Santo Stefano d'Àveto (San Stêva d'Àveto in ligureIl toponimo dialettali è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

Geografia fisica Territorio

Il territorio comunale è ubicato in val d'Aveto, nei pressi del fiume Aveto, in una conca alpestre dominata dalla sommità del monte Maggiorasca (1.809 m) e del monte Bue (1.775 m). Situato a 1.012 m s.l.m. ad est di Genova, è il comune più elevato della Liguria.

Dal paese e dalle diverse frazioni sono possibili diverse escursioni naturalistiche verso il monte Groppo Rosso (1592 m), al monte Roncalla (1658 m), al Maggiorasca (1804 m), al monte Penna (1735 m) - raggiungibile dall'abitato di Casoni - e al monte Aiona (1702 m); quest'ultimo è raggiungibile dalla frazione di Amborzasco.

Tra le altre vette del territorio il monte Bue (1777 m), il monte Picchetto (1774 m), il monte Croce Martincano (1723 m), il Groppo delle Ali (1698 m), il monte Nero (1676 m), la Rocca del Prete (1666 m), il monte Cantornoro (1654 m), il monte Cerighetto (1527 m), il monte Chiodo (1466 m), il monte Martellina (1443 m), il monte Romezzano (1422 m), il monte di Mezzo (1329 m), il Poggio di Gavadi (1216 m).

Il suo territorio fa parte del Parco naturale regionale dell'Aveto.

Clima

La Liguria viene spesso accostata al clima mite mediterraneo delle sue coste, caratterizzato da inverni miti ed estati calde, ma non appena ci si addentra nell'entroterra la situazione cambia radicalmente. Grazie alla sua altitudine, Santo Stefano d'Aveto gode di un clima prettamente appenninico, con estati fresche ed inverni freddi e mediamente nevosi. In estate le temperature sono gradevoli e solo in concomitanza di forti ondate di calore si possono superare i 30 °C, le giornate sono spesso raffrescate da temporali pomeridiani e non a caso la val d'Aveto è una delle zone più piovose della Liguria.

Gli inverni non sono particolarmente freddi, sia per l'orientamento a sud, sia per avere alle spalle monti che fungono da riparo dai venti settentrionali, ma la neve può fare comparsa più volte in paese, anche abbondantemente. Salendo di quota, già nella frazione di Rocca d'Aveto la neve è più frequente, fino ad arrivare al Prato della Cipolla e al monte Bue dove le nevicate sono decisamente più frequenti e abbondanti e le temperature possono raggiungere i -15 nelle giornate più fredde (-19 nel 2018). La relativa vicinanza al mare, però, ne fa oggetto di richiami miti e umidi da sud che portano la pioggia in quota anche in pieno inverno. Le nevicate possono protrarsi fino ad aprile, ma in qualche caso possono arrivare fino alle porte dell'estate: negli annali sono ricordate le eccezionali nevicate a Rocca d'Aveto (1.255 metri) nel giugno 2006 in cui caddero 10 cm di neve; il 25 maggio 2013, la coltre bianca ricoprì anche il paese, così come nel recente 5 maggio 2019.

Storia

L'insediamento umano in questa zona probabilmente risale all'epoca preistorica e divenne ben presto centro importante della val d'Aveto, soprattutto per la favorevole posizione geografica, confine tra diverse culture locali, in primis la civiltà dei Liguri. Secondo alcune fonti storiche proprio alle pendici del monte Penna si svolse una delle ultime battaglie dell'Impero romano per la dominazione sui LiguriFonte dal sito del Comune di Santo Stefano d'Aveto .

Nel XII secolo il feudo di Santo Stefano e l'intera valle furono ceduti alla famiglia Malaspina da Federico Barbarossa tramite un diploma imperiale. Questi ultimi dotarono il villaggio e il territorio circostante di numerose fortificazioni e castelli, tra cui l'ancora presente castello malaspiniano presso il paese. Successivamente, nel 1495, i conti Fieschi di Lavagna, già presenti nelle altre valli adiacenti, comprarono il feudo dagli stessi Malaspina e tale vendita a Giovanni Luigi Fieschi fu confermata dall'imperatore Massimiliano I prima e da Carlo V poi.

