Qui, Quo e Qua (in inglese Huey, Dewey and Louie) sono tre personaggi dei fumetti e dei cartoni animati Disney ideati da Al Taliaferro e Ted Osborne e comparsi nei fumetti per la prima volta sulla tavola domenicale del 17 ottobre 1937 mentre esordiscono al cinema con il cortometraggio animato I nipoti di Paperino, distribuito il 15 aprile 1938. Sono apparsi come protagonisti o comprimari in migliaia di storie a fumetti realizzate in vari paesi del mondo.
Caratteristiche Nell'universo Disney sono tre gemelli identici nipoti di Paperino e figli di sua sorella Della Duck e del maritoNel suo ruolo di genitore dei tre nipoti di Paperino e di marito di Della appare innominato e con il viso coperto nell'albero genealogico di Don Rosa, secondo cui (ufficiosamente) è il fratello di Paperina (anche se quest'ultima non compare nell'albero). Nella lettera che Della scrive a Paperino, pregandolo di prendersi cura di Qui, Quo e Qua, si scopre che questi ultimi hanno mandato il misterioso padre all'ospedale con uno dei loro scherzi. di lei. Nonostante in quasi tutte le storie i tre fratelli siano rappresentati come identici tra di loro, alcuni autori introducono occasionalmente particolari caratteristiche che li differenziano l'uno dall'altro: per Pat Block, Qui è il più coraggioso del gruppo, Quo il più intelligente, mentre Qua è spesso rappresentato come il più impulsivo e immaturo dei tre.
Graficamente i tre personaggi sono identici fatto salvo il colore degli indumenti, sono una versione infantile di Paperino, con gli occhi e il becco più piccoli in proporzione al viso, e indossano sempre delle magliette e dei cappelli con visiera. Il colore che li distingue venne definito nella tricromia rosso-verde-blu sin dalla prima striscia a fumetti in cui comparvero, e se inizialmente avevano cappelli e maglietta dello stesso colore, a partire già dal 1938 iniziarono a indossare maglie nere; per molti decenni ci fu relativa libertà sulla corrispondenza tra nomi e colori, ma oggi è generalmente stabilita questa distinzione per i colori dei berretti: rosso per Qui, blu per Quo, verde per Qua. Tuttavia, nonostante questa regola, capita spesso che vi siano degli errori durante la fase di colorazione delle vignette, cosicché risulta ancora più facile confondere i tre fratelli tra loro. Nell'animazione, poi, il discorso è stato più complesso: nel cortometraggio d'esordio Qui è vestito di rosso, Quo di giallo o arancio, Qua di verde chiaro, e questa regola viene generalmente rispettata per alcuni anni, anche se ad esempio in Una partita a golf (1938) Quo è arancio e Qua giallo; a partire da Una giornata sbagliata (1944), però, quasi sempre verranno rappresentati vestiti tutti di rosso, dunque indistinguibili, e questo si vede anche nel mediometraggio animato Canto di Natale di Topolino (1983): è solo con la serie TV originale DuckTales - Avventure di paperi (1987) che si riprende a distinguerli, adottando i colori originali dei fumetti.
Nella serie TV reboot, DuckTales (2017), i tre paperotti possono essere riconosciuti, oltre che dai colori, anche dalla capigliatura, dai vestiti e dal carattere, che in questa serie viene ancora più differenziato:
Qui, amante della cultura e delle scoperte, è la mente del gruppo, il più responsabile e, a volte, il più pauroso. Porta un berretto rosso e una maglietta rossa, nella serie, sulla testa ha un ciuffo di piume rivolto verso il basso; Quo, amante dei gatti, delle avventure e del pericolo, è il più solare e impulsivo. Porta un berretto blu (o azzurro) e una maglietta blu (o azzurra) sopra una maglietta a maniche lunghe blu, nella serie, sulla testa ha un ciuffo di piume rivolto verso l'alto; Qua, amante del denaro e dei tesori, è il più cinico e pigro. Porta un berretto verde e una felpa verde con cappuccio, nella serie, sulla testa ha un ciuffo di piume rivolto in avanti.
Nella seconda stagione, inoltre, con il ritorno di Della Duck, questa rivela che i nomi che aveva scelto per loro non erano Qui, Quo e Qua ma, rispettivamente, Jet, Turbo e Ribelle (in lingua originale Jet, Turbo e Rebel).
Genesi ed evoluzione dei personaggi Al Taliaferro era l'inchiostratore di Floyd Gottfredson (l'autore delle strisce di Topolino) quando questi introdusse i personaggi di Tip e Tap nelle tavole domenicali di Topolino, e fu il primo a intuire le potenzialità comiche di Paperino, che in alcune gag fece da balia ai nipotini di Topolino subendo i loro scherzi; quando si stabilì la separazione in due linee narrative (quella di Paperino e quella di Topolino), dopo lunghe discussioni con Gottfredson, Taliaferro riuscì a introdurre anche nella vita di Paperino tre nipoti gemelli simili ai nipoti di Topolino, prendendo spunto anche dai tre nipotini discoli di Fortunello., personaggio non Disney. La loro gestione, almeno all'inizio e soprattutto per le storie distribuite sui quotidiani, non era semplice: disegnare insieme tre personaggi non solo costava lavoro in più, ma praticamente occupava per intero la scena; vennero comunque inseriti sia singolarmente che in due nelle storie di Paperino, evitando di doverli caratterizzare con personalità diverse, e la loro presenza era sempre associata a qualche disastro, trattandosi di "disturbatori" della quiete del protagonista Paperino.. Si ritiene che i nomi originali (Huey, Dewey e Louie, abbreviazioni di Hubert, Deuteronomy e Louis) siano stati presumibilmente ideati dal gagman Dana Coty, che lavorava per il reparto animazione, anche se questi nomi furono introdotti già nella tavola domenicale del loro esordio, scritti nella lettera della madre.
