Apollo 12 fu la sesta missione con equipaggio nell'ambito del programma Apollo della NASA e la seconda ad atterrare sulla Luna, dopo l'Apollo 11. Decollò dal John F. Kennedy Space Center il 14 novembre 1969 alle 16:22 UTC. Durante la missione, il comandante Charles "Pete" Conrad e il pilota del modulo lunare Alan Bean rimasero poco più di un giorno e sette ore sulla superficie lunare mentre il pilota del modulo di comando Richard Gordon, si trovava in orbita selenocentrica a bordo del modulo di comando e servizio.

Se la precedente missione, l'Apollo 11, avesse fallito il tentativo di allunaggio, all'Apollo 12 sarebbe toccato il compito di riprovarci per rispettare l'obiettivo espresso dal presidente Kennedy di far arrivare l'uomo sulla Luna entro gli anni 1960; tuttavia il successo riportato dalla missione comandata da Neil Armstrong permise di posticipare il lancio di Conrad e il suo equipaggio di due mesi e di applicare all'intero programma Apollo un calendario meno frenetico. Il maggior tempo a disposizione fu in parte impiegato per fornire agli astronauti maggiori competenze geologiche rispetto ai loro predecessori: Conrad e Bean ebbero così modo di compiere diverse escursioni geologiche in preparazione della loro missione. Sia la navicella spaziale Apollo, sia il vettore Saturn V impiegati nella missione erano quasi identici a quelli utilizzati dall'Apollo 11. Fu aggiunta una sorta di amaca nel modulo lunare per consentire a Conrad e Bean di riposare più comodamente durante la loro permanenza sulla Luna.

L'Apollo 12 fu lanciato in una giornata piovosa e venne colpito due volte da un fulmine durante la fase ascensionale, che causò un'interruzione nell'alimentazione elettrica principale della capsula. Il passaggio all'alimentazione ausiliaria permise di proseguire il volo, ma il centro di controllo valutò seriamente se procedere ad una interruzione di emergenza. Giunta in orbita senza danni seri, la missione proseguì senza ulteriori problemi di rilievo. Il 19 novembre, Conrad e Bean allunarono con precisione a pochi passi dalla sonda robotica Surveyor 3, atterrata in quel punto il 20 aprile 1967, dimostrando la padronanza acquisita della NASA nella manovra. Sulla superficie, Conrad e Bean installarono l'Apollo Lunar Surface Experiments Package (ALSEP), un gruppo di strumenti scientifici ad alimentazione nucleare, e una telecamera a colori, la cui funzionalità tuttavia venne meno quando Bean la puntò accidentalmente verso il Sole, danneggiando così irrimediabilmente il suo sensore. Durante la loro seconda attività extraveicolare, raggiunsero il Surveyor 3 e ne rimossero alcune parti che riportarono sulla Terra.

Terminato il periodo di permanenza previsto sulla superficie, il 20 novembre decollarono a bordo del modulo lunare Intrepid e si ricongiunsero con Gordon a bordo del modulo di comando, che utilizzarono successivamente per fare ritorno sulla Terra. La missione Apollo 12 si concluse con successo il 24 novembre con un ammaraggio nell'oceano Pacifico.

Contesto

Nel 1961, il presidente degli Stati Uniti John Kennedy annunciò che la sua nazione avrebbe mandato degli astronauti sulla Luna entro la fine del decennio, facendoli ritornare sulla Terra in sicurezza. La NASA lavorò intensamente per raggiungere questo obiettivo attraverso diverse tappe, prima con i voli dei programmi preliminari Mercury e Gemini e poi con il programma Apollo.. Il fine ultimo era dimostrare la superiorità degli Stati Uniti sull'Unione Sovietica nella cosiddetta "corsa allo spazio", una questione politica nel contesto più ampio della guerra fredda..

