LOperazione Condor o Piano Condor (; ; ) fu un accordo che ebbe genesi negli anni '70 del secolo scorso con cui i governi di sette dittature militari dell'America Latina: Argentina, Bolivia, Cile, Paraguay, Uruguay, Perù (dal 1978) e Brasile (dal 1980), si impegnarono, almeno inizialmente, nello scambio di informazioni riguardanti dissidenti dei regimi e, successivamente, nella collaborazione per la violenta eliminazione degli oppositori, anche presunti, dei regimi. In quegli anni, le polizie segrete delle dittature nel Cono Sud d'America diedero vita ad un coordinamento decentralizzato, anticomunista e segreto,. Peter Kornbluh. National Security Archive Electronic Briefing Book No. 244. February 22, 2008.. John Dinges. The New Press. June 1, 2005. ISBN 1-56584-977-9. BBC. Americas. 18 May, 2000.. Documenti declassificati della DINA sulla partecipazione del Perù all'Operazione Condor. sostenute dai servizi segreti degli Stati Uniti, con lo scopo di consolidare il potere dei governi centrali e contemporaneamente contrastare l'influenza e la diffusione delle ideologie di sinistra.
L'Operazione venne messa in atto formalmente a partire dal 25 novembre 1975 dai vertici dei servizi segreti militari di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay. Di fatto, su richiesta del dittatore cileno Augusto Pinochet, fu il colonnello Manuel Contreras, capo della polizia politica cilena, a proporre l'operazione – dando in tal modo veste ufficiale ad un'attività di collaborazione già che si perpetuava – durante un vertice militare segreto tenutosi a Santiago del Cile. L'Operazione si concluse negli anni immediatamente successivi alla caduta della giunta militare in Argentina del 1983.
Rimasta a lungo segreta, fu data conferma dell'esistenza dell'Operazione solo nel 1992, quando l'avvocato paraguaiano Martín Almada scoprì, nella centrale di polizia della città di Lambaré, vicino ad Asunción, l'Archivio del terrore, cioè l'insieme di circa sessantamila documenti che aveva accumulato Alfredo Stroessner, dittatore del Paraguay dal 1954 al 1989. Le rivelazioni che seguirono la scoperta, insieme alla declassificazione di altri documenti negli Stati Uniti ed in Brasile, non solo permisero di ricostruire a grandi linee le vicende dell'Operazione e la connivenza della CIA, ma diedero anche sufficienti prove dei crimini perpetrati dalle dittature in America Latina, in particolare sotto i regimi di Cile ed Argentina.. Peter Kornbluh. National Security Archives Electronic Briefing Book No. 470. May 23, 2014. Peter Kornbluh. National Security Archive Electronic Briefing Book No. 110. February 3, 2004. Omero Ciai. Repubblica. Ricerca. Archivio. 12 settembre 2008. Fu provato quindi che i regimi ricorsero con frequenza ad atti violenti per eliminare gli oppositori politici, fuggiti fino anche in Europa e negli Stati Uniti. Ad oggi le stime si attestano tra più di 50mila assassinii, 30mila desaparecidos, circa 400mila incarcerazioni. È noto che furono presi di mira principalmente militanti di sinistra, leader sindacali, esponenti del basso clero, studenti, insegnanti ed intellettuali.
Le dittature facenti parte dell'operazione Condor ricevettero massicci aiuti statunitensi, in termini di risorse economiche, addestramento e forniture militari, di preparazione e organizzazione dellIntelligence, compresa la trasmissione di informazioni riguardanti le più efficaci pratiche di tortura dei prigionieri e dei dissidenti.Giuseppe Gagliano, , Osservatorio Globalizzazione, 17 agosto 2020 Si appoggiarono anche alle formazioni di estrema destra, che in tutti i casi contribuirono a portarle al potere, e nei momenti di crisi si organizzarono in squadroni armati (squadroni della morte),. Marie-Monique Robin. synopsis. 2005. per assassinare oppositori politici e militanti di sinistra. Tra le più famigerate organizzazioni repressive di destra vi furono la Tripla A argentina e l'organizzazione Patria y Libertad cilena, entrambe finanziate dalla CIA.
