Interprete prolifico e versatile, noto per la preparazione perfezionistica e la ricerca approfondita con cui affrontò i suoi ruoli più celebri, De Niro è considerato uno dei migliori attori della storia del cinema.L'Universale Cinema - Le Garzantine 2003 È particolarmente apprezzato per l'interpretazione di personaggi complessi, incarnati in film di grande successo diretti da alcuni dei maggiori registi degli anni settanta e gli anni novanta del XX secolo.
Ha inoltre sperimentato la regia, dirigendosi nei film Bronx (1993) e The Good Shepherd - L'ombra del potere (2006).
Nel 2002 ha fondato il Tribeca Film Festival con Jane Rosenthal.
De Niro ha vinto due Premi Oscar, a cui è stato candidato per nove volte. Nel 1975 fu premiato come miglior attore non protagonista per il ruolo del giovane don Vito Corleone ne Il padrino - Parte II, diretto da Francis Ford Coppola; nel 1981 vinse come miglior attore protagonista per aver interpretato il pugile Jake LaMotta in Toro scatenato di Martin Scorsese. Per il suo contributo alla storia del cinema ha ricevuto il Life Achievement Award dell'American Film Institute nel 2003; il Kennedy Center Honors nel 2009; Il Cecil B. DeMille nel 2011, lo Screen Actor Guild Award alla carriera nel 2020 e la Palma d'oro onoraria del Festival di Cannes nel 2025.
Biografia
Robert De Niro nacque a Greenwich Village, un quartiere di Manhattan (New York), figlio unico dell'artista Robert De Niro Sr. (1922-1993) e della poetessa e pittrice Virginia Admiral (1915-2000). I suoi bisnonni paterni, Angelina Mercurio e Giovanni Di Niro, erano originari di Ferrazzano (Campobasso) ed emigrarono nel 1890 negli Stati Uniti d'America, dove, per un errore fonetico, il cognome fu trascritto come "De Niro".
La madre di De Niro, invece, era una cittadina statunitense di origini irlandesi, francesi, olandesi e tedesche.
Quando Robert aveva due anni suo padre dichiarò la propria omosessualità; ne seguì il divorzio dei genitori. De Niro crebbe con la madre nel quartiere Little Italy, dove assimilò le influenze culturali che in seguito lo avrebbero portato a definirsi italoamericano. All'età di dieci anni esordì su un palcoscenico, interpretando il Leone Codardo ne Il meraviglioso mago di Oz durante una recita scolastica. Da adolescente partecipò anche a produzioni teatrali locali e studiò presso The Dramatic Workshop. Abbandonata la scuola superiore a sedici anni per intraprendere la carriera attoriale,Dougan, pp. 17–18. svolse diversi impieghi saltuari. Studiò recitazione all'HB Studio (Herbert Berghof Studio), all'Actors Studio di Lee Strasberg e allo Stella Adler Conservatory, dove apprese il metodo Stanislavskij.
I primi ruoli e la vittoria del premio Oscar De Niro esordì sul grande schermo con la commedia Oggi sposi, diretta da Brian De Palma nel 1963 ma distribuita solo sei anni più tardi a causa del fallimento della casa di produzione; il film, nel quale debuttò anche Jill Clayburgh, ricevette una critica positiva da parte del New York Times.
Il suo primo ruolo cinematografico, seppur non accreditato, fu nella pellicola Tre camere a Manhattan di Marcel Carné, con cui collaborò nuovamente ne I giovani lupi. Seguirono poi le commedie Ciao America! e il relativo sequel Hi, Mom!, entrambe con De Palma dietro la macchina da presa. Nel periodo a cavallo tra la fine degli anni sessanta e l'inizio del decennio successivo, De Niro si alternò tra ruoli maggiormente complessi come in Sam's Song, Il clan dei Barker e Il mio uomo è una canaglia, senza tuttavia disertare partecipazioni in progetti meno impegnativi, quali I maledetti figli dei fiori e La gang che non sapeva sparare; in quest'ultima pellicola venne scritturato in sostituzione di Al Pacino, infortunatosi poco prima dell'inizio delle riprese.
