Ancona ( ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo della provincia omonima e della regione Marche.

È uno dei principali centri economici della regione e la maggiore città per dimensioni e popolazione. Affacciata sul mare Adriatico, sorge su un promontorio che dà origine all'omonimo golfo e protegge l'ampio porto naturale, di rilevanza europea e tra i maggiori d'Italia per traffico internazionale di passeggeriAnno 2010 - Il Sole 24 ore, Intervista a Luciano Canepa, presidente dell'autorità portuale ell'Adriatico centrale, 17 novembre 2010, da cui si cita: Ancona è il primo porto italiano per passeggeri e veicoli, con oltre 1,5 milioni di passeggeri e 200.000 TIR ogni anno. Anno 2012 - si veda: , da cui si cita: Nel settore passeggeri, quindi, lo scalo marchigiano continua a segnare record di grande importanza quale primo porto per il traffico internazionale. Anno 2021 - si veda: . Anno 2022: si veda: , da cui si cita: primo porto italiano per numero di destinazioni internazionali servitePer tutto l'incipit: . La città si estende su numerose colline, a picco sul mare nel settore orientale del promontorio. La costa alta della città fa parte della Riviera del Conero e ricade nel Parco del Conero. La sua particolare posizione geografica consente di vedere sia l'alba, sia il tramonto sul mare.

La storia della città è legata alle attività portuali e di navigazione sin dal 387 a.C. quando divenne una colonia greca di Siracusa, in contatto con i principali centri del Mediterraneo orientale; l'origine greca di Ancona è ricordata dall'appellativo che le è attribuito comunemente: "città dorica". In età romana, sotto l'imperatore Traiano svolse il ruolo di ingresso in Italia dai porti d'Oriente, anche se visse il suo periodo aureo nel Medioevo, sia artisticamente sia economicamente, quando fu una florida repubblica marinara e diventò nota con l'appellativo di "porta d'oriente"Roberto Giulianelli, Porto e città..., FrancoAngeli, 2022 (p. 186). ISBN 9788835134039.

Il centro storico occupa le colline disposte intorno all'arco del porto e i suoi monumenti più significativi sono il Duomo romanico-bizantino, situato sulla sommità del colle Guasco e al vertice del promontorio cittadino, l'Arco di Traiano, sulle banchine, la poderosa Cittadella rinascimentale, sul colle Astagno, il Lazzaretto settecentesco, costruito su un'isola pentagonale all'interno del porto. Nell'espansione novecentesca si trova il Monumento ai Caduti, situato in posizione panoramica sul mare e sul promontorio del Conero, al termine dell'asse stradale "da mare a mare" che percorre tutto il promontorio da ovest ad est; una monumentale scalinata lo collega alla spiaggia rocciosa sottostante, in cui sorge lo scoglio della Seggiola del Papa, monumento naturale.

Geografia fisica

Territorio

La città di Ancona sorge sulla costa dell'Adriatico centrale, sulle pendici settentrionali del monte Conero, che formano un promontorio di forma triangolare, con il colle del Duomo posto al vertice. Questo promontorio dà origine verso ovest a un golfo, il golfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale. La costa del golfo è bassa: le colline arrivano a ridosso del mare, ma non formano rupi; in questa zona si trova la spiaggia sabbiosa di Palombina Nuova, bordata dalla linea ferroviaria.

A sud del colle del Duomo la costa è alta e rocciosa, tanto che nel corso dei secoli la città non ebbe mai necessità di costruire mura di difesa verso est; tra le spiagge di questo tratto di litorale, si ricorda quella del Passetto, caratterizzata da grandi scogli bianchi, tra i quali la Seggiola del Papa, uno dei simboli della città. Altre spiagge di costa alta si susseguono verso sud, tra le quali quelle di Mezzavalle e di Portonovo.

In corrispondenza della linea che congiunge il promontorio di Ancona e quello di Piombino c'è la massima larghezza degli Appennini e della Penisola italiana: Battista Melzi, Alfredo Comandini Il nuovissimo Melzi: dizionario italiano..., A. Vallardi, 1920 (pagina 563)..

