Costabissara (pron.: Costabissàra; Còsta in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vicenza, situato nella parte centrale della provincia stessa ed appartenente alla regione Veneto. Esso fa parte dell'hinterland, l'insieme dei comuni detti della cintura della città di capoluogo.

Geografia fisica Territorio Posto ad un'altitudine di 51 metri sul livello del mare, è situato ai piedi delle colline bissaresi, parti terminali delle Prealpi e facente parte dei Lessini Meridionali Vicentini che comprendono il più noto Monte delle Pignare, sede della celebre chiesa longobarda di San Giorgio e del cimitero. Il colle, precedentemente noto come Monte della Chiesa, è formato da rocce calcaree e presenta sulla sommità una dolina che gli dà l'aspetto di un vulcano. Sulle colline adiacenti ha sede la famosa località di Madonna delle Grazie.

Il 70% del territorio appartiene alla Pianura Veneta, il 7% ad un fondovalle pedecollinare e il restante 23% è collina. Il paese è bagnato dal torrente Orolo, quasi sempre in secca, e da diverse rogge e fossi, anche per scopo idrico. La più famosa tra questi è la Roggia Bagnara o Roggia Rosa (in veneto: Rosa) che, con una serie di curve, attraversa l'intero paese. Il territorio di Costabissara è formato da una parte urbana, collocata al centro del territorio comunale. Il resto del paese è composto da campi. Non mancano tuttavia i quartieri più staccati dal centro, come le località Ca' Carraro, San Valentino, Fornaci, San Zeno, Pilastro, sulle colline, Pignare e Madonna delle Grazie e a Motta Fabrega, Botteghino, Villaraspa, Cadanotte e Motta bassa.

Costabissara confina: a nord-est con Caldogno a sud-est con Vicenza a sud con Monteviale a ovest con Sovizzo a nord-ovest con Isola Vicentina.

Origini del nome Originariamente, sembra addirittura prima dell'anno 1000, era denominata Costa Fabrica o Costa Favrega..Nella letteratura si trovano entrambe le diciture anche nelle versioni fuse di Costafabrica o Costafabrega, anche se le fonti più autorevoli su tali argomenti (come il Dalla-Cà) usano tenerli separati. Tali nomi, che etimologicamente significano costruzione sulla costa (cioè il declivio roccioso),. ricordano l'esistenza di numerose cave di pietra, calcare e marmo usate per ricavare il materiale con cui è stato costruito, nell'antichità, l'acquedotto romano di Vicenza.Dal sito del comune. Questi nomi sono rimasti fino all'inizio del Trecento, quando il possedimento da parte dei Conti Bissari si era ormai consolidato, ed è stata rinominata nell'odierna Costabissara.

Storia Primi ritrovamenti Non è stato rinvenuto nessun reperto che possa testimoniare la presenza dell'uomo a Costabissara prima dell'età del bronzo. Nella dolina presente sul monte delle Pignare, nel 1970, è stata scoperta una grande quantità di ceramica datata all'Età del Bronzo (di cui la più antica circa del 1500 a.C.) facendo pensare che il primo insediamento umano nel territorio fosse costituito da una tribù di una trentina di individui. L'esame dei reperti porta a pensare ad un'economia primitiva in grado però di integrare l'allevamento con l'agricoltura in suoli e ambienti eterogenei. Per quanto riguarda le abitazioni, poche informazioni sono state rinvenute, però pare ragionevole pensare a capanne parzialmente interrate con un basamento in pietra..

Successivamente si è assistito ad uno spopolamento della zona che andrà incontro a una rioccupazione nei secoli X e IX a.C. portando alla creazione di due piccoli abitati: uno nella valletta del Tumulo a nord-est rispetto al colle delle Pignare e uno in pianura nella località di San Valentino, più a sud. In queste zone e in siti vicini si è potuto osservare un'evoluzione delle tecniche di allevamento e agricoltura: arature, costruzione di terrazze nei pendii e rotazione nell'uso del suolo. È stato inoltre rinvenuto alle Pignare, un forno di forma troncoconica scavato nell'argilla, con residui di fusione e segni di fuoco nelle pareti..