Il primo ruolo di rilievo giunse nel 1973, quando il regista John D. Hancock lo scelse per interpretare un giocatore di baseball affetto da linfoma di Hodgkin nel film Batte il tamburo lentamente; per prepararsi al ruolo, De Niro si trasferì per un periodo ad Atlanta al fine di apprendere le tecniche del baseball. Il film rappresentò il suo primo grande successo cinematografico e la sua interpretazione venne ampiamente lodata dalla critica specializzata.
Nello stesso anno l'amico Brian De Palma gli presentò il giovane regista Martin Scorsese, il quale lo scritturò, al fianco di Harvey Keitel, per la parte di Johnny Civello nel film Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno. La sua performance ottenne gli elogi della critica ed è frequentemente citata quale momento di svolta nella sua carriera, sia per l'avvio del duraturo sodalizio e dell'amicizia con Scorsese sia per il consolidarsi dell'immagine di De Niro come interprete di personaggi gangster.
Dopo aver sostenuto un provino per Il padrino, definito da Francis Ford Coppola «indimenticabile», in un ruolo che in seguito venne affidato a James Caan, nel 1974 lo stesso Coppola decise di scritturarlo per il ruolo del giovane Vito Corleone ne Il padrino - Parte II, primo sequel ad aggiudicarsi il premio Oscar come miglior film; per la sua interpretazione vinse il premio Oscar come miglior attore non protagonista, divenendo insieme a Marlon Brando, vincitore della statuetta nel primo capitolo della saga, i primi due attori ad ottenere il medesimo riconoscimento per aver interpretato lo stesso personaggio in film diversi.
La definitiva consacrazione Grazie alla successive interpretazioni De Niro si affermò presso il pubblico internazionale come uno dei principali talenti emergenti della cosiddetta New Hollywood, imponendosi al pari di attori quali Al Pacino, Jack Nicholson, Dustin Hoffman e Gene Hackman.
Nel 1975 venne scritturato per due produzioni di grande rilievo: il kolossal Novecento di Bernardo Bertolucci e Taxi Driver di Martin Scorsese. Il primo film, ambientato tra l'inizio del ventesimo secolo e il secondo dopoguerra, è incentrato sulle profonde trasformazioni dell'Italia rurale, attraverso il racconto delle vicende di due uomini appartenenti a classi sociali opposte. La pellicola, che vide la partecipazione di Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland e Dominique Sanda, è inoltre annoverata tra più lunghe di sempre del cinema italiano e internazionale, con una durata di 5 ore e 20 minuti. Nel corso della settimana De Niro era impegnato sul set di Novecento in Italia, mentre durante i fine settimana tornava negli Stati Uniti per prendere parte alle riprese di Taxi Driver, seconda collaborazione con Scorsese. Il protagonista di quest'ultima pellicola è Travis Bickle, reduce della guerra del Vietnam e tassista notturno alienato dalla violenza e dal degrado di New York negli anni settanta; per calarsi al meglio nella parte, De Niro conseguì una regolare licenza da tassista e lavorò dodici ore al giorno per alcune settimane, osservando da vicino la vita notturna della città. Particolarmente celebre è la battuta «Stai parlando con me?» («Are you talkin' to me?»), improvvisata da De Niro durante le riprese e successivamente inserita dall'American Film Institute tra le citazioni più memorabili nella storia del cinema. La sua interpretazione gli valse una candidatura al premio Oscar, mentre la pellicola si aggiudicò la Palma d'Oro al Festival di Cannes.
