Le fatiche di Hercule è una raccolta di racconti gialli scritti da Agatha Christie, pubblicata nel 1947. Vi compare l'investigatore belga Hercule Poirot, che pianifica dodici casi, risolti i quali intende terminare la propria carriera di investigatore privato. Le sue tradizionali spalle (la sua segretaria, Miss Lemon, e il suo maggiordomo, Georges) appaiono in alcuni cameo, così come l'ispettore capo Japp. I racconti erano stati tutti precedentemente pubblicati tra il 1939 e il 1947.

Trama Durante una visita di cortesia il dottor Burton porta la conversazione sull'insolito nome di Poirot, e su come alcuni dei nomi che i genitori danno ai loro figli non si rivelino adatti agli stessi (il contrario della locuzione latina nomen omen). Poirot ammette la sua ignoranza in merito e successivamente la discussione prosegue toccando altri argomenti. L'investigatore sul finire della conversazione manifesta la propria intenzione di ritirarsi dalle scene, dopo aver risolto ancora pochi casi; affermazione che non è creduta dal dottor Burton il quale sostiene che Poirot sia una prima donna, impossibilitata a lasciare la sua professione, sebbene le sue non possano certo definirsi fatiche di Ercole. L'investigatore, punto sul vivo, decide, dopo essersi informato, di seguire in maniera simbolica il proprio omonimo antecedente, accettando quindi solo casi che presentassero qualche attinenza con le stesse.

Il leone nemeo Nel primo caso l'uomo d'affari Joseph Hoggin si rivolge al celebre detective in seguito al rapimento del pechinese della moglie.

Portato a fare un giro da Amy Carnaby, dama di compagnia della signora Hoggin, infatti, il cane era stato rubato durante un momento di distrazione della donna; alla sparizione era seguita una richiesta di riscatto da duecento sterline che sono puntualmente recapitate per evitare che il cane abbia a soffrirne. Poirot inizia ad investigare, scoprendo inizialmente che si trova davanti non ad un fatto isolato ma ad una serie di azioni coordinate ai danni di ricche signore e che dietro gli pseudonimi utilizzati per incassare il denaro, agisce in realtà un'associazione, con a capo proprio la dama di compagnia, coadiuvata in questa impresa da un pechinese decisamente intelligente. Dopo l'incontro con la donna l'investigatore, convinto del fatto che le azioni compiute avevano scopi in un certo senso meritori, sebbene raggiunti con un reato, con uno stratagemma convince il suo cliente a non richiedergli il nome della colpevole.

L'idra di Lerna Questa volta a rivolgersi a Poirot è il dottor Charles Oldfield, medico di Market Loughbrough, una piccola cittadina nel Berkshire. Da un anno l'uomo è al centro di una fitta rete pettegolezzi, che come le teste dell'idra, si dirama per il villaggio. Oldfield, è, infatti accusato di aver ucciso la moglie per sposare la signorina Jean Moncrieffe, sua infermiera, della quale egli è, effettivamente, innamorato. Poirot si reca dunque a Market Loughbrough, per individuare la persona che ha diffuso in giro la falsa notizia. Ad essere interrogati sono alcune comari del villaggio e la signorina Harrison e Beatrice, rispettivamente l'infermiera e la cameriera del dottor Oldfield. La Harrison rivela subito al detective di aver sentito di nascosto una conversazione tra il medico e miss Moncrieffe, dove veniva esplicitamente detto che i due avevano intenzione di sposarsi tra un anno. L'infermiera dice inoltre di aver visto la collega riempire un portacipria con della polvere presa da un armadietto dei medicinali nello studio. Nel frattempo viene fatto riesumare il corpo della defunta signora Oldfield e le viene praticata un'autopsia che rivela che la donna aveva ingerito una dose letale di arsenico. Successivamente, Poirot informa la signorina Harrison di aver ritrovato un portacipria pieno di arsenico, che la donna riconosce subito come quello appartenente all'infermiera Moncrieffe. Dopo tale affermazione, tuttavia il detective rivela alla donna che tale portacipria si trovava in commercio soltanto da tre mesi e che, dunque, non poteva essere stato usato, a distanza di un anno, da Jean Moncrieffe per uccidere la signora Oldfield. Miss Harrison, traditasi, risulta quindi essere la vera assassina. Credendo, infatti, di essere amata dal dottor Oldfield, ne aveva ucciso la moglie, tuttavia, compiuto il delitto aveva scoperto che in realtà il medico era innamorato di Jane. Temendo, dunque, di essere scoperta, la donna, aveva messo in giro il pettegolezzo e durante l'interrogatorio aveva inventato numerosi dettagli che avrebbero incastrato Jean Moncrieffe. Fortunatamente, Poirot, resosi conto della colpevolezza della donna l'aveva fatta pedinare dal maggiordomo Georges, che l'aveva vista acquistare il portacipria, che in seguito aveva nascosto tra gli oggetti della signorina Moncrieffe.

