Biografia Nel 1939 sposò Marguerite Duras che al tempo lavorava per una casa editrice. Il loro primo figlio, un maschio, morì alla nascita nel 1942. Nello stesso anno Marguerite Duras conobbe Dionys Mascolo che divenne il suo amante. Marguerite Duras e Robert Antelme furono membri della Resistenza sotto l'Occupazione. Il loro gruppo cadde in un'imboscata; Marguerite Duras riuscì a sfuggire grazie all'aiuto di "Jacques Morland", nome di battaglia di François Mitterrand, mentre Robert Antelme venne arrestato e inviato in un campo di concentramento il 1º giugno 1944. Dopo un passaggio a Buchenwald, venne condotto a Gandersheim da un piccolo commando dipendente da Buchenwald, dove venne alloggiato in una vecchia chiesa sconsacrata, nei pressi di una fabbrica.

Dopo la fine della guerra, François Mitterrand ritrovò Robert Antelme nel campo di Dachau, malato di tifo e spossato da mesi di detenzione in condizioni inumane, e lo ricondusse a Parigi. Marguerite Duras scrisse un racconto sull'attesa del suo ritorno: La Douleur, pubblicato nel 1985.

Nel 1947 Robert Antelme riportò la sua esperienza in un libro di grande importanza, L'Espèce humaine. Passato inizialmente quasi inosservato, verso il 1950 il libro fu ripreso dalla critica, premiato e infine considerato come un classico della letteratura sui campi di sterminio. È dedicato a sua sorella Marie Louise, morta nella deportazione. Robert Antelme, nel libro, mostra dei deportati che conservano la propria coscienza di fronte alle peggiori crudeltà umane. Gli uomini che descrive, ridotti allo stato di "mangiatori di scorze", vivono nel bisogno ossessivo ma anche nella coscienza di vivere.

Nel 1945 Robert Antelme fondò con Marguerite Duras una casa editrice, «La cité universelle». La coppia divorziò nel 1946, ma lavorò ancora insieme, ad esempio nel 1959 quando, su richiesta di Raymond Rouleau, adattò Les papiers d'Aspern (Il carteggio Aspern), testo teatrale di Michael Redgrave tratto dalla novella omonima di Henry James. Egli continuò un lavoro discreto negli ambienti letterari, collaborò a Les Temps Modernes e militò nel Partito comunista francese, dal quale venne tuttavia espulso nel 1956, per le proprie posizioni, dopo la repressione effettuata dalle truppe sovietiche e del Patto di Varsavia per stroncare l'insurrezione di Budapest, difesa dal partito comunista di Marchais. Durante la guerra d'Algeria, Robert Antelme fu uno dei firmatari del Manifesto dei 121.

Robert Antelme morì nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 1990.

Citazioni

Opere L'Espèce humaine, Paris, Éditions de la Cité Universelle, maggio 1947; ed. riveduta, Collection Blanche, Paris, Gallimard, 1957. [versione tagliata di circa 75 pagine sull'ed. 1947] [ed. integrale] - Collana Biblioteca Giovani n.44, Einaudi, aprile 1976; Introduzione di Alberto Cavaglion, Nota di Hermann Langbein, Collana Einaudi Tascabili. Letteratura n.417, Einaudi, 1996, ISBN 978-88-061-2953-8. [ed. integrale] Textes inédits. Sur L'espèce humaine. Essais et témoignages, Collection Blanche, Paris, Gallimard, 1996, ISBN 978-20-707-4614-9. Vengeance, Farrago, 2005; Éditions Hermann, 2010. Vendetta?, trad. e cura di Giuseppe Pintus, Introduzione di Danielle Cohen-Levinas, Postfazione di Jean-Luc Nancy, Collana Point d'orgue, Roma, InSchibboleth, 2023, ISBN 978-88-9869-440-2. in:

Bibliografia Marguerite Duras, La Douleur, Paris, POL, 1985. Martin Crowley, Robert Antelme, l'humanité irréductible, Editions Léo Scheer, 2004. Georges Perec, Robert Antelme ou la vérité de la littérature, dans: L.G., Une aventure des années soixante, Paris, Seuil, 1992. Maurice Blanchot, L'Entretien infini, Paris, Gallimard, 1969.

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