La città di Pescara è situata sulla costa adriatica a 4 metri di altitudine s.l.m., e si sviluppa intorno alla foce dell'omonimo fiume occupandone tutta la parte terminale della sua vallata. Il tessuto urbano si sviluppa su un'area pianeggiante a forma di T, occupando oltre alle zone pianeggianti del litorale e del fondovalle anche le colline circostanti, culminanti ad un'altezza di circa 180 metri sul livello del mare nella parte nord dell'area comunale.
Geografia fisica Posizione Il valore strategico che ha sempre caratterizzato il territorio è dato dall'essere alla confluenza dell'attraversamento dell'Appennino centrale, collega Roma con la città, e la dorsale adriatica. Le origini commerciali dell'insediamento risalgono al V secolo a.C., quando il popolo italico dei Vestini fece di Pescara il proprio scalo marittimo, condiviso con i vicini Peligni e Marrucini. La cittadina divenne quindi nel XVI secolo, con la costruzione della Fortezza di Pescara, un importante presidio militare del Regno di Napoli. L'importanza strategica del luogo segnò la città durante la Seconda guerra mondiale: il nodo ferroviario pescarese infatti attirò sulla città numerosi e distruttivi bombardamenti. Situata a 160 chilometri da Ancona, 190 da Foggia e 210 da Roma, la città deve la massima parte del suo sviluppo alla posizione centrale nelle principali vie di comunicazione dell'Italia centrale.
Costa
La costa è bassa e sabbiosa: la spiaggia si estende senza soluzione di continuità a nord e a sud del fiume e, nella parte settentrionale (presso la Pineta di Santa Filomena), . Nella parte meridionale la pineta è più diradata nei pressi della spiaggia, conservandosi in massima parte all'interno della Pineta Dannunziana.
Colline
Le colline intorno alla città hanno una stratigrafia geologica di natura sabbiosa. I principali colli della città sono i colli del Telegrafo, Marino, Innamorati e di Mezzo, che si trovano nella zona nord-ovest della città, mentre i colli Renazzo, Orlando, Pizzuto e Breccia si trovano nella zona sud-est, nei pressi di San Silvestro.
Nome del colle Altezza in m Colle del Telegrafo140 Colle Renazzo136 Colle Innamorati 128 Colle Marino98 Colle Pizzuto90 Colle di Mezzo85 Colle Breccia68Colle Caprino170Colle Cervone210
Geografia antropica e urbanistica
Tra il 1510 e 1557 fu eretta a cavallo tra le due sponde del fiume Pescara una fortezza, sui resti delle precedenti fortificazioni bizantine, per volere di Carlo V; il progettista concepì un pentagono irregolare con 7 bastioni ai vertici. In età napoleonica Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa abitanti), si separò amministrativamente dalla fortezza pescarese diventando comune autonomo, aggregato al distretto di Penne (1807). Dopo l'incorporazione al nascente Regno d'Italia e fino agli inizi del Novecento, Castellammare e Pescara conobbero un primo, sostanziale sviluppo economico e un considerevole aumento della popolazione (particolarmente significativo nel ventennio 1881-1901). Fondamentale per lo sviluppo delle due cittadine fu l'arrivo della ferrovia Adriatica nel 1863, che stimolò la "discesa a valle" di Castellammare e la demolizione della fortezza a Pescara, dando il primo grande impulso allo sviluppo della città.
Nel 1912 Antonino Liberi progettò un intero quartiere in stile liberty, con 52 villini immersi nella Pineta Dannunziana appena bonificata ed avente il fulcro nel Kursaal, un padiglione culturale nato come stabilimento balneare e circolo ricreativo. L'idea, che però troverà solo parziale realizzazione, fu quella di realizzare una città giardino.
Il 2 gennaio 1927 venne firmato il decreto di unificazione delle due città sotto il nome di Pescara e la contestuale elevazione a capoluogo di provinciaR.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 4.