La cerva dalle corna d'oro Durante un viaggio in automobile, a causa di un guasto al veicolo, Poirot è costretto a fermarsi in un hotel a Hartly Dene. Alla sera incontra il meccanico venuto a riparare l'automobile e rimane particolarmente colpito dall'aspetto del giovane, che gli ricorda tanto un dio greco o un pescatore dell'Arcadia. Avendo riconosciuto il detective, il giovane, Ted Williamson, un po' imbarazzato, gli chiede aiuto: qualche tempo prima, Ted, chiamato a riparare una radio in casa del ricco sir George Sanderfield, aveva conosciuto Nita, la bionda cameriera di una celebre ballerina russa. I due, dopo aver passato l'intera giornata assieme si erano ripromessi di incontrarsi alla prossima festa che sir George avrebbe dato in casa sua. Quando, però, Ted fa ritorno in casa di sir George, nella data prefissata, scopre che Nita non è più al servizio della ballerina. Il ragazzo, innamorato, chiede dunque aiuto a Poirot, perché ritrovi la ragazza. Hercule decide di accettare il caso, vedendo un'analogia tra i capelli biondi di Nita e la cerva delle corna d'oro. L'investigatore, durante le ricerche, effettua molti spostamenti. Infine, riesce a sapere che Katrina Samoushenka, la ballerina russa, gravemente malata, risiede ora a Vagray les Alpes, in Svizzera, e che Nita era originaria di Pisa. Poirot si reca dunque a Pisa, dove però scopre dalla famiglia della ragazza che la cameriera è morta da tempo. Rattristato per la cattiva notizia che dovrà dare a Ted, Poirot fa ritorno a casa, decidendo, però di fare tappa a Vagray les Alpes per incontrare Katrina Samoushenka moribonda. Giunto in Svizzera, il detective ha un colloquio con la ballerina, durante il quale può confermare le sue deduzioni: Nita era in realtà la stessa Katrina. Infine, sebbene la donna si sia rassegnata a morire, Poirot tenta comunque di convincerla a lottare contro la malattia per poter cominciare una nuova vita assieme a Ted.

Il cinghiale di Erimanto Trovandosi in Svizzera e avendo finalmente risolto il terzo caso, Poirot decide di concedersi una breve vacanza. Mentre si trova su di una funicolare per raggiungere l'isolato hotel di Neiges Rochers, situato sulla vetta di un monte, Hercule riceve un biglietto da parte di Lamenteuil, capo della polizia svizzera, che prega il celebre detective di indagare su di un efferato criminale parigino di nome Morrascaud, che egli paragona ad un cinghiale selvatico (proprio come il cinghiale di Erimanto). Il gangster, infatti avrebbe dovuto incontrarsi nell'hotel in questione per attuare una ripartizione di denaro con alcuni suoi compari. Poirot accetta, dunque, il caso. Gli unici ospiti dell'hotel sono il signor Schwartz, un turista americano, il dottor Lutz, un medico tedesco, la signora Grandier e un gruppetto di tre francesi, accaniti scommettitori sulle corse dei cavalli. Il personale è invece composto, oltreché dal direttore, dal cameriere Gustave e da una coppia di domestici. Il detective per svolgere al meglio la sua missione decide di agire in incognito, presentandosi come il signor Poirier, un commerciante di seta di Lione.

