Rimase per otto anni in testa alla classifica mondiale tra gli anni cinquanta e sessanta giocando da professionista. Completamente autodidatta, fu un dilettante di successo nei tardi anni quaranta, vincendo lo US Open nel 1948 e 1949 e passando molto presto al professionismo, a soli 22 anni e dopo soli 6 Tornei dello Slam giocati.
La carriera professionistica fu segnata da grandi successi: Gonzales è il terzo più titolato tennista professionista con 12 vittorie negli Slam Professionistici (8 nello U.S. Pro Tennis Championships e 4 nel Wembley Championship).Nei Pro Slam il più vincente fu Ken Rosewall con 17 titoli e Rod Laver fu secondo con 13
Con l'avvento dell'era Open nel 1968, Gonzales fu ancora in grado di raggiungere le semifinali al Roland Garros e i quarti allo U.S. Open. Giocò nel 1969 a Wimbledon un match entrato nella leggenda del tennis, allorché - a 41 anni - eliminò Charlie Pasarell, di 16 anni più giovane, vincendo 22-24, 1-6, 16-14, 6-3, 11-9 (allora non esisteva il tie-break) dopo 5 ore e 12 minuti di gioco.
Un articolo del 1999 di Sports Illustrated sui 20 atleti preferiti del ventesimo secolo scrisse di Gonzalez: "Se il pianeta Terra fosse in pericolo in una partita a tennis, l'uomo che vorresti al servizio per salvare l'umanità sarebbe Ricardo Alonso Gonzalez". Il noto commentatore televisivo Bud Collins ribadì questo concetto in un articolo: "Se dovessi scegliere qualcuno che giochi per la mia vita, sceglierei Pancho Gonzalez".
Carriera sportiva Dilettante A Gonzales fu regalata una racchetta da tennis del valore di 51 centesimi di dollaro da sua madre quando aveva 12 anni: era primogenito di sette figli generati da una coppia di emigranti dal Messico. Kramer Ricevette lezioni di tennis dal suo amico, Chuck Pate, ma imparò a giocare soprattutto guardando gli altri giocatori sui campi pubblici del vicino quartiere Exposition Park di Los Angeles.
Una volta scoperto il tennis, perse interesse per la scuola e iniziò un'adolescenza travagliata, in cui fu inseguito dagli inservienti che sorvegliavano chi marinava la scuola e dai poliziotti in generale.
Diventò amico di Frank Poulain, il proprietario del negozio di tennis dell'Exposition Park e qualche volta gli capitò di dormire proprio lì.
A causa della sua scarsa frequenza scolastica e qualche problema giudiziario, fu ostracizzato dalla predominante cultura anglosassone: soprattutto dalle classi più abbienti, che gestivano la organizzazione dei tornei in U.S.A. negli anni 40. La sede principale del tennis nella città californiana era allora il Los Angeles Tennis Club, dove giocavano altri giocatori, come il giovane Jack Kramer.
In quegli anni il capo della Southern California Tennis Association era Perry T. Jones, uomo più potente del tennis in California ed anche in gran parte di tutti gli Stati Uniti, visto che il clima mite di quello stato gli aveva permesso di avere un certo vantaggio nella pratica dello sport.
Jones era descritto come un leader autoritario e rigoroso, che incarnava quella politica esclusionista che governava il tennis in quei decenni; sebbene Gonzales fosse un giovane promettente, quando Jones scoprì che il giovane aveva marinato la scuola lo escluse dai tornei che organizzava.
Arrestato per furto con scasso a 15 anni, Gonzales trascorse un anno in detenzione; si arruolò quindi nella marina sul finire della seconda guerra mondiale e vi rimase per due anni, quando venne congedato con disonore (1947).
Secondo la sua autobiografia, Gonzales era alto 1.91 m e pesava 83 kg da quando aveva 19 anni.
Altre fonti generalmente lo considerano un po' più basso, ma in ogni caso questa peculiarità fisica gli permetteva di avere un certo vantaggio su alcuni dei suoi rivali più importanti, come Pancho Segura, Ken Rosewall e Rod Laver, i quali erano almeno 15 centimetri più bassi.