Nel 1547, a seguito della celebre e storica congiura dei Fieschi, contro la famiglia genovese Doria, il territorio fu assoggettato a questi ultimi, nella persona dello stesso ammiraglio Andrea Doria, e inglobato quindi nei territori della Repubblica di Genova. La proprietà del feudo santostefanese passò dal 1649 alla discendenza dei Doria Pamphilj. La nuova dominazione della famiglia Doria causò nel tempo malcontento tra la popolazione locale, a causa dei continui soprusi e malgoverno del feudo, che scatenò una vera e propria insurrezione popolare nel 1796 conclusa con l'uccisione dei padroni del locale castello; i Doria mantennero comunque la signoria santostefanese fino al 1797.

Con la caduta della Repubblica di Genova e la soppressione dei feudi imperiali, a seguito della nuova dominazione napoleonica in Italia, il territorio avetano vide la costituzione delle prime municipalità autonome che furono inserite dal 2 dicembre 1797 nel dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, all'interno della costituita Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti statali francesi, Santo Stefano d'Aveto rientrò nell'XI cantone, come capoluogo, della giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 centro principale del V cantone dell'Aveto nella giurisdizione dell'Entella.Nel 1803 al territorio comunale di Santo Stefano d'Aveto furono aggregate le soppresse municipalità di Amborzasco e Magnasco e nel 1804 i comuni di Allegrezze, Alpepiana e Pievetta costituiti nel 1797. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento degli Appennini. Nel 1805 la frazione di Cabanne venne ceduta al comune santostefanese dalla municipalità di Rezzoaglio.

Nel 1815, caduta la dominazione napoleonica e dopo il successivo congresso di Vienna del 1814, il territorio avetano passò al Regno di Sardegna con nuove modifiche amministrative: la più importante la soppressione della municipalità di Rezzoaglio - pur conservandone in loco l'ufficio locale di stato civile fino al 1876 - e la sua aggregazione a quella di Santo Stefano d'Aveto. Parallelamente anche tutta l'area intorno al fiume Aveto venne divisa tra due differenti e confinanti province del regno sotto la divisione di Genova: nella provincia di Bobbio furono inserite le località di Alpepiana, Ascona, Brignole, Calcinara, Casaleggio, Caselle, Cornaleto, Costafigara, Ertola, Esola, Garba, Isola Rotonda, Lovari, Molini, Pareto, Pievetta, Scabbiamara, Torrini, Torrio (con confine il punto di dogana di Pietra-Sorello con il Ducato di Parma e Piacenza), Vicomezzano, Vicosoprano, Villa Cerro, Villa Piano; il rimanente territorio orientale venne aggregato direttamente a Santo Stefano d'Aveto nella provincia di Chiavari.

Nel 1859 con il decreto Rattazzi il territorio occidentale avetano passò al circondario di Bobbio (in provincia di Pavia) e quello orientale al circondario di Chiavari (in provincia di Genova) e tale divisione perdurò anche con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861. Nel 1918, con il provvedimento di variazione legge n. 621 del 28 aprile 1918, la ricostituzione del comune di Rezzoaglio portò al passaggio dalla municipalità di Santo Stefano d'Aveto di buona parte del territorio avetano che, dal 1923, interamente fu compreso nel IV mandamento di Santo Stefano d'Aveto del circondario di Chiavari.

