si lascia a sinistra il monumento al Vescovo Corsani, promotore del restauro ottocentesco del Duomo, e si giunge davanti alla cappella dei Canonici, antica sagrestia trecentesca affrescata alla fine del secolo o all'inizio del successivo, che accoglie il dossale marmoreo di Andrea Ferrucci eseguito tra il 1492 e il 1494. Limitrofa a questa è la nuova sagrestia, costruita nel Settecento, in cui sono conservati arredi liturgici di notevole importanza come la Mitra del vescovo Salutati e il Busto reliquiario di San Romolo realizzato su commissione di Francesco Cattani da Diacceto nel 1585Dora Liscia Bemporad (a cura di), Argenti fiorentini dal XV al XIX secolo. Tipologie e marchi, II, n. 35..
Si può ammirare nella controfacciata la gigantesca statua di San Romolo in cattedra di Giovanni della Robbia (1521).
La cripta
Scesa la scalinata, si accede alla cripta, sorretta da esili colonnine con capitelli dell'XI secolo forse riutilizzati dalla prima costruzione, con medaglioni tardogotici e neogotici dipinti sulla volta, lasciando sulla sinistra la tavola originale con le Storie e il martirio di San Romolo di scuola ghirlandaiesca. Nella cappella sepolcrale dei vescovi si trova una tavola duecentesca, opera dell'anonimo pittore convenzionalmente chiamato Maestro del Bigallo, con la Madonna in trono col Bambino, l'icona più antica del Duomo, realizzata probabilmente nel 1215-1220, in concomitanza con il primo ampliamento della chiesa e la costruzione della torre campanaria. Fino al 1790 la tavola, detta la Madonna del Soccorso, si trovava entro un altare sul lato destro della cripta, demolito per far posto al fonte battesimale in granito di Francesco Ferrucci del Tadda.
Una cancellata in ferro battuto, datata 1349 ed eseguita dai senesi Petruccio di Betto e dal figlio Francesco, chiude la parte absidale della cripta, dove sono collocate le reliquie di san Romolo; la cripta fu rinnovata nel 1488 a spese della famiglia Romoli cui si deve la costruzione del nuovo altare marmoreo con la pittura della volta soprastante e la realizzazione delle lunette alle pareti in cui sono dipinte Storie di san Romolo, ormai molto deteriorate per l'umidità, attribuibili ad un pittore della cerchia del Rosselli.
Organo a canne All'interno della cattedrale vi è l'organo a canne Mascioni opus 466, costruito nel 1933-34 e ampliato dalla stessa ditta nel 1999-2000, che in tale occasione lo ha portato da 50 a 63 registri. Lo strumento è a trasmissione elettronica e si articola in due corpi: quello principale, sopraelevato, si trova a ridosso della testata del braccio di sinistra del transetto, mentre ve n'è un secondo a pavimento nell'abside. L'organo ha due consolle, entrambe con tre manuali e pedale e situate nell'area del presbiterio alto.
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Note
Bibliografia
Lucia Bencistà, Le ”Storie di San Romolo” nella cattedrale di Fiesole: gli affreschi di Alessandro Fei del Barbiere e altre vicende cinquecentesche, in "Corrispondenza", vol. 44, n. 85, Fiesole, 2024, pagg. I - VIII.
Voci correlate Diocesi di Fiesole
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