Considerato tra i volti più noti della televisione italiana, è ritenuto un vero innovatore in tale contesto come iniziatore del genere del talk show. Celebre è il Maurizio Costanzo Show, sua trasmissione prediletta e indicata da molti come la più longeva della televisione italiana, che contribuì a lanciare personaggi dello spettacolo quali Paolo Villaggio, Carlo Verdone, Christian De Sica, Dario Vergassola, Enrico Mentana, Fiorello, Giobbe Covatta, Giorgia, Emilio Fede, Luciana Littizzetto, Mara Venier, Massimo Lopez, Fabrizio Corona, Michele Santoro, Paolo Bonolis, Loredana Bertè, Renzo Arbore, Claudio Bisio, Carmelo Bene, Ricky Memphis, Belén Rodríguez, Rita dalla Chiesa, Alfonso Signorini, Vladimir Luxuria, Enrico Papi, Vittorio Sgarbi, Giampiero Mughini, Gene Gnocchi, Enzo Iacchetti, Andrea Pucci, Mauro Coruzzi, Valerio Mastandrea, Maria De Filippi, Massimo Boldi, Gerry Scotti, Michelle Hunziker, Enrico Brignano e Luciano De Crescenzo.

Biografia Nato da famiglia originaria di Ortona, figlio unico di Ugo Costanzo e Jole De Toni, dopo il diploma di liceo classico nel 1956 iniziò giovanissimo la sua carriera di giornalista e, solo pochi anni più tardi, di autore radiofonico e televisivo. Gli esordi Cresciuto con il sogno di diventare giornalista, intraprende la sua carriera nel 1956, a soli diciotto anni, come cronista nel quotidiano romano Paese Sera. Nel 1957 entra a far parte della redazione del Corriere Mercantile di Genova. A 22 anni comincia a collaborare con TV Sorrisi e CanzoniMassimo Emanuelli, 50 anni di storia della televisione attraverso la stampa settimanale, Milano, Greco & Greco, 2004. ISBN 88-7980-346-8., intervista fra l'altro TotòMaurizio Costanzo, Totò migliora e pensa a un festival di «canzoni in salotto», in TV Sorrisi & Canzoni, n. 33, 16 agosto 1959. pochi anni più tardi, nel 1960, diventa caporedattore della redazione romana del settimanale Grazia. Nel 1963 esordisce come autore radiofonico per uno spettacolo affidatogli da Luciano Rispoli - allora caposervizio del varietà a Radio Rai - dal titolo Canzoni e nuvole, condotto da Nunzio Filogamo. Nel 1966 è coautore del testo della canzone Se telefonando, scritto insieme con Ghigo De Chiara, con musica di Ennio Morricone e portata al successo da Mina.

Costanzo è anche co-ideatore del personaggio Giandomenico Fracchia, creato e impersonato da Paolo Villaggio, che lui stesso scopre nel 1967 e incoraggia a esordire in un cabaret di Roma. Nel 1969 scrive il copione dell'originale televisivo Sposarsi non è facile per la rubrica Rai Vivere insieme di Ugo Sciascia. Nel 1970 conduce la trasmissione radiofonica di successo Buon pomeriggio, con Dina Luce.

Gli anni settanta e ottanta: da Bontà loro al Maurizio Costanzo Show A partire dalla metà degli anni settanta è ideatore e conduttore di numerosi spettacoli televisivi improntati a un genere allora agli albori, quello del talk show: Bontà loro (1976-1978), considerato a buon diritto il secondo esempio di talk show nella storia della televisione italiana dopo L'Ospite delle 2 di Luciano Rispoli del 1975, Acquario (1978-1979), Grand'Italia (1979-1980) e Fascination (1984). Queste esperienze lo portano a realizzare il suo spettacolo televisivo più famoso, celebrato e longevo, il Maurizio Costanzo Show, in onda dal 1982 - sia pure con alcune interruzioni - talk show registrato al Teatro Parioli di Roma, di cui Costanzo è diventato anche direttore artistico dal 1988 al 2011.

