Süss l'ebreo (Jud Süß) è un film basato su fatti realmente accaduti diretto da Veit Harlan che uscì nella Germania nazista nel 1940.
Il film racconta, in maniera romanzata, la vicenda storica del ministro delle finanze del Württemberg Joseph Süß Oppenheimer durante il regno del duca Carlo I Alessandro. La pellicola mostra come le politiche adottate dall'ebreo Süss ("dolce"), mosso solo da ambizione personale e odio e desiderio di vendetta nei confronti dei tedeschi, hanno portato a difficoltà economiche, sociali, politiche e morali nel Ducato, stabilendo un parallelo con la situazione della Germania post-Versailles.
La pellicola fu definita "uno dei più celebri film prodotti nella Germania nazista". Riscosse un grosso successo in Germania e fu visto da oltre venti milioni di persone. Anche se il budget di 2 milioni di Reichsmark stanziato era elevato per gli standard dell'epoca, gli incassi di circa 6,5 milioni ripagarono ampiamente l'investimento. Himmler ordinò che tutti i membri delle SS e della Gestapo vedessero il film a scopo didattico.
Al termine della seconda guerra mondiale alcuni degli attori del cast furono citati in giudizio durante il processo di denazificazione. In generale, essi difesero la propria partecipazione al film dichiarando di essere stati costretti dal regime. Nonostante alcune importanti prove a supporto di questa versione dei fatti, Susan Tegel, autrice di Nazis and the Cinema, definì "puerili e ipocriti" i loro tentativi di distanziarsi dal film nel dopoguerra. Tuttavia, la scrittrice ammise che molto probabilmente gli attori avevano accettato i ruoli più per opportunismo, con la speranza di fare carriera, piuttosto che per antisemitismo convinto. Veit Harlan fu l'unico regista cinematografico del Terzo Reich ad essere messo sotto processo con l'accusa di "crimini verso l'umanità". Dopo tre processi fu assolto avendo convinto la corte che il forte contenuto antisemita del film era stato una precisa direttiva di Goebbels che egli non avrebbe potuto ignorare. Continuò l'attività di regista, girò altri nove film; ma rimase per sempre una figura controversa, spesso oggetto di proteste e contestazioni.
Insieme a I Rothschild e L'ebreo errante, entrambi del 1940, la pellicola resta uno dei più famosi e discussi esempi di film di propaganda antisemita. Negli anni 2000 sono stati realizzati due documentari e un film sulla storia e l'impatto di Süss l'ebreo.
Trama La storia, ambientata nel Württemberg nel 1733, inizia con l'incoronazione del duca Carlo Alessandro e il suo giuramento di lealtà di fronte al Consiglio del Ducato. Un gioielliere ebreo di Francoforte, Süss Oppenheimer, riceve la visita di un emissario del duca per acquistare una preziosa collana. Süss accetta di venderla sottocosto a patto di avere in cambio un lasciapassare per entrare a Stoccarda (dove vige il divieto d'ingresso per tutti gli ebrei). Entrato in città sulla carrozza di una ragazza locale, Dorothea, di cui si infatua, giunge al palazzo del duca e si offre di finanziare diversi sfizi di corte (tra cui un balletto, delle guardie del corpo e un'opera) che il Consiglio si era rifiutato di appoggiare giudicandoli inutilmente costosi.
Presta somme sempre più alte al duca, e in cambio dell'estinzione dei debiti esige prima di diventare proprietario e amministratore delle strade del Württemberg (dove inizia ad applicare un incredibile numero di pedaggi) e poi di essere nominato Ministro delle Finanze dello Stato. Col tempo si ritaglia un ruolo di consigliere sempre più intimo del duca, riuscendo anche ad abrogare il divieto di ingresso a Stoccarda per gli ebrei, e il popolo persuade il Consiglio della malvagità del consigliere (Süss giunge a demolire parte della casa di un fabbro solo perché è troppo vicina alla strada di sua proprietà). I tentativi del Consiglio di aprire gli occhi a Carlo Alessandro sulle intenzioni del suo Ministro (vengono anche citati alcuni passi degli scritti antisemiti di Martin Lutero) si rivelano vani, e Süss decide di aizzare il duca contro il suo stesso popolo, proponendo di assoldare mercenari e ordire un colpo di Stato che sciolga il Consiglio e renda il Ducato una monarchia assoluta, con un gabinetto scelto personalmente da Süss.