Tony Trabert, che venne battuto nettamente da Gonzales nei 101 incontri diretti in cui lo incontrò, e che provava una profonda antipatia per il rivale, una volta disse al Los Angeles Times:
Nonostante la sua mancanza di tempo per il gioco, mentre era nella marina, e per la maggior parte sconosciuto quando aveva 19 anni nel 1947, Gonzales raggiunse nella classifica nazionale la diciassettesima posizione giocando soprattutto sulla West Coast. Nel 1947 si portò nella costa orientale per giocare gli U.S. National Championships a Forest Hills. Sconfisse a sorpresa il britannico, membro della squadra di Coppa Davis della sua nazione, Derek Barton, perdendo poi in 5 set con la testa di serie numero 7 Gardnar Mulloy. Nell'ultimo torneo importante dell'anno, il Pacific Southwest Championships, che si giocò al Los Angeles Tennis Club, sconfisse tre nomi di fama internazionale quali: Jaroslav Drobný, Bob Falkenburg, e Frank Parker, prima di perdere in semifinale contro Ted Schroeder.
L'anno seguente, Perry T. Jones, venuta meno la sua opposizione a Gonzales sponsorizzò il suo viaggio ad est per giocare nei tornei più importanti. Il giocatore americano in cima alle classifiche, Ted Schroeder, decise all'ultimo momento di non giocare gli U.S. National Championships e a Gonzales venne assegnata la testa di serie numero 8 del torneo. Con la sorpresa di molti osservatori, vinse abbastanza facilmente in finale in 3 set contro il sudafricano Eric Sturgess, giocatore dotato di un potente serve-and-volley. Il New York Times parlò in questo modo sui suoi giornali: "L'outsider peggiore dei tempi moderni siede sul trono del tennis". La sua personalità a quel tempo era sorprendentemente diversa da quella che sarebbe diventata negli anni a venire. L'Americana Lawn Tennis scrisse che:
Questo fu solo l'unica grande vittoria di Gonzales dell'anno, ma fu sufficiente per fargli finire l'anno come il numero uno del tennis americano.
Nel 1949, Gonzales fece male a Wimbledon e fu deriso per la sua prestazione da parte della stampa, nonostante avesse raggiunto il quarto turno. Un giornalista sportivo britannico lo definì "campione di formaggio" e, a causa del suo nome, il suo compagno di doppio del tempo, Frank Parker, cominciò a chiamarlo "Gorgonzales", come il Gorgonzola, formaggio italiano. Questo fu poi ridotto a "Gorgo", il soprannome col quale è stato poi conosciuto dai suoi colleghi nel tour professionale. (Jack Kramer, nella sua autobiografia, disse che era stato Jim Burchard, lo scrittore di tennis per il New York World-Telegram che per primo lo aveva definito un "cheese champion").
Quando Gonzales tornò negli Stati Uniti per disputare lo U.S. National Championships, ancora una volta, con grande sorpresa di molti osservatori, riconfermò la vittoria dell'anno precedente. Ted Schroeder, la testa di serie numero 1, aveva battuto Gonzales otto volte in nove partite nel corso della loro carriera ed era fortemente favorito. L'unica volta che Gonzales aveva battuto Schroeder, questi stava giocando con un naso che gli era stato rotto il giorno prima dalla racchetta del suo partner di doppio durante un punto a rete giocato male. In una combattuta finale che è stata definita l'undicesima partita più bella di tutti i tempi, Gonzales perse in un 1 ora e 15 minuti il primo set per 16-18, ma alla fine riuscì a prevalere nel 5º set. Ancora una volta terminò l'anno come il numero uno della classifica dei dilettanti degli Stati Uniti. Gonzales vinse entrambi i suoi incontri di singolare nella finale di Coppa Davis contro l'Australia. Dopo aver battuto Schroeder a Forest Hills, era chiaramente il miglior dilettante del mondo. Bobby Riggs, che contava sull'ingaggio di Schroeder per giocare nel tour professionale di Kramer, fu poi costretto ad ingaggiare a malincuore Gonzales al suo posto.