Il successo di tali programmi è dato anche dalla particolare tecnica d'intervista di Costanzo, che «è un pontefice dell'interruzione. Riesce cioè a far dire, a far seguitare la conversazione e il ragionare, inframmezzandosi al discorso altrui e nello stesso tempo rendendolo possibile. [...] Costanzo è maestro di allusioni, che accenna e lascia sospese, quasi fossero da concludere da parte dell'interlocutore o dell'uditorio»Gian Paolo Caprettini, Del Maurizio Costanzo Show, Torino, Aleph, 1992, p. 51..

Negli anni, dal Maurizio Costanzo Show - che nel frattempo diventa il "salotto mediatico" più importante e influente della televisione italiana - muovono i loro primi passi nella celebrità televisiva - e non solo - personaggi come Vittorio Sgarbi, attori come Nik Novecento, Valerio Mastandrea e Ricky Memphis, autori satirici e comici come Daniele Luttazzi e Alessandro Bergonzoni, cabarettisti come Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Dario Vergassola, Stefano Nosei e Gioele Dix. Alcune puntate del Maurizio Costanzo Show erano intitolate "Uno contro tutti" e veniva invitato un solo ospite, solitamente un politico o uomo di spettacolo, che doveva rispondere alle domande del pubblico, a volte anche provocatorie. Costanzo è stato autore di diverse opere teatrali, fra le quali la pièce Cielo, mio marito! (scritta a quattro mani con Marcello Marchesi) che, diretta da Aldo Trionfo, viene interpretata e portata al successo da Gino Bramieri e Ombretta Colli. La sua prima commedia, Il marito adottivo, va in scena nel 1969 per la regia di Lucio Ardenzi. Dal 1970 al 1977 vengono rappresentate anche: Con assoluta gratitudine, con la coppia Francesco Mulè e Sandra Mondaini, Un amore impossibile, con l'inossidabile coppia Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice, Un coperto in più, recitata dai fratelli Aldo e Carlo Giuffré per la prima volta insieme, e infine Vecchi, vuoti a rendere, con Cecilia Sacchi e Arnoldo Foà, che ne curerà anche la regia nel 1972. Quest'ultima opera sarà poi interpretata da Paolo Ferrari e Valeria Valeri, prima diretti da Massimo Cinque e poi, nel 1992, con il titolo Vuoti a rendere, dal regista Gianni Fenzi.

Collaboratore a un primo progetto scritto del film Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini, Costanzo partecipa alla sceneggiatura di molti altri film, quattro dei quali diretti da Pupi Avati: Bordella (1976), La casa dalle finestre che ridono (1976) - divenuto con il tempo un vero e proprio cult del genere horror - Tutti defunti... tranne i morti (1977) e Zeder (1983). Nel 1977 contribuisce alla stesura della sceneggiatura del film di Ettore Scola Una giornata particolare, interpretato dalla coppia Sophia Loren-Marcello Mastroianni. Nel 1978 dirige anche un film, l'ironico Melodrammore, parodia dei melodrammi matarazziani interpretato dall'attore-simbolo del genere, Amedeo Nazzari, alla sua ultima apparizione cinematografica.

Nel 1977 intuisce il grande talento dell'allora semi-sconosciuto Luciano De Crescenzo e ne promuove la sua opera prima Così parlò Bellavista, invitandolo nel suo programma Bontà loro. De Crescenzo può quindi scegliere di dedicarsi solo alla carriera di autore, abbandonando definitivamente la precedente professione di ingegnere all'IBM.

Nel 1978 comincia la sua collaborazione con la Rizzoli editore assumendo la direzione de La Domenica del Corriere. L'anno seguente viene incaricato di dirigere il nuovo quotidiano popolare L'Occhio, che esce nell'autunno del 1979. Sul network televisivo Primarete Indipendente, appartenente al medesimo editore Rizzoli, nel 1980, viene incaricato di dirigere quello che è il primo esempio di telegiornale nazionale privato della TV italiana, Contatto. Finché nel 1981 lo scandalo della Loggia P2 non travolge tutto. Il nome di Costanzo compare nelle famose liste che vengono trovate nell'abitazione di Licio Gelli. Il 31 marzo, prima ancora che la lista venga resa pubblica (ciò avverrà il 21 maggio), Costanzo si dimette dalla direzione de L'Occhio. Il quotidiano peraltro non era mai stato in attivo ed era in crisi di vendite. A fine anno L'Occhio verrà chiuso. È un duro colpo per l'immagine di Costanzo, che decide di lasciare gli schermi televisivi per un anno Pag. 171.. Fu l’imprenditore sardo Nicola Grauso a offrirgli la possibilità di ricominciare: in quel periodo comincia a lavorare per Videolina, una piccola emittente sarda, dove conduce alcuni programmi di approfondimento. Il 14 settembre 1982 la sua carriera conosce un nuovo inizio: parte il Maurizio Costanzo Show e più tardi lavora anche per Canale 21.

