La cultura di Bonnanaro è una cultura prenuragica che si sviluppò in Sardegna nella prima metà del II millennio a.C. (1800-1600 a.C. circa). Prende il nome dal paese di Bonnanaro, nella città metropolitana di Sassari, dove, sul finire del XIX secolo, sono stati fatti importanti ritrovamenti.
Cronologia La cultura di Bonnanaro viene suddivisa cronologicamente in due fasi principaliGiovanni Ugas-L'alba dei Nuraghi (2005) pg.12:
Anni prima di cristo Bonnanaro A1 Corona Moltana 1800-1650 Bonnanaro A2 Sant'Iroxi 1650-1600
Origine È strettamente legata alla precedente cultura del vaso campaniforme; nel repertorio fittile la cultura di Bonnanaro mostra inoltre varie similitudini con la cultura di Polada diffusa all'epoca nell'Italia settentrionale.
Le genti che produssero questa cultura provenivano probabilmente dall'area centro-europea e poladiano-rodaniana.. Si andarono ad innestare in un panorama etnico-culturale eterogeneo, che comprendeva le evoluzioni finali delle precedenti culture eneolitiche indigene di Abealzu-Filigosa e di Monte Claro, riuscendo ad imporsi come gruppo egemone, seppur minoritarioGiovanni Lilliu - La civiltà nuragica, A cura di Alberto Moravetti - pg.25-26-27-28. M.Perra (1997) teorizza una stagione di conflitti tra i nativi eneolitici e i gruppi di eritaggio campaniforme che avrebbero causato una generale involuzione, tipica di questa fase storica.
Esordisce con maggiore intensità nelle regioni nord-occidentali (Nurra) e sud-occidentali (Sulcis-Iglesiente) dell'isola.
Insediamenti
Di questa cultura si conoscono solo pochi insediamenti abitativi: Su Campu Lontanu a Florinas, Sa Turricula a Muros, Costa Tana di Bonarcado e Abini a TetiA cura di Manlio Brigaglia - Storia della Sardegna pg.51-57. Le abitazioni avevano una base in muratura mentre la copertura era costituita da legname e frasche; nella struttura abitativa di Su Stangioni (Portoscuso) al centro era presente un focolare mentre il pavimento, che si estendeva in parte anche all'esterno, era costituito da acciottolato..
I dati a disposizione non consentono di stabilire con sicurezza se i primi protonuraghi o pseudonuraghi a corridoio risalgano a questo periodo o siano da attribuire alla successiva facies di Sub-BonnanaroGiovanni Ugas-L'alba dei Nuraghi (2005) pg.34-35.
Cultura materiale
Diminuiscono gli oggetti d'osso e di pietra e si privilegiano quelli in metallo (rame, bronzo, argento pg.7) che trovano riscontri nelle culture di Polada, Remedello, Rinaldone, El Argar., dell'Aude e del Gard e di Adlerberg e Straubing; continua l'uso del brassard, il guardapolsi da arciere tipico del periodo campaniforme. Nella fase A2 di Sant'Iroxi compaiono le prime spade in rame arsenicale.
Gli oggetti in metallo potrebbero essere stati in parte importati dall'Europa continentale. Dei punteruoli in rame ritrovati nella necropoli di Anghelu Ruju mostrano una composizione chimica simile a quella degli artefatti dell'area di Remedello, in Lombardia. Altre importazioni potrebbero essere rappresentate dalle collane con denti di cervo, rinvenute in vari siti del Campidano meridionale, che mostrano similitudini con quelle contemporanee del Veneto e da una spada tipo El Argar dal Sud Sardegna.
Le ceramiche, che tradiscono influenze campaniformi, sono prevalentemente inornate, lisce e di gusto sobrio e lineare. Spesso sono dotate di anse "a gomito" o "asciformi", similmente a quelle della cultura di Polada.