Antefatti
Vale la pena mettere in evidenza il contesto geopolitico entro cui fu dato inizio all'Operazione: a partire dagli anni '50, infatti, in America latina si verificarono una serie di colpi di Stato:
il generale Alfredo Stroessner salì al potere in Paraguay nel 1954; le forze armate brasiliane rovesciarono il governo democratico di João Goulart nel 1964; il generale Hugo Banzer prese il potere in Bolivia nel 1971 dopo una serie di colpi di stato; nel 1973 prese il potere in Uruguay una dittatura militare; le forze di Augusto Pinochet rovesciarono nel 1973 il governo democratico di Salvador Allende; una giunta militare capeggiata dal generale Jorge Rafael Videla salì al potere in Argentina nel 1976;
È importante considerare che, da un lato, l'America Latina, anche prima della guerra fredda, ebbe una lunga tradizione di ingerenze militari negli affari pubblici, dall'altro, che gli obiettivi dell'Operazione apparvero in linea con la politica anticomunista degli Stati Uniti. Perciò i servizi segreti ed i militari statunitensi, in alcune circostanze, durante le presidenze di Nixon, Ford, Carter e Reagan, convissero (e talora collaborarono) con le stesse polizie segrete dei regimi per offrire supporto attraverso formazione, assistenza tecnica e militare.
Storia
La genesi dell'Operazione Nonostante esistessero già dei rapporti di cooperazione in chiave anticomunista tra i vari servizi segreti delle dittature in America Latina prima del lancio dell'Operazione Condor,. Cristina Mihura. Peacelink. Latina. Articles. 27 dicembre 2004. l'origine di essa può essere fatta risalire a una serie di incontri tra i vertici delle forze di polizia repressive dei vari paesi coinvolti. Il primo di questi fu la Conferenza degli eserciti americani, tenutasi a Caracas il 3 settembre 1973, durante la quale lo stesso comandante dell'esercito brasiliano Breno Borges Fortes, propose di estendere lo scambio di informazioni tra i vari servizi di sicurezza con l’obiettivo di combattere il terrorismo. Nel marzo 1974, i rappresentanti delle forze di polizia di Cile, Uruguay e Bolivia si incontrarono con Alberto Villar, vicecapo della polizia federale argentina e cofondatore del commando della morte Tripla A, per definire le linee guida per una cooperazione più stretta. Di fronte all'intensificarsi delle resistenze organizzate nei vari paesi, si sviluppò l'idea di una collaborazione tra i governi militari con l'intento di eliminare ogni forma di opposizione, sia all'interno che all'esterno dei confini nazionali.
Nel maggio 1975, Jorge Fuentes, argentino, membro del MIR fu arrestato dalla polizia uruguaiana insieme ad Amilcar Santucho mentre tentava di passare il confine tra Argentina e Paraguay per mettersi in contatto con i dissidenti locali in nome della Giunta di Coordinamento Rivoluzionario. La gestione coordinata dell'arresto di Santucho e Fuentes creò lo stato di fatto in cui, sei mesi dopo, si sarebbe contestualizzata l'Operazione Condor. L'interrogatorio e la tortura dei due militanti furono condotti in collaborazione tra i servizi segreti argentini e cileni. Nel settembre 1975, due mesi prima della riunione di fondazione dell'Operazione Condor, Fuentes fu trasferito a Villa Grimaldi in Cile. Fu così che il processo di creazione culminò il 25 novembre 1975 quando i leader dei servizi di intelligence militari di Argentina, Bolivia, Cile, Paraguay e UruguayAl vertice erano presenti, oltre al generale Manuel Contreras, Jorge Casas dall'Argentina, il maggiore Carlos Mena dalla Bolivia, il colonnello Benito Guanes Serrano dal Paraguay, il colonnello José A. Fons dall'Uruguay, e i brasiliani Flávio de Marco, tenente colonnello, e Sotero Vaz, maggiore inviati dal generale Geisel in qualità di osservatori. Nonostante fosse stato contattata anche una delegazione venezuelana, il Paese decise di non partecipare né al vertice né all'Operazione Condor perché il presidente Carlos Andrés Pérez si oppose. si incontrarono con Manuel Contreras, comandante in capo della DINA, a Santiago del Cile, dove fu ufficialmente data forma al Piano Condor.