L'espansione urbana della città proseguì nel periodo del regime fascista, che dotò la città di nuovi e monumentali edifici pubblici (furono edificati tra gli anni '20 e gli anni '40 il ponte Littorio, il Palazzo di Città, il Palazzo del Governo, la centrale del latte, il Palazzo delle Poste, l'ospedale e diverse scuole e chiese). Alla fine del secondo conflitto mondiale iniziò una fase di enorme crescita urbana favorita dal massiccio fenomeno di immigrazione interna abruzzese dall'interno verso la costa, con particolare rilevanza del periodo compreso tra gli anni '60 e '80, che ha portato alla nascita dei vari quartieri in cui si suddivide la città. Storia dell'urbanistica Periodo romano: Aternum
Le prime cronache della realtà pescarese risalgono alla conquista romana del I secolo a.C., sebbene delle casupole esistessero sin dall'epoca italica, quando i Vestini colonizzarono l'area cittadina ai piedi del colle del telegrafo (dove sono stati trovati reperti del neolitico), sancendo il controllo del fiume Aterno sino allo sbocco portuale, insieme alle realtà di Cerrano a nord (Matrinum, porto di Hadria) e Ortona a sud. Si ipotizza che il centro italico di Ostia Aterni fosse situato un po' più a monte della foce, proprio nell'odierno centro storico, laddove sorgeva il ponte che collegava le due rive. Gli storici ipotizzano un nucleo romano classico: un tracciato stradale dominato dall'intersezione di cardo e decumano, che coincidevano con le due principali arterie della città: la Claudia-Valeria proveniente da Roma e la Flaminia diretta a nord, che successivamente si chiamerà via Frentana e nuova Giulia-Adriatica.La zona della foce ospitava le attività portuali e costruzioni commerciali; le case si disposero lungo la via consolare presso l'imbocco del ponte e lungo la sponda verso la foce. Il raccordo delle due direttrici fece pian piano assumere ad Aternum una forma triangolare, oppure a trapezio allungato sulla sponda del fiume; da alcune mappe disegnate riguardo alla ricostruzione topografica dell'antica Aternum, sono visibili i resti di una torre di guardia per l'accesso al porto e di un faro posto sulla penisoletta che si protendeva come difesa trasversale dai marosi.
Accanto alla torre vi era un sepolcro, e vicino il tempio di Nettuno, Dio dei mari, di fronte al collegio dei nocchieri. La via Flaminia, che arrivava da nord fino alla cittadina, aveva una derivazione che portava sino alla foce, dove vi erano i magazzini utilizzati dai mercanti Vestini. Sulla riva destra si trovavano invece i magazzini dei Marrucini e dei Frentani, che confluivano sulle vie Valeria e Frentana. Le due sponde erano congiunte da un ponte in muratura che varcava il fiume all'altezza del vecchio ponte ferroviario. Il fiume anticamente aveva una foce a delta, e si biforcava verso settentrione con la diramazione nominata Aterni septentrionale Ostium, che proseguiva rettilinea verso il mare, e terminava in uno stagno costiero paludoso, detto Palus. Si ipotizza che tale biforcazione si diramasse dal fiume nei pressi di piazza Luigi Pierangeli. Un altro braccio del fiume volgeva a meridione e sfociava in una palude costiera molto più vasta, il lacus Salinarum (lago delle saline). Resti della pavimentazione romana di un importante edificio sono stati rinvenuti a ridosso del Museo delle genti d'Abruzzo, sulla golena sud, con un mosaico a tessere bianche e nere. Si attesta l'esistenza del ponte romano, sebbene parzialmente crollato, sino al 1703, quando crollarono definitivamente gli ultimi piloni (ed il ponte di legno che vi era stato costruito sopra). Fu rimpiazzato prima da un ponte di barche e poi, nel 1893, da uno in ferro; era presente in città il tempio dedicato a Giove Aternio, che dal VII-VIII secolo veniva usato sia dai cristiani che dalla popolazione di fede ebraica, intitolato a santa Maria di Gerusalemme. La chiesa rimase in piedi sino al XIII secolo, quando venne sostituita da un modesto edificio demolito nel tardo Ottocento. Nel XVIII secolo venne iniziata la costruzione di una nuova grande chiesa, che avrebbe dovuto sostituire la vecchia santa Gerusalemme, ma l'edificio restò incompiuto, ed il grande portale di accesso alla chiesa divenne una nuova porta cittadina, un arco che permetteva l'accesso da sud alla cittadella antica, e per questo nominato volgarmente Portanuova, toponimo in seguito esteso a tutto il quartiere. Anche questa costruzione venne smantellata a fine 1800.
