La litòte (dal greco antico litótēs, "semplicità" e "attenuazione", da litós "semplice") è una figura retorica che consiste nel dare un giudizio o fare un'affermazione adoperando la negazione di un'espressione di senso contrario. Si ha quando si sostituisce un'espressione troppo cruda con la negazione del contrario. Può avere intento di attenuazione o enfasi, ma anche di eufemismo o ironia.

Un esempio di litote è dire "non mi sento troppo bene", per dire "mi sento male", in questo caso con valore intensivo.Serianni, Grammatica italiana, ed. UTET-De Agostini, 2010, ISBN 978-88-6008-057-8, p. 504.

Esempi letterari Un esempio di litote è la definizione che Alessandro Manzoni dà di Don Abbondio nei Promessi sposi:

Un altro esempio di litote si ha in Foscolo, nel sonetto A Zacinto:

Anche nella Divina Commedia si trova un esempio di litote nel Canto II dell'Inferno:

Note

Voci correlate Negazione (linguistica) Eufemismo Perifrasi Ossimoro Sineddoche

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