Il giorno successivo al suo arrivo, Poirot è informato da Gustave che una valanga ha travolto la funicolare che collega Neiges Rochers con la valle sottostante, isolando completamente l'hotel. Il cameriere rivela, inoltre, di conoscere la vera identità del detective e di essere, in realtà, Drouet, agente della polizia svizzera sulle tracce di Morrascaud. I due iniziano, dunque, a fare alcune ipotesi su chi dei pochi clienti possa essere il famoso ricercato. Poirot tenta di saperne di più, parlando con gli altri ospiti. Dai due domestici viene a sapere che Gustave lavora nell'hotel da poco tempo e che è stato preceduto da un tale di nome Robert, licenziato dopo poche settimane a causa delle sue scarse competenze. Durante la notte i tre francesi irrompono nella stanza di Poirot e, con un rasoio, tentano di mutilargli la faccia. Fortunatamente Hercule è salvato dal tempestivo intervento del signor Schwartz, che grazie ad una pistola riesce a bloccare i criminali e a confinarli all'interno di un armadio a muro. Il signor Schwartz informa inoltre Poirot che, precedentemente, la banda aveva aggredito con successo Gustave. L'investigatore va a trovare, dunque, il cameriere, la cui faccia è stata medicata e fasciata dal dottor Lutz. Seguendo una scia di sangue lasciata sul pavimento Poirot raggiunge un'ala dell'hotel chiusa al pubblico, dove trova un cadavere. Sul corpo dell'uomo viene trovato, inoltre, un biglietto con su scritto “Morrascaud non ucciderà più… né deruberà più i suoi amici!”. Il caso sembra dunque risolto: le trattative per la ripartizione del bottino erano fallite e i tre francesi avevano eliminato Morrascaud. Poirot decide quindi di avvertire la polizia eliografando un messaggio. Con grande sorpresa dei presenti, il detective, però, conduce le autorità da Gustave, il vero Morrascaud. Poirot spiega, infatti, che il cadavere ritrovato è, in realtà, quello di Robert, l'ex cameriere, alias il vero ispettore Drouet, che Morrascaud aveva ucciso per prenderne il posto. Hercule si era accorto che il vero ricercato era Gustave dopo che, la prima notte, lo aveva visto entrare nella sua stanza e leggere la lettera che Lamenteuil gli aveva mandato. Infine il detective rivela che il vero scopo per cui Morrascaud era venuto a Neiges Rochers era quello di subire un intervento di chirurgia plastica dal dottor Lutz, per cambiare i connotati del suo volto.

Le stalle di Augia Per il quinto caso il primo ministro inglese, Edward Ferrier, e alcuni membri del Partito Popolare si rivolgono a Poirot. La nota rivista “Notizie ai raggi X” ha, infatti, intenzione di pubblicare un articolo che metterebbe in cattiva luce John Hammett, influente membro del partito e suocero del primo ministro. Gli stessi politici ammettono, inoltre, che le notizie che verranno divulgate corrispondono alla realtà e che pertanto non possono avviare procedimenti legali. Poirot accetta il caso poiché il passato da truffatore di John Hammett è paragonato alle stalle d'Augia. Hercule si reca, dunque, a parlare con Percy Perry, direttore della rivista, che però sembra irremovibile. Dopo poco tempo, infatti, l'articolo viene pubblicato, affiancato, tuttavia, da alcune foto che ritraggono la moglie del primo ministro, Dagmar Ferrier, assieme ad un gigolo argentino e in pose e atteggiamenti spinti. Si scatena dunque una rete di pettegolezzi e congetture, riguardanti la dubbia condotta morale della signora Ferrier. Indignato, il primo ministro fa causa a “Notizie ai raggi X” e viene avviato un processo. Durante alcuni interrogatori risulta che Thelma Anderson, una donna danese incredibilmente somigliante a Dagmar Ferrier, era stata pagata da un giornalista della rivista incriminata per scattare le foto che in seguito erano state pubblicate. L'accusa vince dunque la causa.