Dal Medioevo al Cinquecento Successivamente alla caduta dell'Impero romano d'occidente del 476, non si hanno notizie di Pescara sino al VI secolo d.C., quando venne conquistata dai bizantini durante la Guerra greco-gotica. Conquistata in seguito dai Longobardi, Aterno assunse il toponimo Piscaria. Il feudo fu sotto la giurisdizione dell'abbazia di Montecassino, e poi dal XII secolo sotto san Giovanni in Venere, fin quando nel 1140 i Normanni la conquistarono. Passando di feudatario in feudatario, tra cui il poeta Sordello da Goito, Pescara non conobbe grandi modificazioni all'impianto urbano fino al 1510, con la decisione Carlo V d'Asburgo di costruire la fortezza. Nei registri delle chiese di san Giustino e di san Giovanni in Venere si dà conto che già nel XII-XIII secolo la città era dotata di diverse chiese: una dedicata al Salvatore, a san Cetteo, a san Tommaso, a santa Maria di Gerusalemme e a san Nicola. Molte di queste chiese vennero assorbite dai successivi monasteri che si crearono dal XIII secolo come quello di san Francesco in largo dei Frentani, quello di sant'Agostino e delle benedettine (che si trovava nell'area del mercato coperto di Portanuova). Delle chiese storiche sopravvisse, almeno sino alle soglie del XX secolo, solamente la modesta chiesa del santissimo Sacramento, sostituita negli anni 30 dall'odierna san Cetteo.
Portanuova
La piazzaforte rimase inalterata nel suo aspetto sino ai primi anni del XVIII secolo, quando le antiche fortificazioni vennero progressivamente smantellate, lasciando in piedi solo i tratti di via Orazio, via delle Caserme e piazza Unione. Il muro della vecchia cinta normanna sul lato meridionale venne progressivamente assorbito dai fabbricati civili e religiosi, lo spazio fra tale lato (appunto via dei Bastioni) e i nuovi bastioni (via Conte di Ruvo) venne lasciato sgombro per servire come luogo di manovra e piazza d'armi. L'altro lato della vecchia cinta normanna lungo il fiume era una lunga cortina, sulla quale venne addossato un fabbricato adibito a magazzini e in parte alle carceri (il lungo edificio di via delle Caserme, che si estendeva dal ponte romano sino al castello-bastione San Cristoforo di piazza Unione).Questa porzione resiste ancora oggi, e dal 1982 ospita il Museo delle Genti d'Abruzzo. L'edificio si mantiene abbastanza conservato, malgrado l'arco di stile moderno eretto in luogo dell'antica porta di accesso, bombardata nel 1943. Nelle carte storiche degli edifici religiosi e civili, si individuano le piante delle chiese del santissimo Sacramento (ancora visibile in fotografie di fine Ottocento, prima che nel 1929-38 fosse demolita), la chiesa del Rosario (in via dei Bastioni) e la chiesa di San Giacomo (largo dei Frentani). Dopo i disastrosi bombardamenti del settembre 1943, queste due chiese andarono distrutte, e si preferì costruire altre strutture, come la nuova chiesa dell'Adorazione ed il moderno palazzo del Genio civile.