Nello stesso anno collaborò con il regista Elia Kazan ne Gli ultimi fuochi, adattamento incompiuto dell'omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald, che tuttavia non ottenne il successo sperato. La collaborazione con Scorsese proseguì nel 1977 con il musical New York, New York, in cui venne affiancato da Liza Minnelli; al fine di interpretare in modo credibile il sassofonista Jimmy Doyle studiò realmente lo strumento con un insegnante, imparando a eseguire alcuni brani. Il film fu un insuccesso di critica e pubblico, provocando una grave depressione nel regista, la quale lo fece sprofondare nell'abuso di droghe, stupefacenti e psicofarmaci; tuttavia nel corso degli anni la pellicola venne rivalutata dalla critica, divenendo una delle collaborazioni più apprezzate tra l'attore e il regista.
De Niro fu poi scelto da Michael Cimino per interpretare Michael Vronsky ne Il cacciatore; il film, che affronta le conseguenze psicologiche della guerra del Vietnam sui reduci americani, vide nel cast anche Christopher Walken, Meryl Streep e John Cazale. Quest'ultimo, gravemente malato di cancro ai polmoni, poté partecipare alle riprese grazie al sostegno economico e personale di De Niro e di alcuni altri componenti del cast, che si impegnarono affinché la produzione non licenziasse l'attore. Durante le riprese De Niro affrontò diverse scene fisicamente impegnative e alla sua uscita il film ottenne un enorme successo di critica vincendo cinque premi Oscar, tra cui quelli per il miglior film e il miglior regista. De Niro ricevette la sua quarta candidatura all'Oscar come miglior attore protagonista, premio che quell'anno fu assegnato a Jon Voight per Tornando a casa.
Gli anni Ottanta Nel 1980 collaborò per la quarta volta con Scorsese in Toro scatenato, film biografico sul pugile italoamericano Jake LaMotta; per prepararsi al ruolo, si allenò per un anno con lo stesso LaMotta e, successivamente, le riprese subirono un'interruzione di quattro mesi, durante i quali De Niro ingrassò circa trenta chili per rappresentare al meglio il pugile a fine carriera. Per la sua interpretazione vinse un Golden Globe e il premio Oscar, il primo nella categoria miglior attore protagonista, nonché secondo in assoluto.
L'anno seguente recitò al fianco di Robert Duvall nel film noir L'assoluzione, tratto dall'omonimo romanzo di John Gregory Dunne, ottenendo una critica positiva da parte del New York Times. Nel 1982 tornò a lavorare con Scorsese nel film Re per una notte, in cui interpretò Rupert Pupkin, un aspirante comico che progetta un piano per rapire il presentatore di un talk show al fine di garantirsi una parte nello spettacolo. La pellicola non riscosse risultati rilevanti al botteghino, incassando solo 2,5 milioni di dollari, ma con il tempo venne rivalutata tanto da essere considerata un cult.
Nel 1984 prese parte a C'era una volta in America, capolavoro di Sergio Leone, che, grazie all'utilizzo dell'analessi e della prolessi, narra l'ascesa e la caduta di David "Noodles" Aaronson, gangster ebreo, dagli anni venti agli anni sessanta. Il film venne presentato fuori concorso al Festival di Cannes, dove ricevette una standing ovation di circa quindici minuti e un'accoglienza favorevole da parte del pubblico e della critica internazionale. Negli Stati Uniti la pellicola fu distribuita in una versione tagliata e riorganizzata, in contrasto con la volontà del regista, che non incontrò il favore del pubblico, rivelandosi un insuccesso commerciale. Con il tempo, grazie al ripristino della versione più lunga e originale, il film venne rivalutato, assumendo a capolavori del genere gangster.
Dopo aver preso parte al film romantico Innamorarsi, in cui condivise lo schermo con Meryl Streep, De Niro interpretò un idraulico nel fantascientifico e distopico Brazil, diretto dal regista britannico Terry Gilliam. Nel 1986 impersonò un ex mercante di schiavi che, redento, cerca di proteggere i Guaranì dagli interessi dei colonizzatori spagnoli nel film storico Mission. La pellicola, la cui colonna sonora, così come in C'era una volta in America, fu composta da Ennio Morricone, vinse la Palma d'oro al Festival di Cannes.