Ufficialmente, gli obiettivi della repressione organizzata dai servizi segreti cooperanti erano rivolti contro i guerriglieri, come i Montoneros argentini, il Movimento di Sinistra Rivoluzionaria (MIR) cileno o i Tupamaros urugauiani. L'operazione mirava a creare un archivio continentale di individui considerati sovversivi, che, attraverso lo scambio di informazioni tra i paesi partecipanti, dovevano essere localizzati, arrestati e neutralizzati, indipendentemente dalla loro nazionalità o dal paese in cui si trovavano. In questo processo di cooperazione e creazione di banche dati, si formò una "zona extraterritoriale" in cui le operazioni potevano essere condotte senza interferenze burocratiche. Gli obiettivi specifici includevano la distruzione delle attività di guerriglieri, attivisti e oppositori; impedire che i ricercati trovassero rifugio nei paesi vicini; centralizzare le informazioni di intelligence; consentire l'installazione di rappresentanze diplomatiche tra i paesi coinvolti; formare squadre operative congiunte per intervenire sul campo; coordinare un piano di sorveglianza delle frontiere per monitorare i movimenti tra i paesi; e creare squadroni di esecuzione per operare al di fuori dell'area. Nella pratica, d'altro canto, l'operazione non si limitò solo al contrasto della resistenza armata nel continente, ma si estese alla repressione di qualsiasi forma di opposizione politica.. Humanitè. 1 January 2007.
La sviluppo nelle Americhe ed in Europa Con il colpo di Stato in Argentina del marzo 1976 si concluse il periodo di consolidamento dei regimi dittatoriali nel Cono Sud e vennero completamente resi omogenei i loro sistemi politici e legali. A partire dallo stesso anno, quando l'Operazione raggiunse il culmine della sua efficienza operativa, la DINA cilena e la SIDE argentina divennero le principali forze repressive dell'America Latina. In particolare, in Cile, reso innocuo il MIR, Manuel Contreras si concentrò sull'organizzazione delle Operazioni di Calle Conferencia, due missioni di intelligence clandestine volte ad eliminare la dirigenza del Partito Comunista del Cile, che si era sostituito al MIR nella gestione della lotta politica contro il regime. Una settimana dopo, ebbe luogo un ulteriore incontro tra i rappresentanti delle polizie segrete dei regimi, al quale presero parte undici delegati di Argentina, Cile, Brasile ed Uruguay. Durante il vertice, si deliberò, dopo aver finito di reprimere la resistenza armata e non armata nel Cono Sud, di avviare una nuova fase dell'Operazione con l'obiettivo di estendere le operazioni di eliminazione anche al di fuori dell'America Latina per raggiungere dissidenti rifugiatisi, ad esempio, in altri paesi come Francia, Portogallo, Stati Uniti, Italia e Messico. Alcuni casi simbolo delle missioni al di fuori del Cono Sud furono l'omicidio di Orlando Letelier, ex ministro del governo Allende, avvenuto il 21 settembre 1976 a Washington in un attentato compiuto da Michael Townley ed il tentato omicidio ai danni di Bernardo Leighton e sua moglie avvenuto a Roma ed organizzato da Stefano delle Chiaie. In totale, il numero delle vittime transfrontaliere dell'Operazione è in generale stimato tra le 400 e le 500 persone.
I desaparecidos ed i voli della morte