Intorno all'VIII secolo a.C. si assiste ad un nuovo spopolamento a favore di alcuni centri in pianura lasciando presenze sporadiche. È il periodo, infatti, della nascita dei grandi centri di Este e Padova e dell'inizio dello sviluppo di Vicenza avvantaggiata dalla vicinanza ai fiumi. A Costabissara di questo periodo non si sono ancora ritrovati reperti a testimonianza dell'esodo avvenuto. Dopo la formazione dei grossi centri, comincia l'occupazione dell'intero territorio con molti piccoli insediamenti nelle zone collinari più fertili e rioccupando i precedenti siti abitativi..

Romanizzazione Nei secoli II e I a.C. ha inizio la romanizzazione che sfocia nell'assegnazione di terre ai veterani romani (in alcuni casi si parla anche di esproprio). Sono state datate ai primi due secoli d.C molte abitazioni romane sparse nelle varie aree fertili e suddivisioni del territorio legate alla centuriazione. La presenza romana è più evidente a Motta dove era presente l'acquedotto di Vicenza.. I ritrovamenti Romani hanno confermato la presenza di insediamenti stabili e l'importanza di un territorio che ospitava parte dell'acquedotto (passante per Villaraspa) che forniva Vicenza. Erano presenti diverse cave di pietra, marmo e calcare.

Villa rustica romana Un importante reperto per la ricostruzione storica di Costabissara fu scoperto nel 1970 all'incrocio fra via Mascagni e via Carducci () e consiste in una villa rustica romana che aveva funzione di fattoria per la coltivazione, l'allevamento e per la produzione industriale di tessuti, ceramica, attrezzi e carri. La villa sembra essere stata abitata dal I secolo al VI secolo, cioè durante il periodo imperiale di Roma. Fra i reperti ritrovati durante gli scavi della villa venne rinvenuta la discussa statuetta del dio egiziano Anubi. Fra gli altri oggetti rinvenuti: un peso da telaio, una lucerna, una fibula in bronzo, vasellame e 25 monete di cui una del periodo tardo repubblicano, mentre la maggior parte coniata nel IV secolo. Ora gran parte dell'area è diventata un parco-giochi in cui sono state preservate le mura interrandole e segnalandone la presenza con un rocco di colonna e una stele di trachite.

Alto medioevo Nel 568 i Longobardi, capitanati da Alboino, entrano a Vicenza, seguendo la via Postumia, conquistando la città. Questa è la premessa di numerosi mutamenti avvenuti nei costumi e nei luoghi di Vicenza e della periferia. La successiva conversione al cattolicesimo dei Longobardi, portò alla costruzione della famosa chiesa protocristiana di San Zeno, sotto il regno di Teodolinda, alla Pieve di San Giorgio sul colle e della chiesetta di Santa Maria in Favrega..

Dopo l'arrivo di Carlo Magno nel 774 e della sua caduta, inizia il periodo del feudalesimo e con esso l'aumento del potere delle famiglie locali e delle autorità religiose, in particolare i vescovi feudatari.. In questo periodo viene dato il diritto di costruire fortificazioni per proteggersi dalle ripetute invasioni ungare dando così vita ai tre castelli di Costabissara: il castello di Donna Berta, il castello di Pizamerlo (di cui non è rimasto più nulla) e il castello Bissari Sforza Colleoni.

Comune e vicariato Il Comune di Costabissara si reggeva sulle leggi dello statuto che regolava la Città di Vicenza, con la possibilità per gli amministratori del luogo di aggiungere o modificare tali leggi senza mai contravvenire a quelle del capoluogo stesso.. I Vescovi di Vicenza avevano poi la possibilità di investire famiglie nobili del Feudo di Costa Fabrica, che godeva poi di privilegi e diritti speciali riconosciuti dalla Repubblica di Venezia che di fatto rendevano Costa Fabrica in grado di costituire un Vicariato a sé, soggetto direttamente alla città di Vicenza.