Qui, Quo e Qua fecero il loro esordio assoluto nella tavola domenicale delle Silly Symphonies featuring Donald Duck del 17 ottobre 1937. In tale tavola essi vengono presentati come i figli della "cugina Della" e quindi non come nipoti stretti di Paperino che è loro "procugino" ("first cousin once removed") o "zio cugino" ("cousin-uncle"). Comunque, istruiti evidentemente dalla madre (che non a caso nella lettera li definisce già "nipoti" di Paperino), i tre gemelli lo chiameranno "zio Paperino" ("unca Donald") fin dall'inizio. Nella lettera con cui Della annuncia il loro arrivo a Paperino, viene spiegato che i tre paperi hanno fatto esplodere un grosso petardo sotto la poltrona del padre, che per questo è finito all'ospedale; Della Duck invia i tre piccoli monelli a casa di Paperino affinché li possa ospitare fino a che il padre non termini le cure. I nipotini discoli compaiono nelle tavole domenicali per sei settimane consecutive, combinando per lo più scherzi e monellerie ai danni dello zio; nella tavola domenicale del 21 novembre 1937, Della invia un telegramma in cui chiede che i figli tornino a casa e Paperino se ne libera volentieri, ma già a partire dalla striscia quotidiana del 23 febbraio 1938 i nipotini riappaiono saltuariamente con Paperino senza alcuna spiegazione. Si può supporre comunque che per il momento i tre discoli facessero solo visite saltuarie allo zio, e fu solo nella striscia quotidiana del 23 maggio 1938 che avvenne la loro definitiva "adozione": Paperino, già gravato dall'onere di dover ospitare e sopportare l'ingordo cugino Ciccio, riceve una telefonata da Della, che gli chiede di ospitare i tre discoli a casa sua "solo per qualche giorno", dato che ella dovrà assentarsi per un po'; prima che la telefonata sia terminata, i tre monelli fanno già irruzione in bicicletta nella casa dello zio; da allora Qui, Quo, e Qua si trasferiscono definitivamente assieme allo zio a Paperopoli e non si avranno più notizie della madre.
Nel frattempo il trio fa il suo esordio animato nel cortometraggio I nipoti di Paperino, uscito nei cinema statunitensi il 15 aprile 1938.. Diretto da Jack King e con il futuro grande fumettista dei paperi Barks come gagman, il corto d'esordio è una vera esplosione di gag sin dalle prime sequenze, con i tre nipotini che entrano sfondando la porta a bordo di tre tricicli e giocando con mazze da polo e relativa palla, con una conseguente e inevitabile devastazione del mobilio. Nel loro esordio animato, la madre di Qui, Quo, Qua viene ribattezzata Dumbella (che in inglese sta grossomodo per "scioccherella", dato che "dumb" significa "sciocco") e viene presentata come la sorella di Paperino, rendendolo così loro zio nell'accezione più stretta del termine; da quel momento in poi, per una sorta di "retcon", Della divenne la sorella di Paperino anche nei fumetti. Dumbella viene citata solo nel loro esordio animato, mentre nel cortometraggio del 1942 The new spirit viene affermato testualmente che Paperino è "scapolo, ma ospita in casa sua tre nipoti adottati sotto i sedici anni di età, verso i quali ha l'obbligo legale e morale di mantenimento", rendendo esplicita l'adozione per mano di Paperino, che è ora il loro tutore legale in seguito alla probabile scomparsa dei genitori.
Per molti anni, sia nelle strisce di Taliaferro che nelle storie lunghe, i tre gemelli presentano un carattere scalmanato, si divertono continuamente a fare terribili scherzi allo zio e hanno uno scarsissimo rendimento scolastico; anche Carl Barks, il cosiddetto "uomo dei paperi" (perché fu lui a costruire l'universo di Paperopoli a cominciare dal ricco zio Paperone) decise di caratterizzarli come i soliti discoli almeno per quanto riguarda le brevi da dieci pagine di Paperino da lui sceneggiate e disegnate per il mensile Walt Disney's Comics and Stories a partire dal 1943; in tali storie brevi, soprattutto negli anni quaranta, i tre sono abbastanza ribelli e dispettosi e si divertono a fare brutti scherzi allo zio Paperino, il quale dal canto suo reagisce inseguendoli con un minaccioso ramoscello (la verga) con il quale intende fustigarli (nelle storie italiane, al posto della verga, verrà in genere usato un battipanni); in due occasioni Paperino cerca di mantenere la pazienza assecondandoli e lasciando impunite le loro marachelle, in un caso su imposizione di Paperina (Paperino e i buoni propositi) e in un altro caso su imposizione di un insigne pedagogo (Paperino e la pedagogia), ma senza sortire l'effetto sperato, costringendolo così a tornare alle punizioni corporali. A partire dalla metà degli anni cinquanta Barks fu costretto ad abbassare di tono i violenti conflitti domestici tra Paperino e i nipotini su imposizione della casa editrice che aveva ricevuto delle lettere di protesta da parte di genitori contrariati (in particolare una madre si lamentò perché nel finale di una storia Paperino avrebbe urlato "Shut up", cioè "zitti", ai nipotini).