L'obiettivo venne raggiunto con la missione Apollo 11, allunata il 20 luglio 1969; gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin raggiunsero ed esplorarono la superficie lunare mentre il collega Michael Collins rimase in orbita attorno alla Luna nel modulo di comando e servizio Columbia. La missione fece ritorno sulla Terra il 24 luglio successivo. Toccò dunque all'equipaggio dell'Apollo 12 replicare il successo.

Equipaggio

Come comandante della missione Apollo 12 venne nominato Charles "Pete" Conrad, all'epoca trentanovenne. Conrad aveva conseguito una laurea in ingegneria aeronautica presso l'Università di Princeton nel 1953 e successivamente aveva servito come aviatore per la marina statunitense. Dopo essersi diplomato come pilota collaudatore alla United States Naval Test Pilot School presso la base aeronavale di Patuxent River, venne selezionato nel 1962 dalla NASA nel secondo gruppo di astronauti. Il suo primo volo nello spazio fu durante la missione Gemini 5 nel 1965 a cui seguì il comando della Gemini 11 l'anno successivo...

Il ruolo di pilota del modulo di comando venne assegnato a Richard Gordon, che al momento della missione aveva 40 anni. Gordon, anch'egli pilota della marina dal 1953, aveva conseguito una laurea in chimica presso l'Università di Washington e completato la scuola per piloti collaudatori presso la base di Patuxent River. Selezionato come parte del gruppo 3 di astronauti nel 1963, aveva volato con Conrad nella missione Gemini 11.

Quando venne formato l'equipaggio di Apollo 12, Conrad avrebbe voluto al suo fianco Alan Bean, un suo ex studente alla scuola di piloti collaudatori. Tuttavia, il direttore delle operazioni degli equipaggi di volo Donald Slayton, gli comunicò che Bean non era disponibile per via di un incarico nell'Apollo Applications Program e che quindi il ruolo di pilota del modulo lunare sarebbe stato affidato a Clifton Williams. Quando quest'ultimo rimase ucciso nell'ottobre del 1967 nello schianto del suo Northrop T-38 Talon nei pressi di Tallahassee, Conrad richiese nuovamente che gli venisse assegnato Bean, e questa volta Slayton acconsentì. Alan Bean, che aveva 37 anni, si era laureato in ingegneria aeronautica all'Università del Texas nel 1955. Anche lui pilota della marina, era stato selezionato come astronauta insieme a Gordon nel 1963; la missione Apollo 12 fu la sua prima esperienza nello spazio..

I tre astronauti avevano precedentemente ricoperto il ruolo di equipaggio di riserva per la missione Apollo 9 nel 1969..

Equipaggio di riserva e di supporto

L'equipaggio di riserva dell'Apollo 12 era formato da David Scott come comandante, Alfred Worden come pilota del modulo di comando e James Irwin come pilota del modulo lunare. Successivamente, tutti e tre furono assegnati all'equipaggio principale della missione Apollo 15..

Durante i programmi Mercury e Gemini, venivano nominati un equipaggio principale e uno di riserva per ogni missione. Con il programma Apollo, su suggerimento del comandante dell'Apollo 9, James McDivitt, fu introdotta una terza squadra di astronauti, denominata equipaggio di supporto. Questa squadra era incaricata di redigere il piano di volo, le liste di controllo e le procedure operative della missione. Inoltre, aveva la responsabilità di tenere informati gli equipaggi principale e di riserva riguardo a eventuali modifiche. L'equipaggio di supporto era anche responsabile dello sviluppo delle procedure nei simulatori, in particolare quelle relative alle emergenze, in modo che gli altri due equipaggi potessero addestrarsi efficacemente e acquisire padronanza nei simulatori.. Per l'Apollo 12, l'equipaggio di supporto era composto da Gerald Carr, Edward Gibson e Paul Joseph Weitz..