Culto e ideologia Per l'archeologo Giovanni Lilliu l'avvento della cultura di Bonnanaro portò ad uno sconvolgimento dei dogmi religiosi che da millenni persistevano sull'isola. Si nota, secondo lo studioso, il progressivo passaggio da un modello di società pacifica dedita all'agricoltura ad una società di pastori-guerrieri. I Bonnanaro sono considerati dunque i precursori dei nuragici, soprattutto per la loro marcata attitudine alla guerra:
e ancora:
Usi funerari
L'architettura sepolcrale trasforma le Allées couvertes in tombe dei giganti. Sono documentate anche inumazioni entro cista litica, in grotte naturali o domus de janas, riutilizzate oppure costruite ex-novo. Nel Sassarese e nel Goceano vengono edificate le cosiddette domus a prospetto architettonico.
In alcuni casi, come a Su Crucifissu Mannu, il defunto veniva ricoperto da un cumulo di rozze pietreGiovanni Lilliu - La civiltà nuragica, A cura di Alberto Moravetti - pg.29.
Antropologia fisica
I resti scheletrici del periodo ci attestano la prevalenza di dolicocefali (67%) rispetto ai brachicefali (33%), questi ultimi principalmente concentrati nella Sardegna nord-occidentale.. L'altezza media, in base ai pochi campioni analizzati, era di 162 cm circa fra gli uomini e di 159 cm circa fra le donne.. Si riscontrano carie, iperostosi, osteoporosi, anemie, artrosi, artriti e tumori. In campo chirurgico si hanno trapanazioni del cranio in vivo ripetute fino a tre volte o addirittura cinque, di cui quattro contemporanee, come nel caso di un cranio maschile della necropoli di Serra Maverru di Gonnesa..
Paragoni morfometrici condotti con il metodo dello "scarto sigmatico ridotto" da Franco Germanà (1984), hanno evidenziato le maggiori similitudini con gruppi umani Eneolitici (Monte Claro, Anghelu Ruju, Rinaldoniani, del Gaudo, campaniformi tedeschi, della civiltà di Seine-Oise-Marne e campioni portoghesi) e "liguri" dell'età del bronzo del Mediterraneo nord-occidentale (Poladiani del Midi francese e della Catalogna)Franco Germanà, Paleosardi di cultura Bonnànaro, in Rivista di Scienze Preistoriche, vol. XXXIX (2), 1984, pp. 179-221, 1984 p.206.
Uno studio di G. D'Amore, S. Di Marco, G. Floris, E. Pacciani, E. Sanna del 2010, che ha analizzato le variazioni morfometriche craniofacciali in Sardegna dal tardo Neolitico al presente, ha rilevato una minore differenziazione morfologica delle popolazioni della cultura di Bonnanaro con i campioni della penisola italiana del periodo, rispetto alle popolazioni sarde precedenti e successive.
Paleogenetica
Uno studio del 2022 di Manjusha Chintalapati (Università della California) et al., ha rilevato una moderata ascendenza steppica (seppur minoritaria rispetto all'ascendenza genetica ereditata dai cacciatori-raccoglitori occidentali e dai primi agricoltori europei) in alcuni invidui protosardi della prima età del bronzo, sepolti nelle necropoli della Sardegna nord-occidentale (tra cui Su Crucifissu Mannu) e centrale.
Di seguito le proporzioni delle componenti ancestrali di alcuni individui analizzati.
Campione Cacciatori-raccoglitori occidentali Primi agricoltori europei Pastori delle steppe occidentaliSUC00116,2%80%3,8%SUC00520,9%77,8%1,3%SUC00721,5%68,1%10,4%SUC00917,8%79,4%2,8%S125018,5%69,7%11,8%S125217,9%78,3%3,8%ISB00113,6%78,1%8,2%PJU00224,7%74%1,3% (1) - Dati tratti da Manjusha Chintalapati, Nick Patterson, Priya Moorjani (2022).Table J: qpAdm analysis of Neolithic Bronze Age groups per individual
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Bibliografia
Voci correlate Sardegna prenuragica Cultura del vaso campaniforme Cultura del vaso campaniforme in Sardegna Cultura Sub-Bonnannaro Civiltà nuragica
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