Il vaglia cambiario è stato un titolo di credito all'ordine, emesso dalla Banca d'Italia fino al 2023.Articoli 87-97 del

Storia Il vaglia cambiario fu istituito con il regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, noto come legge sugli assegni, perché dettò disposizioni sugli assegni bancari, circolari e su altri titoli di credito dell'istituto di emissione e dei banchi di Napoli e di Sicilia, allora istituti di credito di diritto pubblico.

Numerose pubbliche amministrazioni si servirono di tale strumento per la liquidazione di competenze e rimborsi, commutando il titolo di spesa relativo, a tale scopo trasmesso alla tesoreria provinciale territorialmente competente. Inoltre, L'Agenzia delle entrate utilizzava questi titoli al fine di erogare i rimborsi IRPEF.

È stato abolito dal decreto Semplificazioni 2022, ma le emissioni sono continuate almeno fino alla fine di quell'anno, mancando il decreto attuativo.Articolo 31 del Da allora è possibile solo il pagamento dei vaglia già emessi.

Emissione L'emissione del vaglia cambiario poteva essere richiesta presso ogni filiale della Banca d'Italia offrente servizi al pubblico.

La provvista per l'emissione del titolo poteva essere versata in contanti o con bonifico. Non erano previsti costi di emissione, ma sui vaglia cambiari trasferibili andava assolta l'imposta di bollo.

Rimborso Il vaglia cambiario è pagato presso le filiali della Banca d'Italia in contanti o con accredito in conto corrente, o può essere versato su quest'ultimo presso la propria banca o in ufficio postale.

Il titolo è assimilato a tutti gli effetti all'assegno circolare ed al vaglia postale.

Prescrizione Il vaglia cambiario si prescrive al termine del decimo anno dopo quello di emissione.

Note

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