Centro di controllo missione

Per quanto riguarda il personale del centro di controllo, durante la missione i direttori di volo furono Gerry Griffin per il primo turno, Pete Frank per il secondo, Clifford Charlesworth per il terzo e Milton Windler per il quarto.. Durante le missioni del programma Apollo, i compiti dei direttori di volo potevano essere riassunti in una frase: «Il direttore di volo può intraprendere qualsiasi azione necessaria per la sicurezza dell'equipaggio e il successo della missione». I capsule communicator (CAPCOM), ovvero gli astronauti a terra incaricati di mantenere il contatto radio con l'equipaggio, furono Scott, Worden, Irwin, Carr, Gibson, Weitz e Don Lind..

Codici di chiamata e emblema

Come da tradizione della NASA, anche per l'Apollo 12, oltre alle denominazioni ufficiali, gli astronauti poterono scegliere dei codici identificativi per le varie componenti del veicolo spaziale. Nel caso dell'Apollo 12, fu indetto un concorso tra i dipendenti dei principali appaltatori della NASA, cui parteciparono in migliaia. Il modulo di comando e servizio fu nominato Yankee Clipper, come suggerito da George Glacken, ingegnere della North American Aviation, con riferimento ai clipper - una classe di velieri utilizzati sul finire del XIX secolo che «solcavano maestosamente i mari aperti con orgoglio e prestigio per una nuova America». Il modulo lunare fu designato Intrepid, come proposto da Robert Lambert, progettista di Grumman, in quanto evocativo della «determinazione risoluta di questa nazione [gli Stati Uniti] in una continuativa esplorazione dello spazio» e «della forza d'animo e della resistenza alle difficoltà degli astronauti statunitensi»..

Nell'emblema della missione è raffigurato un veliero (un clipper, più specificamente) dalla chiglia dorata, che giunge sulla Luna lasciando dietro di sé una scia di fuoco, con la bandiera statunitense che sventola sull'albero di maestra. Ciò vuol anche evidenziare inoltre che i tre astronauti erano membri della Marina degli Stati Uniti, col grado di comandante. Il nome della missione, "APOLLO XII", e i cognomi dei membri dell'equipaggio sono inseriti in una cornice dorata con un sottile bordo blu, che richiama i colori della Marina statunitense. Quattro stelle compaiono nell'emblema: una per ciascun membro dell'equipaggio e una in onore di Clifton Williams, originariamente assegnato come pilota del Modulo Lunare, ma deceduto in un incidente aereo nel 1967. La quarta stella fu aggiunta su suggerimento del suo sostituto, Bean..

L'emblema fu ideato dall'equipaggio con l'assistenza di alcuni dipendenti dei fornitori della NASA. L'area di allunaggio dell'Apollo 12 è presente nella porzione della superficie lunare visibile nell'emblema, il cui disegno fu basato sulla fotografia di un globo lunare scattata dagli ingegneri. Il disegno della nave, invece, fu basato su fotografie raccolte da Bean..

Preparazione Scelta del sito di allunaggio

Nella selezione del sito di allunaggio per l'Apollo 12 furono inizialmente adottati gli stessi requisiti stabiliti per l'Apollo 11, poiché, se questa avesse fallito il tentativo di allunaggio, l'altra avrebbe dovuto mettere in pratica il secondo tentativo. Per questo motivo, entrambi gli equipaggi si addestrarono per gli stessi siti, selezionati affinché la sicurezza della manovra di atterraggio risultasse prevalente rispetto all'interesse scientifico. Tra le stringenti richieste vi erano che il sito di allunaggio fosse collocato in prossimità dell'equatore lunare e lontano dal bordo della faccia visibile della Luna dalla Terra; che il suolo fosse relativamente liscio e che fosse privo di ostacoli significativi il percorso che il modulo lunare (LM) avrebbe sorvolato per raggiungerlo; inoltre, le fotografie ottenute con le sonde Lunar Orbiter avrebbero dovuto confermarne l'idoneità. Era inoltre auspicabile la presenza di un sito alternativo più a ovest, nel caso in cui si fossero accumulati ritardi al lancio della missione e il Sole avesse raggiunto un'elevazione eccessiva rispetto alle condizioni di illuminazione desiderate per la missione..