È legata al territorio di Santo Stefano d'Aveto e al periodo della seconda guerra mondiale la figura del carabiniere Albino Badinelli (medaglia d'oro al merito civile), fucilato dai nazi-fascisti dopo essersi consegnato spontaneamente in cambio di alcuni civili e per risparmiare il borgo dalle fiamme. Badinelli, prima di morire sotto i colpi del fucile, baciando il crocifisso dichiarò apertamente il perdono per i suoi uccisori.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Valli Aveto, Graveglia e Sturla.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il decreto del presidente della Repubblica n. 2218 del 9 febbraio 1983.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio.Parrocchie e chiese di Santo Stefano d'Aveto ParrocchieMap.it Chiesa parrocchiale di Santo Stefano-santuario della Madonna di Guadalupe nel capoluogo. Nell'edificio viene conservata un'immagine della Santa portata nel santuario nel 1804 dalla chiesa di San Pietro in Piacenza. Il santuario conserva dal 1811 anche una tela che raffigura la Vergine donata all'edificio dal cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj, segretario di Stato di papa Pio VII. Si narra che questa tela fosse sulle navi del suo antenato Andrea Doria nel 1571, durante la Battaglia di Lepanto. Il quadro, copia dell'immagine impressa sulla tilma, gli era stato donato all'ammiraglio dal re di Spagna Filippo II. La chiesa di stile gotico toscano fu ricostruita nel 1928 in sostituzione della vecchia settecentesca di cui rimane il campanile. L'altare maggiore espone ai lati del vecchio quadro due pale dedicate a Santo Stefano ed a Santa Maria Maddalena. Le parti in legno sono state eseguite da maestri della val Gardena. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Allegrezze. Sita nella piazza principale del paese, eretta nel X secolo, compare in alcuni documenti del 1287. Sul muro della vasca battesimale un affresco raffigura il Battesimo di Gesù di pittore sconosciuto, ma forse risalente al Cinquecento. Chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo nella frazione di Alpicella d'Aveto. Fino al 1893, anno della erezione con il titolo di prevostura, la chiesa di Alpicella era comparrocchiale con quella di Allegrezze. Venne consacrata il 26 maggio del 1920. Dalla parrocchia dipendono: Oratorio di Nostra Signora della Pace a Gavadi; Oratorio di Nostra Signora di Montallegro o della Beata Vergine della Visitazione a Villaneri. Chiesa parrocchiale dei Santi Angeli Custodi nella frazione di Amborzasco. Passata dalla diocesi di Tortona alla diocesi di Bobbio, il primo impianto venne realizzato nel 1702 e ampliato e restaurato nel 1936. Venne eretta a parrocchia nel 1824 con il titolo di prevostura. La chiesa, consacrata il 2 ottobre del 1954, è caratterizzata dall'alto campanile in pietra del 1768. Al suo interno - decorato con stucchi, marmi e affreschi - è conservata una statua della bottega di Anton Maria Maragliano, scolpita a La Spezia, raffigurante la Madonna del Buon Consiglio. Istituto delle suore Figlie di Maria Santissima dell'Orto (o Gianelline) di Amborzasco. Chiesa parrocchiale di San Bernardo da Mentone nella frazione di Ascona. Cappella del Sacro Cuore di Gesù nella frazione di Ascona. Edificata nel 1974, è situata sulla carrozzabile che porta ad Ascona. Come scritto sulla targa commemorativa una donna, Barattini Ida, volle la costruzione di quella cappella proprio nel luogo da cui per la prima volta sulla carrozzabile si intravede fra gli alberi il paese. La cappella è meta di sosta e preghiera, soprattutto fra gli anziani del luogo che nei pomeriggi di sole si recano a piedi a questa cappella per porre fiori e recitare il rosario. Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nella frazione di Pievetta. Eretta a parrocchia nel 1634.

Architetture civili

Colonia Piaggio. L'ex colonia fu costruita in località Campomenoso tra il 1936 e il 1938 su progetto dell'architetto Luigi Carlo Daneri. Mulino di Bacin o dei Mercanti presso la frazione di Amborzasco, datato tra il Seicento e il Settecento. Inizialmente con due macine e due turbine in orizzontale, a metà del XIX secolo le furono aggiunte altre due macine e la sua attività di macinatura del grano, granoturco e castagne proseguì fino agli anni settanta del Novecento a servizio degli abitanti di Amborzasco e di Casoni.