Professionista Gonzales fu battuto nettamente durante il suo primo anno nel circuito professionale: 96 partite a 27 dal dominatore del tennis professionistico di allora ossia Jack Kramer. In tale periodo, la personalità di Gonzales cambiò: da quella amichevole di giovanotto passò a quella del duro e solitario con cui divenne noto per il resto della sua vita. Secondo Kramer nella sua autobiografia del 1979: "La cosa peggiore che sia mai successa a Gonzales è stata vincere a Forest Hills nel 1949 ...Perché Gorgo non era maturo come giocatore per essere contrapposto a Kramer, un professionista al culmine della sua carriera". Inoltre, dice Kramer, "Pancho non aveva idea di come vivere o prendersi cura di se stesso. Era un ragazzo tutto hamburger e hot-dog per iniziare, e non conosceva il concetto di dieta ... Sul campo Gorgo beveva anche qualche sorso di Coca Cola durante una partita ...Gorgo era un fumatore di sigarette piuttosto incalito. aveva ritmi di sonno terribili che erano deleteri per chi doveva affrontare un tour professionistico".
Kramer vinse 22 delle prime 26 partite e 42 delle successive 50. Gonzales migliorò abbastanza per vincere 15 delle rimanenti 32, ma era troppo tardi. Bobby Riggs, il promotore del tour, disse che Gonzales era ora "carne morta": Kramer avrebbe avuto bisogno di una nuova sfida per il tour dell'anno successivo. In compenso, però, Gonzales aveva guadagnato 75.000 dollari nonostante la sconfitta. Kramer disse che: "la sua natura era cambiata completamente. È diventato difficile e arrogante. Perdere lo aveva cambiato. Quando arrivò l'occasione successiva, capì che: o vinceva o si era senza lavoro". Era ora "un solitario", dichiarò Ted Schroeder, "e sempre l'uomo più infelice della città".
Semi-ritiro (1951-1953) Dal 1951 al 1953, Gonzales era sul punto di ritirarsi. Comprò il negozio di tennis di Exposition Park e gareggiò con brevi incursioni in piccoli tour professionisti e tornei professionali disputati in tutto il mondo. Nonostante la sua scarsa frequenza nei tornei (perché prima Riggs, poi Kramer, promotori del Pro Tour, non lo volevano come giocatore in prima linea del loro tour), aveva innalzato il suo gioco ad un livello superiore rispetto a prima e ancora una volta uscì vincitore nella maggior parte delle partite da lui disputate. Fonti precise su questo periodo sono difficili da individuare, ma Gonzales affermò nella sua autobiografia che, dopo la sconfitta decisiva per Kramer nel loro tour del 1950 ha poi battuto il suo vecchio antagonista 11 volte nelle successive 16 partite giocate.
Nell'estate dell'emisfero australe del 1950-1951, Gonzales partecipa ad un tour in Australia e Nuova Zelanda con Dinny Pails, Frank Parker, e Don Budge. Nel mese di dicembre 1950, Pails vince il breve tour in Nuova Zelanda, ma nel mese di gennaio e febbraio 1951 Gonzales vince una seconda e più lunga tournée in Australia. Anche se Gonzales vinse anche a Wembley nel 1951 (dove Kramer non partecipò), è probabile che sia Kramer che Segura fossero dei giocatori leggermente più forti in quell'anno.
Nel 1952, invece, Gonzales raggiunse il livello superiore dei professionisti. Nel 1952 partecipò a cinque tornei e ne vinse quattro: il Philadelphia Inquirer Championships, dove sconfisse sia Pancho Segura che Jack Kramer due volte in un doppio round-robin; lo Slazenger Pro Championships di Scarborough, Inghilterra, dove sconfisse Don Budge e Segura; il London Pro Indoor Championships di Wembley, di nuovo in Inghilterra battendo Segura e Kramer; il Berlin Pro Championships, in Germania, dove sconfisse di nuovo Segura e Budge; ed è stato finalista degli U.S. Pro Tennis Championships ("US Pro") dove fu battuto da Segura per 3-6, 6-4, 3-6, 6-4, 6-0. In tutto, Gonzales sconfisse Segura cinque volte su sei e Kramer tre volte in tre partite. Questo è stato il primo anno in cui "Big Pancho" (Gonzales) dominò "Piccola Pancho" (Segura) nei loro testa a testa, e, successivamente, la sua superiorità su Segura rimarrà una costante di tutta la sua carriera.