Dal punto di vista orografico il territorio urbano è contraddistinto da un'alternanza di fasce collinari e di vallate, che corrono da est ad ovest. Le colline dove sorgono i rioni più antichi sono cinque: il colle Guasco, con il Duomo, monte Cappuccini, con il Faro, monte Cardeto, con il suo parco, il colle Astagno, con la Cittadella, e il colle di Santo Stefano, con il Pincio. Lungo la vallata centrale corrono i tre corsi principali e il viale della Vittoria, che nel loro complesso permettono di attraversare tutto il promontorio percorrendo i due chilometri che separano le banchine del porto dal belvedere marino della pineta del Passetto.

Il luogo dove sorge Ancona rientra nella zona a sismicità medio-alta, è classificata di livello 2 dalla Protezione Civile. La scossa maggiore verificatasi a partire dal secondo dopoguerra è quella del 14 giugno 1972, che raggiunse il X grado della scala Mercalli ed ebbe epicentro nel mare di fronte alla città.

Particolarità geografiche

La particolare forma del promontorio dà origine a due fenomeni naturali che sono sempre stati considerati caratteristiche distintive di Ancona: il sole che sorge e tramonta sul mare e la visibilità, in condizioni di tempo sereno, delle cime delle montagne dalmate.

La possibilità di vedere sia l'alba, sia il tramonto sul mare è dovuta al fatto che il promontorio cittadino è bagnato dall'Adriatico sia ad est che a ovest. Ciò è considerato particolare perché, mentre osservare il sole sorgere sul mare è tipico di tutta la costa adriatica occidentale, non è così per il tramonto*Curzio Maltese, I padroni delle città, Feltrinelli Editore, 2007 (p. 88). ISBN 978-88-07-17137-6 Guido Piovene, Viaggio in Italia, Arnoldo Mondadori Editore, 1957 - XI edizione - 1961 (p.403).

Il fenomeno è visibile nella sua completezza per circa un mese, a cavallo del solstizio d'estate, quando il sole cala direttamente nell'orizzonte marino; negli altri periodi il sole tramonta dietro ad una sottile striscia di terra.

Occasionalmente, nelle giornate molto serene, da alcuni punti della sommità delle varie colline cittadine, è possibile osservare ad occhio nudo le vette più alte delle Alpi Dinariche, al di là dell'Adriatico*Nando Cecini, Le parole e la città, Il Lavoro Editoriale, 2010 (capitolo Ancona) - il testo raccoglie diverse testimonianze letterarie del fenomeno. ISBN 978-88-7663-469-7.

Clima

In base alla classificazione dei climi di Köppen-Geiger, Ancona appartiene alla zona climatica Csa (clima mediterraneo)Per tutta la sezione: .

Gli inverni sono moderatamente freddi e piovosi: le temperature diurne raggiungono in media 9,3 °C e la minima notturna è di 4 °C; nevicate sono possibili in caso di irruzioni gelide che investono l'Italia dai quadranti settentrionali o orientali; il mese più freddo è gennaio, con una media di 6 °C. In primavera la temperatura media diurna è di 16,3 °C e la minima notturna di 10,7 °C. Le estati sono calde e umide, con temperatura media diurna di 26 °C e minima notturna di 19,3 °C. In autunno la media diurna è di 18,7 °C e la minima notturna di 14 °C. I mesi più piovosi sono ottobre (98 mm) e gennaio (66 mm).

Il soleggiamento è buono, con 2.135 ore di sole all'anno. La massima temperatura del mare si ha in agosto (23,5 °C) e la minima in febbraio (10 °C).

I venti caratteristici sono la Bora da N/E, che spira a volte con violenza e che è in grado di causare intense mareggiate, lo Scirocco, da S/E, umido e spesso piovoso (afoso d'estate) e il Garbino, da O–S/O, vento di caduta dall'Appennino che spira con maggiore frequenza in autunno e in primaveraS. Bugarini, R. Romagnoli, , Il Lavoro editoriale, 2014..

Le stazioni meteorologiche sono due: quella di Falconara e quella di Monte Pulito.

Origini del nome

I greci di Siracusa, che fondarono la città nel 387 a.C., notarono la forma particolare del promontorio, simile ad un triangolo o ad un gomito piegato, e per questo motivo chiamarono la nuova città Ἀγκών, Ankón, che in greco antico significa "gomito"Strabone, Geografia, V, 4, 2. Toponimi derivati Come è avvenuto per altre città italiane anche il nome di Ancona è stato usato per denominare città di nuova fondazione nei vari continenti. Così abbiamo un'Ancona nordamericana negli Stati Uniti (nello Stato dell'Illinois), una sudamericana in Bolivia (nel dipartimento di Potosí) ed un'Ancona oceaniana in Australia (nello Stato di Victoria).