Intorno alla metà degli anni ottanta decide di fondare la propria società di produzione, Fortuna Audiovisivi. Insieme con Alberto Silvestri (suo grande amico e coautore di alcuni dei suoi programmi più importanti, nonché padre del noto cantautore Daniele Silvestri), nel 1984, comincia a scrivere e a interpretare personalmente i 52 episodi di quella che si può considerare la prima situation comedy all'italiana, Orazio, nella quale recita insieme con l'allora compagna di vita, Simona Izzo (che venne poi sostituita nella seconda stagione da Emanuela Giordano, quando la loro convivenza entrò in crisi, anche se poi la Izzo riprese il ruolo nella terza ed ultima stagione), Angiolina Quinterno ed Alessia Fabiani, allora bambina; le musiche sono composte da Paolo Pietrangeli (che è pure il regista di gran parte delle sue trasmissioni televisive) e Luigi Ceccarelli. Gli episodi vengono trasmessi settimanalmente su Canale 5 all'interno del contenitore domenicale Buona Domenica, di cui Costanzo è uno dei conduttori. L'esperienza di attore verrà ripetuta nel 1989 con un'altra situation comedy, Ovidio, durata però una sola stagione, e trasmessa sempre alla domenica pomeriggio su Canale 5, qui affiancato da Ingrid Schoeller, Sabina Guzzanti, Monica Scattini, Claudia Pittelli, Alex Partexano e nuovamente Angiolina Quinterno.

Sempre in questi anni collabora con il settimanale Gente in veste di critico cinematografico.

Nel 1988 la casa editrice italiana di giochi da tavolo Clementoni pubblica Insieme, un gioco a quiz per il quale Maurizio Costanzo scrive le domande della categoria Spettacolo.

La poliedricità di Costanzo si manifesta anche in alcune sue trasmissioni televisive a carattere maggiormente "nazional-popolare" come il programma domenicale Buona Domenica, che inizialmente conduce alternandosi con Corrado (dal 13 gennaio 1985) e poi da solo, come conduttore principale, fino al 31 maggio 1987. Vi fa ritorno il 6 ottobre 1996 e vi ci rimane fino al 14 maggio 2006 come autore-presentatore, alternando alla conduzione le partecipazioni di Fiorello, Paola Barale, Claudio Lippi, Luca Laurenti, Enrico Papi, Laura Freddi e Massimo Lopez.

A partire dalle ultime edizioni da lui presiedute però, diventano ospiti fissi soubrette e personaggi dalle dubbie doti artistiche, protagonisti di reality-show e della cronaca rosa: tali presenze saranno confermate e tale filosofia verrà estremizzata, con il passaggio della conduzione del programma a Paola Perego, nel 2006. Dal 1988 comincia ad andare in onda il suo programma Taccuino di Maurizio Costanzo, sull'emittente radiofonica romana Radio Dimensione Suono, che interromperà solo sul finire degli anni novanta.

Gli anni novanta e duemila

Nel 1991 conduce ancora dagli studi cagliaritani dell'emittente televisiva sarda Videolina, un talk show dal titolo Dopo cena, per diverse puntate.

Nel marzo 1992 esordisce su Canale 5 un nuovo programma di Costanzo, intitolato Guerra o pace, la cui sigla, Il mio nome è donna, è cantata da Lidia Martorana.

Nel 1995 viene nominato direttore artistico del Festival Città Spettacolo di Benevento, carica a cui rinuncia nel 1999.

Nel 1997 diviene direttore artistico del Teatro Ciak di Milano, che dirige fino alla stagione 1999. Nel novembre del medesimo anno diventa direttore di Canale 5, la rete ammiraglia di Mediaset, carica che ricopre fino al 3 novembre 1999.

Nel 1999 viene nominato presidente di Mediatrade, la società del gruppo Mediaset preposta a occuparsi di tutto ciò che riguarda la fiction televisiva.