Tuttavia i cittadini, inorriditi a causa dell'impiccagione del fabbro locale che aveva attentato alla vita di Süss mentre questi passava in carrozza vicino alla sua casa parzialmente demolita, dell'ingiusto internamento del presidente del Consiglio Sturm (che aveva apertamente chiesto la destituzione di Süss) e della morte per annegamento di Dorothea (si allude a una violenza sessuale sotto la minaccia di torturare il marito), decidono di entrare con la forza al Palazzo mentre il duca e il Ministro delle Finanze si trovano a una festa fuori città; vengono raggiunti dagli emissari del Consiglio. Già teso per la difficile situazione in cui si trova il Paese, il duca non regge alle accuse del Consiglio e muore d'infarto. Süss viene condotto a Stoccarda, dove viene condannato per malgoverno e alto tradimento e impiccato.
Produzione Il film prende liberamente lo spunto dalla vicenda di Joseph Süß Oppenheimer (Heidelberg, 1698 – Stoccarda, 1738), finanziere di origine ebraica che fu consulente molto ascoltato (sue furono le numerose, piuttosto incisive e molto discusse, iniziative fiscali ed amministrative attuate nel ducato del Württemberg) del duca Carlo I Alessandro di Württemberg e che, dopo la morte improvvisa di quest'ultimo nel marzo 1737, fu accusato di reati infamanti per i quali fu processato ed impiccato (febbraio 1738).
Le riprese iniziarono nel marzo 1940 e, con l'eccezione di alcune scene girate a Praga, il lavoro si svolse presso gli studi UFA Babelsberg di Berlino. Le scene di entrata degli ebrei a Württemberg e quelle nella sinagoga furono girate a Praga, dove furono "precettate" alcune comparse ebree per partecipare alle riprese.
Il costo totale di produzione del film fu di circa due milioni di Reichsmark, un budget considerato elevato per l'epoca.Etlin, 2002. Tuttavia, tra il 1940 e il 1943 il film incassò 6.2 milioni di Reichsmark, rivelandosi un grosso successo commerciale rispetto al fallimento de L'ebreo errante.
Campagna propagandistica di Goebbels
Adolf Hitler e il suo ministro della propaganda Joseph Goebbels credevano fortemente nella potenza della cinematografia come mezzo per influenzare l'opinione delle masse. Il Partito nazista istituì un dipartimento cinematografico già nel 1930, e Goebbels aveva un interesse personale nell'utilizzo dei film per propagandare la filosofia nazista. Fin dalla salita al potere dei nazisti ripeté spesso nei suoi discorsi che il ruolo del cinema tedesco era quello di essere "l'avanguardia del militarismo nazista" mentre si proponevano di conquistare il mondo. Chiese di "produrre film con ... forti connotazioni razziali" che rappresentassero gli uomini e la società "come erano veramente".
Secondo Richard Levy, "degli oltre 1.100 film prodotti sotto il regime nazista, solamente un pugno possiedono contenuti esplicitamente antisemiti, e persino in questi rari casi l'antisemitismo risulta spesso di secondaria importanza nel contesto della trama del film". Due pellicole, tuttavia, furono innegabilmente girate appositamente per trasmettere l'ideologia antisemita del nazionalsocialismo al pubblico: L'ebreo errante (Der ewige Jude) e Süss l'ebreo (Jud Süß), entrambi del 1940.