I vicari nominati, detti anche podestà, esercitarono fino al 1406 un grande potere sulla terra di loro giurisdizione, avendo la facoltà di reggere il Comune senza il concorso di altri rappresentanti pubblici e usufruendo da soli della maggior parte dei benefici che discendevano dalle rendite annue del Comune stesso..

Questo durò fino al 1527 quando liti fra la Comunità di Vicenza e i Feudatari di Costa Fabrica portarono alla soppressione del Vicariato di Costa per aggregarlo al Vicariato di Thiene. I nobili Bissari, che possedevano il feudo dal 1285, si opposero e ottennero dei Deputati della Repubblica Veneta l'annullamento del decreto e la dichiarazione esplicita che Costabissara «costituiva un Vicariato a parte soggetto in virtù di diritti d'antica consuetudine ai Feudatari della Villa».Da documenti esistenti nel 1904 nell'Archivio del conte Colleoni-Porto. .Il Mantese nella sua descrizione dei castelli medievali raggruppa Costabissara sotto il Vicariato di Thiene.

Investiture varie e Bissari

Fino da tempi remoti (almeno dal 1067) Costa Fabrica viene annoverata tra i possedimenti dei Nobili Conti Maltraverso,Silvestro Castellini ricorda come, in un documento del 1067, viene annoverata anche Costa Fabrica fra i vari castelli posseduti dai Conti Maltraverso nel Vicentino. . già proprietari di Schio, Lonigo, Santorso, Montegalda e Barbarano e aventi giurisdizioni anche nelle città di Treviso, Padova, Feltre, Cividale, Ravenna e altre città nella Romagna..

Intorno al 1200 alcuni esponenti della famiglia Maltraverso decaddero per sospetti di eresia e del feudo venne investita la famiglia dei Conti Della Costa con il titolo di Cattanei o Castellani minori.. L'autore cita come fonti: Castellini, Storia di Vicenza, tomo VII, libro X, pag. 124, Vicenza, 1784 e Pagliarino, Croniche di Vicenza, volume unico, pag. 346, Vicenza, 1663.

Con la caduta di Ezzelino III da Romano, la famiglia Della Costa decadde e, nel 1261, Giacomo Baretta ottenne l'investitura dal Vescovo di Vicenza, il Beato Bartolomeo da Breganze, con la condizione di non difendere mai gli eretici (in particolare i Patarini). Dopo poco tempo vennero investiti i Conti Lozzo, originari di Padova..

Il 5 gennaio 1285, Alberto Bibe di Padova, procuratore di Lozzo, rinunciò ai diritti per la villa di Costa Fabrica e il vescovo di Vicenza Bernardo Nicelli la consegnò a Gualdinello Bissari,. che pagò al conte di Lozzo 4250 lire. L'investitura venne confermata con Decreto 26 novembre 1291 dal successore di Nicelli, il romano Pietro Saraceno. Della famiglia dei Bissari, che portarono anche al cambio del nome del feudo, si ricordano gli esponenti Matteo e Pier Paolo Bissaro..

I Bissari possedevano anche la giurisdizione delle acque, affermata in un atto del 1565Un atto ritrovabile negli Annali Bissari nº84 Inventario (Tomi 3°, 4°, 5°, 1594-1769) di Gian Domenico Maria Scolari riporta: «...I nobili signori conti Pietro Paolo e consorti Bissari notificano al Magistrato Dei Beni Inculti, che come investiti dal vescovo sin dall'anno 1285 godono della giurisdizione dell'acqua in qualunque sorta esistente nella villa di Costafabbrica......usando essa come loro pare e piace a benefizio dei loro beni.» . e ribadito in altri documenti del 1595, 1632 e 1660..