La città di Ancona è chiamata Ancône in francese, Ankona in polacco, lituano, lettone, albanese, azero e in turco, Jakin in croato antico, Ανκόνα (Ankóna) in greco moderno. Nelle lingue che usano l'alfabeto cirillico diventa invece Анкона (Ankona). In greco antico è Ἀγκών (Ankón), in latino Ancon o Ancona.

Quattro località croate derivano il loro nome dal nome di Ancona in croato antico, Jakin. Esse sono: la baia di Jakišnica nell'isola di Pago, la baia di Jakinska e il promontorio di Jakisnica nell'isola di Melada e infine la località di Jakin nell'isola di BrazzaVladimir Skračić, Noms des peuples non croates dans la toponymie adriatique; Marche e Dalmazia tra umanesimo e barocco: atti del convegno internazionale di studio, Ancona, 1988.; in passato erano infatti molto frequentate da navigatori anconetani. In un noto canto popolare bosniaco si parla inoltre di un giovane jakinlija e di ragazze jakinkeEsperienze letterarie, Casa Editrice Napoletana; Giuseppe Cingolani, Ancona e il suo porto, Sala Stampa Edizioni, 2004..

Storia

Preistoria e Protostoria Il promontorio di Ancona era già abitato nell'Età del bronzo. I suoi abitanti entrarono presto in contatto con i navigatori micenei, che frequentavano il porto naturale sottostante.

Nel periodo finale dell'Età del Bronzo, sul Monte Cappuccini esisteva un villaggio di cultura protovillanoviana, che poi continuò a svilupparsi sino all'Età del Ferro, diventando un villaggio piceno. Il suo porto era frequentato dai navigatori greci, fatto che lo rendeva un vero e proprio emporio marittimo greco-picenoDelia G. Lollini, La civiltà picena in Popoli e civiltà dell'Italia antica, Roma, Biblioteca di Storia Patria, 1976, Vol. V.. Il centro era costituito da magazzini, strutture portuali e da una serie di edifici abitati da greci che conservavano le proprie tradizioni e, pur non avendo la sovranità del territorio, vivevano in piena autonomia. Gli abitanti autoctoni, dal canto loro, facevano da tramite tra i greci e i mercati dell'entroterra, dove infatti si ritrovano manufatti greci..

Età antica Periodo greco

La definitiva grecizzazione risale al IV secolo a.C. Fu nel 387 a.C.Luca Antonelli, I Piceni: corpus delle fonti, la documentazione letteraria, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2003, ISBN 88-8265-242-4., infatti, che un gruppo di greci provenienti da Siracusa, esuli dalla tirannide di Dionisio I, sbarcarono ad Ancona e vi fondarono una propria coloniaStrabone, Geografia, capitolo 5, paragrafo 4, comma 2. La fondazione di Ancona rientrava nel piano di Dionisio I di espandere l'influenza siracusana nell'Adriatico, e fu accompagnata dalla nascita di altre colonie greche nella sponda orientale di questo mare.

Secondo la maggior parte degli storici, la colonia greca sorse sulle pendici del colle ora chiamato Guasco; sulla sommità del colle sorse l'acropoli, con il tempio di Afrodite Lidiano Bacchielli, Domus Veneris quam dorica sustinet Ancona, in AC. XXXVII, 1985 (pagine 106-137) Nicola Bonacasa, Lorenzo Braccesi, E. De Miro, Agrigento, 24-28 febbraio 1999, L'Erma di Bretschneider, 2002 (p. 120).. Dato che i siracusani fondatori della città erano greci di stirpe dorica, Ancona è fin dall'epoca antica chiamata «la città dorica». Una delle più importanti caratteristiche di questa polis è il suo persistente attaccamento al carattere greco e la sua resistenza culturale alla romanizzazioneAlessandra Coppola, Ancona e la presenza greca nel Piceno, in Piceni popolo d'Europa, Roma, De Luca, 1999. ISBN 978-88-8016-355-8..

Periodo romano