Nel novembre 1938 Goebbels mise in atto una serie di attacchi contro gli ebrei nei media tedeschi, a seguito dell'assassinio di un diplomatico germanico a Parigi per mano di un ebreo. L'episodio ebbe come conseguenza gli avvenimenti della cosiddetta "Notte dei cristalli". Lo scoppio di tale violenza nei confronti degli ebrei fu considerato da Hitler "una catastrofe politica" che poteva compromettere il regime a livello internazionale, e il Führer si infuriò con Goebbels ritenendolo personalmente responsabile dei disordini. Sulla stampa estera dell'epoca non solo venne criticata l'estrema brutalità degli attacchi nei confronti degli ebrei provocati dalle dichiarazioni di Goebbels, ma fu evidenziato anche lo scarso supporto fornito dalla gente comune al pogrom e le reazioni miste della stampa tedesca. Hitler espresse la propria frustrazione e rabbia circa gli avvenimenti e suggerì di preferire la manipolazione mediatica alla violenza esplicita, così da presentare i fatti in modo da legittimare presso l'opinione pubblica nazionale ed estera i provvedimenti contro gli ebrei. In risposta alla richiesta di Hitler, Goebbels lanciò una campagna mediatica antisemita su vasta scala. Ordinò che ogni studio cinematografico tedesco producesse almeno un film dal contenuto antisemita. Hitler prediligeva film come Der ewige Jude, che presentavano il credo nazista in maniera aperta e diretta; tuttavia Goebbels non approvava la "crudezza" di un approccio del genere, optando per messaggi antisemiti molto più sottili e subdoli inseriti in pellicole di intrattenimento popolare dal grosso budget.
Sebbene Goebbels non avesse mai generalmente un ruolo attivo nella produzione di singoli film, sicuramente la influenzò con le sue direttive nel caso di pellicole di propaganda come Süss l'ebreo. Dopo aver visto il film britannico Jew Süss di Lothar Mendes del 1934 con protagonista Conrad Veidt (in esilio dal regime nazista all'estero), volle assolutamente che una "nuova versione della storia" venisse girata dal punto di vista della Germania nazista.
Anche se Metzger aveva proposto per anni il progetto di un film sulla vita di Joseph Süß Oppenheimer senza ricevere riscontro, l'impeto per la realizzazione venne direttamente dal desiderio di Joseph Goebbels di girare una "risposta nazista" al film di Mendes, un'interpretazione a favore degli ebrei del romanzo del 1925 Jud Süß di Lion Feuchtwanger. Dato che il film di Mendes era troppo compassionevole nei confronti del soggetto, gli sceneggiatori tedeschi si ispirarono alla novella Jud Süß scritta da Wilhelm Hauff nel 1827. Ma persino dopo la riscrittura del copione da parte di Harlan, il risultato non fu ritenuto "abbastanza antisemita" da Goebbels, che intervenne personalmente sulla sceneggiatura richiedendo alcune modifiche e cambiando radicalmente il finale per mostrare Süß umiliato piuttosto che un ribelle. Così facendo, il messaggio risultò essere diametralmente opposto all'intento originale del romanzo di Feuchtwanger. Tuttavia, il film segue la narrazione di Feuchtwanger, capovolgendo però il significato dell'opera dello scrittore ebreo. Sebbene ispirati a veri dettagli storici della vita di Süß, il romanzo, il racconto e il film corrispondono solo lontanamente alle fonti storiche disponibili presso l'archivio comunale di Baden-Württemberg. Christiane Schönfeld, che prese in esame le connessioni tra il romanzo di Feuchtwanger e il film di Veit Harlan, scrisse: "Lion Feuchtwanger [...] considerava il film di Harlan un adattamento del suo romanzo Jud Süß che aveva stravolto e corrotto le intenzioni del suo libro, e lo scrisse in una lettera aperta indirizzata a sette attori berlinesi dopo aver letto una recensione del film in un giornale del partito nazista [...]. Anche senza aver visto la pellicola, Feuchtwanger non aveva dubbi sul fatto che Veit Harlan e i suoi collaboratori si erano indebitamente impossessati del suo romanzo adattandolo alla propaganda nazista".
Cast